Consiglio comunale ad Aosta il 4 dicembre 2023
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Il Consiglio comunale di Aosta il 4 dicembre 2023
Il Consiglio comunale di Aosta si è riunito, lunedì 4 dicembre 2023, per discutere dell’ampliamento dell’Ospedale Umberto Parini di Aosta.
Il nuovo plesso ospedaliero sarà articolato in tre strutture: Ospedale H12; Ospedale H24; Hospital street; materno-infantile.

Il plesso conterà quindi: 112 sale ambulatoriali; 15 posti letto in psichiatria; 10 posti letto di terapia intensiva di cui 2 in Pronto soccorso; 47 posti letto day hospital
I lavori prevedono quindi, fra i vari interventi, anche la realizzazione di un hospital street che è scandito in tre livelli:
- quello sotterraneo: assicura il collegamento funzionale fra le porzioni ad est e ad ovest del complesso ospedaliero
- quello intermedio, seminterrato, che costituisce la hall principale di accesso degli utenti dell’intero complesso ospedaliero
- quello ultimo: ospita la sala conferenze, i servizi di ristoro e altri.

Inoltre, le operazioni prevedono anche la valorizzazione di alcuni ritrovamenti archeologici.

La ristrutturazione della struttura esistente è prevista ad avvenuta realizzazione del nuovo ospedale per acuti.
Gli interventi sono stati presentati al Consiglio dal presidente della Société Infrastructures Valdôtaines, Fabio Fabiani, e dal responsabile unico del procedimento, Alessandro De Checchi.
Il dibattito in aula
Tutti i gruppi hanno criticato l’assenza della rappresentanza politica regionale e, in particolare, dell’assessore alla Sanità Carlo Marzi.
Il capogruppo di Renaissance valdôtaine Giovanni Girardini ha preso la parola: «ho sentito parlare di alcuni servizi ora dislocati non in viale Ginevra. Mi chiedo il Beauregard che fine farà e se diventerà tutto geriatria o se sono previste altre cose». In un secondo intervento, ha affermato che «questo ospedale trasformerà la vita della città. Non capisco perché chi è in maggioranza prenda le distanze da questo progetto, dopo aver passato la campagna elettorale a dire che vi era pieno accordo con la Regione, sul tema. Spero che La Giunta di Aosta non sia un coniglio di fronte alla Regione. Regione che deve prendere in considerazione le richieste estremamente chiare che dobbiamo formulare per tutelare la nostra città futura».
Il consigliere Pietro Varisella (Alliance valdôtaine) ha chiesto di capire quale sarà l’impatto sulla città e ha fatto esplicito riferimento agli aspetti acustici del cantiere e agli impatti sulla viabilità. Nel secondo intervento, ha aggiunto: «Questo Consiglio comunale doveva essere una Commissione allargata, dove non fosse in discussione la realizzazione e il posizionamento dell’ospedale ma semplicemente si parlasse delle caratteristiche del cantiere e degli impatti di esso sulla città. La discussione è uscita dal solco».
Il consigliere Bruno Giordano (Lega Vallée d’Aoste) si è così espresso: «Ritengo impossibile fare un dibattito politico senza la controparte politica regionale. Un cantiere che prevede lavori h24 per tre anni. Basterebbe la sua portata per ribadire l’assoluta necessità che il Comune sia dotato dalla Regione dei mezzi finanziari necessari ora legati ad accordi pro tempore. La legge per Aosta Capitale è in scadenza e non è finanziata. Dobbiamo essere messi al corrente di cosa dicono gli studi di cantierizzazione, visto che il cantiere insiste sulla porta nord di Aosta, quella che porta i viaggiatori dal Gran San Bernardo».
Il capogruppo di Lega Vallée d’Aoste, Sergio Togni, ha chiesto delucidazioni: «La tendenza a spostare gli ospedali all’interno delle città facilita i progettisti. In questo caso è stata una sfida notevole far quadrare tutte le diverse istanze e necessità. Sette piani fuori terra più l’eliporto portano a parlare di un volume che modificherà lo skyline di Aosta. Mi chiedo se i volumi potrebbero essere redistribuiti per ridurre l’impatto visivo. Ho forti dubbi sul fatto che la piastra sarà abbattuta. Si potrebbe prevedere subito una sua integrazione. Vorrei anche capire meglio il cronoprogramma (con le date, non solamente con le fasi) e quale sarà il destino del presidio ospedaliero Beauregard (vorrei vedere subito la predisposizione di un progetto di riuso).
