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Raddoppio della canna del traforo del Monte Bianco: Pla ne ribadisce la necessità

Raddoppio della canna del traforo del Monte Bianco: Pla ne ribadisce la necessità

Dopo l’evento franoso avvenuto in Savoia lunedì 28 agosto 2023 che ha causato la chiusura ai mezzi pesanti del traforo del Fréjus e un conseguente aumento del traffico al Traforo del Monte Bianco, ritorna al centro del dibattito la realizzazione della seconda canna del Traforo.
Pour L’Autonomie, in una nota del 29 agosto 2023, ha espresso «forte preoccupazione per la problematica connessa ai collegamenti internazionali che sta diventando sempre più difficile e complessa da gestire.
Tale evento e le sue ripercussioni sulla viabilità internazionale dovrebbero indurre le autorità nazionali italiane e francesi alla comprensione delle ragioni che, da sempre, ci hanno mosso nel ribadire con forza la necessità di lavorare sulla seconda canna».
In vista dell’imminente chiusura del Traforo il movimento ha commentato: «Tra pochi giorni questo nostro Tunnel dovrebbe chiudere per i lavori di manutenzione, e purtroppo, nonostante le nostre reiterate sollecitazioni al Governo nazionale ed al Governo francese, mancano risposte concrete su come si possano garantire i flussi tra i due Paesi, e quanto siano sostenibili le code e i disagi provocati ai viaggiatori».

AduVdA: «no al raddoppio e ai rinvii»

«Il Governo regionale, anziché risolvere le attuali e pesanti criticità del traffico diretto al tunnel del Monte Bianco, continua ad agitarsi per un improbabile raddoppio. Ma la doppia canna è fuori discussione, sia per motivi ambientali e di salute pubblica, sia perché la comunità francese ha già più volte espresso un’assoluta contrarietà.
Testolin dovrebbe semmai battersi contro il ministro leghista Salvini per evitare il rinvio dei lavori di manutenzione della volta, considerando che un’eventuale modifica della data del 4 settembre potrebbe comportare un conseguente rinvio della riapertura dell’infrastruttura a dicembre, con gravi pregiudizi per la stagione invernale»
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Italia Viva dice sì al raddoppio del Traforo del Monte Bianco

«La chiusura al traffico pesante del Frejus ha trasferito gran parte del traffico al Monte Bianco, mettendone in evidenza le carenze strutturali. Dopo il rogo del 1999, invece del raddoppio, si scelse l’adeguamento di sicurezza dell’unica galleria, sottovalutando l’obsolescenza del progetto, del 1946, e della struttura, aperta nel 1965, che ha visto passare decine di milioni di auto e autocarri molto più inquinanti di quelli attuali. L’imminente chiusura anche del Tunnel del Monte Bianco porterà gravi ripercussioni sull’economia di tutto il Nord-Ovest d’Italia e un’importante decrescita del commercio e del turismo nella nostra regione. Impatto negativo economico e sociale che si ripeterà sino al 2040» ha commentato in una nota del 30 agosto il gruppo.

Italia Viva VdA ha anche ricordato «le valutazioni del prof. Bernard Janin (Le Val d’Aoste Tradition et Renouveau) che ha dimostrato la relazione tra il benessere della Valle e le sue possibilità di relazione con i paesi e le regioni confinanti, mentre la scarsa capacità di scambi si è sempre accompagnata a crisi economiche e sociali».

Il gruppo ha concluso rimarcando che «da troppo tempo, la politica valdostana si è ridotta ad un’ottica locale, confondendo la difesa dell’autonomia con l’isolamento. È tempo di riprendere a tessere relazioni e collaborazioni per ridare slancio alla nostra comunità a partire dal raddoppio del Tunnel del Monte Bianco, ma non dimenticando il collegamento tra La Thuile e la Rosière, il completamento della variante di Etroubles e il miglioramento della rete ferroviaria».

Associazioni di categoria

Venerdì 31 marzo 2023, nella sede di Confindustria ad Aosta, si è svolta una riunione fra i presidenti delle Associazioni di categoria valdostane: Confindustria Valle d’Aosta, Adava, Confartigianato, Confcommercio, Coldiretti, Cna.

Dal confronto sono emerse diverse tematiche su cui focalizzare l’attenzione:

  • le imminenti chiusure del Traforo del Monte Bianco per 72 mesi di qui al 2040: «è emerso l’auspicio che sia valutata in maniera approfondita l’opzione del raddoppio, rispetto alla riqualificazione della canna unica attualmente in servizio» hanno commentato le associazioni
  • le difficoltà di accesso alla Valle d’Aosta
  • la viabilità in Aosta
  • la problematica dei parcheggi in centro

Le associazioni hanno deciso di proseguire questa forma di collaborazione, per arrivare a posizioni condivise da sottoporre poi agli interlocutori istituzionali in maniera unanime.

Di tutt’altro avviso sono Legambiente e Rete Civica che si sono espresse contrarie al raddoppio della canna del Traforo del Monte Bianco.

Rete Civica

Il ruolo futuro del Traforo del Monte Bianco è stato al centro dell’incontro, organizzato da Rete Civica per mercoledì 8 febbraio 2023. Rete Civica si è espressa contro l’azione portata avanti da Confindustria e da altri soggetti economici e politici per bloccare i lavori di manutenzione straordinaria al Traforo e optare per il suo raddoppio.

