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Legge sulle consorterie: istituito il Tavolo di coordinamento

Legge sulle consorterie: istituito il Tavolo di coordinamento (©Consiglio Valle) - La terza Commissione del Consiglio Valle, riunita il 16 luglio 2022

La Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta ha approvato, lunedì 29 agosto 2022, l’istituzione del Tavolo di coordinamento sulle Consorterie, previsto dalla legge regionale 19/2022

Al Tavolo, che lavorerà presso la struttura di riferimento dell’Assessorato, compete la formulazione di proposte per dare applicazione alle disposizioni contenute nella norma. Tra i primi compiti, c’è la creazione e la tenuta del Registro delle Consorterie valdostane, dove saranno iscritte le Consorterie già riconosciute e quelle che avvieranno in futuro il processo per il riconoscimento, che sarà definito dal punto di vista procedurale dal Tavolo stesso.

Quali componenti sono stati designati il coordinatore del Dipartimento Agricoltura Fabrizio Savoye, la funzionaria Antonella Raso, e  Damien Charrance e Silvio Rollandin quali rappresentanti dell’Associazione Réseau des consorteries et des biens communs de la Vallée d’Aoste, Adriano Consol in qualità di esperto del settore dei domini collettivi e Firmino Thérisod come rappresentante del Consiglio permanente degli enti locali.

Un prima riunione sarà organizzata neri prossimi giorni per programmare le attività e rendere così operative le disposizioni di legge regionale.

La discussione in III Commissione

La terza Commissione del Consiglio Valle, riunita venerdì 15 luglio 2022, ha espresso parere favorevole su di un nuovo testo del disegno di legge in materia di consorterie e di altre forme di dominio collettivo, che abroga la legge regionale n. 14/1973. I gruppi Lega VdA e Progetto civico progressista non hanno partecipato al voto.

«Il nuovo testo di Commissione – specifica il presidente Albert Chatrian (AV-VdAU), che è anche relatore del provvedimento – è il frutto di una serie di emendamenti presentati dall’assessore all’agricoltura, Davide Sapinet, che recepiscono le suggestioni delle associazioni audite e del Consiglio permanente degli enti locali e che definiscono meglio alcuni aspetti dal punto di vista giuridico. In particolare, abbiamo ritenuto importante che il registro valdostano delle consorterie sia istituito e di conseguenza formalizzato presso l’Assessorato regionale competente, confermando la possibilità di essere gestito dal Réseau des consorteries et des biens communs de la Vallée d’Aoste, al quale la legge attribuisce un ruolo centrale sul tema delle consorterie, o altri soggetti. Il presupposto di questo provvedimento è che nei prossimi anni possa essere riconosciuta la maggior parte delle oltre 400 consorterie attualmente non operative e ripristinata la loro piena funzionalità.»

I consiglieri della Lega Vallée d’Aoste Luca Distort e Dino Planaz motivano così la loro non partecipazione al voto: «A seguito dei contenuti degli ultimi emendamenti, ritenevamo importante avere un riscontro da parte del Réseau e dell’associazione Autonomies Biens Communs, prima di esprimere un voto, in quanto si interviene sostanzialmente sul senso della legge, modificando il ruolo dell’associazione Réseau, che è stata parte attiva nella scrittura del testo.»

«Un disegno di legge originale, sollecitato dalle associazioni Autonomie Beni Comuni e Réseau des consorteries et des biens communs de la Vallée d’Aoste, che hanno fattivamente contribuito alla sua stesura in collaborazione con l’Assessorato dell’agricoltura e risorse naturali – evidenziano le consigliere del Pcp Chiara Minelli e Erika Guichardaz -. Nei lavori di Commissione è emerso chiaramente il valore storico, culturale, economico e di salvaguardia del territorio rappresentato dalle consorterie, che affondano le loro radici nel Medioevo, e che già con una legge del 1973 si era cercato di valorizzare, ma purtroppo senza risultati concreti. Il nuovo testo di legge depositato in Commissione ha l’obiettivo di recepire i dettami della legge 168/2017, che stabilisce il carattere privatistico delle consorterie e dei domini collettivi, e di valorizzare e dare nuova prospettiva di vita alle consorterie locali.
Tuttaviatra gli emendamenti esaminati oggi ce ne sono alcuni che sono apertamente in contrasto con i principi della legislazione in materia di domini collettivi (legge 168/2017), disconoscono il diritto di auto-organizzazione delle consorterie e il ruolo chiave di Réseau, accentrando la gestione del percorso di riconoscimento delle consorterie nelle mani della Regione. Per questo motivo abbiamo chiesto di avere un punto di vista scritto proprio dalle associazioni sopra richiamate prima di esprimere il nostro voto e di riunire nuovamente la Commissione nei primi giorni della settimana prossima. Di fronte al mancato accoglimento di tale richiesta non abbiamo partecipato al voto. Intendiamo comunque acquisire il loro punto di vista dell’arrivo in Aula del disegno di legge, in modo da poter esprimere un voto motivato.»

