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Cime Bianche: Valle Virtuosa chiede trasparenza e partecipazione democratica

Alla richiesta del Cai, del Comitato Cime Bianche di Pcp e di Valle d’Aosta Aperta che hanno chiesto, in merito al progetto del collegamento intervallivo di Cime Bianche, trasparenza, confronto e democrazia in Valle d’Aosta si è aggiunta quella di Valle Virtuosa:
Avevano richiesto la diretta streaming dei lavori della terza e della quarta Commissione del Consiglio Valle durante l’analisi della fattibilità del collegamento funiviario.    

«Lo streaming è un diritto dei cittadini. Inoltre, anche lo studio di fattibilità deve essere rilasciato affinché tutti i cittadini ne possano essere messi al corrente» ha esordito la fotografa Annamaria Gremmo, una fra le fondatrici del progetto fotografico di conservazione L’Ultimo Vallone Selvaggio.

Paolo Meneghini, presidente di Valle Virtuosa, ha ribadito che «senza coerenza, trasparenza, partecipazione democratica e legalità gli obiettivi della Strategia regionale di Sviluppo Sostenibile non saranno raggiunti. da un lato la Regione ha uno sviluppo sostenibile per raggiungere gli obiettivi all’Agenda 2030 dell’Onu, ma in realtà manca la volontà politica».

Le audizioni

Lunedì 3 aprile 2023 sono iniziate le audizione, nelle terza e quarta Commissione del Consiglio Valle, in merito allo studio di fattibilità del collegamento intervallivo Cime Bianche.

I commenti di Pcp e Adu VdA

«Durante l’audizione ai vertici delle società Monterosa e Cervino è emerso che non è stato effettuato un approfondimento normativo, in quanto non espressamente richiesto, e che per le Società è sufficiente il pronunciamento dell’Avvocatura regionale, che a nostro avviso non ha esaurito la questione del divieto previsto dal decreto ministeriale del 2007. Insomma si continua a discutere di un impianto da costruire senza avere la certezza di poterlo fare: come se un cittadino decidesse di progettare la propria casa su un terreno di cui non sia certa l’edificabilità!». È il commento delle consigliere di Progetto Civico Progressista, Erika Guichardaz e Chiara Minelli.

«In secondo luogo – proseguono Minelli e Guichardaz – i vertici delle Società hanno auspicato che la copertura finanziaria dell’intera opera (oltre 114 milioni oggi previsti per la soluzione n.5 proposta dallo studio e che pare essere quella su cui concentrare l’attenzione) – nello studio prevista all’80% a carico della Regione e 20% attraverso mutuo societario – sia invece sostenuta per il 100% dalla Regione, attraverso lo strumento di una legge speciale come accaduto per Skyway. Ci pare grave, alla luce delle valutazioni da effettuare per gli investimenti dei prossimi anni, non solo per gli impianti a fune ma per tutti gli interventi necessari allo sviluppo della Regione e alle necessità primarie della popolazione. Inoltre non si può non tener conto della indicazione che viene dallo studio Deloitte, appena consegnatoci e ancora da approfondire, di operare per la creazione di un’unica società per gli impianti a fune regionali.»

E concludono : «si è trattato quindi di un primo incontro, certamente non esaustivo, a cui dovranno seguirne altri per approfondire tutti i documenti contenuti nello studio. Resta da capire quali siano le intenzioni della maggioranza sul percorso da seguire, anche in un’ottica generale, considerato che certamente i grossi nodi normativi, ambientali e finanziari non sono sciolti».

Adu VdA, in una nota di lunedì 3 aprile, torna a chiedere che lo «streaming e la condivisione di tutta la documentazione condivisa con la cittadinanza, sui siti della società Monte Rosa e della Regione».
Il gruppo ha anche spiegato: «il progetto non “migliora” il vallone, ma lo sfigura con dei piloni enormi e un impatto sull’ambiente significativo e irreversibile.
Non viene spiegato come si pensi di conciliare una spesa lorda di almeno 150 milioni di euro solo per un im- pianto, rispetto alla prospettiva unitaria delle società degli impianti a fune, recentemente descritta dallo studio Deloitte. Come si intende coordinare questo intervento con quelli necessari al funzionamento – molti impianti sono vecchi e necessitano di interventi importanti – e alla valorizzazione degli altri comprensori? Nello studio Deloitte, si fa riferimento a investimenti previsti per il 2022/2026 per una somma di euro 327 milioni. Questo però era il libro dei sogni, nemmeno aggiornato rispetto all’attuale esplosione dei prezzi per i lavori. Riteniamo che la Commissione debba estendere il confronto anche alle altre società e, in generale, agli altri comprensori, sindaci e operatori compresi»
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La quarta commissione in riunione il 30 marzo 2023

La quarta Commissione del Consiglio Valle Sviluppo economico, riunita giovedì 30 marzo 2023, ha deliberato di audire i vertici delle società Monterosa e Cervino Spa in merito allo studio di fattibilità riguardante il collegamento Cime Bianche

«Con questa audizione – riferisce il presidente della Commissione, Roberto Rosaire (UV) -, cui parteciperanno anche i tecnici delle due Società, si intraprende il cammino di analisi dello studio di fattibilità. La riunione di lunedì sarà congiunta con la terza Commissione, che già lunedì scorso aveva anticipato la proposta di audizione.»

Inoltre, la Commissione, in seduta congiunta con la Commissione “Affari generali”, ha sentito l’Assessore al turismo, Giulio Grosjacques, sul disegno di legge che disciplina l’imposta di soggiorno.

