Consiglio Valle il 6 e 7 aprile 2022
Il Consiglio Valle è riunito in via ordinaria mercoledì 6 e giovedì 7 aprile 2022, per trattare un ordine del giorno composto di 56 oggetti di cui 2 rinviati dalla scorsa adunanza.
Comunicazioni del presidente del Consiglio
Il presidente del Consiglio Valle ha aperto i lavori ha espresso il cordoglio dell’Aula all’assessore Guichardaz per la morte di sua madre. Cordoglio è stato espresso anche per la morte di Giuseppe Bosonin, Chevalier de l’Autonomie dal 27 febbraio 2022.
Il consigliere Mauro Baccega (Forza Italia) ha espresso il cordoglio del suo gruppo per la morte di Philippe Favre.
Bertin – annunciando la creazione del gruppo Forza Italia, con capogruppo Pierluigi Marquis – ha segnalato che la Conferenza dei capigruppo ha deciso di dedicare alla discussione sulla situazione politica la parte iniziale dei lavori consiliari, con 5 minuti a disposizione di ogni gruppo.
Pierluigi Marquis ha affermato: «questa è una scelta che consegue al passo che ho fatto di aver superato l’esperienza di Stella alpina. Un’esperienza che mi ha viso fare questo percorso dal 2001, in un movimento nel quale ho sempre creduto e ho dato molto perché è ispirato ai valori liberali, moderati ed europeisti che condivido. Sono gli stessi valori di Forza Italia che, però, opera a livello nazionale ed europeo. Credo che l’opinione pubblica debba conoscere le ragioni che ispirano i politici nel fare passaggi anche difficili. Il mio passaggio corrisponde alla coerenza delle mie idee e dei miei ideali Non avrei potuto fare diversamente. Stella alpina ha perso l’equidistanza rispetto alle posizioni nazionali ma, soprattutto, oggi non si può vivere nell’isolamento. I problemi complessi devono essere affrontati avendo una rete relazionale con l’Italia e l’Europa. I rapporti con lo Stato sono difficili e bisogna cementificarlo incrementando le relazioni per far uscire la Valle d’Aosta dalla situazione di difficoltà che sta vivendo. Lavorerò all’opposizione con grande serietà.Oggi è importante affrontare il problema della crisi politica, che nasce dal maggior 2021 con le dimissioni di Minelli e che, ancora oggi, non ha trovato soluzione. Spero che questa mia decisione possa essere uno sprone per trovare una soluzione».
Andrea Manfrin (Lega Vallée d’Aoste) ha detto: «riteniamo sia un passaggio fondamentale di questa consiliatura. È solo l’ultimo passaggio di un percorso e ora si sollevano problemi regolamentari non risolti: dovremo ricomporre le Commissioni e non sarà semplice. Il programma di questa maggioranza è difficilmente realizzabile con maggioranza risicate. Servono governabilità e stabilità, con numeri solidi e stabili per realizzare ciò che è stato prospettato. Sarà aperto un confronto politico. Sarebbe inutile produrci in una serie di azioni chiedendo il voto segreto per vedere quali sarebbero le conseguenze. Dunque, in maniera responsabile e costruttiva, annuncio il ritiro di tutte le iniziative a nostra firma».
Carlo Marzi (Stella alpina) ha affermato: «la Stella alpina deve esprimersi rispetto a questioni ampiamente dibattute nei propri organismi interni nell’ultimo semestre. Le elezioni del 2020 sono arrivate dopo una conclusione anticipata della legislatura e le elezioni regionali sono state concomitanti con quelle comunali. Per 18 mesi si è governato compiendo scelte molto difficili. La politica parte dai contatti umani e, essendone privati, è stato complesso. Noi abbiamo deciso di restare coerenti alla scelte fatte, continuando a esser leali al Governo regionale. Però dobbiamo prendere atto del fatto che, da quasi 11 mesi, ci troviamo in una crisi politica che richiede di guardare alla Valle d’Aosta, continuando ad assumersi le responsabilità assunte 18 mesi or sono. Fare politica è dibattito ma anche umiltà e assunzione di responsabilità».
Marco Carrel (Pour l’Autonomie) ha detto: «non voglio addentrarmi in analisi politiche ma questa maggioranza, nata con 21 consiglieri, ora ne conta 18; la V Commissione è senza presidente; un Assessorato ad interim dura da 11 mesi e, ora, non vi è la maggioranza in alcune Commissioni. Noi siamo stati sempre coerenti, propositivi e costruttivi. Il nostro comportamento è legato a una scelta politica chiara e definita nel nostro nome. Continuando con questo atteggiamento, anche noi ritiriamo tutte le iniziative che avremmo discusso in questo Consiglio con l’obiettivo di velocizzare i tempi di soluzione della crisi, nel rispetto dell’Aula e dei Valdostani, che hanno bisogno di un’azione amministrativa chiara e definita. Governabilità c’è esclusivamente se chi governa ha obiettivi chiari e condivisi oltre che un comportamento coerente e corretto. Se no resta un termine per non assumersi le proprie responsabilità».
