1° maggio 2022: Festa dei lavoratori
(©RaVdA) -
Domenica 1° maggio 2022, i sindacati regionali Cgil, Cisl, Uil e Savt si ritrovano a Verrès per la Festa dei lavoratori, che oggi assume un significato ancora più speciale con la marcia per la pace.
«In un clima di incertezza e di grande preoccupazione, il lavoro può e deve diventare motore di riscatto sociale e di visione del futuro», affermano le organizzazioni sindacali.
Il programma prevede il ritrovo alle ore 10 nel piazzale Fiorìn e il corteo nella via centrale per giungere al monumento ai Caduti ( davanti al Municipio), dove sarà deposta una corona d’alloro.
ll corteo proseguirà in piazza Émile Chanoux, dove si terranno gli interventi ufficiali.
Alla fine della manifestazione, i sindacati offriranno un vin d’honneur.
Presidenza della Regione autonoma Valle d’Aosta
Il presidente Erik Lavevaz ha così commentato la Festa: «oggi, come ieri, il 1° maggio è una giornata celebrativa che coniuga il sapore della festa per i molti traguardi raggiunti e l’originario carattere di lotta e di mobilitazione delle categorie più svantaggiate che vedono ancora lontani i loro diritti e la loro stabilità lavorativa.
Una giornata dal grande valore storico, sociale, economico e politico che intende ricordare che l’articolo 1 della Costituzione italiana fissa in modo solenne quello che fu il risultato del Referendum del 2 giugno 1946: L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. L’Italia è stata costruita, edificata, originata sul fertile terreno della produzione operosa di un popolo, il nostro.
Il Lavoro è allo stesso modo riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, l’Art. 23 recita: ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.
Nessun popolo e nessun Paese possono vivere il presente e pensare al futuro se l’attività lavorativa è carente, precaria, inadeguata, non tutelata. L’emergenza sanitaria ha creato nuove fratture nel già fragile settore lavorativo. La disoccupazione ha certamente colpito più le donne e ha accentuato i disagi del popolo dei precari. Anche per questo dobbiamo dare al 1° maggio l’attenzione che merita. Occorre unire le forze, progettare, ripartire. Occorre investire, creare nuove possibilità ed essere presenti e reattivi in questo complesso periodo storico che ha colpito duramente tutti.
Le cronache quotidiane purtroppo ci mettono davanti ad una realtà molto critica, dove purtroppo le morti bianche sono ancora spesso all’ordine del giorno, dove la precarietà è molto diffusa, dove l’attività ad intermittenza è un fenomeno crescente, addirittura maggioritario in alcune fasce di età o per le donne. La dignità del lavoro deve essere sempre tutelata e la dignità del lavoratore non deve mai essere messa in discussione.
Viviamo purtroppo un’epoca nella quale per la prima volta la generazione successiva non sta meglio della precedente e tanti nonni costituiscono la vera cassaforte di famiglie in crisi perché insicure soprattutto sul fronte lavorativo.Abbiamo tutti una grande responsabilità, istituzioni, parti sindacali, associazioni datoriali e di categoria. La responsabilità è tanto più grande vista la delicatezza del momento che viviamo e la sfida da compiere. Dobbiamo non solo creare lavoro, ma dobbiamo probabilmente avviare un cambio di mentalità soprattutto sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.
Una sfida che coinvolge tutti, che deve partire da una corretta formazione di base del lavoratore, passando per un approccio diverso del datore di lavoro, che non deve vedere la sicurezza come un costo, ma come la base imprescindibile per poter ogni giorno aprire le porte dell’attività, fino ad una maggiore integrazione degli enti per una più proficua collaborazione nel costruire forme di controllo, in una logica non solo repressiva, ma piuttosto di accompagnamento e di supporto.
Abbiamo tutti la responsabilità di costruire un mondo del lavoro per i nostri figli che possa tornare a far sognare le generazioni future in qualcosa di sempre migliore».
Assessorato allo sviluppo economico, formazione e lavoro della Regione autonoma Valle d’Aosta
«Viviamo una situazione paradossale nel mercato del lavoro; da un lato abbiamo aziende che cercano personale qualificato e dall’altro abbiamo un elenco di disoccupati iscritti ai Centri per l’impiego che non hanno la possibilità di cogliere l’opportunità lavorativa perché non hanno le necessarie competenze. Proprio per questo abbiamo potenziato e diversificato in quest’ultimo anno le politiche attive del lavoro mettendo in campo strategie e progetti formativi attuali e innovativi- ha commentato l’assessore regionale al lavoro, Luigi Bertschy- .