«Le due Commissioni – riferiscono i presidenti Antonino Malacrinò (FP-PD) e Roberto Rosaire (UV) – hanno deliberato di audire nelle prossime settimane i rappresentati dell’Associazione degli albergatori della Valle d’Aosta, del Consiglio permanente degli enti locali, dell’Unione piccoli proprietari immobiliari e di Home Sharing Club Valle d’Aosta, sia sul disegno di legge in materia di imposta di soggiorno sia su quello che riguarda le locazioni per finalità turistiche».

Pcp e Valle d’Aosta Aperta chiedono lo streaming delle audizioni

Il gruppo Progetto Civico Progressista, nella riunione della quarta Commissione consiliare ha chiesto di mettere ai voti l’audizione delle società Monterosa e Cervino fissata per lunedì 3 aprile 2023 alle ore 9, per illustrare lo studio di fattibilità del collegamento funiviario di Cime Bianche. 

«Avendo avuto lo studio solo giovedì 16 marzo, a differenza di alcuni operatori dell’informazione, riteniamo impossibile analizzarlo con attenzione in vista dell’audizione di lunedì – specificano le consigliere Erika Guichardaz e Chiara Minelli -. Il voto di PCP è stato quindi di astensione perché tempi così ristretti sono il segno di una reale mancanza di rispetto nei confronti del lavoro dei Consiglieri. Ricordiamo che lo studio è da quasi 4 mesi nelle mani delle società, che avevano evidenziato ai Consiglieri la loro necessità di disporre di tempi adeguati per esaminarlo, proprio per la complessità della documentazione prodotta.» 

«Il nostro gruppo – aggiungono le consigliere di PCP – ha inoltre chiesto la diretta streaming delle audizioni, in modo da permettere a tutti di conoscere gli elementi dello studio e seguirne il percorso di Commissione, visto l’impatto e le eventuali ricadute che l’opera avrebbe sul territorio, sia in termini economici sia ambientali. Anche in questo caso la proposta è stata respinta, con il voto contrario dei quattro componenti della maggioranza. Dopo non aver permesso ai valdostani di esprimersi sulla legge elettorale, ora non si vuole nemmeno che gli stessi possano seguire l’iter di un progetto definito “strategico” da una parte della maggioranza.»

In vista delle audizioni in Commissione di lunedì 3 aprile, VdA Aperta ha spiegato: «non si tratta solo di un investimento nel futuro di tutte e tutti noi, ma anche del confronto su come spendere centinaia di milioni di soldi pubblici e su come rispondere alla crisi climatica. Chiediamo a gran voce lo streaming della commissione, la trasparenza è d’obbligo.
Contro alla trasparenza si sono dichiarati Padovani, Rosaire, Jordan e Rollandin.
Cosa c’è da nascondere?
Il Presidente del Consiglio, già presidente della Commissione speciale sui rifiuti, eserciterà la sua autorevolezza?»

Cai e Comitato Cime Bianche chiedono trasparenza, confronto e democrazia in Valle d’Aosta

In data 5 dicembre 2020, a firma dell’avv. Paola Brambilla e per conto dell’Associazione Ripartire dalle Cime Bianche, del Club Alpino Italiano e diverse altre Associazioni di tutela ambientale, fu inviata alla Regione Autonoma Valle d’Aosta una diffida dal dare corso a studi di fattibilità per un’opera vietata dalla vigente normativa di tutela del Vallone delle Cime Bianche.
Nonostante fra i soggetti coinvolti nella valutazione della fattibilità del collegamento funiviario siano espressamente e formalmente citati i Portatori di interesse, a tale diffida non è mai stato dato riscontro, neppure per contestarne la fondatezza.
A fronte di tale silenzio, e dell’organizzazione di parate propagandistiche da Valtournenche ad Alagna per lanciare slogan senza fondamento con la partecipazione di assessori regionali, nel corso del 2022 abbiamo raccolto oltre 2.300 firme di valdostane e valdostani per poter essere sentiti dalle Commissioni consiliari, e consentire un primo ampio dibattito pubblico in Consiglio regionale.
In data 10 marzo 2023 abbiamo stigmatizzato le anticipazioni dello studio di fattibilità non ancora consegnato alla Regione, rilasciate dal Presidente della Società Cervino, e richiesto che gli elaborati fossero resi pubblici.

Dopo che tutti gli organi d’informazione erano entrati in possesso della documentazione, in qualità di portatori d’interesse e tramite pec, lo scorso 17 marzo abbiamo richiesto formalmente alla Presidenza della Regione di ricevere copia di:

– studio propedeutico e preliminare alla valutazione di fattibilità del collegamento intervallivo Cime Bianche;

– nota dellavvocatura della Regione inviata ai Consiglieri regionali in data 16 marzo 2023;

– studio sulla riorganizzazione delle società degli impianti a fune in Valle dAosta, commissionata da Finaosta alla società di consulenza Deloitte, in quanto strettamente connesso con nuovi eventuali investimenti nel Vallone delle Cime Bianche.
La richiesta è stata protocollata in data 20 marzo, il 22 marzo è stata inoltrata al Dirigente della Struttura Impianti a Fune.
Lunedì 3 aprile le società Monterosa e Cervino hanno presentato in Commissione gli studi propedeutici ed il Presidente della società Monterosa, con illimitata spudoratezza, è arrivato ad affermare che realizzare impianti funiviari migliorerebbe il Vallone delle Cime Bianche, e che i contribuenti valdostani dovrebbero finanziare il 100% dell’opera: inutile, devastante, costosissima. A questo punto tutti i cittadini devono poter esaminare i documenti. 
Ad oggi, 6 aprile, non abbiamo ancora ricevuto alcun cenno di riscontro alla nostra richiesta e sono comunque passati 20 giorni. Ulteriore brillante esempio di trasparenza, confronto e democrazia in Valle d’Aosta»

Pubblicato / aggiornato il 10/05/2023 alle 19:40
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video