Saison Culturelle 2022/2023
È stato il concerto di Antonello Venditti e Francesco De Gregori a inaugurare la Saison culturelle 2022/2023, venerdì 28 ottobre 2022, alle ore 21, al Palais Saint-Vincent.
Francesco De Gregori e Antonello Venditti danno al pubblico l’occasione di assistere adì uno spettacolo unico ed emozionante: uno straordinario viaggio, carico di ricordi, emozioni, immagini, momenti pubblici e privati della vita di almeno tre generazioni. Da Generale e Ricordati di me fino a Viva l’Italia e ‘Grazie Roma’, i due artisti ripercorrono 50 anni della nostra storia.
Insieme a Francesco De Gregori e Antonello Venditti sul palco una band che unisce per la prima volta i musicisti che, da anni, collaborano separatamente con i due artisti: Alessandro Canini (batteria), Danilo Cherni (tastiere), Carlo Gaudiello (piano), Primiano Di Biase (hammond), Fabio Pignatelli (basso), Amedeo Bianchi (sax), Paolo Giovenchi (chitarre), Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino). Sul palco anche Fabiana Sirigu al violino e le coriste Laura Ugolini e Laura Marafioti. Il coordinamento musicale è a cura di Guido Guglielminetti e Alessandro Canini.
L’Avare
La Saison Culturelle a proposé, vendredi 4 novembre 2022 à 20h30, au Théâtre Splendor d’Aoste, la pièce théâtrale L’Avare de Molière, avec Michel Boujenah.
Une pièce d’une étonnante modernité, psychologiquement fascinante. L’histoire de l’Avare, comme de toutes les autres grandes œuvres de Molière, est l’histoire d’une passion effrénée, sinon folle, qui finit par troubler l’ordre social. À l’inverse de Dom Juan qui existe dans la dépense, il s’agit là d’une passion de la restriction, du retour vers soi, de la retenue, du revenu.
L’acteur Michel Boujenah, aussi connu pour son humour que ses rôles de composition, se glisse dans la peau d’Harpagon, obsédé par l’argent, sur le point de marier ses enfants contre leur volonté et dont l’avarice ne pourra le conduire qu’à la solitude. Le spectacle a reçu une nomination pour le Comédien dans un spectacle de Théâtre privé (Michel Boujenah) aux Molières 2022.
Oblivion Rhapsody
Segue giovedì 10 novembre, alle 20.30 al teatro Splendor, lo spettacolo In Oblivion Rhapsody.
Uno show per festeggiare l’anniversario dei primi dieci anni di tournée insieme: Oblivion Rhapsody è la summa dell’universo Oblivion come non l’avete mai visto né sentito prima d’ora. In piena crisi di mezza età i cinque rigorosi cialtroni sfidano se stessi con un’inedita e sorprendente versione acustica della loro opera omnia. Uno spettacolo che toglie tutti i paracadute per arrivare all’essenza dell’idiozia: cinque voci, una chitarra, un cazzotto e miliardi di parole, suoni e note scomposti e ricomposti a prendere nuova vita. Per la prima volta gli Oblivion saliranno sul palco nudi e crudi per distruggere e reinventare le loro hit, dopo aver sconvolto senza pietà quelle degli altri. Oblivion Rhapsody è un gigantesco bigino delle performance più amate e imitate che parte dalle famose parodie dei classici della letteratura, passando per la dissacrazione della musica a colpi di risate, un viaggio lisergico che ripercorre anni di raffinate e folli sperimentazioni, senza soluzione di continuità, in lungo e in largo, di palo in frasca.
Venerdì 11 novembre, alle 20.30 al teatro Splendor, è in programma l’incontro Scrivere, raccontare, raccontarsi con Veronica Raimo e Mario Desiati.
Mine Vaganti
Martedì 15 novembre, alle 20.30, sul palco del teatro Splendor si è svolto lo spettacolo teatrale Mine Vaganti.
«Racconto – dice Ozpetek – storie di persone, di scelte sessuali, di fatica ad adeguarsi ad un cambiamento sociale ormai irreversibile. Qui la parte del pater familias è emblematica, oltre che drammatica e ironica allo stesso tempo».
Sentimenti, malinconie, risate, immutate dal cinema al teatro. Ferzan Ozpetek firma la sua prima regia teatrale mettendo in scena l’adattamento di Mine Vaganti, uno dei suoi pluripremiati film (due David di Donatello, Nastri d’Argento e Globi d’Oro). Un adattamento complesso, Ferzan ha lavorato tantissimo sia al testo, tagliando, aggiungendo e cambiando (cinema e teatro sono due espressioni molto diverse, ognuna rende possibile ciò che l’altra non permette) sia alle prove dove nasce l’idea di coinvolgere il pubblico. Al centro dello spettacolo troviamo la famiglia Cantone, che vive in un piccolo paese del Sud, proprietaria di un pastificio che il padre è desideroso di lasciare in eredità ai figli. Ma tutto precipita quando il figlio Antonio si dichiara omosessuale anticipando il secondogenito Tommaso, tornato da Roma proprio per raccontare la sua verità. Lo spettatore è parte integrante della messa in scena e interagisce direttamente con gli attori, che spesso recitano in platea come se fossero nella piazza del paese e verso cui guardano quando parlano. La piazza/pubblico è il cuore pulsante che scandisce i battiti della pièce. Un cast corale con Francesco Pannofino, Iaia Forte, Erasmo, Genzini Carmine, Recano e con Simona Marchini e una progressione drammaturgica che riflette una favola dolce-amara, che con molta leggerezza esibisce i caratteri dell’immobilismo della famiglia, in particolare, nel Sud in quanto i genitori non possono accettare ciò che è fuori dai canoni della “normalità” e i figli sono costretti per anni a caricarsi di un immenso silenzio. Mine vaganti è una commedia dalla immediatezza enorme. E riflette non soltanto sull’omosessualità, ma sulle diversità, anche su come i figli decidano di seguire altre strade, diverse da quelle tracciate per loro dalla famiglia.
Se non ci pensa Dio ci penso io
Il protagonista di giovedì 17 novembre, alle ore 21 all’auditorium di Aymavilles, sarà Gene Gnocchi con lo spettacolo Se non ci pensa Dio ci penso io.
Gene Gnocchi torna in teatro con uno spettacolo in cui la stralunata comicità che lo caratterizza da sempre si mescola con riflessioni a volte sarcastiche, a volte amare. Dopo aver saputo che Dio è una frequenza quantistica, Gene ingaggia un tecnico, pensando sia esperto in materia di quanti, per parlare con l’Assoluto attraverso una vecchia radio e farsi spiegare da Lui il perché di tante cose che succedono sulla Terra e che non lo convincono. In attesa di un contatto con l’Altissimo, il protagonista, che lavora direttamente per Suo conto come capufficio, comincia a elencare una serie di fatti da lui protocollati e che Dio, nella sua onniscienza, avrebbe già da tempo dovuto sistemare per il bene dell’umanità e in particolare del nostro piccolo povero Paese: l’Italia. Dalla radio arrivano voci e informazioni che invece di risolvere il problema lo complicano. Questi inconvenienti rendono il rapporto tra Dio e Gene sempre più difficile, al punto tale che, con un colpo di scena, le parti si invertono. E ogni sera questo conflitto esplode, lasciando allo spettatore la libertà di scegliere chi ha ragione tra i due. Alla chitarra Diego Cassani, da molti anni compagno d’avventura di Gnocchi, che punteggia le astrazioni del capufficio con soli e ritmiche che vanno dal teatro contemporaneo alla musica popolare.
Scrivere al femminile
Un altro appuntamento dedicato alla scrittura è stato quello in programma per venerdì 18 novembre 2022, alle 18 al teatro Splendor: Tea Ranno, Sara Rattaro, Alessandra Selmi hanno affrontato la tematica dello scrivere al femminile.