A fronte di tutti questi temi l’Assessorato, insieme al Consiglio politiche del lavoro, sta lavorando alla definizione di un’alleanza per il lavoro di qualità, dove le forze sindacali e le parti datoriali in primis, e gli altri soggetti, quali gli organi di vigilanza, i consulenti del lavoro, i servizi sul territorio, gli enti locali, si impegnino, ciascuno per la propria parte, a migliorare il sistema che ruota intorno al concetto centrale del lavoro: più competenze, più equità, ma anche retribuzioni adeguate, condizioni lavorative e di sicurezza garantite, maggiore attenzione al benessere lavorativo e monitoraggio costante.
Lo sguardo è dunque proiettato in avanti e a dare alla Valle d’Aosta, che in questi due anni ha risposto con determinazione e forza di volontà alle prove postele dalla pandemia, un progetto e un futuro.
L’unità d’intenti di cittadini, enti e istituzioni ha dato il giusto impulso in passato per superare i periodi più critici della nostra storia, la stessa va ricercata oggi per portare avanti le migliori strategie per arrivare ad un’occupazione di qualità per tutti i lavoratori».
Pour l’Autonomie
«Nella giornata dedicata alla celebrazione dei lavoratori è d’obbligo di dedicare un pensiero a tutti coloro che sono stati protagonisti e vittime delle aspre e sanguinose lotte per conquistare e veder riconosciuto il diritto ad un lavoro sicuro e dignitoso – afferma Stefania Anardi, segretaria politica –. Oggi come allora, il lavoro resta una materia viva che evolve con l’uomo riflettendo i cambiamenti che avvengono nella società civile e mantenendo il suo carattere di dimensione fondamentale della qualità della vita di ogni individuo.
Negli ultimi due anni è stato proprio il settore del lavoro uno dei più colpiti dall’emergenza sanitaria da Covid-19.
In seguito alle misure di restrizione e di contenimento pandemico, anche la nostra Regione ha subito un duro contraccolpo che ha investito sia le attività economiche sia i lavoratori.
In un momento storico così complesso per il nostro mondo del lavoro, ritengo opportuno riflettere sul ruolo che la politica deve ricoprire nel sostenerlo, tutelarlo e incentivarlo, attraverso investimenti nell’istruzione e nella formazione, nell’agricoltura e nell’allevamento, nello sviluppo e nella crescita delle imprese presenti sul territorio.
Per cogliere tutte le opportunità di questo periodo di ripartenza, non si può prescindere dal ribadire come il lavoro e la sua difesa siano tra i caposaldi della nostra identità regionale, e dal rinnovare l’impegno a fare del diritto al lavoro una priorità».
Area democratica Gauche autonomiste
Con un comunicato stampa, Area democratica Gauche autonomiste ha espresso il suo sostegno alla manifestazione: «il perdurare dell’emergenza Covid e l’aggressione russa all’Ucraina stanno contribuendo a peggiorare il quadro complessivo della condizione lavorativa in Italia, già profondamente deteriorato.
Mentre si cerca di garantire pace e salute non si devono perdere di vista:
- le morti e gli infortuni sul lavoro: serve più prevenzione e vigilanza;
- la precarietà del lavoro che genera povertà e sfruttamento;
- la necessità del salario minimo e il rafforzamento dei salari, degli stipendi e delle pensioni basse;
- lo sfruttamento del lavoro non regolarizzato e dei migranti;
- la carenza, anche in Valle d’Aosta, di politiche della formazione e del lavoro più efficaci e sinergiche al mondo dell’istruzione e del lavoro;
- la questione del lavoro femminile che, come un secolo fa, è fortemente discriminato nelle situazioni di grave emergenza, sia per la perdita dei posti di lavoro, sia per la qualità del lavoro stesso.
Il primo maggio è, quindi, una festa importante, all’insegna della presa di coscienza dei problemi che vivono i lavoratori».
Pubblicato / aggiornato
il 02/05/2022 alle 11:32
Categoria:
Politica e Amministrazione