Assemblea Adava 2023
Mercoledì 3 maggio 2023, a Saint-Vincent, si è riunita l’Assemblea dell’Associazione albergatori della Valle d’Aosta (Adava).
Il presidente Luigi Fosson, nel proprio intervento, è partito dai ringraziamenti alla Regione autonoma Valle d’Aosta per il sostegno offerto alla categoria e al settore durante l’emergenza Covid. Ha poi riferito che la stagione invernale 2022/23 ha dato risultati oltremodo positivi. «Quest’inverno è stato la dimostrazione del fatto che, al momento, non ci sono alternative allo sci. Noi albergatori siamo tutti orientati alla sostenibilità ambientale e stiamo lavorando in questa direzione. C’è una sempre maggior integrazione con l’agricoltura. Siamo però anche attenti alla sostenibilità sociale. Abbiamo bisogno che le persone possano continuare a lavorare e a vivere nelle nostre Valli. Per farlo, il livello dei servizi di accoglienza offerta deve continuare a salire. In questo senso, è inderogabile portare a compimento i collegamenti intervallivi. Cosa potremmo proporre in alternativa? Nulla. Rispetto ad altri territori, i nostri impianti sono collocati a quote elevate e, in prospettiva, nel 2035, solo noi e la Lombardia potremo offrire questo sport. Nel 2050, lo potrà solo la Valle d’Aosta».
Ha poi espresso le preoccupazioni del settore: «Abbiamo bisogno di certezze sui costi dell’energia elettrica: le bollette non possono triplicare in maniera inattesa e imprevista.E non possiamo rimanere nell’incertezza rispetto all’apertura del traforo del Monte Bianco. Tre mesi di chiusura autunnale per 18 anni non sono sopportabili. Mi rendo conto che le scelte passano sopra la nostra testa ma, se servisse una pressione a livello romano, siamo pronti a schierare i nostri vertici nazionali».
Ha riferito che le Associazioni di categoria, sotto il coordinamento della Chambre valdôtaine, è finalmente iniziato in maniera continuativa e fattiva.
Ha voluto sfatare il luogo comune secondo il quale «gli albergatori sono piagnoni. Noi pensiamo al futuro delle nostre comunità e questo ci spinge a muoverci e a lanciare proposte. Abbiamo bisogno di ottenere una serie di provvedimenti condivisi. Abbiamo dato il nostro assenso alla nuova classificazione alberghiera, inserendo anche le categorie tre superior e quattro stelle superior. Le Residenze turistico-alberghiere potranno avere i cinque stelle. Dobbiamo poter investire di più e chiediamo di avere nuovamente il fondo del 30% a fondo perduto. Contribuirebbe alla crescita della qualità, come anche l’innalzamento progressivo delle quote di coperta da mutui Finaosta (arrivando sino al 100% per i cinque stelle).
Un nodo cruciale è quello sugli affitti brevi, una polemica che continua da qualche tempo: «Noi sappiamo che chi affitta non evade. L’aspetto problematico è che non esistono dati – anche se rientrano nel portale della Questura. Senza dati non si possono realizzare statistiche e non si possono fare proiezioni e previsioni. Introdurre l’imposta di soggiorno è importante perché permetterà di cofinanziare servizi dedicati al turismo».
Ha auspicato che si possa arrivare a un’immagine complessiva della Valle d’Aosta che presenti la sua competenza in tutti i settori. «Dobbiamo avere il coraggio di rappresentarci per quello che siamo. Trentino marketing ha un budget si 60 milioni di euro. Noi dobbiamo anche tornare a insegnare cos’è la Valle d’Aosta».
A converso «dobbiamo continuare a garantire la vivibilità nelle Valli, con i servizi di base per salute, istruzione, commercio. E le persone devono anche avere certezze lavorative con contratti a tempo indeterminato con stipendi adeguati. Infine devono poter risiedere in locali prossimi al luogo di lavoro».
In relazione alla forza lavoro, ha chiesto anche di commisurare i flussi migratori alla richiesta di personale e di favorire lo studio agli studenti in uscita dall’Istituto professionale regionale alberghiero (Ipra).
In chiusura il tema dell’abbandono delle attività ricettive per raggiunti limiti di età senza eredi: «Sogno di creare uno strumento come un fondo hotelier che possa intervenire sostituendosi nella gestione, acquistando l’immobile abbandonato e accettandone la gestione in cambio di quote. Il problema si pone soprattutto alla terza generazione. Una piccola partecipazione da parte di tutti potrebbe avere una forza dirompente e magari qualcuno guarderebbe alla Valle d’Aosta come a un esempio».
Giulio Grosjacques, assessore al Turismo della Regione autonoma Valle d’Aosta, ha detto: «È stata sfondata la soglia dei 100 milioni di fatturato. Questo dato (che mostra una crescita del 4% sulle presenze e del 14% sugli arrivi rispetto agli anni pre-covid non deve far rallentare il processo di investimenti per la qualità.