Erika Guichardaz (Progetto civico progressista) ha affermato: «le elezioni del 2020 avevano palesato il desiderio di rinnovamento dell’elettorato. Le premesse erano positive ma, dopo un paio di mesi, sono apparsi atteggiamenti in contrasto con le intese. Nella riunione di maggioranza del 21 gennaio ci siamo sentiti dire che il programma non era un totem e andava rivisto. La crisi attuale nasce da quella data e da quell’incoerenza programmatica teorizzata e praticata per tornare al conservatorismo e al rifiuto del confronto per affrontare temi decisivi. Dopo mesi di silenzio e una verifica programmatica mai fatta, in assenza di una linea politica, mentre crolla la sanità, cresce la povertà e diminuiscono i sostegni sociali, l’uscita di Marquis è la prova evidente che non c’era alcun blocco autonomista. E che i problemi segnalati erano veri e non serviva a nulla mascherarli. Stella alpina perde il ruolo che si era conquistata in anni di governo e un elettorato moderato e liberale. Il Pd è sempre più spostato al centro abbandonando il programma innovatore e progressista faticosamente ottenuto. Questa maggioranza è sempre meno autonomista e per nulla progressista. Occorre cambiare, partendo dal sistema elettorale, che non consente di scegliere un presidente, una maggioranza e un programma che durino per cinque anni. La riforma si può fare in un paio di mesi. Senza, ci trascineremo da una crisi all’altra, mettendo in scena un triste spettacolo».
Paolo Crétier (Federalisti-Progressisti-Partito democratico) ha detto: «Da oggi una forza politica bocciata dagli elettori entra in Consiglio. Forza Italia è rappresentata da esponenti con un passato politico travagliato. In 18 siamo ancora maggioranza. Ognuno è chiamato a fare delle scelte. Noi scegliamo di essere coerenti e di far fronte alla difficoltà. La vecchia politica emerge e sento ripetutamente l’io al posto del noi. Le scelte scellerate costano troppo ai cittadini e, anche se è una frase retorica, è comunque reale».
Mauro Baccega (Forza Italia) è intervenuto affermando: «la crisi odierna è frutto di trattative post elettorali basate non sui programmi ma sui veti. È figlia della peggiore legge elettorale votata in quest’aula. Deve essere riformata. Sin dall’inizio della legislatura ho previsto che la maggioranza si sarebbe incagliata. Uno stallo che, in una fase di emergenza, ha portato a una situazione drammatica in tanti settori. La responsabilità della crisi non è di Pierluigi Marquis. Forza Italia chiede alla Valle d’Aosta una svolta: non siamo a caccia di poltrone ma vogliamo un cambio sostanziale di paradigma e siamo in grado di contribuire a costruire un progetto di rilancio per imprese e famiglie. Se invece dobbiamo essere puniti per le nostre scelte libere e liberali, fate voi. Anche noi ritiriamo tutte le nostre attività ispettive, anche se c’era la mozione importante sulle liste d’attesa, chiedendo di reiscriverla per la prossima adunanza».
Albert Chatrian (Alliance valdôtaine-VdA unie) ha detto: «le dimissioni di Marquis accelereranno la soluzione della crisi e dovremo trovare soluzioni per governare questa regione in un momento difficile. I nostri movimenti lo hanno già deciso: gli autonomisti si sono attivati per trovare le migliori soluzioni per dare risposte e cambiare marcia in alcuni settori. Dobbiamo essere più performanti e dare dignità al Consiglio, alla buona politica e alla buona amministrazione».
Claudio Restano ha affermato: «prendiamo atto di una scelta significativa e non la commentiamo ma siamo consapevoli che è giunto il momento di agire. E sono i movimenti che devono darsi da fare, nei prossimi giorni. Rispondo al consigliere Carrel specificando che il lavoro della V Commissione non si è mai fermato e la crisi sanitaria non dipende da noi né dalle dimissioni di Guichardaz dal ruolo di presidente».
Aurelio Marguerettaz (Union valdôtaine) ha detto: «non è nostra abitudine commentare le scelte personali né le vicissitudini delle altre forza politiche. Avremo modo di confrontarci. Quanto accaduto ci consente di accelerare e manifesto apprezzamento per la scelta dei gruppi di minoranza di ritirare le loro iniziative, perché credo che già nelle giornate di oggi e domani potremo subito dare avvio a un confronto franco fra gruppi consiliari e movimenti, per risolvere la situazione quanto prima. Una maggioranza esiste e le attività sono state portate avanti dignitosamente. Mi corre però l’obbligo di evidenziare che il progetto iniziale, composto da 21 consiglieri, è stato minato non dall’uscita di Marquis ma molto prima e da quella componente che ha, sin dall’inizi, costruito un programma imponendo veti e boicottando il lavoro. Mi viene da ridere che s’invochi la stabilità e il rispetto dell’elettorato da parte di chi, in quattro anni, ha cambiato quattro gruppi consiliari. Guarderei alla frana del Movimento 5 stelle più che a quella (che non c’è stata) di Union valdôtaine. Mettiamo a fattor comune una serie di istanze e problemi per dare un’accelerata. La politica è confronto e compromesso e bisogna mettere da partire gli steccati e i veti per imparare dal Governo Draghi: nella diversità si possono creare le condizioni per superare il momento difficile».
