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AnimaTerræ 2023

AnimaTerrae è il progetto che ha preso avvio nella primavera e si è concluso nell’autunno 2023.

Il festival

Dal 16 al 24 settembre 2023, otto visite teatralizzate gratuite in otto luoghi ricchi di anime, storie e cultura. Altrettanti eventi collaterali tra workshop, conferenze e laboratori centrati sui temi del benessere e della sostenibilità faranno da corollario. E ancora altri appuntamenti tra ottobre e dicembre in cui guardare al futuro tra promozione, sviluppo e cultura.

Il progetto ha preso avvio grazie alla scelta di mettere in gioco le singole energie a favore di obiettivi collettivi.

Il progetto, e di conseguenza il Festival, si è mosso su due fronti: il primo l’impatto positivo per i residenti e il secondo la promozione turistica. Il 50% del team di progetto è under 35 e tutti sono giovani del territorio. Non ultima l’ampia possibilità di formazione messa a punto per gli operatori economici e turistici della zona. La valorizzazione del territorio passa inevitabilmente, per i partner, anche dalle comunità residenti.

Perché le visite fossero prima di tutto esperienze, si è reso necessario ricorrere a linguaggi e forme idonee alla partecipazione attiva. Le attrici Enrica Cortese, Alexine Dayné, Paola Zaramella, e l’attore Andrea Damarco hanno ideato otto performance accompagnate in alcuni casi dalla musica di Sergio Pugnalin, Francine Barailler e l’ensemble vocale “La Dominante”, per scoprire luoghi spesso poco conosciuti e dal grande richiamo storico e naturalistico.

Il Festival AnimaTerrae ha guidato verso l’antica via delle macine a Pontey, ha consentito di visitare le cave di marmo di Châtillon, ha fermato l’attenzione sui ponti storici del borgo, simbolo di chi ha saputo individuare nuove strade e collegamenti, permetterà di incontrare equilibri ristabiliti tra presenze antropiche e natura nel Bosco di Lavesé o lungo il Ru Marseiller a Saint-Denis. Senza dimenticare i più noti castelli che popolano la zona, le tappe proporranno interventi anche al Gamba, polo dell’arte contemporanea della Valle d’Aosta, e a Cly, le cui mura narrano storie di medioevo e stregoneria.

Dopo settembre, si è guardato al futuro sotto le lenti della sostenibilità e della green economy.

Queste le attività svoltesi nel mese di agosto 2023, grazie al fatto che AnimaTerrae ha vinto il bando Territori in luce di Fondazione Compagnia di San Paolo, ottenendo 68mila euro di finanziamento dei 94mila previsti nel budget (la cui differenza è stata presa in carico dai partner):

  • Tour delle Macine della Valmériana Alle pendici del Monte Barbeston, fin dall’antichità gli abitanti della zona lavorarono le rocce “tenere” offerte dalla montagna per costruire macine da granaglie e pentole in pietra ollare. La Strada del Sole, tra l’Alpe Valmériana a Pontey e Bellecombe a Châtillon, è disseminata di splendidi resti di antiche macine abbozzate nella roccia che ricordano rappresentazioni di dischi solari. La visita è accompagnata da guide escursionistiche e naturalistiche verso il Santuario astronomico delle ruote cosmiche e alle Grotte.
  • Castello di Cly Concepito come struttura difensiva, è uno dei castelli che meglio si avvicina all’immaginario di rocca medioevale. Dalla sua posizione isolata sulla roccia a 780 m di altitudine, domina da secoli il borgo di Chambave e il fondovalle da Aosta a Saint -Vincent. Fu il palcoscenico nel Quattrocento della prima accusa di stregoneria in questa area alpina. Il Castello era infatti il centro giudiziario e amministrativo della signoria. Johannetta Cauda fu bruciato sul rogo l’11 agosto 1428, il giorno di San Lorenzo.
  • Chambave Chambave riporta il gioco tradizionale della Rouletta nelle vie del borgo. Sono le antiche bocce, rigorosamente in legno, a rotolare tra le case del paese, dalla stazione lungo Via Chanoux. Chi partecipa indossa i tradizionali abiti contadini e colui che segna il punto decide “la mossa” con cui lanciare che dovrà essere replicata da tutti i partecipanti.
  • Castello Passerin d’Entrèves Risalente al XIII secolo, è tuttora di proprietà della famiglia di cui il maniero porta il nome. È possibile visitare l’ampio parco di circa tre ettari che conserva 30 alberi monumentali.

AnimaTerræ è frutto del protocollo di intesa tra il Consorzio Saint- Vincent Turismo, capofila del percorso, e partner pubblici e privati del territorio: il Comune di Châtillon, il Comune di Pontey, il Comune di Saint-Denis, l’Istituzione scolastica Abbé Prosper Duc e l’Associazione giovanile aps La Gare di Chambave.

Il bilancio della prima edizione

La prima edizione dell’iniziativa ha mosso circa 400 persone tra Valdostani e turisti: 100 i cittadini coinvolti in azioni legate alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione del territorio. Oltre 50 i residenti implicati a vario titolo nel percorso e una sessantina gli operatori del settore turistico e culturale che hanno preso parte alle attività. AnimaTerrae conta, così, complessivmente, oltre 600 persone coinvolte.
Il Castello di Cly registra 1493 presenze al 16 dicembre, con un incremento di  435 visitatori corrispondenti ad un + 41% rispetto allo scorso anno, in attesa di valutare ancora il periodo natalizio. I biglietti del  Castello di Ussel sono passati da 1622 a 1912 del 2023, segnando un + 18%.

«L’impresa compiuta è propulsiva verso il futuro” esplicita Enrico Montrosset, direttore artistico del festival. Si evince dal percorso una necessità e una possibilità di autodeterminarsi con una nomenclatura propria, specifica della media valle. Possiamo ridefinire l’azione con un nuovo termine, quello della microfisica del territorio, espressione che richiama la multidimensionalità delle interazioni e la disseminazione della presa in carico di un territorio».  

Le attività si sono focalizzate su due main topics: il turismo lento e la sostenibilità. le attività hanno voluto richiamare lo slow turism, con visitatori motivati e decisi a prendere parte a un’esperienza più che da osservatori da attori.
L’obiettivo rimane, dunque, incastonare le esperienza dentro un ambiente specifico, allacciando l’armonia derivante dalla natura con i diversi divertimenti proposti.

«Le Amministrazioni che rappresento – dichiara Camillo Dujany, sindaco di Châtillon – sono gratificate dalla qualità delle performance prodotte e dell’enorme successo di pubblico che il festival ha movimentato, considerato pure che la loro provenienza è stata sovraregionale. La mia personale soddisfazione è quella di essere riusciti a produrre un festival di qualità senza confini municipali ma condividendo con tutti i soggetti partecipanti l’essenza del fatto storico nella sua dimensione originale». 

Soddisfazione anche da parte di Cristina Rore, vice-presidente del Consorzio Saint-Vincent Turismo: «Questi sono numeri che aprono molte prospettive. Innanzitutto quella del turismo lento composto da visitatori che scelgono con consapevolezza la nostra destinazione, vivendo non tanto una visita singola “mordi e fuggi”, ma un’esperienza slow di scoperta di luoghi, storie, tradizioni, particolarità naturalistiche di cui i nostri paesi sono ricchissimi». 

Nel video, le interviste a Enrico Montrosset e Camillo Dujany.

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Pubblicato / aggiornato il 19/12/2023 alle 12:03
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Categoria: Cultura / Video