La risposta di Réseau

L’Associazione Réseau des consorteries et des biens communs de la Vallée d’Aoste ha riunito in via eccezionale e d’urgenza il proprio Consiglio direttivo, domenica 17 luglio 2022, per analizzare il testo approvato dalla III commissione consiliare del disegno di legge contenente le Norme in materia di consorterie e di altre forme di dominio collettivo.

È stata diramata una nota di commento: «A seguito di un’attenta e puntuale lettura degli articoli emendati, si è valutato positivamente l’inserimento di espliciti richiami agli aspetti ambientali e giuridico-storici delle consorterie, mentre si sono rilevate sostanziali divergenze rispetto al testo licenziato dalla Giunta regionale sugli articoli riguardanti la conservazione del Registro delle consorterie e sulla definitiva relegazione di Réseau a “consulente” della Regione e non come attore principale nel delicato processo di recupero e conservazione delle proprietà collettive valdostane. Si è ritenuto, all’unanimità dei presenti, che tali emendamenti abbiano snaturato i fondamenti del disegno di legge originario redatto in forte sintonia con il territorio e approvato dalla Giunta regionale. Tale testo, infatti, richiamava e faceva proprio il principio fondamentale dell’autonomia dei domini collettivi sancito dalla legge 20 novembre 2017 n. 168.
Si auspica che prima della definitiva approvazione da parte dei Consiglio regionale ci sia ancora spazio per proporre emendamenti che possano ripristinare la volontà dei promotori. Al contrario, si rischia di vanificare il lavoro iniziato nel 2018 dei promotori del ddl e delle consorterie e degli esperti che hanno dato luce al disegno di legge e di mantenere uno statu quo ante che ha dimostrato di non essere in grado di rispondere alle esigenze del territorio
».

La risposta di Autonomies Biens Communs Vallée d’Aoste

«Constatiamo con rammarico che il testo del Disegno di legge regionale n. 68 Norme in materia di consorterie e di altre forme di dominio collettivo, licenziato dalla III Commissione, apporta modifiche sostanziali rispetto a quanto discusso in sede di audizioni.
Pur avendo considerato e recepito le indicazioni emerse dal confronto, il testo nella sua versione emendata non riconosce all’ente rappresentativo delle consorterie – Réseau des consorteries – la legittimazione ad agire e interfacciarsi con l’Amministrazione Regionale per transitare le Consorterie dal vecchio al nuovo regime.
Con l’intenzione di allargare il dialogo indiscriminatamente ad “associazioni o soggetti senza fini di lucro che abbiano per principale compito statutario la rappresentanza delle Consorterie valdostane”, si disconosce la specificità e la legittimazione dell’ente che rappresenta le Consorterie e che, dal 2020 a oggi, tanta parte ha avuto nella costruzione del processo di riforma, operando senza condizionamenti politici al servizio dei domini collettivi della Valle. 
In quanto associazione che opera a difesa dei beni comuni evidenziamo come gli spazi generici di interlocuzione e dialogo siano ad oggi già garantiti; quello che si chiede alla legge è invece un passo ulteriore: l’attribuzione di funzioni e ruoli specifici al soggetto che oggi rappresenta le Consorterie. 
Esprimiamo, quindi, rammarico per il mancato riconoscimento dell’autonomia organizzativa delle Consorterie, enti ormai privati, a favore di un’autoreferenzialità che si vuole mantenere nella sfera pubblica. In questa direzione, ABC manifesta l’estrema preoccupazione a fronte della scelta di assumere direttamente da parte della Regione la tenuta del Registro delle Consorterie, rammentando come proprio la Regione non sia riuscita in cinquant’anni a completare l’opera di registrazione avviata nel 1973, rimasta ferma a meno di un decimo delle consorterie esistenti.
Il settore soffre da anni di un cronico abbandono da parte del pubblico che abbiamo il serio timore possa così essere perpetuato con grave danno per tutte le comunità titolari di consorterie».

Pubblicato / aggiornato il 29/08/2022 alle 13:52
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Categoria: Politica e Amministrazione