Comunicazioni del presidente della Regione
Erik Lavevaz ha comunicato all’aula: «Je prends l’occasion de ces communications pour partager avec le Conseil la visite qu’on a reçue hier de la part de Monsieur Jean-Baptiste Lemoyne, Ministre chargé pour le tourisme et pour la francophonie du Gouvernement français. Lors d’un déplacement privé, le Ministre a voulu s’arrêter en Vallée d’Aoste pour une petite journée de découverte lors de laquelle nous avons pu discuter de plusieurs sujets communs, qui lient la réalité valdôtaine avec celle française. On a donc abordé une grande série d’arguments, qui mettent à jour les dossiers que nous partageons avec l’autre côté des Alpes. Monsieur Lemoyne a voulu également déposer une gerbe à la plaque dédiée à Émile Chanoux, dans la place principale du chef-lieu, soulignant l’importance de sa pensée pour l’engagement contemporain sur le thème de l’identité et du dialogue.
Comunico inoltre che, sempre nell’ambito dei rapporti con le rappresentanze di altri paesi, lo scorso 25 marzo ho incontrato insieme all’Assessore Caveri l’Ambasciatore incaricato del Regno Unito in Italia, Sua Eccellenza Edward Llewellyn. L’Ambasciatore è stato ad Aosta in un percorso pensato per toccare tutte le Regioni italiane prima del suo insediamento formale, che avverrà nelle prossime settimane. Si è trattato di un incontro eccezionale, per la Valle d’Aosta: un appuntamento che crediamo possa essere fertile di iniziative, anche per l’interesse manifestato dall’Ambasciatore per il nostro particolarismo. Uno spazio speciale è stato dedicato alla figura di Sant’Anselmo, la cui storia crea un legame forte tra la nostra regione e Canterbury. Crediamo in questo senso che ci siano ampie possibilità per creare spazi di vicinanza in futuro, che si traducono anche nella forte presenza di turisti britannici in Valle d’Aosta».
Proposte di atti amministrativi
Con 20 voti a favore (UV, AV-VdAU, FP-PD, SA, FI, GM) e 15 astensioni (Lega VdA, PlA e PCP), il Consiglio Valle ha approvato le proposte di programmi regionali del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e del Fondo sociale europeo plus (FSE+) per il periodo 2021-2027, che saranno ora inviati ai servizi della Commissione europea e dello Stato.
La spesa a carico della Regione per la realizzazione del FESR 2021-2027, pari a 16 milioni 648mila euro, è già stata autorizzata per 7 milioni 198mila euro con la legge di stabilità regionale per il triennio 2022-2024, mentre la somma di 9 milioni 450mila euro troverà copertura sui futuri bilanci finanziari. Per il FSE+, la cui spesa a carico della Regione è di 14 milioni 680mila euro, è già stata autorizzata la somma di 3 milioni 20mila di euro con la legge di stabilità, mentre 11 milioni 660mila euro troveranno copertura sui futuri bilanci finanziari.
Le priorità di intervento del Fondo europeo di sviluppo regionale saranno rivolte al sostegno degli investimenti delle imprese per l’innovazione, lo sviluppo tecnologico e la competitività, in linea con quanto previsto dal Quadro strategico regionale di sviluppo sostenibile 2030, con una particolare attenzione al rafforzamento delle reti, allo sviluppo di modelli imprenditoriali maggiormente “green”, alle pari opportunità di genere e alla transizione digitale che dovrà riguardare imprese, pubblica amministrazione e cittadini.
Le risorse comunitarie del FSE+ sono indirizzate a soddisfare l’occupazione, in particolare dei giovani, dei disoccupati di lungo periodo e dei gruppi svantaggiati nel mercato del lavoro, garantendo la partecipazione equilibrata sotto il profilo di genere anche attraverso l’accesso a servizi per l’infanzia e alle persone non autosufficienti e l’adattamento ai cambiamenti; l’istruzione e formazione, migliorando la qualità e l’attinenza al mercato del lavoro; l’inclusione sociale, incentivando la partecipazione attiva e la non discriminazione dei gruppi svantaggiati, l’integrazione socioeconomica di cittadini di paesi terzi compresi i migranti, l’accesso paritario a prezzi accessibili ai servizi, ivi compresi quelli che promuovono l’accesso agli alloggi e all’assistenza incentrata sulla persona anche in ambito sanitario.