Tea Ranno, siciliana, vive a Roma dal 1995 dove si occupa di diritto e letteratura. Ha esordito con Cenere (Edizione e/o), finalista ai premi Calvino e Berto e vincitore del premio Chianti. Ha pubblicato i romanzi In una lingua che non so più dire (Edizione e/o 2007) e con Mondadori La sposa vermiglia (2012), vincitore del premio Rea, Viola Fòscari (2014), L’amurusanza (2019) e Terramarina (2020) che ha vinto il premio Città di Erice. Con il suo ultimo libro Gioia mia Tea Ranno ci regala un altro viaggio, in terra siciliana, terra “d’amurusanza”, in un posto meraviglioso in cui le pietre perse si trasformano in castelli, i ricordi si riparano con ago, filo e gentilezza e le amicizie femminili salvano la vita. La storia di Luisa Russo, della sua “castidda” in cima a una collina che guarda l’Etna da un lato e il mare dall’altro, di quella masseria e del ristorante che la protagonista ha aperto con le sue amiche, del suo malore, che nasconde segreti sopiti.
Sara Rattaro nasce a Genova nel 1975 e nel 2009 completa il suo primo romanzo Sulla sedia sbagliata (Mauro Morellini editore), seguito nel 2012 da Un uso qualunque di te (Giunti Editore) che vende 20.000 copie in una settimana e viene tradotto in 9 lingue. Pubblica numerosi romanzi, con ottimo gradimento nel pubblico: Non volare via (Garzanti 2013) che entra immediatamente nelle classifiche permanendovi per molte settimane vincendo il Premio letterario Città di Rieti, Niente è come te (Garzanti 2015), Splendi più che puoi e L’Amore Addosso (Sperling&Kupfer). I suoi ultimi romanzi nel 2022 sono Il cuore di tutto e il sequel di Un uso qualunque di te. Debutta nella narrativa per ragazzi nel 2018 con Il cacciatore di sogni e vi si dedica con diversi romanzi. Docente presso l’Università degli studi di Genova, Sara dirige la scuola di scrittura Fabbrica delle storie insieme a Mauro Morellini a Milano.
Alessandra Selmi, scrittrice, editor italiana, è titolare dell’agenzia letteraria Lorem Ipsum. Insegna Scrittura editoriale nell’ambito dei master dell’Università Cattolica di Milano. Dalla sua esperienza sono nati i libri: E così vuoi lavorare nell’editoria. I dolori di un giovane editor (Editrice Bibliografica, 2014) e Come pubblicare un giallo senza ammazzare l’editore (Editrice Bibliografica 2016). La terza (e ultima) vita di Aiace Pardon è il suo primo romanzo, edito da Baldini e Castoldi nel 2015, cui sono seguiti Le origini del potere. La saga di Giulio II, il papa guerriero (2020) e Al di qua del fiume. Il sogno della famiglia Crespi (2022) entrambi pubblicati da Nord. Con Al di qua del fiume ci porta alla fine dell’800, sulle sponde del fiume Adda dove nasce grazie all’ambizioso progetto della famiglia Crespi, il villaggio operaio, oggi patrimonio mondiale dell’Unesco: cinquant’anni di storia italiana, in un racconto appassionato che intreccia i destini di imprenditori visionari e famiglie operaie, speranze, drammi, amori in un emozionante affresco storico.
Ci vuole orecchio
La Saison Culturelle ha proposto pone lo spettacolo Elio – ci vuole orecchio, giovedì 24 novembre 2022, alle ore 20.30, al Teatro Splendor di Aosta.
Uno spettacolo un po’ circo un po’ teatro canzone, dove una band di cinque musicisti, grazie agli arrangiamenti di Paolo Silvestri, permetterà ad Elio, filosofo assurdista e performer eccentrico, di surfare sul repertorio dell’amato Jannacci, nume tutelare e padre putativo di quella parte della storica canzone d’autore che mai si è vergognata delle gioie della lingua e del pensiero o dello sberleffo libertario, e che considera il Comico, anche in musica, non come un ingrediente ciecamente spensierato ma piuttosto un potente strumento dello spirito di negazione, del pensiero divergente che distrugge il vecchio e prepara al nuovo. Lo spettacolo sarà perciò un viaggio in questo pantheon teatralissimo, dove per vivere “ci vuole orecchio” e dove, da saltimbanchi si vive e si muore… Opla! (Giorgio Gallione).
Enzo Jannacci, il poetastro come amava definirsi, è stato il cantautore più eccentrico e personale della storia della canzone italiana, in grado di intrecciare temi e stili apparentemente inconciliabili: allegria e tristezza, tragedia e farsa, gioia e malinconia. E ogni volta il suo sguardo, poetico e bizzarro, è riuscito a spiazzare, a stupire: popolare e anticonformista contemporaneamente. Jannacci è anche l’artista che meglio di chiunque altro ha saputo raccontare la Milano delle periferie degli anni ‘60 e ‘70, trasfigurandola in una sorta di teatro dell’assurdo realissimo e toccante, dove agiscono miriadi di personaggi picareschi e borderline, ai confini del surreale. “Roba minima”, diceva Jannacci: barboni, tossici, prostitute coi calzett de seda, ma anche cani coi capelli o telegrafisti dal cuore urgente. Un Buster Keaton della canzone, nato dalle parti di Lambrate, che verrà rivisitato, reinterpretato e “ricantato” da Elio.
Sul palco, nella coloratissima scenografia disegnata da Giorgio Gallione, abbiamo trovato assieme a Elio cinque musicisti, i suoi stravaganti compagni di viaggio, che hanno formato un’insolita e bizzarra carovana sonora.
Ritmi dal Mondo
Mercoledì 30 novembre, alle 20.30 al teatro Splendor, Ivan Mancinelli e Kon Takt Ensemble propongono lo spettacolo musicale Ritmi dal Mondo.
Ritmi dal Mondo è un viaggio nel repertorio contemporaneo per percussioni che attraversa Asia, Africa e America, fondendone danze, ritmi e timbri. Uno sguardo sul presente e sul passato, alla ricerca delle radici culturali degli strumenti a percussione, che occuperanno il palco. Tutte le famiglie, dalle pelli alle tastiere, verranno impiegate dall’ensemble con un approccio orchestrale, passando dalla primordialità dei tamburi alla liricità della marimba e la dolcezza del vibrafono. La varietà del repertorio proposto porta l’ascoltatore a immergersi in un viaggio sonoro pieno di energia e di stimoli, in un percorso musicale unico e senza precedenti. Completa il tutto l’allestimento, che sfrutta gli strumenti e la loro disposizione, nella creazione di una scenografia in cui il mezzo sonoro è oggetto di scena, e il gesto percussivo è coreografia teatrale. Ad esibirsi sarà il solista internazionale Ivan Mancinelli, percussionista classico riconosciuto e stimato dall’ambiente musicale europeo e non solo, attualmente docente del Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste. Ad accompagnarlo, i “KonTakt Ensemble”, quartetto di percussioni classiche nato nel 2021 dall’incontro di quattro giovani percussionisti valdostani laureati al conservatorio: Fabio Saccavino, Alessio Pressendo, Alessandro Viola e Daniele Papalia.
Give peace a song
Giovedì 1° dicembre, alle 20.30 al teatro Splendor, Andrea Scanzi e Borderlogo si esibiranno con lo show Give peace a song.
