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Cime Bianche: l’analisi dello studio e le proposte alternative

Martedì 45 settembre 2023, il Comitato Ripartire dalle Cime bianche e il Club Alpino Italiano Valle d’Aosta hanno presentato la propria analisi della documentazione riguardante gli Studi propedeutici e preliminari alla valutazione di fattibilità del collegamento intervallino Cime bianche (costati 403mila euro e commissionati dalla Regione autonoma Valle d’Aosta).

Il presidente del Comitato, Marcello Dondeynaz, ha fornito un resoconto dettagliato di tutte le criticità riscontrate, partendo dall’affermazione che si tratta di uno «studio zoppo» poiché «nonostante la molte della documentazione, lo studio presenta tre vistose e fondamentali carenze: non affronta il nodo della percorribilità normativa; non presenta una sola valutazione sullo stato degli impianti esistenti, sulle necessità di ammodernamento e sostituzione, sui costi e sul ritorno in termini di attrattivi dei comprensori interessati; non si è ascoltata l’opinione dei destinatari dell’intervento e della nuova offerta».

Il Comitato e il Cai sostengono che questo rapporto preliminare «finge che sia possibile scegliere fra le diverse soluzioni impiantistiche, mentre la soluzione percorribile sarebbe una sola»: quella del collegamento Frachey-Gavine-Crinale Cime bianche. Secondo gli analizzatori dello studio, essa rappresenta invece «un’evidente soluzione di ripiego, del tutto inefficace sia per gli sciatori sia per gli escursionisti e costituirebbe un grande comprensorio virtuale e non reale». 

L’analisi passa poi al contesto, per rilevare la disparità delle presenze nei comprensori del Cervino e del Monte Rosa. Lo studio non fornisce alcun dato sui flussi intervallavi attuali. 

In relazione al progetto, gli estensori dell’analisi evidenziano che «si mette una croce definitiva sull’auspicata pista da disse nel Vallone delle Cime bianche» mentre «si cerca maldestramente di sostenere l’utilità di una pista di rientro a fianco della funicolare di Franchey». 

Comitato e Cai hanno rilevato negli studi «una totale incoerenza fra idea progettuale e obiettivi ambientali delle politiche europee, nazionali e regionali». Vi sarebbero affermazioni infondate, per esempio in relazione alla capacità di autoproduzione di energia elettrica quando, invece, si prevede un’emissione annua aggiuntiva di CO2 pari a 651 tonnellate. 

Il quadro ambientale evidenzia una ricchezza di biodiversità ben maggiore di quanto sinora accertato dalle schede inserite nel formulario standard.
L’analisi prosegue affermando che è «imbarazzante la relazione paesaggistica, che individua l’impatto visuale dei possibili impianti dai principali sentieri, salvo scordarsi di esaminare alcuni fra i percorsi principali, regolarmente mappati e segnalati dalla sentieristica ufficiale».

In relazione alla fase partecipata, gli estensori dell’analisi evidenziano che non sono stati interpellati gli agricoltori ma «senza l’agricoltura questo paesaggio non esisterebbe e il turismo non sarebbe possibile senza questo paesaggio».

La valutazione della sostenibilità economica contiene, secondo Comitato e Chi, «lacune sostanziali e presenta errori di calcolo grossolani. Anzitutto, occorrerebbe operare una distinzione netta fra sostenibilità finanziaria dell’investimento e ricaduta economica per il territorio interessato e la Valle d’Aosta. Rimane l’incognita della copertura dei costi di gestione e dell’energia elettrica. L’equilibrio in realtà è del tutto in bilico perfino con una bassissima esposizione finanziaria». Le stime sono giudicate irragionevoli dato che «lo studio non trae alcuna conseguenza in termini di utenza a causa dell’incremento del prezzo dello skipass (40 euro in estate e 73 in inverno). Chi potrà ancora andare a sciare?». 

Gli estensori affermano che, a fronte di un investimento così rilevante (120 milioni per questo impianto, ma che diventano 300 se si considerano anche gli adeguamenti necessari a quelli già esistenti), manca una valutazione di contesto sul futuro del turismo valdostano e un’analisi dell’evoluzione del mercato dello sci, della domande turistica e dei maggiori competitor. 

L’analisi di contesto effettuata negli studi «considera la dimensione della ski area quale unica variabile rilevante per guadagnare competitività», senza peraltro provare questa affermazione, dato che i 156 km di piste di Campiglio Dolomiti Brenta è al primo posto fra le stazioni che superano il milioni di giornali di sci mentre i 360 km di Zermatt-Cervinia di collocano al 27° posto.

Bocciate le valutazioni economiche, che evidenziano «ricadute sul territorio che sono addirittura duplicate». 

A fronte di mega tralicci alti fino a 47 metri (con base fino a 256 mq), dell’apertura di un varco di 21,5 metri nel bosco con taglio a raso di circa 800 piante, dei seri pericoli per l’avifauna, sono proposte misure di compensazione «che significherebbero una rivoluzione verde ad Ayas» non meglio precisata.

In sintesi: «il collegamento che costa di meno non si può fare, la pista di sci nella parte alta non si può fare, l’intermedia al Masse non si può fare, l’intermedia a Vardaz non si può fare, l’intermedia a Ghemme (Jomen) non si può fare, l’intermedia a Gavine, che già è di ripiego, crea comunque dei danni». «Lo studio stesso ammette l’insensatezza e l’insostenibilità di una linea funiviaria nel vallone delle Cime bianche».

Mauro Reboulaz, presidente del Cai, ha affermato che l’esercizio della democrazia è lungo e faticoso. Ha poi spiegato che è stato predisposto un questionario somministrato a Saint-Jacques, a chi tornava dalle passeggiate nei fine settimana di luglio e agosto. 698 le risposte ottenute.

Il 16 settembre 2023, dalle ore 15 alle 19, nel Cime Sant’Anna di Champoluc, Comitato e Cai presenteranno le loro proposte per una strategia di messa in valore delle specificità di quei territori, con proposte di interventi importanti per la valle d’Aosta. In quell’occasione saranno anche presentate le risultanze del questionario, che saranno poi consegnate – nei giorni successivi – al Comune, al quale sarà chiesto un incontro.

programma eventi cime bianche 16 se 17 settembre 2023
Il programma degli eventi del 16 e 17 settembre 2023 a tutela del vallone delle Cime Bianche

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Pubblicato / aggiornato il 05/09/2023 alle 16:03
Categoria: Politica e Amministrazione / Video