L’assessore alle politiche europee, Luciano Caveri, ha illustrato i documenti: «Questi due programmi, che rientrano nell’ambito delle politiche regionali, di grande importanza per la Valle d’Aosta, prevedono uno stanziamento complessivo di 92,5 milioni di euro per il FESR e di 81,5 milioni per il FSE+. Grazie alla grande professionalità della nostra Regione in questo settore abbiamo sempre raggiunto standard molto elevati di spesa dei fondi comunitari, a differenza di altre regioni italiane. Per quanto riguarda il FESR, gli obiettivi prevedono un’Europa più competitiva e intelligente, più verde e resiliente a basse emissioni di carbonio e un’Europa più sociale che comprende cultura e turismo. Sono numerose anche le priorità del programma FSE+ che vanno dall’occupazione all’istruzione e formazione, dall’inclusione sociale alla occupazione giovanile. Questi finanziamenti sono sicuri, a differenza di quelli del PNRR che hanno un’alea creata dalla competitività dei bandi, e devono essere spesi bene. Lavoreremo sul piano politico e anche su quello tecnico, in collaborazione con gli stakeholders, per sostanziare questo documento che nelle settimane a venire sarà all’attenzione della Commissione europea.»
Il consigliere Renzo Testolin (UV) ha evidenziato: «Questi programmi valorizzano elementi caratterizzanti e importanti per la nostra regione come le risorse rinnovabili, l’energia pulita, l’attenzione al sociale. Vale la pena rimarcare come i programmi costruiti, da un lato nel rispetto di una continuità di indirizzi rispetto alla passata programmazione, evidenzino anche un importante lavoro delle strutture regionali per cercare di garantire interventi di semplificazione delle procedure di accesso ai fondi da parte degli utenti e dei beneficiari finali. Tra le varie iniziative, ritengo particolarmente rilevanti le opportunità di lavoro per i giovani e la conciliazione delle esigenze delle imprese con la possibilità di sviluppare dei percorsi post diploma. Sarà importante confrontarsi in Consiglio sull’utilizzo dei fondi e sulle varie iniziative che verranno elaborate dalle strutture competenti ma che devono vedere la politica assolutamente partecipe nel processo di sviluppo e di destinazione di queste importanti risorse.»
Il capogruppo di FI, Pierluigi Marquis, ha sottolineato l’importanza dei programmi europei: «Sono i due pilastri della programmazione europea che possono dare importanti opportunità per lo sviluppo e la coesione delle realtà territoriali. È apprezzabile lo sforzo semplificativo e bisogna lavorare su questo per consentire il pieno accesso ai fondi ai cittadini e alle imprese valdostane.
Attività legislativa
Il Consiglio Valle ha approvato, con 18 voti a favore (UV, AV-VdAU, FP-PD, SA, GM) e 17 astensioni (Lega VdA, PlA, PCP, FI), un disegno di legge che contiene disposizioni finanziarie in materia di linee funiviarie di trasporto in servizio pubblico realizzate e gestite dalla Regione (modifica alla norma regionale n. 20/2008).
Il provvedimento, presentato dalla Giunta regionale il 14 marzo, si compone di due articoli che, come specificato dal consigliere relatore, Antonino Malacrinò (FP-PD), «ha valenza meramente finanziaria e ha lo scopo di rendere disponibili le risorse stanziate a bilancio per adeguarle al nuovo modello di gestione che sarà approvato in seguito dalla Giunta regionale per la gestione della funivia Buisson-Chamois. La legge 20/2008 prevede infatti la possibilità che la Regione possa concedere la gestione dell’esercizio mediante il modello dell’autoproduzione anche in cooperazione con gli enti locali, singoli o associati, e le loro società inhouse, direttamente interessati ad assicurare il servizio di trasporto a supporto della popolazione locale.»
Il vicecapogruppo Stefano Aggravi (Lega VdA) annunciando i motivi dell’astensione del suo gruppo e di quelli di Pour l’Autonomie e di Forza Italia, ha precisato che «in seconda Commissione avremmo dovuto approfondire gli aspetti cardine di questo disegno di legge che riguardano le parti finanziarie. Avevamo chiesto maggiori dettagli sulla questione e di audire la controparte comunale e quelle sindacali. Questo non è avvenuto e le forze di opposizione hanno organizzato delle audizioni informali che hanno evidenziato una parte consistente di aspetti ancora da valutare soprattutto per quanto riguarda il personale. Riteniamo che non ci siano tutti gli elementi necessari per votare questo disegno di legge.»
La capogruppo Erika Guichardaz (PCP) ha confermato che «le audizioni svolte in via informale dai gruppi di minoranza hanno evidenziato una poca chiarezza del destino della funivia Buisson-Chamois sia per l’aspetto lavorativo sia per il mantenimento del servizio. Anche se questo provvedimento è solo di natura finanziaria, dà avvio ad una serie successiva di azioni concrete. Dichiariamo il nostro voto di astensione.»
«Avremo occasione di confrontarci ancora sul tema con l’accordo di cooperazione che è in corso – ha concluso l’assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy -. Ricordo a tutti che i tempi sono sempre stretti ed è importante arrivare a una decisione.»
Interrogazioni
Interrogazioni a risposta immediata
Erano state iscritte tre interrogazioni a risposta immediataSono state ritirate la prima, depositata dal gruppo Lega Vallée d’Aoste, chiede conto dei ritardi nella trasmissione ai dipendenti regionali delle circolari attuative del decreto-legge 24/2022 di cessazione dello stato di emergenza da Covid-19, e la seconda, a firma del gruppo Forza Italia, riguarda la pubblicazione di tre bandi per l’assunzione del Direttore del Forte di Bard.