Il disegno di legge sulle locazioni brevi (30 giorni) ha iniziato il suo iter in Commissione. SI pensa a un’approvazione prima dell’estate. Sul portale AirB&B sono censiti 3.500 appartamenti valdostani. La normativa era dunque indispensabile.
La revisione dell’imposta di soggiorno ne prevede l’applicazione sull’intero territorio. L’imposta sarà applicata per fasce di classificazione come da Piano territoriale paesistico. La competenza di applicazione spetta ai Comuni. L’importo varierà da 50 centesimi a 5 euro.
Sulla delibera di Giunta dedicata alla riqualificazione delle strutture alberghiere, si è lavorato con decisione. L’Adava ha fornito il proprio benestare alla bozza, che ora dovrà essere illustrata in Commissione e all’Assemblea del Cpel prima dell’approvazione definitiva. Mi soffermo sugli alberghi diffusi che non sono decollati in carenza di una normativa certa sulla distanza che le camere dovevano avere rispetto al nucleo centrale. Ora si è deciso che ci dovrà essere un minimo di 7 camere in un raggio di 500 metri.
Abbiamo deciso di affrontare il problema degli incentivi per il recupero degli alberghi in disuso con l’obiettivo di individuare percorsi per dare premi volumetrici a coloro che recupereranno attività anche di somministrazione ormai chiuse. A ciò sarà agganciata la normativa per dare una risposta sul tema degli alloggi per il personale onde favorire nuovi residenti. I beneficiari potranno essere anche gli Enti territoriali.
In riferimento alle campagne, sarà effettuato uno sforzo economico importante per premiare il settore».
In relazione alla campagna Open to meraviglia, ha detto: «vi è stata poca attenzione nel presentare la Valle d’Aosta su italia.it. Non siamo stati coinvolti nell’elaborazione del prodotto. Nelle prossime ore, invieremo una lettera al ministro e alle strutture competenti per evidenziare gli errori contenuti e mettendoci a disposizione affinché le correzioni siano fatte nel modo giusto».
Ha concluso parlando di marchio a ombrello: «Ci siamo posti l’obiettivo di crearlo entro la fine della legislatura. Abbiamo chiesto la registrazione del logo È in corso di predisposizione un disciplinare d’uso. L’obiettivo sfidante è di farlo diventare un marchio di qualità con indicazione di origine. Servirà un disegno di legge apposito, concordato con la Commissione europea. Stiamo lavorando a una strategia di marketing comune per la partecipazione alle fiere».
Ha annunciato che Gabriella Morelli lascerà la guida dell’Office du Tourisme «per incarichi superiori».
Il presidente della Regione Renzo Testolin si è associato alle parole di Grosjacques e ha sottolineato l’importanza del confronto con le Associazioni per fare sistema ed essendo rappresentativi nel mondo dell’offerta turistica.
Cai e Comitato Cime Bianche: da Fosson affermazioni demagogiche, fasulle e fuorvianti
I presidenti del Cai Valle d’Aosta e del Comitato Salviamo il vallone delle Cime bianche (Piermario Reboulaz e Marcello Dondeynaz), giovedì 4 maggio 2023 hanno risposto con un comunicato stampa alle affermazioni di Luigi Fosson: «All’assemblea degli albergatori valdostani, sulle orme della peggiore politica, il Presidente Adava non ha mancato di condire il suo intervento con affermazioni demagogiche, fasulle e fuorvianti a proposito dei collegamenti intervallivi.
Luigi Fosson, che è di Ayas, sa benissimo che il collegamento nel Vallone delle Cime Bianche non serve a nulla per lo sci perché in esso non è possibile realizzare piste; sa benissimo che se non si potesse più sciare nel comprensorio del MonterosaSki significherebbe la fine dello sci, che non sopravviverebbe neppure nel fazzoletto del Plateau Rosa; sa benissimo che ci sono altri interventi prioritari e urgenti da farsi nei comprensori già attivi per mantenere e ammodernare gli impianti esistenti; sa benissimo che l’imperativo per il turismo è diversificare, e che abbiamo presentato innumerevoli e dettagliate proposte in tal senso proprio facendo leva sulle unicità naturalistiche, paesaggistiche, geologiche, storico-culturali e archeologiche del Vallone delle Cime Bianche.
Queste attendono solo di essere rivelate al grande pubblico per innescare una nuova offerta turistica, che non può più essere incentrata solo sull’industria dello sci.
Infine, ci aspetteremmo dagli albergatori valdostani anche un poco di lungimiranza: il 2050 – quando saranno i loro figli e nipoti, ci auspichiamo, a continuare a gestire ed innovare le attività ricettive – è domani».
Pubblicato / aggiornato
il 04/05/2023 alle 11:07
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Categoria:
Economia e Lavoro / Video