Canzoni che hanno fatto la storia, cambiato i costumi, condizionato intere generazioni. Canzoni che cambiano il mondo. Andrea Scanzi, giornalista, scrittore e saggista, nonché autore e attore teatrale, racconta con una narrazione incalzante e appassionata condita da aneddoti, curiosità e cenni storici come certe canzoni siano diventate icone della musica mondiale. Scanzi sarà accompagnato in questo suggestivo viaggio musicale, che vede anche la partecipazione di Dori Ghezzi, dai Borderlobo, la band del cantautore Andrea Parodi Zabala e del chitarrista Alex Kid Gariazzo, che suonerà dal vivo i capolavori di Bob Dylan, Bruce Springsteen, Fabrizio De André, Guccini, John Lennon, Battiato, De Gregori e Neil Young. Una scaletta di canzoni che si rinnoverà concerto dopo concerto con nuove sonorità e colori che spazieranno dal folk al rock e al tex mex. Completano la band Angie al basso, Max Malavasi alla batteria, Riccardo Maccabruni al pianoforte e alla fisarmonica e Raffaele Kohler, il trombettista che ha commosso il mondo intero suonando tutte le sere alle 18 durante il primo lockdown dietro le inferriate della sua finestra a Milano. I Borderlobo sono una super band composta da musicisti dal profilo internazionale. Alex Kid Gariazzo è il cantante e chitarrista della Treves Blue Blues con cui è arrivato a esibirsi al Circo Massimo di Roma insieme a Bruce Sprinsgteen e ai Counting Crows. Col “Boss”, nella sua Asbury Park, ha suonato per ben due volte anche Andrea Parodi Zabala, cantautore, direttore artistico, promotore culturale che Carlo Feltrinelli ha definito “un attentatore di sogni” nella prefazione del suo ultimo disco. Raffaele Kohler è soprannominato “il trombettista bohemienne delle notti milanesi” e ha collaborato con moltissimi artisti, dalla Banda Osiris a Vinicio Capossela, da Cochi e Renato al canadese Bocephus King. Si è esibito all’autodromo di Monza prima del Gran Premio di Formula 1 e allo Stadio San Siro in occasione del derby Inter – Milan ed è stato il padrino del Busker Festival di Ferrara insieme a Gianna Nannini.
Raccontare gli altri
Sabato 3 dicembre, alle 18 al teatro Splendor, la giornalista Francesca Mannocchi sarà la protagonista dell’incontro dal titolo Raccontare gli altri.
Francesca Mannocchi da anni si occupa di conflitti in Medio Oriente e migrazione, scrive per l’Espresso e collabora con numerose testate italiane e internazionali.
Volto noto al pubblico del canale TV La7 e non solo, la giornalista romana Francesca Mannocchi è una delle inviate di guerra più stimate per il suo racconto coraggioso da diverse zone di conflitto e lo è diventata ancor di più nel 2022 dallo scoppio del conflitto in Ucraina. Ha realizzato reportage in Siria, Iraq, Palestina, Libia, Libano, Afghanistan, Egitto, Turchia, Ucraina, Yemen. Ha ricevuto il Premiolino per il giornalismo nel 2016, il Premio “Ischia” per il giornalismo e il Premio “Giustolisi” per l’inchiesta sul traffico di migranti e sulle carceri libiche. Nel 2018 il documentario Isis, Tomorrow. The Lost Souls of Mosul, diretto con il fotografo Alessio Romenzi, è stato presentato alla 75° edizione del Festival Internazionale del Cinema di Venezia. Fra i suoi libri: Porti ciascuno la sua colpa (Laterza, 2019), Libia con l’illustratore Gianluca Costantini (ink Mondadori, 2020), Io Khaled vendo uomini e sono innocente (Einaudi, 2019) e Bianco è il colore del danno (Einaudi, 2021) in cui racconta il momento in cui le è stata diagnosticata la sclerosi multipla e le conseguenze che ha dovuto affrontare. Di recente con Mondadori ha pubblicato “Lo sguardo oltre il confine”, in cui Francesca Mannocchi snoda l’intricata materia dei conflitti di oggi ai confini con l’Europa, dall’Ucraina all’Afghanistan e guida i ragazzi alla comprensione del presente.
Coupable
Martedì 6 dicembre, alle 20.30 al teatro Splendor, si svolgerà lo spettacolo Coupable di Jean-Claude Lilienfeld.
Le Havre, à la tombée de la nuit, le lieutenant Pontoise est de permanence au commissariat pour encore quelques heures. Soudain surgit une femme avec sa valise qui vient avouer le meurtre de son mari violent, commis il y a plusieurs années. «Je veux être condamnée, car je suis coupable». Pourquoi cette femme que personne ne soupçonnait veut-elle absolument être reconnue coupable ? Pourquoi cette officier de police judiciaire semble ne pas vouloir prendre sa déposition à seulement quelques heures de la prescription de son crime ? Par leur jeu sensible et équilibré, Anne Richard et Gaëlle Billaut-Danno, comédiennes bien connues des planches et du cinéma français, nous plongent de manière vertigineuse dans les méandres de la culpabilité. Comment une victime peut-elle se sentir profondément coupable d’un acte de légitime défense ? La victime est-elle victime ad aeternam ? Le bourreau peut-il devenir victime à son tour ? Le pilon administratif et judiciaire ne fera qu’accroître l’incompréhension et la souffrance. Une souffrance transmise en héritage. Sur le devant de la scène, deux femmes : l’une, réclamant son statut de coupable et l’autre, policière refusant de prendre cette reddition volontaire quelques minutes avant la prescription. Un face à face étonnant et percutant s’engage entre les deux femmes sous l’œil inquiet et circonspect de l’officier Joliveau.
Licheni
Venerdì 9 dicembre, alle 20.30 al teatro Splendor,, Alessandra Celesia ha proposto lo spettacolo teatrale Licheni.
I licheni salgono sempre più in alto. In quest’epoca di cambiamenti climatici vanno verso le vette per cercare frescura, fanno il viaggio necessario alla sopravvivenza. Dove vanno i licheni quando salgono? Dove vanno? I licheni sembrano indistruttibili. Li hanno mandati nello spazio e sono tornati intatti. Li hanno ritrovati in un ghiacciaio, imprigionati milioni di anni fa, e hanno ripreso a vivere. Ma l’inquinamento della città li avvelena in un attimo, i ghiacciai che scompaiono scombussolano il loro habitat. I licheni sono come noi, forti e fragilissimi allo stesso tempo, in continua ricerca di un equilibrio.
Licheni è un’ «emozionografia» dello scioglimento dei ghiacci che ci porta ad esplorare le nostre inquietudini più intime. Una regista in cerca di senso nella vita, un’amica ancorata al ghiacciaio dell’Alaska da un’esperienza dolorosa, una glaciologa antica quanto i ghiacciai che studia, una lichenologa che sa anche essere filosofa…
Le conversazioni fra i personaggi convergono intorno alle preoccupazioni dei nostri tempi moderni. Allora le antiche leggende della mitologia alpina che raccontano di ghiacciai che si formano, laghi che scompaiono, foreste che crescono nel giro di una notte ci vengono in aiuto. I testi della tradizione e le testimonianze di scienziati di oggi ci guidano alla ricerca di una riposta alle nostre intime domande sulle trasformazioni del mondo in cui viviamo.
Dopo lo spettacolo proponiamo un incontro con degli specialisti dei mutamenti climatici per cercare di rispondere alla domanda che ci poniamo tutti: cosa sta accadendo? Cosa possiamo fare per invertire la rotta? Come ognuno di noi può agire in quanto individuo? Interverranno la Professoressa Deborah Isocrono, lichenologa, il Professor Michele Freppaz, glaciologo dell’Università di Torino – Disafa (Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari), Docente di pedologia e nivologia e l’esperto dei cambiamenti climatici Edoardo Cremonese dell’Arpa Valle d’Aosta.
Raccontarsi
Sonia Bergamasco e Maria Grazia Calandrone saranno le protagoniste dell’incontro Raccontarsi, in programma per giovedì 15 dicembre, alle 20.30 al teatro Splendor.
Sonia Bergamasco è nata a Milano, dove si è diplomata in pianoforte. A teatro lavora con Antonio Latella, Thomas Ostermeier, Jan Fabre, Theodoros Terzopoulos, Carmelo Bene, Giorgio Strehler. Premio Duse per il suo lavoro d’attrice, è interprete e regista di spettacoli in cui l’esperienza musicale si intreccia più profondamente con il teatro. Interpreta in Italia e all’estero ruoli di cantante-attrice (Teatro Sâo Carlos di Lisbona, La Scala di Milano, San Carlo di Napoli). Al cinema lavora con Bernardo Bertolucci, Giuseppe Piccioni, Franco Battiato, Marco Tullio Giordana, Gennaro Nunziante. Riscuote grande successo nelle serie tv Tutti pazzi per amore e Una grande famiglia, entrambe dirette da Riccardo Milani, ed è Livia nella serie Il commissario Montalbano. II quaderno, edito nel 2022 con La Nave di Teseo, non è una semplice raccolta di poesie, è esempio della fiducia di Bergamasco non solo nella potenza evocativa delle parole ma nella loro musica, nel movimento delle frasi che mescolano prosa e poesia, frammenti e aforismi, in una lingua libera e inimitabile, fatta di oralità, di tradizione letteraria, orfismo.
