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Querelle Sovrintendenza-sindacati sulla nomina dei supplenti

Querelle Sovrintendenza-sindacati sulla nomina dei supplenti (©Ilaria Bersi per bobine.tv) -

«Ritardi ed errori nelle operazioni di conferimento delle supplenze annuali che, a meno di una settimana dall’inizio delle lezioni, rischiano di compromettere il regolare avvio dell’anno scolastico, con ricadute non solo sui docenti precari, ma sull’intera comunità scolastica»: è questa la situazione della scuola valdostana lamentata dalla Cisl scuola, Savt, Snals, Flc Cgil nel corso della conferenza stampa di mercoledì 14 settembre 2022.

«Lunedì 19 inizia la scuola e ancora non abbiamo i tasselli a posto. Oltre al tema della didattica, è anche importante rimarcare altre conseguenze che questa situazione comporta: la conciliazione vita privata-lavoro e dunque ecco che serve ai supplenti avere un calendario delle lezioni; la continuità didattica; il mancato stipendio per settembre» ha affermato Alessia Demé, segretario regionale Cisl Scuola.

La parola è passata a Luigi Bolici, segretario Savt Scuola, che ha rimarcato: «il fatto che si sia caduti nella stessa situazione creatasi l’anno scorso è grave. Il difetto non sta nel lavoro degli uffici della Sovrintendenza, il problema è che il sistema informatico è fragile.
I supplenti che già patiscono il dramma del precariato, non possono essere trattati così: è drammatico che, per la seconda volta, si verifichi una situazione simile»
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Per le organizzazioni sindacali occorre mettere in cima alle priorità dell’agenda politica la scuola così come la sanità.

La risposta della Regione autonoma Valle d’Aosta

La Sovrintendenza agli studi della Regione autonoma Valle d’Aosta ha sottolineato: «in Valle d’Aosta, così come in diverse altre regioni italiane, si sono riscontrate alcune criticità dovute in parte al sistema informatico che, essendo nuovo, ha bisogno di essere perfezionato e, in parte, all’accoglimento dei reclami che ha comportato un’analisi più accurata delle segnalazioni pervenute. Infatti, nella nostra regione, a titolo prudenziale, tenuto conto della complessità della procedura, per evitare contenziosi, si è deciso di concedere alcuni giorni per eventuali reclami che hanno prolungato l’iter di assegnazione delle supplenze”.

«Gli uffici sono al lavoro per cercare di risolvere gli inconvenienti emersi – evidenza ancora la Sovrintendenza – e completare l’assegnazione delle supplenze dalla Graduatoria regionale (GRS) entro mercoledì 21 settembre. Nel frattempo, i dirigenti scolastici delle scuole secondarie di primo e secondo grado potranno comunque ricorrere temporaneamente alle graduatorie di istituto dell’anno scolastico 2021/2022 o alle ‘Messa a disposizione’ (MAD) per garantire il regolare avvio delle lezioni e l’erogazione del servizio scolastico».

Il commento di EducaLibera VdA

«Doveva essere l’anno della rinascita, del ritorno alla normalità ritrovata, soprattutto per i ragazzi, per gli studenti che si sono visti scippare per un anno intero i loro capaci insegnanti e sono finiti nelle mani di supplenti recuperati in fretta e furia e a fatica tra gli ex allievi appena laureati o tra i laureandi al primo anno di università senza nemmeno un’ora di insegnamento alle spalle, privi di quell’esperienza che dovrebbe garantire il funzionamento di una scuola che si rispetti.
La Valle d’Aosta, che spesso negli anni si è messa in mostra come Regione pilota per aver saputo organizzarsi prima di altre Regioni oggi, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, naviga in acque agitate perché l’Amministrazione non è stata in grado di garantire un inizio di anno con tutti i crismi.
Non sarà così, questo lo abbiamo capito, in tutti gli ordini di scuola, basti pensare che gli elenchi dei nominativi sono usciti ieri sera alle ore 21.15 quando, i lavoratori, dovrebbero avere diritto alla disconnessione. 
Invece no. La decisione di posticipare l’inizio dell’anno scolastico al 19 settembre, era stata presa per avere la certezza di iniziare con l’organico al completo, decantata dal Ministro Bianchi e rilanciato dai nostri politici locali, ma l’obiettivo è stato disatteso e lunedì 19 ci saranno studenti delle superiori, delle medie e della scuola primaria che non avranno ancora i loro insegnanti.
Nel vicino Piemonte, il 22 agosto sono uscite le nomine dei supplenti nelle province di Biella Verbania e Vercelli così come in Emilia Romagna e più precisamente nelle province di Rimini, Reggio Emilia, Ravenna, Modena, Bologna e Ferrara.
Ci chiediamo dunque cosa sia successo alla efficiente Regione autonoma Valle d’Aosta.
Quando si è trattato di organizzare le vessazioni, utilizzando le piattaforme nuove di zecca lautamente finanziate, di far partire le lettere di sospensione dal lavoro, di attuare i protocolli sanitari per la creazione di gabbie e percorsi dedicati, di assumere personale ausiliario deputato ad profetare immani epidemie se protetti da mascherine, guanti e gel per sanificare mani e ambienti, allora nessun ritardo: l’amministrazione si è mossa con zelo, immediatamente, pavoneggiandosi per l’efficienza. L’efficienza che viene a mancare oggi per ben più importanti questioni.
I genitori hanno creduto, forse dando l’ultima possibilità, che dopo due anni di disastri ci sarebbe stata una maggiore efficienza e serietà: illusioni! Nessun miglioramento strutturale nelle scuole, nessun lavoro per adeguare o installare impianti di aerazione, nessun reperimento di maggiori spazi, nessuna organizzazione per avere classi meno numerose, anzi, nessuna assunzione di un numero di insegnanti adeguato a supporto delle difficoltà indotte dalla gestione pandemica. E ciliegina sulla torta, nemmeno gli insegnanti che normalmente dovrebbero operare in classe»
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Il commento di Pcp

«Era il 14 luglio 2021, quando in Consiglio regionale, a seguito di una risposta dell’assessore Caveri rispetto alle tempistiche di reclutamento del personale scolastico ed educativo, ci dicevamo preoccupate rispetto all’inizio dell’anno scolastico e purtroppo non sbagliavamo.
La scuola valdostana inizierà il 19 settembre, come ultima regione d’Italia (con la regione Sicilia), e noi non avremo nemmeno tutti gli insegnanti, alunni e gli studenti sono privati di una opportunità importante, le famiglie hanno problemi organizzativi, e molti insegnanti precari si vedranno decurtato un mezzo stipendio e un pezzo di tredicesima, per non parlare dell’aspetto didattico ed educativo che colpirà fra l’altro anche i ragazzi più fragili, quelli a cui viene assegnato un insegnante di sostegno.
La scuola pubblica di qualità è un diritto costituzionale: per una società più giusta tutti devono avere le stesse opportunità di accesso alla scuola e al sapere.
Bisogna rispettare i tempi delle graduatorie e del reclutamento, ne va dell’offerta formativa e del servizio delle famiglie»
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Pubblicato / aggiornato il 14/09/2022 alle 18:19
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Categoria: Economia e Lavoro