In apertura è stata proposta una digressione sull’aspetto ambientale dell’ipotesi: un raddoppio del tunnel, secondo Rete civica, porterebbe a una intensificazione del passaggio dei tir, un transito internazionale già, ad oggi, eccessivo e che, già attualmente, provoca pericolo e danni lungo tutto la Valle d’Aosta e lungo la valle dell’Arve, senza significativi benefici per l’economia locale.

A prendere la parola è stato Elio Riccarand che ha spiegato che: «comparando i dati relativi al traffico relativi al 1984 e al 2019 emerge che, nel 2019, sulla frontiera franco-italiana, il traffico di merci era molto consistente, mentre quello su ferrovia era debole. Questo era il contrario di ciò che, invece, accadeva in Svizzera. Le scelte politiche dell’UE degli ultimi anni tendono a spostare il più possibile i quantitativi di merci sulle Alpi dal trasporto su gomma alla ferrovia.
Sono in costruzione tre grandi trasversali ferroviarie alpine: galleria di base del Moncenisio; Galleria di base del Brennero; Terzo valico dei Giovi. Oltre a queste, c’è la nuova trasversale ferroviaria alpina, la cui costruzione è terminata nel 2020»

Riccarand ha quindi affermato che l’ipotesi di raddoppio della canna del Traforo del Monte Bianco è in contrasto con la politica UE, che va nella direzione del ferroviario.

Rete Civica ha affermato: «per confutare la tesi di Confindustria che sostiene che la chiusura del traforo avrebbe pesanti ripercussioni sull’economia locale, basta vedere gli effetti registrati fra il 1999 e il 2022 quando il Traforo è stato chiuso e si nota che non vi è stata una recessione dal punto di vista della situazione industriale, edile, turistica. Unicamente l’agricoltura ne ha risentito».

L’ipotesi di raddoppio era stata esaminata 20 anni fa ed era stata poi accantonata sia dal Governo italiano sia da quello francese e anche il Consiglio Valle si era espresso più volte contrario: «fra il 1999 e il 2012 il Consiglio Valle ha approvato 4 risoluzioni e 2 mozioni con un elemento costante e comune: la richiesta di non raddoppiare la canna del Traforo, la riduzione del traffico di tir e la necessità di trasferire su corridoi ferroviari il trasporto di merci attraverso le Alpi. Questa linea politica è stata interrotta il 1° dicembre 2022 quando con 33 voto a favore e 2 contro (delle due consigliere di PCP), quando il Consiglio regionale ha optato per la scelta di separazione del traffico» ha spiegato Riccarand.

rete civica traforo monte bianco
La conferenza stampa di Rete Civica dell’8 febbraio 2023

Legambiente

«È un dibattito fuori dal tempo quello cui stiamo assistendo in queste settimane sul raddoppio del traforo del Monte Bianco. 
Siamo tuttavia tranquilli, perché i francesi di questa opzione non ne vogliono sapere. E quindi, senza necessità di doverci scontrare per ottenere una posizione dominante nel dibattito locale, possiamo serenamente osservare come non stiano in piedi le argomentazioni di chi vorrebbe aumentare il traffico di TIR nella nostra Valle, anche a fronte di un reale problema legato alle chiusure temporanee prospettate per i prossimi anni. 
Legambiente ritiene che il dibattito dovrebbe avere una visione più ampia, di respiro nazionale, incentrata su come spostare il traffico merci dalla strada alla rotaia e liberare così le vallate alpine dagli ingombranti e pericolosi TIR. 
Sembra incredibile ma c’è chi ancora non ha compreso che allargare le strade serve solo ad attrarre e a far aumentare il traffico (camion e auto), e con esso avremmo ancora più smog, incidenti e inquinamento acustico. E anche sull’inquinamento, è vero che i motori dei moderni TIR sono più efficienti di quelli del passato, ma è necessario considerare (anche e non solo) il significativo consumo degli pneumatici, dei freni, dell’asfalto che caratterizza il loro passaggio… Ricordiamo che la nostra regione, soprattutto per i mezzi pesanti, rimane un corridoio di transito, in cui al massimo ci si ferma a fare rifornimento di gasolio.  
Certo, dispiace che ci siano interruzioni di servizio nel collegamento con la Francia, il disagio è reale, ma le perdite di fatturato nelle settimane di chiusura prospettate da Confindustria (preoccupazioni sonoramente smentite dalla lettura dei dati relativi al periodo di chiusura successivo al terribile incidente del 1999) saranno recuperabili con un’adeguata promozione turistica di un ambiente più sano, tranquillo e godibile. E’ evidente che l’economia valdostana continuerà a girare senza particolari problemi se sapremo “raccontarci” positivamente.
E se vogliamo essere più competitivi di quanto siamo adesso, preoccupiamoci di offrire più “ambiente”, più aria pulita, e un’accoglienza di sempre maggior qualità. Non riempiamo per i prossimi anni le nostre strade di camion pieni di smarino (materiale proveniente dalle opere di scavo per il secondo tunnel), da smaltire in chissà quali discariche; non allontaniamo con attività rumorose gli amanti della natura; non  roviniamo la montagna con nuovi impianti (vedi Cime Bianche) che servono solo a nutrire appetiti edilizi speculativi»

Pubblicato / aggiornato il 31/08/2023 alle 09:40
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Categoria: Politica e Amministrazione