Maria Grazia Calandrone è poetessa, scrittrice, giornalista, drammaturga, artista visiva, autrice e conduttrice per la Rai. Scrive per il “Corriere della Sera” e tiene laboratori di poesia nelle scuole e nelle carceri. Con i suoi libri di poesia ha vinto importanti premi. La sua ultima opera, Splendi come vita(Ponte alle Grazie 2021), entrata nella dozzina del Premio Strega, affrontava il difficile rapporto con la madre adottiva. Con il suo nuovo romanzo, Dove non mi hai portata, esplora un nodo se possibile ancora più intimo e complesso. Indagando la storia dei genitori grazie agli articoli di cronaca dell’epoca, Calandrone fa emergere il ritratto di un’Italia stanca di guerra ma non di regole coercitive. Un libro intimo eppure pubblico, profondamente emozionante e insieme lucidissimo.
Eric Waddell & The Abundant Life Singers
Il concerto gospel di Eric Waddell & The Abundant Life Singers è previsto per venerdì 16 dicembre, alle 21 nell’auditorium di Pont-Saint-Martin.
Eric Waddell & The Abundant Life Singers è divenuto, in solo nove anni dalla nascita, uno dei gruppi di spicco di Baltimora, Maryland. Nella sua prodigiosa crescita il coro ha raggruppato via via un numero sempre maggiore di vocalisti fenomenali: al momento il coro conta circa cinquanta coristi e una band d’eccezione. Sotto la direzione magistrale di Eric Waddell, front-man e leader del gruppo, ha raggiunto un livello di perfezione vocale che ci ricorda le formazioni di Hezekiah Walker e Ricky Dillard. Nella sua carriera il gruppo ha condiviso il palco con leggende quali Pastor Timothy Wright e Albertina Walker; con stelle del gospel quali BeBe & CeCe Winans, Pastor Marvin Sapp, Vashawn Mitchell, Vanessa Bell Armstrong, Pastore Charles Jenkins, Dorothy Norwood, Keith Pringle e il leggendario Dottie Peoples.
Eric Waddell & Abundant Life Singers stanno lasciando un’impronta importante anche nel mondo discografico. Fra le incisione più significative ricordiamo: il CD debutto “Put a Praise On It“ (settembre 2012); “Hour of Power” (marzo 2013); CD Release in collaborazione con Overseer Kervy Brown and Isaiah D. Thomas (maggio 2013). Nel luglio 2014 il gruppo ha ricevuto due riconoscimenti al Rhythm of Gospel Awards come miglior CD Tradizionale dell’anno, Year & Best Performances by Choir/Director. Nel marzo 2018 è uscito l’ultimo album “The Church Sound.” Fra le apparizioni più significative ricordiamo: nell’agosto 2014 al BET’s Bobby Jones Gospel; nel settembre 2015 per il mese del Gospel presso il Kennedy Center Gospel Heritage Month; nel gennaio 2017 esibizione per l’inaugurazione del nuovo mandato presidenziale. Eric Waddell & The Abundant Life Singers hanno viaggiato in tutti gli States diffondendo con fervore il messaggio evangelico che ispira la loro musica. Eric Waddell è uno fra i più eccellenti Ministri di musica e direttore di coro: nella sua carriera ha prestato la sua opera in numerosissime chiese. Famoso docente e compositore ha studiato presso il Conservatorio Peabody come salmista. Il suo amore per il gruppo da lui stesso creato, The Abundant Life Singers, gli ha permesso di condividere e sviluppare i suoi doni attraverso la musica. Molti dei brani in repertorio sono di sua composizione: un sound che abbina le sonorità del gospel tradizionale con le nuove tendenze del contemporary gospel.
Sono cambiato
Martedì 20 dicembre, alle ore 20.30, il Teatro Splendor di Aosta ha ospitato una data del tour Sono cambiato di Angelo Duro,
Sono cambiato è il titolo del nuovo spettacolo di Angelo Duro, che si preannuncia ancora più potente dei primi due, dove il comico raccontava e analizzava tutte le sue idiosincrasie dichiarando di avere un carattere di merda. Adesso (è scritto anche a caratteri cubitali sul manifesto) ci fa sapere d’essere cambiato, di non essere più quello di prima. E qui ci vengono mille dubbi. In che senso sarà cambiato? Non sarà più scontroso, irriverente e polemico come prima? Sarà diventato più buono? Lo vedremo finalmente sorridere? I dubbi sono tanti, anche perché da uno come lui non sai mai cosa aspettarti. Di certo la notizia di questo suo cambiamento ha aumentato la nostra curiosità, e adesso non aspettiamo altro che vederlo dal vivo.
Concert du nouvel an
Alle 21, nell’auditorium di Pont-Saint-Martin, è anche in programma giovedì 5 gennaio 2021, le concert du nouvel an.
L’Orchestre d’Harmonie du Val d’Aoste nasce nel 1985. A partire dagli anni novanta il gruppo estende la sua attività partecipando ai più prestigiosi concorsi internazionali per orchestra di fiati ottenendo numerosi primi premi. Si menzionano tra gli altri le vittorie, con la menzione d’onore a Valencia al “Certamen Internacional de Bandas de Musica Ciudad de Valencia”, il primo posto al “World Music Contest” di Kerkrade (Olanda), i concorsi vinti a Pesaro e Brescia; in ultimo, nell’aprile 2022 l’Orchestre d’Harmonie si è aggiudicata per la terza volta (unica formazione ad aver bissato e triplicato la vittoria) su tre partecipazioni il trofeo “Flicorno d’Oro” dell’omonimo concorso di Riva del Garda (Tn).
Attualmente il gruppo è rimasto in Italia l’unica formazione di Categoria Eccellenza ancora in attività. Ha collaborato, inoltre, nel corso degli anni, con numerosi compositori, direttori e solisti di fama internazionale attivando anche corsi di formazione e masterclass strumentali e di direzione.
Per il Concert du Nouvel An 2023 l’Orchestre d’Harmonie du Val d’Aoste proporrà un repertorio di ricerca su brani, di autori italiani, composti nella fine del XIX secolo e non più eseguiti. Il progetto è nato in collaborazione con la classe di Strumentazione e Composizione per Orchestra di Fiati del Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza del docente M° Angelo De Paola. Coloro che hanno svolto l’impegnativo lavoro di trascrizione dei brani per l’organico attuale dell’orchestra dirigeranno sul palco dell’Auditorium il brano da loro elaborato.
Voglio di più voglio la favola
Sabato 7 gennaio, alle 20.30, sul palco del teatro Splendor la storia del film Pretty Woman è diventato un musical, Voglio di più voglio la favola.
Scritto in coppia da Garry Marshall e Jonathan F. Lawton, rispettivamente leggendario regista e sceneggiatore originale della pellicola, lo spettacolo si avvale di una colonna sonora che è un mix di canzoni pop e romantiche scritte da due compositori d’eccellenza, Bryan Adams e il suo fidato co-autore Jim Vallance, e dell’indimenticabile successo mondiale del 1964 Oh, Pretty Woman di Roy Orbison.