Valorizzazione del patrimonio ferroviario e minerario di Cogne
Il gruppo Progetto Civico Progressista ha chiesto chiarimenti sul mantenimento del patrimonio ferroviario e minerario del comune di Cogne.
La capogruppo Erika Guichardaz ha ricordato che «una petizione popolare sottoscritta da 683 cittadini, discussa in un’adunanza consiliare del 2012, ha posto l’attenzione sulla conservazione della ferrovia del Drinc – che collega Pila e Cogne – e sulle miniere di Cogne, opere che sono parte di un patrimonio di enorme valore storico, culturale e turistico. Inoltre, la ferrovia del Drinc mantiene operativa una via di accesso alternativa per l’abitato di Cogne. Abbiamo appreso che la Regione ha svenduto per 31.150 euro il materiale rotabile dell’ex tramvia Pila/Cogne, a fronte di un valore di oltre 600mila euro: vorremmo sapere quali riflessioni siano state fatte per evitare la dispersione dei beni e per arrivare a un progetto di valorizzazione complessiva del patrimonio ferroviario e minerario di Cogne.»
Il presidente della Regione, Erik Lavevaz, ha chiarito che «rispetto al patrimonio ferroviario sono state fatte ampie riflessioni nel periodo tra il 2008 e il 2012, coinvolgendo esperti del settore e le competenti Commissioni consiliari. Tali riflessioni avevano portato all’adozione, da parte di questo Consiglio, della risoluzione del luglio 2011, che sostanzialmente stabiliva di rinunciare al progetto e fissava obiettivi di alienazione, valorizzazione, riutilizzo e riconversione dei beni. Il Governo regionale ha poi ulteriormente declinato tali obiettivi con la delibera di Giunta del 10 agosto 2012 prevedendo la chiusura delle gallerie del Drinc e di Charemoz in modo da inibirne l’accesso; la conversione del tratto di ferrovia nel comune di Gressan in un nuovo collegamento stradale con il villaggio di Plan Praz e successivo trasferimento al Comune; la conversione del tratto tra Cogne ed Epinel in una nuova pista ciclabile e pedonale, e successivo trasferimento al Comune; la conversione della stazione ferroviaria di Cogne in Stazione dell’Arma dei Carabinieri e ad alloggi del personale dell’Arma; l’alienazione degli altri beni immobili; la dismissione e alienazione dei beni mobili (materiale rotabile e apparecchiature tecnologiche). Dal 2012 ad oggi, non sono emerse ulteriori concrete iniziative al riguardo né ulteriori ragioni che possano comportare nuove e diverse riflessioni.
Per quanto riguarda invece il patrimonio minerario la situazione è completamente diversa. Ad oggi è aperta la visita in sotterraneo in alcuni livelli della miniera e a dicembre è stato inaugurato il museo dedicato all’attività mineraria regionale e, in particolare, alla storia della miniera di Cogne secondo un modello economicamente sostenibile, integrato con l’offerta turistica della località.»
La consigliere Erika Guichardaz ha replicato che «lo smantellamento cui stiamo assistendo non ha nessuna attinenza con la volontà di valorizzare quell’aspetto. Non si può pensare che con l’apertura parziale di quel sito si possa valorizzare l’intero patrimonio minerario.»
Ritirate le interrogazioni della Lega Vallée d’Aoste (riorganizzazione del sistema idrico integrato valdostano; recupero di un lupo ferito; azioni per prevenire il degrado dell’area verde attrezzata di Tzamberlet ad Aosta; modalità per il conferimento degli incarichi di amministrazione e controllo delle società a partecipazione pubblica regionale; iniziative per risolvere le criticità del reparto di psichiatria dell’ospedale regionale; accesso alle RSA e microcomunità; motivi dell’interruzione delle prestazioni odontoiatriche pediatriche ad Aosta e in alta Valle; beneficiari del reddito di cittadinanza e dei progetti utili alla collettività attivati dagli enti locali) e di Pour l’Autonomie (informazioni sui lavori della Commissione paritetica sulla norma di attuazione per le concessioni idroelettriche).
Due erano le interrogazioni del gruppo Progetto Civico Progressista: la prima riguardava l’organizzazione dell’accoglienza dei profughi ucraini mentre la seconda chiedeva notizie sulle dimissioni del direttore dell’Associazione Forte di Bard.
