I risultati della prima fase di monitoraggio sui ghiacciai del Timorion e del Rutor
(©ARPA Valle d'Aosta) -
Confermato anche per il 2023 lo scarso accumulo nevoso sul ghiacciaio del Timorion, miglior accumulo sul Rutor dopo gli anni 2013 e 2018. La prima fase del monitoraggio dei ghiacciai regionali destinata alla misura degli apporti nevosi nell’inverno appena trascorso, caratterizzato dalla scarsità di precipitazioni soprattutto nella prima parte della stagione, si è conclusa con le misure di accumulo effettuate lunedì 8 maggio sul Ghiacciaio del Timorion, (Valsavarenche) e martedì 23 maggio al ghiacciaio del Rutor (La Thuile).
Ghiacciaio di Timorion
Il valore di accumulo nevoso dello scorso inverno si pone al 4 posto fra i più bassi dell’intera serie di misura di 23 anni, seguendo il 2008 anno nel quale erano stati registrati gli accumuli nevosi più bassi, il 2022 e il 2005.
Gli accumuli dell’inverno passato ammontano a circa il 70% della media del periodo (910 mm).
Sul ghiacciaio, infatti, il manto, nei 118 punti di misura, ha mostrato spessori variabili fra 120 e 260 cm della zona di accumulo, dove la quota media è di 3.350 m s.l.m., e 30 – 260 cm delle quote inferiori, in un settore con quota media 3.250 m s.l.m.
La densità media, rilevata in due punti considerati significativi del comportamento degli accumuli in ampie zone del ghiacciaio, risulta essere pari a 297 kg/mc e determina un accumulo specifico pari a 630 mm di equivalente di acqua. Nell’anno 2008, il più basso della serie, erano stati registrati accumuli nevosi corrispondenti a 389 mm di equivalente di acqua, mentre nel 2013, il più alto della serie, erano stati registrati accumuli corrispondenti a più di 1400 mm di equivalente in acqua.
È come se in questo momento la superficie del ghiacciaio fosse interamente coperta da circa 60 cm di acqua, contro 1 m e 40 cm circa del 2013.
Pubblicato / aggiornato
il 09/07/2023 alle 02:00
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