L’adattamento teatrale mantiene l’impianto narrativo del successo cinematografico premiato nel 1991 con un Golden Globe per la migliore attrice in un film commedia o musicale (Julia Roberts) e ripercorre fedelmente i momenti della storia d’amore di Vivian ed Edward. Accanto alla tematica sentimentale, che ha di fatto appassionato un pubblico eterogeneo di sognatrici e sognatori, alcuni temi molto attuali sono ancora il punto di forza di questa instancabile storia a metà strada tra Cenerentola e My Fair Lady. La rivalsa di una donna alla ricerca di sé e della sua dignità, il cambiamento di due persone diverse, per classe, che non discriminano l’altro ma che si avvicinano l’uno all’altra rivoluzionando sé stessi e il loro modo di pensare, la forza dei sentimenti che hanno la meglio su fama e denaro, il superamento delle apparenze in un mondo che non riesce ad andare oltre i preconcetti. Un inno alla libertà che supera pregiudizi e convenzioni, una storia trasversale che supera le differenze sociali e di età.
Protagonista è la musica anni ’80, eseguita dal vivo da una band di 6 elementi in stile pop/ rock. Le musiche sono tipiche degli anni a cavallo tra il 1980 e il 1990 così come lo sono le ambientazioni dello spettacolo. Come sulla scena si affrontano e si vivono sentimenti contrastanti, così le tematiche romantiche saranno accompagnate da canzoni lente mentre le tematiche più accese e coinvolgenti, legate al riscatto e alla realizzazione dei propri sogni, saranno più ritmate e intense. La musica rimane quella originale scritta da Bryan Adams, non è intervenuto alcun elemento di modifica, adattamento o rielaborazione in questo allestimento tutto italiano, dove i numeri musicali mantengono viva la forte connessione tra i brani del musical e la cifra stilistica che contraddistingue il suo autore. Nell’agosto del 2018 il musical ha celebrato la sua prima mondiale a Broadway riscuotendo il tutto esaurito.
La Bohème di Giacomo Puccini
La Bohème è stata l’opera che è stata messa in scena mercoledì 11 gennaio, alle 20.30 al teatro Splendor.
L’opera integrale di Giacomo Puccini in una messinscena diretta, avvincente e cinematografica pensata per tutti i tipi di teatro.
L’entusiasmo, la passione, l’amore e le delusioni del gruppo di bohémien più famoso della storia dell’opera e il passaggio dalla giovinezza spensierata alle responsabilità dell’età adulta in un capolavoro senza età, dolcissimo e crudele al tempo stesso, capace di emozionare e commuovere da sempre. Mimì, Rodolfo, Musetta, Marcello, Schaunard e Colline, personaggi eterni in una Parigi romantica e fuori dal tempo: lasciatevi trasportare con loro dalla magia del teatro musicale e prendete posto per un’esperienza che arriverà dritta al cuore. Un pianoforte e un cast di cantanti/attori di eccezionale valore per dimostrare che l’opera è un linguaggio straordinario e universale, capace di mutare forma e sostanza senza tradire la sua essenza e rinnovandosi, divenendo attuale e contemporanea. Una nutrita compagnia, sotto la guida del soprano Amelia Felle e del regista Giancarlo Nicoletti. Un allestimento scenico visionario e di grande impatto firmato da Alessandro Chiti alle scene, da Vincenzo Napolitano ai costumi e da Daniele Manenti alle luci.
Raccontare del mondo con Federico Rampini
L’ex vicedirettore de Il Sole 24 ore Federico Rampini ha dialogato con Alessandro Mano giovedì 12 gennaio, alle 20.30 al teatro Splendor.
Dopo gli studi presso l’École des hautes études en sciences sociales e l’Università Bocconi, Federico Rampini ha fatto conoscere la sua firma scrivendo per Città Futura (1976-79) e Rinascita (1979-82); in seguito è stato vicedirettore de Il Sole 24 ore. Al Corriere della Sera dal 1 novembre 2021, è stato editorialista e corrispondente de la Repubblica da Bruxelles, San Francisco e Pechino e da New York ha raccontato l’America nei suoi risvolti economici, sociali e di costume. Tra i riconoscimenti ottenuti si ricordano il Premio Luigi Barzini (2005) e il Premio Saint-Vincent (2006). Ha pubblicato numerosi saggi per Mondadori, fra cui Quando inizia la nostra storia (2018); La seconda Guerra fredda (2019); I cantieri della storia (2020); Fermare Pechino. Capire la Cina per salvare l’Occidente (2021) e l’ultimo libro Suicidio occidentale. Perché è sbagliato processare la nostra storia e cancellare i nostri valori (2022).
Hahaha
Venerdì 13 gennaio alle 20.30, il teatro Splendor ha ospitato lo spettacolo Hahaha.
Entrano in scena due clown. Hanno i classici nasi rossi e gli scarponi, eppure sono così diversi dai soliti pagliacci. Persi nel loro universo, aspettano di dare un senso alla serata. Nel frattempo, divertono il pubblico con una comicità poetica irresistibile che scaturisce da oggetti minimalisti come scatoloni di cartone e cancelletti di legno. La coppia scatena una potenza fantastica senza paragoni grazie a tanti sketch visivi frutto di un’inventiva inesauribile ed estremamente divertente. Quando i cartoni animati di Bugs Bunny incontrano il teatro degli oggetti, il risultato è una raffica di risate. HaHaHa, appunto.
Scrivere Noir
Scrivere Noir era il titolo della serata di giovedì 19 gennaio, alle 20.30 al teatro Splendor, che era dedicata al genere più amato dal pubblico, con la presentazione del vincitore del Premio Giorgio Scerbanenco 2022.
«Perché il suo autore, in questo romanzo dal ritmo hard boiled, conferma la solidità e la varietà dell’impianto narrativo noir evidenziate fin dagli esordi, mettendo al centro di quest’opera un gruppo di antieroi metropolitani impegnati a salvare se stessi e casualmente anche un po’ il mondo».
A seguire l’incontro con lo scrittore, è stato proiettato in notturna Bowling Saturne, il film franco-belga di Patricia Mazuy che si è aggiudicato il premio per il miglior film delle 32° edizione del Noir in Festival (3-8 dicembre 2022) con la seguente motivazione: “Per averci accompagnato in un viaggio interiore che conduce all’istinto omicida, attraverso un realistico e potente utilizzo del noir.” Introducono la proiezione Marina Folli, per l’associazione Noir in Festival, e Alexine Dayné.
Il film racconta come dopo morte del padre, Guillaume erediti la pista da bowling di famiglia che dona al fratellastro Armand. Un luogo carico di ricordi, segreti e fantasmi interiori, dove si scatena una serie di omicidi. I due fratelli verranno trascinati in un abisso pieno di demoni e dovranno fare i conti con la loro eredità. L’oscurità regna su un mondo nel quale vale solo la regola della caccia.
Alfabeto delle emozioni
Mercoledì 25 gennaio, alle 20.30 al teatro Splendor, Stefano Masini ha portato sul palco lo show Alfabeto delle emozioni.
Autore di teatro italiano, molto amato anche all’estero, Stefano Massini è regista, attore e narratore. Alfabeto delle emozioni è il racconto, ogni sera diverso, durante il quale Massini, sul palco, estrae a caso da un baule le lettere dell’alfabeto: M come malinconia, I come ira e invidia, T come tristezza, P come paura, S come stupore, F come felicità. Ogni lettera estratta è l’occasione per Massini per raccontare storie di personaggi famosi e non, con l’abilità del narratore che lo ha reso celebre anche in tv.
Pur di fare commedia
Sabato 28 gennaio, al Cinema palanoir di Courmayeur alle 21, Paolo Belli è tornato in teatro con la pièce Pur di fare commedia.
Tra prosa, canzoni e risate: arriva a teatro il nuovo spettacolo del musicista dove la comicità si fonde a momenti di riflessione L’artista racconta le mille peripezie e i colpi di scena vissuti in tanti anni di carriera, fra esilaranti provini a musicisti strambi ma geniali, momenti di riflessione e i suoi grandi successi rivisitati in una nuova veste. Accompagnato da sette musicisti, lascia più spazio al parlato, a storie e aneddoti divertenti e all’interazione con il pubblico.
Le fil du temps
Lo spettacolo musicale di Katia Perret ha animato il teatro Splendor nella serata di martedì 31 gennaio.