Interpellanze
Ritirate le interpellanze depositate dalla Lega Vallée d’Aoste (suddivisione nei comuni dei profughi ucraini; iniziative di informazione alla popolazione per evitare la corsa all’acquisto ingiustificato di generi alimentari; sensibilizzazione degli enti locali per attivare una rapida riduzione dei costi di illuminazione pubblica; consulenza e supporto ai Consorzi di miglioramento fondiario per l’accesso ai finanziamenti nazionali ed europei; mancato pagamento delle misure a superficie del Programma di sviluppo rurale; definizione di un protocollo di intervento per il recupero dei lupi feriti; presentazione di un disegno di legge sulle locazioni brevi; trasformazione dell’Associazione Forte di Bard in Fondazione e coinvolgimento della parte politica negli organi direttivi; ripristino dell’ascensore nel Castel Savoia di Gressoney-Saint-Jean; promozione dei percorsi della Via Francigena; interventi di tutela del complesso difensivo di Saint-Germain a Montjovet; inserimento nella programmazione scolastica dell’Institut Agricole Régional di percorsi formativi per ottenere le abilitazioni per l’ingresso nel mondo del lavoro; gratuità dell’utilizzo di spazi della Cittadella dei Giovani per le attività delle scuole regionali; conferimento di rifiuti nell’area ecologica di Brissogne da parte delle imprese del verde; stato di avanzamento del disegno di legge in materia di autoconsumo da fonti rinnovabili; progettazione di eventuali nuovi invasi per far fronte alla carenza idrica; applicazione della decadenza dall’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica; armonizzazione del Piano della salute e del benessere sociale 2022-2025 con le proposte delle categorie professionali del settore sanitario; interventi per la tutela degli utenti dell’ambulatorio per i disturbi dello spettro dell’autismo nell’adulto; applicazione della normativa regionale sull’equo compenso nell’avviso pubblico predisposto da Avapa Onlus), da Pour l’Autonomie (rimodulazione degli orari di apertura dei giardini pubblici per l’infanzia di Aosta; misure per gli aiuti ai giovani agricoltori; esami abilitativi per pisteur-secouriste e previsione di un fondo per il rimborso delle spese sostenute presso società private per ottenere l’abilitazione) e da Forza Italia (per avere notizie sugli interventi di pavimentazione delle strade regionali).
Treni bimodali
L’acquisto di tre nuovi treni bimodali è stato al centro di un’interpellanza posta ndal gruppo Progetto Civico Progressista.
La consigliere Chiara Minelli ha richiamato il percorso per l’elettrificazione della tratta ferroviaria Ivrea/Aosta «la cui realizzazione è tra quelle inserite nel 2021 e finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Un’opera che è prevista dalla legge regionale n. 22 del 2016 e i cui lavori, secondo il cronoprogramma presentato da RFI, saranno realizzati tra il gennaio 2024 e l’estate 2026. Nonostante questo scenario, ad agosto 2021, la Giunta regionale ha deliberato di acquistare ulteriori tre treni bimodali per un importo di quasi 30 milioni di euro: durante un’audizione in quarta Commissione, il Servizio trasporti ha segnalato che la pratica è ferma perché la società Stadler (fornitrice dei bimodali) non sarebbe in grado di confermare lo stesso prezzo dei precedenti cinque treni bimodali, prospettando un aumento del 27%. Faccio notare che un treno bimodale come quelli già in uso ha un costo di circa 10 milioni, mentre un treno elettrico con simili capacità costa circa la metà: è quindi una palese assurdità voler insistere nell’acquisto di ulteriori treni bimodali molto costosi, che non potranno mai essere utilizzati in modalità bimodale sulla tratta elettrificata; non solo, qualora si decidesse di acquistarli arriverebbero a elettrificazione ultimata. Chiediamo quindi al Governo se intenda confermare tale acquisto (in che modo e con quali atti per approvare i costi aggiuntivi) o se non ritenga opportuno congelare le procedure e verificare con il Governo centrale la possibilità di una diversa destinazione del contributo statale attualmente previsto per l’operazione “bimodali”, sempre nell’ambito degli investimenti per la ferrovia valdostana.»
Il presidente della Regione, Erik Lavevaz, in qualità di Assessore ad interim ai trasporti, premettendo che «i treni bimodali sono a tutti gli effetti dei treni elettrici: possono funzionare senza smontare il motore diesel e in un’ottica futura potrebbero, per esempio, essere utilizzati sulla tratta Aosta/Pré-Saint-Didier», ha specificato: «L’iter procedurale di acquisizione degli ulteriori tre treni bimodali non è fermo: è in corso un’istruttoria per valutare l’ammissibilità dei maggiori oneri prospettati dal fornitore e contestualmente verificare la possibilità, tenuto conto che sul mercato ci sono ormai altri treni bimodali, di ricorrere ad alternative con analoghe prestazioni e costi inferiori e con posti a sedere più importanti. Evidenzio poi che un bimodale costa circa il 25% in più di un treno elettrico – e non il 50% -, a parità di numero di posti a sedere.»
