Verso la gestione ordinaria del covid
(©RaVdA) -
La conferenza stampa di aggiornamento sulla campagna vaccinale del 2 marzo 2022
Mercoledì 2 marzo 2022, nel corso di una conferenza stampa, è stato fatto il punto sull’avanzamento della campagna di vaccinazione anti covid, in Valle d’Aosta.
«Ci avviamo verso una stagione di sereno che speriamo definitivo: dovrebbe essere questo l’ultimo mese di gestione emergenziale di questa pandemia – ha detto il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta Erik Lavevaz – e ci avviamo verso una gestione ordinaria».
L’assessore alla Sanità Roberto Barmasse ha riferito che è stato riaperto il Reparto di Chirurgia generale ed è stato avviato il recupero di quanto «lasciato indietro nei mesi scorsi».
Per un’eventuale quinta ondata (ma anche in relazione a una qualsiasi altra epidemia influenzale), è allo studio un Piano per ridurre al massimo l’impatto sul sistema ospedaliero. La scadenza di presentazione è fissata alla fine dell’agosto 2022. In esso devono essere anche contenute indicazioni rispetto a nuove somministrazioni.
Il direttore generale dell’Azienda Usl, Massimo Uberti, ha confermato che i numeri si stanno sempre più riducendo: «si vaccina una giorno la settimana nelle tre sedi periferiche e due volte la settimana nella sede di Pollein. Nella giornata di martedì 1° marzo abbiamo somministrato 300 vaccini e 22 prime dosi, fra queste 11 con Novavax». La Valle d’Aosta è prima regione italiana nella copertura con terza dose, mentre è al quarto posto per somministrazioni settimanali.
Sulla quarta dose, ha riferito che sarà Ausl a chiamare le persone immunodepresse coinvolte.
La percentuale dei non vaccinati è ancora di alcuni punti più elevata rispetto a quella nazionale.
Il direttore sanitario Guido Giardini ha aggiunto, in relazione alla situazione ospedaliera che, dopo il picco di fine gennaio, la pressione sull’ospedale si è ridotta progressivamente. Mercoledì 2 marzo vi sono 18 pazienti nei reparti covid. Resta da ricollocare il reparto di Neurologia.
Lo scopo principale dell’incontro è stato illustrare i dati raccolto nello studio epidemiologico di analisi dei ricoveri covid nella fase di massimo picco, con informazioni statistiche utili a capire il fenomeno in relazione a popolazione completamente vaccinata, parzialmente vaccinata o non vaccinata.
Moreno Benedetto Festuccia ha evidenziato che i punti critici della quarta ondata sono stati il 15 novembre e il 15 dicembre. La discesa è iniziata dal 15 gennaio.
Fra il 15 novembre e il 31 gennaio sono stati ricoverati 253 pazienti per covid (116 donne e 137 uomini, di età mediana ari a 75 anni). Non rientrano nell’analisi i positivi asintomatici ricoverati per altre motivazioni.
137 pazienti non erano vaccinati, 67 pazienti erano vaccinati con due dosi da più di 5 mesi e 35 pazienti erano completamente vaccinati (7 avevano ricevuto la terza dose da meno di due settimane).
Il rischio di ricovero risulterebbe dunque 12 volte superiore per i non vaccinati ma questi dati sono di difficile lettura per i dati confondenti (età e comorbilità).
L’età mediana dei non vaccinati è di 71,5 anni; dei vaccinati con due dosi di 76,9 anni e dei vaccinati con tre dosi di 82,1 anni.
Nei casi di comorbilità importanti, il rischio di ricovero è più altro fra i completamente vaccinati (74,3%).
I non vaccinati hanno avuto bisogno del casco Cpap con maggior frequenza rispetto agli altri (46,2%).
In rianimazione, sono stati ricoverati 21 pazienti non vaccinati. I deceduti non vaccinati sono stati 18 su 34 totali; l’età media era 83,8 anni.
La durata media dei ricoveri è stata di 9 giorni.
Rispetto alle terapie somministrate, 98 pazienti sono stati curati con antivirali, 52 con antinfiammatori, 54 con anticorpi monoclonali e 3 con il nuovo farmaco antivirale.
Pubblicato / aggiornato
il 02/03/2022 alle 11:24
Categoria:
Salute