Trascorso un periodo di studio al pianoforte, trasferisce le sue conoscenze musicali sulla fisarmonica cromatica e dopo vari corsi con maestri locali, accompagnata dal papà Leandro, approda in Francia al prestigioso C.N.I.M.A. di J. Mornet (Centre national et international de musique et accordéon) a Saint-Sauves-d’Auvergne dove per due anni si perfeziona e partecipa a numerosi concorsi. Dopo l’esperienza francese, alla scomparsa improvvisa del papà incide il suo primo Cd Notes verso le ciel con arrangiamenti di brani del repertorio musette francese, Astor Piazzolla, concludendo con la Cavatina di Figaro di Rossini. Con l’intento di accrescere il proprio bagaglio musicale inizia delle collaborazioni con vari cantautori valdostani. Organi di informazione televisiva e radiofonica si interessano a lei e partecipa a trasmissioni come “Bonne soirée”, “Jazz VDA”, “Fisa e dintorni”, “La grolla del tempo”.
L’isolamento forzato del Covid la porta a maturare la volontà di unire le proprie conoscenze musicali con la sua lingua madre, l’amato patouà di Ayas incidendo così il suo secondo disco: Le fil du temps con brani che fanno riferimento al passato, al presente e al futuro e che uniscono vari generi musicali. Il primo brano del disco Comme une fleur il cui video è su YouTube, riporta ai lunghi viaggi con il papà verso Saint-Sauves-d’Auvergne. Il brano si apre con una registrazione d’epoca originale in cui Katia bambina canta accompagnata dal papà. Ad un passato più lontano fanno capo Kraemerthal e Hymne à Ayas. Il presente è rappresentato dalle sue bimbe Amélie e Mélodie mentre Renaissance, liberté esprime la speranza in un futuro esente da restrizioni dopo le dure prove derivate dalla pandemia. Nel Cd numerose sono le collaborazioni di musicisti e cantautori valdostani dai quali ha avuto l’accoglienza e il battesimo nel gruppo di “Patoué eun mezeucca” sul palco del Tea tro Splendor. Katia ritorna allo Splendor per presentare questo suo ultimo lavoro con una nuova formazione: Corinne Hugonin al violino, Giorgio Pilon alla chitarra, Enrico Laganà al basso, Simone Pellicanò alla batteria.
Impression – Danzare l’anima dell’impressionismo
Uno spettacolo capace di portare sul palcoscenico del teatro Splendor danza, parole, luci e suoni che hanno fatto rivivere sulla scena la vita e le opere dei pittori impressionisti è Impression – Danzare l’anima dell’impressionismo, è andato in scena venerdì 3 febbraio.
I movimenti dei danzatori hanno composto sul palco disegni e immagini, mescolati a luci, colori e videoproiezioni: sarà così possibile ridere, commuoversi, cogliere ironia e sorpresa nei loro corpi. Impression è uno spettacolo di danza che si trasforma in una narrazione affascinante in grado di coinvolgere tutti i sensi tramite Tableaux vivants di matrice impressionista: le Déjeuner sur l’herbe di Edouard Manet, il Bal au moulin de la Galette di Pierre-Auguste Renoir e tanti altri celebri dipinti prendono vita sul palco in uno spettacolo originale e di grande impatto visivo.
Le nostre anime di notte
Lo spettacolo teatrale Le nostre anime di notte, tratto dall’omonimo romanzo di kent Haruf, è salito sul palco del teatro Splendor lunedì 6 febbraio.
Tratto dall’omonimo romanzo di Kent Haruf e con l’adattamento e la traduzione di Emanuele Aldrovandi, lo spettacolo narra la storia di Addie e Louis, entrambi vedovi ultrasettantenni, che vivono da soli a pochi metri di distanza. Si conoscono da anni, perché Addie era buona amica di Diane, la moglie scomparsa di Louis, ma in realtà non si frequentano, almeno fino al giorno in cui Addie fa al vicino una proposta piuttosto spiazzante. Dal momento che, dopo la scomparsa del marito, ha delle difficoltà ad addormentarsi da sola, Addie invita Louis a recarsi da lei per dormire insieme. Non si tratta di una proposta erotica, ma del desiderio di condividere ancora con qualcuno quell’intimità notturna fatta soprattutto di chiacchierate nel buio prima di cedere al sonno. Ma la società non è pronta a concedere a chi entra nel terzo tempo della vita un sogno romantico.
Un romanzo straordinario, di quelli che si incidono nell’anima e le regalano sollievo e fiducia. Una storia lieve, sussurrata nella notte. Niente urla, niente violenza, niente arroganza. Non si sgomita qui per affermare il proprio diritto ad esistere, tutto qui è in punta di piedi, delicato, mite. Un vero balsamo per chi si sente stritolato da questo mondo strillone e brutale. Lella Costa è Addie, Elia Schilton Louis. Due attori magnifici che possono incarnare la dolcezza, la poesia di questa storia con la luce e il garbo che richiede. Noi spettatori saremo con loro, ascolteremo le loro conversazioni, avremo il privilegio di vedere compiersi di fronte ai nostri occhi l’unione delle loro anime. Dalle note di regia di Serena Sinigaglia.
Tullio Solenghi & Trio d’archi di Firenze
Venerdì 10 febbraio, alle 21 all’auditorium di Pont-Saint-Martin, Tullio Solenghi e Trio d’Archi di Firenze hanno tracciato un ritratto umanissimo e sorprendente di Wolfgang Amadeus Mozart.
Lo spettacolo offre una vera e propria immersione nel mondo di uno dei più grandi geni della storia della musica. Grazie all’accostamento di alcune lettere, scelte all’interno del suo sterminato carteggio, con uno dei suoi ultimi capolavori cameristici (il divertimento per trio d’archi KV563, scritto al termine della sua vita in cui sembrano convergere e sublimarsi tutte le precedenti esperienze compositive), si traccia un ritratto umanissimo e sorprendente di Wolfgang Amadeus Mozart, ripercorrendo le fasi della sua esistenza di cui si scoprono le relazioni affettive e i temi a lui più cari toccando diversi registri espressivi, dal burlesco all’ironico, dal grottesco al tragico. L’eclettico Tullio Solenghi, con la sua sapiente ironia e prorompente personalità, si unirà all’esecuzione del Divertimento dando vita ad un connubio meraviglioso ed intenso, in un alternarsi di ironie, emozioni, facezie e arguzie.
Scrivere, raccontare, raccontarsi con Nicola Lagioia
Nicola Lagioia, sabato 11 febbraio, alle 20.30 al teatro Splendor, ha proposto una lectio magistralis sull’importanza dei libri nella formazione individua- le e per la costruzione di una comunità libera, indipendente e colta.
Nicola Lagioia è nato a Bari nel 1973. È stato direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino dal 2017 al 2022. È tra gli autori e conduttori di Pagina 3, la rassegna stampa culturale di Radio Rai 3. È stato prima selezionatore e poi giurato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Ha lavorato per diverse case editrici e con Minimum fax ha pubblicato Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (2001), e con Einaudi Occidente per principianti (2004), Riportando tutto a casa (2009 Premio Viareggio-Rèpaci, Premio Vittorini, Premio Volponi), La ferocia (2014 Premio Strega, Premio Mondello) e La città dei vivi (2020 Premio Alessandro Leogrande, Premio Bottari Lattes, Premio Napoli).
La serata è introdotta da Denis Falconieri.
Chaplin, 1939
Mercoledì 15 febbraio, alle 20.30 al teatro Splendor, è andato in scena lo spettacolo teatrale, in francese, Chaplin, 1939.
Après s’être fait bien des ennemis en fustigeant le fordisme et l’exploitation des ouvriers, dans Les Temps Modernes, c’est à Hitler, en 1939, que Charlie Chaplin décide de s’attaquer.
Est-ce bien là son métier d’artiste ? Il s’en moque. Un fou maltraite des minorités, et prépare une guerre. Chaplin, parmi les premiers, a compris que rien n’arrêterait ce fou. Et en plus ce crétin a osé lui voler sa moustache ! Travaillant sur lui, il se rend compte qu’ils sont nés la même semaine de la même année. Le défi est lancé.
Mais peu à peu, entouré et secoué par son frère et sa femme du moment, l’actrice Paulette Godard, il va se heurter plus violemment que prévu à ce double dérangeant.
Un portrait original, centré sur une période clef de la vie de Chaplin, entièrement inspiré de faits réels.
Une mise en scène sobre et élégante, évoquant l’univers de Chaplin pour inviter le spectateur à s’y promener à sa guise, fort de ses propres souvenirs, de son imaginaire.
Max the sax
Sabato 18 febbraio, alle 20.30 al teatro Splendor, il sassofonista Markus Ecklmayr si è esibito nel concerto Max the sax.
Pigiama per sei
Mercoledì 22 febbraio, alle 20.30 al Teatro Splendor, si è svolto lo spettacolo di teatro Pigiama per sei con Laura Curino, Antonio Cornacchione, Rita Pelusio e Max Pisu.
Il più classico dei triangoli: lui, lei, l’altra. Ma la figura diventa un poligono complesso, allorché la cameriera mandata da un’agenzia, complice il destino beffardo che vuole porti lo stesso nome, viene scambiata per l’amante del marito dall’amico, ma è costretta a interpretare il ruolo di amante di quest’ultimo agli occhi della moglie, che è ovviamente gelosa, ma non può svelarsi… Finché ognuno è costretto a interpretare un ruolo diverso a seconda delle persone presenti nella stanza, in un crescendo di equivoci e risate.
Pigiama per sei è il tipico meccanismo perfetto. Un testo in cui lo spettatore si appassiona, immedesimandosi involontariamente, per capire come i vari personaggi riusciranno a trovare soluzioni a situazioni che diventano via via più intricate, fino allo scioglimento dovuto all’arrivo di un ulteriormente inaspettato (e pericoloso) deus ex machina.
Othello Tango
Venerdì 24 febbraio, alle 20.30, il teatro Splendor ha accolto lo spettacolo danzante Othello Tango, creazione per dodici danzatori.
Arlecchino muto per spavento
Mercoledì 1° e giovedì 2 marzo, alle 20.30 al teatro Splendor, è andato in scena lo spettacolo teatrale Arlecchino muto per spavento.
Uno dei canovacci più rappresentati nella Parigi dei primi del ‘700, qui riproposto per la prima volta in epoca moderna, Il muto per spavento rappresenta un grande omaggio alla Commedia dell’Arte e all’abilità tutta italiana del fare di necessità virtù. Dopo anni di esilio forzato i Comici Italiani tornano finalmente ad essere protagonisti del teatro parigino con la compagnia di Luigi Riccoboni in arte Lelio, che si circonda dei migliori interpreti dello stivale tra cui, per la prima volta in Francia, l’Arlecchino vicentino Tommaso Visentini (omen nomen), che non parlava la lingua francese, deficit imperdonabile per il pubblico della capitale. Ed è qui che emerge il genio di Riccoboni nell’inventare un originale canovaccio dove il servo bergamasco diviene muto…per spavento! Lelio, follemente innamorato di Flaminia, figlia del Dottor Lanternani, pretende che sia fatta giustizia del loro amore. Ma il padre di lei l’ha già promessa a Mario, figlio del mercante veneziano Pantalone de’ Bisognosi. Lelio si reca a Milano per ricondurre alla ragione Mario e il padre Pantalone, o per sfidare il giovane a mortal tenzone. Tale extrema ratio sarebbe dovuta rimanere celata, se non fosse che il servo, Arlecchino, appena giunto in città la spiffera in breve tempo a Scapino e ad ogni anima viva incontrata. Lelio, allora, per ridurlo al silenzio, lo convince di possedere un anello incantato e che, se Arlecchino parlerà con qualsivoglia persona, l’anello glielo rivelerà ed il povero bergamasco si troverà decapitato. Arlecchino decide quindi di chiudersi in religioso silenzio. Diviene muto… per spavento, ma nulla gli impedirà di farne peggio di Bertoldo. Stivalaccio Teatro decide di portare in scena nove attori su di un canovaccio inedito, poggiandosi sull’arte attorale e quindi sugli strumenti propri del commediante dell’arte: la recitazione, il canto, la danza, il combattimento scenico, i lazzi e l’improvvisazione. Uno spettacolo dove gioco, invenzione, amore, paura e dramma si mescolano tra le smorfie inamovibili delle maschere. Dove gli intrecci si ingarbugliano sull’equivoco e lentamente si dipanano tra le dita dei personaggi.
È previsto un incontro con gli attori a fine spettacolo.
La Parrucca
Per giovedì 9 marzo, alle 20.30 al teatro Splendor, si è svolto lo spettacolo teatrale La Parrucca di Natalia Ginzburg.
In Paese di Mare, lei, Betta, è una donna ingenua, irrisolta, che si deprime e si annoia facilmente, e tuttavia è genuina come solo i personaggi della Ginzburg sanno essere. A Betta la nuova casa non piace, come non le piace quel piccolo paese di mare. Ma Massimo, che ha la speranza di trovare un lavoro nell’industria di famiglia di un suo vecchio amico, la convince a restare ma l’amico si rivelerà pieno di problemi e non lo riceverà nemmeno. Così la coppia dovrà ripartire proprio nel momento in cui Betta si sarà affezionata al luogo e alla casa.
Ne La Parrucca ritroviamo Betta e Massimo in un piccolo albergo isolato, dove si sono rifugiati per un guasto all’automobile. Betta è a letto disperata e dolorante perché durante un litigio Massimo l’ha picchiata. Massimo, che ora è pittore ma dipinge quadri che la moglie detesta, si è chiuso in bagno a leggere. Dopo aver urlato al marito la sua rabbia e la sua frustrazione per un matrimonio che non funziona più, Betta telefona alla madre e le rivela di essere incinta di un politico con cui ha una relazione clandestina.
Zaz
Sabato 11 marzo, alle ore 21 sul palco del Palais di Saint-Vincent, si è esibita Zaz.
Zaz revient avec son cinquième album à l’automne 2021. Les quatre premiers l’ayant amenée à faire trois tours du monde, il était temps pour l’artiste de poser ses valises. Voici donc un disque qu’elle a initié pendant le confinement printanier de 2020. Une solitude forcée mais chérie. Un album peint à bras le cœur, comme autant de tableaux. Pour ce nouvel album, Zaz a travaillé avec le réalisateur néerlandais Reyn (Vanessa Paradis, Stephan Eicher, Benjamin Biolay, Gaëtan Roussel, …) avec qui elle a pris le temps de donner une teinte particulière à chaque chanson de l’album.
Une voix qu’on ne présente plus, aussi vive qu’émouvante et toujours sur le ton juste. Des textes directs, personnels et intimes, pour une artiste accomplie. C’est dans ce même esprit que Zaz prépare sa prochaine tournée en revisitant le monde et ses plus somptueuses salles. Des spectacles à taille humaine et à proximité du public. Un retour à l’essentiel pour revivre, le temps d’un concert, l’évidence d’un moment partagé. Une tournée baptisée tout naturellement : Organique Tour. Les spectateurs pourront à nouveau visiter l’univers et la personnalité unique de l’artiste, découvrir de nouvelles facettes de son art, tous ses sortilèges et retomber sous le charme de ses plus grands succès : Je veux, On ira, Éblouie par la nuit, Que vendra … et son dernier tube Imagine. Un spectacle rare, énergique, positif et généreux, qui nous donne le sourire, « de la joie et de la bonne humeur » et nous rappelle qu’il est bon de voir la vie en rose avec Zaz. Ce nouveau tour du monde sera à nouveau l’occasion pour Zaz et son public de croiser le chemin des ONG partenaires de la tournée au travers de son réseau associatif Zazimut, ramenant ainsi une petite touche de vert à la vie en rose.
L’embarras du choix
L’embarras du choix sarà lo spettacolo in lingua francese si è tenuto per martedì 14 marzo, alle 20.30 al teatro Splendor.
Le jour de ses 35 ans, Max se rend compte qu’il est passé à côté de sa vie. Paralysé à l’idée de faire le mauvais choix, il décide de demander conseil à ses amis : le public. Amour, travail, amitié, famille, Max a tellement besoin de vous! Les spectateurs choisiront la suite de l’histoire… Sébastien Azzopardi et Sacha Danino signent une nouvelle comédie interactive après Dernier coup de ciseaux, Le Tour du monde en 80 jours ou encore La Dame blanche. Après une création écourtée à l’automne 2020, le spectacle a tenu plusieurs mois à l’affiche du Théâtre Michel et ensuite à la Gaîté Montparnasse à Paris. Avec L’Embarras du Choix, Sébastien Azzopardi propose une forme très originale et intéressante de théâtre. Du théâtre interactif et novateur, avec en prime quelques chansons. Assez rapidement, la salle va s’allumer et Max, le personnage de Sébastien Azzopardi, va s’adresser au public. Un public qui va devoir faire plusieurs choix qui vont influer et décider de la suite de l’histoire. La pièce jouée est donc différente chaque soir, selon les choix (intrigues, amour, tenue, cadeau…) du public du jour. Si le théâtre a parfois cette image poussiéreuse, L’Embarras du Choix est une pièce résolument moderne. Le mapping, très présent, permet des changements de décors très rapides et de proposer plusieurs lieux. Cette pièce, où le public décide du déroulé de l’intrigue, a reçu une nomination pour le Molière 2022 de la meilleure Comédie.
Saint-Exupéry volé au ciel
Un altro spettacolo in francese, Saint-Exupéry volé au ciel è previsto, alle 20.30 al teatro Splendor, lunedì 20 marzo.
La Cie Hussard de Minuit explore l’énigme biographique et artistique d’un être exceptionnel. Entre enquête historique, témoignage littéraire et fiction, le travail d’écriture vise, par touches impressionnistes, à rendre compte de la trajectoire littéralement fabuleuse d’Antoine de Saint-Exupéry. Trois comédiens incarnent dix-huit personnages, afin de donner vie à des tableaux emblématiques d’une époque et d’un parcours. Le texte conjugue des documents issus de la correspondance, des extraits d’œuvres, ainsi que des tableaux fictionnels reconstitués sur la base de documents historiques.
Une création pluridisciplinaire texte, musique, scénographie, vidéo et lumières ont été travaillés sur le temps long, chaque domaine étant considéré comme un élément narratif fondamental. La création s’est faite sur le plateau, chaque art dialoguant avec les autres. L’espace de Saint- Exupéry, volé au ciel est constitué d’une forêt d’ampoules permettant la création d’espaces réalistes, oniriques et cosmiques. La vidéo permet de varier les langages théâtraux et contribue à un traitement cinématographique de la trame dramatique. Les espaces symboliques signifiants de l’univers de Saint- Exupéry sont évoqués à travers une expérimentation ludique, car nous avons considéré la notion de jeu dans son sens originel. Ainsi, à travers une approche distanciée, on montrera les coulisses, la fabrication des paysages imaginaires. La musique constitue, comme dans tous nos projets, un élément fondamental dans la création d’espaces et d’impressions sonores.
Bach à la carte!
Marco Chenevier proporrà il suo spettacolo danzante, Bach à la carte!, mercoledì 22 marzo, alle 20.30 al teatro Splendor.
Inizia un concerto: un violoncello, le suites di J. S. Bach risuonano. In scena la violoncellista Serena Costenaro e il danzatore Marco Augusto Chenevier. Il corpo del danzatore viene gradualmente coinvolto in una partitura dall’interno di sé, fino a generare movimento e spostamento nello spazio.
Vogliamo iniziare così, nella maniera più convenzionale possibile, e goderci la meraviglia della composizioni di Bach, i suoi arditi picchi armonici, la sua metrica rigorosa.
Proprio la metrica rigorosa, dopo le prime tre danze, faranno interrogare gli artisti… tanto rigore, alla lunga, può trasformarsi in monotonia!
Gli artisti allora apriranno, letteralmente, il dialogo con il pubblico e, attraverso una comunicazione semplice e diretta, si metteranno a disposizione. Perché non due, o tre danzatori? E quali dei danzatori volete vedere? Un duetto maschile? Un assolo femminile? Che tipo di costumi volete che i danzatori indossino? Come volete che si muovano?
Volete un brano triste, un brano allegro? Oppure volete un brano inquietante? Inoltre: come desiderate ascoltare Bach? Più dinamico? Più declamato? E perché non distorcerlo, con l’intervento del live electronics? Magari desiderate che i danzatori escano, per ascoltare la musica in santa pace… oppure desiderate un momento di danza, nel silenzio, dopo tante note?
Bach à la carte vuole rendere il pubblico partecipe della costruzione coreografica, permettendo a tutti di giocare e scegliere gli elementi del linguaggio scenico. In maniera ludica vuole anche indagare i meccanismi di partecipazione, di votazione, di maggioranza e minoranza, e giocosamente osservare cosa può succedere nel cercare di accontentare tutti.
L’inizio caratterizzato da un approccio musicologico, in forma concertistica, estremamente asciutta, evolve in un lavoro che si interroghi, ancora una volta, sulla postura dello spettatore e sulla sua relazione all’opera d’arte.
Xavier de Maistre & Lucero Tena
Venerdì 24 marzo, alle 20.30, Lucero Tena, stella del flamenco, è sul palco del teatro Splendor con Xavier de Maistre & Lucero Tena.
Lucero Tena stella assoluta del flamenco, a quattro anni impugna per la prima volta le nacchere. Oggi, a ottant’anni, continua a dedicarsi a questo piccolo eppure potentissimo strumento, che da autentica “virtuosa” ha fatto dialogare con le più importanti orchestre sinfoniche. Incontra Xavier De Maistre, artista di fama internazionale sempre alla ricerca di nuove capacità espressive per la sua arpa che per lei trascrive celebri pagine orchestrali, come Ma Vlast di Smetana, e opere di Albéniz, Soler e Granados, in un non convenzionale ruolo solista.
Due personalità forti, due generazioni diverse, alleate nella ricerca di intrecci inediti e inesplorate sonorità strumentali daranno vita ad uno straordinario progetto “Serenata Española” diventato in seguito un successo discografico inciso per Sony Classics.
Climax
Giovedì 30 marzo, alle 20.30 al teatro Splendor, Ludovic Pitorin proporrà lo spettacolo teatrale in lingua francese Climax.
Les artistes de la Compagnie Zygomatic mettent leurs talents au service de problématiques très actuelles : dérèglement climatique, épuisement des ressources, disparition de la biodiversité. La troupe s’attaque à la question de l’urgence climatique, à l’effondrement de la biodiversité et plus largement à la survie de la planète sur laquelle nous vivons tous. Poussant un peu plus loin son exploration du spectacle multiforme, les comédiens chanteurs, musiciens, danseurs et mimes nous embarquent dans un road-movie férocement drôle, fertile et libérateur. Interprété avec un humour scientifiquement absurde, le spectacle aborde les sujets brûlants en défiant les lois de la gravité. Dérèglements scéniques, chorégraphies du second degré, acrobatie et chansons, le rire est utilisé comme une arme de réflexion massive. Un mariage entre comique absurde, humour grinçant, une soupape de décompression tentant de se frayer un chemin vers des lendemains qui chantent.
Lo spettacolo Miracoli metropolitani è stato il protagonista della serata di martedì 4 aprile, alle 20.30 al teatro Splendor.
Giovedì 13 aprile, alle 20.30 al teatro Splendor, si sono esibiti Les ballets Trockadero de Monte Carlo.
Alle 5 da me
La commedia Alle 5 da me è andata in scena giovedì 27 aprile, alle 20.30 al teatro Splendor.
Pubblicato / aggiornato
il 14/10/2022 alle 15:42
Categoria:
Cultura