Il presidente ha poi rappresentato «la necessità di acquisire nuovo materiale rotabile. Un treno completamente elettrico è un passaggio che non ci possiamo permettere, perché non possiamo dire con matematica certezza che l’elettrificazione della tratta Aosta/Ivrea sarà realizzata. Basti ricordare il caso della lunetta di Chivasso, per il quale, pur a fronte di un progetto definitivo e di lavori già programmati e finanziati, l’iniziativa si è arenata a causa della contrarietà di un ente locale. I treni bimodali sono stata la scelta più opportuna 10 anni fa ed è quella che può essere utilizzata con e senza elettrificazione della linea, e quindi anche prima e dopo tale intervento. Rispetto ai percorsi a livello tecnico, sono due gli aspetti: l’ammissibilità dei maggiori costi indicati e la possibilità di ricorrere ad un accordo con Trenitalia per utilizzare i contratti di fornitura di cui dispone, anche di tipo diverso. C’è, ovviamente, la disponibilità ad approfondire la questione in Commissione consiliare. La Regione dispone ad oggi di finanziamenti dello Stato per il materiale rotabile per quasi 35 milioni, cui si aggiungono 4 milioni della Regione già stanziati. I finanziamenti richiedono sostanzialmente l’aggiudicazione delle forniture entro l’anno, pena la perdita dei fondi. I vincoli sulla destinazione e sulle tempistiche non consentono di definire una diversa destinazione dei fondi, né di congelare le decisioni e temporeggiare. Nell’ambito delle opzioni sul materiale rotabile, come già detto, orientarsi su un treno elettrico, benché possa sembrare coerente con il progetto di elettrificazione in corso di elaborazione da parte di RFI, è attualmente sconsigliabile, almeno fino a quando il progetto non avrà acquisito tutte le autorizzazioni, pareri, nulla osta necessari. Si è aperto un percorso con Trenitalia che ci porterà a fare scelte su soluzioni flessibili per adeguarsi all’evoluzione anche dell’iter di elettrificazione.»
La consigliere Minelli, nella replica, ha preso atto «di una correzione di rotta rispetto alla delibera di agosto che disponeva l’acquisto di nuovi treni bimodali. Ricordo che, a fronte della scelta di 10 anni fa di acquisire i bimodali, questi treni sono in funzione solo dal 2019, il che significa che i tempi di acquisto e di acquisizione sono lunghi e complessi. Rilevo poi che il Presidente mantiene lo scetticismo sulla realizzazione dell’elettrificazione e ritiene inopportuno, nell’incertezza, acquistare treni elettrici, ma io ho detto che si potrebbe chiedere di destinare la cifra a altri interventi, sempre per la ferrovia. È estremamente importante, in questa fase, avviare con il Governo una interlocuzione per chiedere una diversa destinazione di questo contributo statale: ci dobbiamo provare perché c’è un cambiamento totale di prospettiva e ci sono gli elementi per riaprire una trattativa con lo Stato. Si tratta di una quantità ingente di denaro pubblico e bisogna tenerne conto. Non si può continuare come se i cambiamenti non fossero in atto: RFI investirà 144 milioni di euro sulla tratta Aosta/Ivrea (il più grande investimento da quando la ferrovia esiste), quindi tutto va ripensato. Mi auguro che le interlocuzioni avviate con Trenitalia e il fatto che ci sia stato un parziale cambiamento di rotta portino a miglior consiglio.»
Servizi per la prima infanzia
Il gruppo Progetto Civico Progressista ha portato nuovamente all’attenzione dell’Aula la questione dell’organizzazione dei servizi socio-educativi per la prima infanzia.
La capogruppo Erika Guichardaz ha ricordato: «Nel 2015 il Governo regionale aveva deliberato che, in via sperimentale, per la fascia della prima infanzia (da 3 a 36 mesi), il rapporto numerico bambino educatore fosse di 1 a 8. Nel 2020, invece, tale rapporto è stato fissato in 1 a 6 per motivi legati al contenimento della diffusione del Covid-19. Interpellato sulla questione nello scorso Consiglio, l’Assessore Barmasse aveva annunciato che, al termine dello stato di emergenza sanitaria previsto per il 1° aprile, sarebbe stato ripristinato il precedente rapporto numerico (1 a 8) bambino/educatore, pur dicendosi consapevole che quello ottimale era di 1 a 6. Chiediamo quindi se si intende rivedere il rapporto deliberato in modo sperimentale nel 2015 garantendo sia ai minori che agli educatori di ricevere e dare un servizio qualitativamente migliore e il dettaglio degli ulteriori 63 posti di asilo nido e dei 14 posti di garderie richiesti dagli enti locali rispetto agli anni 2020 e 2021. Rispetto al bando del PNRR per la “realizzazione di asili nido e servizi integrativi” che è scaduto il 31 marzo scorso, vorremmo conoscere: se si è a conoscenza di amministrazioni che abbiano partecipato al Bando; quali siano le intenzioni del Governo per valorizzare il servizio socio-educativo anche rispetto alle linee pedagogiche del sistema integrato 0/6 e degli orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia.»
