Anche Lucianaz fra i sindaci intervistati per raccontare la Strategia aree interne
La SNAI, infatti, è un esperimento di politica territoriale che coinvolge 1.077 Comuni italiani e i loro amministratori, in rappresentanza di 2 milioni di abitanti che vivono su circa 51mila km2 di territorio.
Nel libro La voce dei Sindaci delle aree interne, curato da Sabrina Lucatelli (coordinatore della SNAI) e da Francesco Monaco (responsabile tecnico delle politiche di coesine per l’ANCI), a parlare sono i sindaci di comuni distanti dai poli in cui si erogano i servizi di cittadinanza (salute, istruzione, mobilità ecc.). È una storia di luoghi aspri, incontaminati, puliti, ricchi di biodiversità, sulle Alpi sugli Appennini e nelle isole, di comunità in via di spopolamento che hanno trovato la forza di reagire e risollevarsi.
Fra i sindaci intervistati anche Mauro Lucianaz, primo cittadino di Arvier e presidente dell’Unité des Communes valdôtaines du Grand-Paradis. Rispetto alla problematica dello spopolamento montano, ha detto: “Siamo privi di strumenti per invertire la tendenza allo spopolamento della montagna: ora con la Strategia stiamo la-vorando su questo, ma non è assolutamente facile. Dovrebbe esserci una defiscalizzazione delle attività portate avanti nelle aree interne, dove ci sono difficoltà oggettive a lavorare e a condurre attività economiche. Se si incentivassero, ci sarebbe la possibilità di combattere lo spopolamento. I servizi hanno un ruolo importante ed è per questo che la Strategia tocca questo tema. Ma migliorare i servizi non vuol dire automaticamente mantenere la popolazione sul territorio, come accadrebbe invece rilanciando le attività economiche sul territorio”.
E volendo invece dare un consiglio a un giovane? “Lo stato d’animo non è ottimista in questo momento. A un giovane del territorio direi comunque «Studia, scopri quel che c’è intorno a te e riportalo qui: perché qui puoi sviluppare il tuo territorio, puoi sviluppare te stesso». Abbiamo la fortuna di abitare in luoghi bellissimi, che hanno la fortuna di suggerire quel che dovrebbe essere davvero la vita: non una corsa frenetica, ma la possibilità di guardarsi attor- no. Un giovane di buona volontà potrebbe dar tanto, pur nelle tante difficoltà che qui incontrerebbe rispetto ad altri luoghi più vicini ai centri di servizi. Sarebbe un peccato perdere tutto quello che è stato costruito qui nel corso dei secoli, credo in un ritorno in queste aree“.
Pubblicato / aggiornato
il 16/02/2019 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione