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La chiusura del Fréjus impatta sul Traforo del Monte Bianco

La chiusura del Fréjus impatta sul Traforo del Monte Bianco (©tunnelmb.net) - Il piazzale francese del Traforo del Monte Bianco alle 11.46 di martedì 28 agosto 2023

Dopo l’evento franoso della Maurienne di lunedì 28 agosto 2023 che ha causato la chiusura ai mezzi pesanti del traforo del Fréjus si è, conseguentemente, registrato un aumento del traffico al Traforo del Monte Bianco.

Le misure per fronteggiare il traffico

Nella giornata di martedì 29 agostole tre aree di stoccaggio dei mezzi pesanti sono sempre state al limite della capienza, in conseguenza del fatto a Ivrea e Santhià sono stati aboliti i blocchi per le code straordinarie che si erano venute a creare.

Dopo un rilascio del blocco di Santhia vi è stato un grande flusso di mezzi pesanti verso la Valle d’Aosta che sono convogliati nelle tre aree di stoccaggio e fatti uscire progressivamente dal Traforo.
Alla luce di questo, sull’autostrada per il Monte Bianco, è stato prima posto l’obbligo di uscita a Morgex per i mezzi leggeri, con incolonnamento in autostrada dei mezzi pesanti. Nel pomeriggio, l’uscita obbligatoria è stata anticipata a Châtillon. Il consiglio è di transitare attraverso il Tunnel del Gran San Bernardo e quindi la Svizzera oppure, se possibile, dirigersi verso il traforo del Fréjus (aperto solo ai mezzi leggeri).

Rimane quindi lo stato di pre-allarme viabilità, diramato nel pomeriggio di lunedì 28 dalla Protezione civile regionale, anche in considerazione della variabile del traffico turistico sul quale è difficile fare previsioni e regolamentazioni preventive.

Nel pomeriggio di martedì 29 agosto, il forte afflusso di traffico leggero verso il tunnel del Monte Bianco ha causato code e rallentamenti anche sulla statale, oltre che sull’autostrada.

Nell’ambito del Piano emergenza viabilità principale è stata istituita, martedì 29 agosto, l’uscita obbligatoria al casello autostradale di Châtillon per il traffico leggero diretto verso la Francia.

Pla ribadisce la necessità del raddoppio della canna del TMB

Pour L’Autonomie, in una nota del 29 agosto 2023, ha espresso «forte preoccupazione per la problematica connessa ai collegamenti internazionali che sta diventando sempre più difficile e complessa da gestire.
Tale evento e le sue ripercussioni sulla viabilità internazionale dovrebbero indurre le autorità nazionali italiane e francesi alla comprensione delle ragioni che, da sempre, ci hanno mosso nel ribadire con forza la necessità di lavorare sulla seconda canna».
In vista dell’imminente chiusura del Traforo il movimento ha commentato: «Tra pochi giorni questo nostro Tunnel dovrebbe chiudere per i lavori di manutenzione, e purtroppo, nonostante le nostre reiterate sollecitazioni al Governo nazionale ed al Governo francese, mancano risposte concrete su come si possano garantire i flussi tra i due Paesi, e quanto siano sostenibili le code e i disagi provocati ai viaggiatori».

Italia Viva dice sì al raddoppio del Traforo del Monte Bianco

«La chiusura al traffico pesante del Frejus ha trasferito gran parte del traffico al Monte Bianco, mettendone in evidenza le carenze strutturali. Dopo il rogo del 1999, invece del raddoppio, si scelse l’adeguamento di sicurezza dell’unica galleria, sottovalutando l’obsolescenza del progetto, del 1946, e della struttura, aperta nel 1965, che ha visto passare decine di milioni di auto e autocarri molto più inquinanti di quelli attuali. L’imminente chiusura anche del Tunnel del Monte Bianco porterà gravi ripercussioni sull’economia di tutto il Nord-Ovest d’Italia e un’importante decrescita del commercio e del turismo nella nostra regione. Impatto negativo economico e sociale che si ripeterà sino al 2040» ha commentato in una nota del 30 agosto il gruppo.

Italia Viva VdA ha anche ricordato «le valutazioni del prof. Bernard Janin (Le Val d’Aoste Tradition et Renouveau) che ha dimostrato la relazione tra il benessere della Valle e le sue possibilità di relazione con i paesi e le regioni confinanti, mentre la scarsa capacità di scambi si è sempre accompagnata a crisi economiche e sociali».

Il gruppo ha concluso rimarcando che «da troppo tempo, la politica valdostana si è ridotta ad un’ottica locale, confondendo la difesa dell’autonomia con l’isolamento. È tempo di riprendere a tessere relazioni e collaborazioni per ridare slancio alla nostra comunità a partire dal raddoppio del Tunnel del Monte Bianco, ma non dimenticando il collegamento tra La Thuile e la Rosière, il completamento della variante di Etroubles e il miglioramento della rete ferroviaria».

Il commento del consigliere dell’Uncem, Jean Barocco

«Notiamo con amarezza che la drammatica situazione della viabilità internazionale, attraverso i valichi e trafori alpini, in primis Monte Bianco e Fréjus, di queste ore, ha suscitato un rinnovato interesse dei responsabili nazionali Italiani e Francesi sulla necessità strategica di affrontare con determinazione il problema dei colllegamenti Italia/ Francia e, in particolare, sulla necessità della costruzione della doppia canna al Tunnel del Monte Bianco.
In Italia si fa un gran parlare di infrastrutturare il Paese ma non si affrontano le note problematiche di nodi cruciali come il Tunnel del Monte Bianco.
La Francia, tentenna sui finanziamenti sui tunnel ferroviari internazionali e lascia languire la questione Monte Bianco. I trasporti sono, per definizione, un sistema evidente e complesso di interrelazioni. Lo notiamo drammaticamente in queste ore, nella nostra Regione e nel nord ovest. Per questo è necessario affrontare con serietà ed in tempi ragionevoli le soluzioni trasportistiche per attraversare le Alpi.
Le popolazioni delle nostre valli sono stufe di sopportare scelte scellerate, dettate da interessi economici o logiche vetero ambientaliste, lontane dalle nostre comunità. Decisioni distanti, che peró determinano ricadute negative sul nostro vivere quotidiano e sulle nostre fragili economie, in primis il turismo, il commercio e l’industria.
Il problema trasporti attraverso le Alpi esiste da tempo e oggi raggiunge le prime pagine dei quotidiani nazionali e si percepisce fino a livello internazionale.
Auspichiamo che questo rinnovato interesse dei vari ministri e responsabili nazionali non sia affrontato solo con provvedimenti tampone, ma continui anche quando sarà passato questo momento di crisi.
Come UNCEM ne parleremo sabato 2 settembre, alle ore 16 a Moncenisio, in un dibattito pubblico Passaggi a nord-ovest Stato di emergenza dei collegamenti e dei valichi ferroviari e stradali»
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La preoccupazione di Adava e Confcommercio

L’Associazione degli Albergatori e Imprese turistiche della Valle d’Aosta (Adava) e Confcommercio VdA hanno espresso, con una nota di mercoledì 30 agosto 2023, «una seria e crescente preoccupazione a causa degli impatti negativi derivanti dalla chiusura del Traforo del Frejus.
Gli operatori del settore turistico e quelli del settore commerciale sono preoccupati non solo per il congestionamento straordinario di tutta la rete stradale e autostradale valdostana, ma soprattutto che i tempi di riapertura del Tunnel del Monte Bianco dopo la chiusura programmata dal 4 settembre al 18 dicembre possano slittare».

Le due associazioni «chiedono ai propri interlocutori istituzionali di considerare con attenzione le implicazioni che tali eventi possono generare e di assumere le conseguenti decisioni strategiche necessarie a limitarne gli effetti».

Pubblicato / aggiornato il 30/08/2023 alle 16:11
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Categoria: News