L’assessore alla sanità, Roberto Barmasse, ha confermato che «avverrà il ripristino del rapporto 1 a 8 ma sono in corso valutazioni per la gestione del percorso di transizione verso il sistema integrato “zero sei” e per la sostenibilità finanziaria dell’eventuale revisione del rapporto numerico tra educatori e bambini. Per quanto riguarda i posti di asilo nido e garderie per il 2022, segnalo che la raccolta del fabbisogno è ancora in corso perché non tutti gli enti hanno fornito riscontro. Il dettaglio delle richieste sarà comunque indicato nella proposta del piano di azione annuale per la promozione e il sostengo del sistema dei servizi per la prima infanzia che sarà presentato alla competente Commissione consiliare per il parere. In riferimento all’adesione al bando PNRR, abbiamo registrato la presentazione di progetti da parte degli enti locali.»
Sulla valorizzazione del servizio di prima infanzia, l’assessore ha evidenziato: «Il Consiglio Europeo ha fissato l’obiettivo di garantire almeno al 33% dei bambini di età inferiore ai tre anni, l’accesso ai servizi socio educativi. In Italia, la Valle d’Aosta si colloca ai primi posti con il 36%. La disponibilità nel bilancio di maggiori risorse per il 2022 e l’intenzione degli enti locali di incrementare il numero dei servizi da erogare a favore delle famiglie valdostane potrebbe consentire, già da quest’anno, di raggiungere il 40%. Il Sistema integrato di educazione e di istruzione (detto “zero sei”) garantisce a tutte le bambine e bambini, dalla nascita a sei anni, pari opportunità di sviluppare le proprie potenzialità di relazione, autonomia, creatività e apprendimento per superare disuguaglianza, barriere territoriali, economiche etniche e culturali. Per garantire questa parità si rende necessario gestire un percorso che dovrà assicurare a tutte le famiglie con bambini di età inferiore a tre anni il libero accesso gratuito ai servizi di asilo nido, garderie o tata familiare. È un percorso impegnativo, di transizione dall’ambito socio-educativo a quello educativo che coinvolgerà la Regione ma anche gli enti locali e che richiederà lo stanziamento di ulteriori importanti risorse finanziarie.»
Aspettiamo che il piano arrivi in Commissione con l’augurio che non arrivi a fine anno come avvenuto nel 2021, altrimenti sarà inutile per fare dei ragionamenti di prospettiva – ha replicato la consigliere Guichardaz -. Rispetto al raggiungimento degli obbiettivi dell’UE ci sono territori virtuosi e altri meno, ma non possono esistere bambini di serie A o serie B, devono avere tutti le stesse opportunità. Dai dati che l’Assessore ci fornirà capiremo se l’esigenza di nuovi posti è dettato effettivamente da nuove esigenze o se andiamo semplicemente a riempire la capienza totale dei nidi che erano stati limitati a seguito delle norme Covid. I gestori dei servizi di prima infanzia hanno fatto un enorme lavoro per tenere aperti i servizi e per contenere il contagio e i disagi alle famiglie. Spiace che la data del 1° maggio sia ormai certa: sarà licenziato del personale e dovranno essere rivisti gli spazi e le attività, che invece sono fondamentali per questi servizi. Bisogna fare chiarezza se si vuole tornare sul rapporto 1 a 8 o restare sull’1 a 6. Apprendiamo con piacere che il comune di Jovençan prevede già un polo dell’infanzia: una buona notizia che potrà dipanare quei dubbi che hanno ora diversi insegnanti della scuola dell’infanzia. Se si vuole mettere in piedi il Sistema integrato di educazione e istruzione ci vuole un percorso condiviso e si riveda quindi il rapporto numerico e il costo dei gestori, dati che incidono sulla qualità del servizio soprattutto visto che gli aumenti ci sono stati per tutti: l’Amministrazione dovrà in qualche modo fronteggiarvi.»
Le altre interpellanze del gruppo Progetto Civico Progressista erano su: modalità di conferimento dei rifiuti tessili e interventi per la fruizione del comprensorio sciistico di Weissmatten.
Mozioni
All’ordine del giorno cinque mozioni, di cui una rinviata dalla precedente adunanza, tutte rinviate. Riguardavano: la solidarité au peuple Corse en invitant les présidents du Conseil et du Gouvernement à proposer la Vallée d’Aoste comme “terrain neutre” où organiser des entretiens pour la définition de l’autonomie corse, il sostegno di iniziative per contrastare l’applicazione del sistema Nutriscore, la sensibilizzazione delle Amministrazioni comunali per l’avvio di progetti per la promozione di corretti stili di vita, la predisposizione di una modifica della legge sull’urbanistica e pianificazione territoriale (n. 11/1998) in materia di obbligo di canne fumarie nei fabbricati ad alta prestazione energetica, l’aggiornamento del Piano operativo regionale delle liste d’attesa delle prestazioni sanitarie.
Risoluzione
Rinviata risoluzione già rinviata dalla scorsa adunanza, presentata dal gruppo Lega VdA e dal consigliere Baccega (Forza Italia), per la costituzione di una Commissione regionale d’inchiesta per la verifica degli atti del Bando Borghi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
I lavori del Consiglio sono conclusi. Tornerà a riunirsi mercoledì 20 e giovedì 21 aprile 2022.
Pubblicato / aggiornato
il 06/04/2022 alle 14:39
Visualizzato volte
Categoria:
Politica e Amministrazione / Video