La consigliere Roberta Carla Barbis (Renaissance) ha ribadito la necessità di conoscere la tempistica e di conoscere l’entità delle spese necessarie. Ha anche chiesto delucidazioni in merito alla sostenibilità energetica dell’edificio. «L’assenza di informazioni che il sindaco ci dice di aver acquisito recentemente ci limita nella possibilità di dibattito», ha detto.
Il consigliere Paolo Tripodi (Progetto civico progressista) ha sostenuto la necessità di rilanciare la sanità valdostana. Ha evidenziato alcuni rischi che l’attività di cantiere potrebbe comportare: «rumore, mobilità nell’are di cantiere e polveri da esso generate. Vorrei anche chiarimenti rispetto alla cura del verde che dovrà completare l’edificio».
Il suo collega di gruppo Diego Foti ha detto (a norme di Area democratica e VdA Aperta) di non condividere le scelte politiche della Regione. Ha chiesto delucidazioni sulla depurazione delle acque. Ha aggiunto: «I sindaci del Canavese hanno detto no alla scelta che la Regione Piemonte voleva imporre loro».
La consigliere Gabriella Massa (Pcp-Rete civica) si è detta non favorevole alla scelta politica, preferendo un ospedale decentrato: «Peraltro, quando era stato realizzato, questo ospedale era esterno alla città. Ma non so se sia ancora possibile pensare a un ospedale nuovo. È necessari confrontarsi continuamente con l’Amministrazione regionale per mitigare tutte le problematiche che verranno a crearsi».
La consigliere Cristina Dattola (Renaissance) ha chiesto: «I nostri concittadini sono al corrente di cosa succederà? Siamo sicuri che i cittadini attendano con impazienza questo nuovo ospedale? Quando conosceranno impatto acustico, danno ambientale, riusciranno a immaginare il caos nel quale la città sarà sprofondata? Cerchiamo di prevenire inutili disagi».
Il consigliere Luciano Boccazzi (Pcp) ha espresso preoccupazione per la gestione del traffico, soprattutto nelle fasce orarie già congestionate.
Il consigliere Roberto Favre (Union valdôtaine) ha ricordato che le scelte strategiche sono state fatte in passato e non era questa la sede per rimetterle in discussione.
L’ingegner Fabiani ha risposto: «Chiarisco che non stiamo parlando di un nuovo progetto ma di una variante a un progetto precedentemente approvato. I parcheggi restano gli stessi dell’intesa approvata nel 2013. Il depuratore esistente resterà tale in tutta la fase 3. L’acustica è stata una preoccupazione di Siv, che vuole fare questo cantiere velocemente: ha realizzato uno studio di ampia portata e le modellazioni hanno riguardato ogni superficie di ogni palazzo che si affaccia sulla conca dell’ospedale. Le lavorazioni più rumorose sono state escluse dall’esecuzione notturna. L’attuale traffico sulla SS26 è più rumoroso di quanto lo sarà il cantiere. Il grosso del disturbo sarà concentrato su un periodo più limitato rispetto ai tre anni.
L’Arpa, in sede di conferenza dei servizi ha limitato a un punto al giorno l’elistop nell’eliporto.
L’ospedale che sarà realizzato sarà per acuti, con livelli di traffico interne modesti e non superiori agli attuali.
Siv è incaricata della definizione del progetto preliminare, che richiederà un lungo approfondimento. Nella parte in ristrutturazione (fase 4 e 5) si tratterà di day hospital. Quegli accessi ambulatoriali genereranno traffico. Il vero impatto sul traffico si registrerà con un jet leg decisamente importante rispetto a quello di cui stiamo parlando ora.
Tutti i reperti lapidei del cantiere archeologico sono stati protetti e tali rimarranno sino alla fine del cantiere edile. La chiesa medievale è stata rilevata ed è compatibile con le opere che le saranno realizzate attorno. Ulteriori scavi sono necessari perché rimangono strati in cui la Soprintendenza desidera effettuare approfondimenti ma servivano sostegno per la scarpata di viale Ginevra. Questi lavori sono già stati aggiudicati e dovrebbero durate 137 giorni, la loro conclusione è dunque compatibile con l’inizio del cantiere edile. Gli scavi nel sedime dell’hospital street non possono essere anticipati poiché si tratta di un intervento intrusivo che sarà effettuata in tre riprese.
Le lavorazioni polverose dureranno per i primi sei mesi.
Non si renderanno necessarie modifiche alla viabilità salvo che, in alcune fasi, viale Ginevra sarà ristretto a una sola corsia.Non diventerà un Ztl.
Guardando da via Roma sono cinque piani fuori terra.
Le date: il progetto esecutivo dovrebbe arrivare a fine gennaio 2024. Da quel momento le programmazioni saranno più facili. La gara potrebbe terminare nel successivo settembre e i lavori potrebbero iniziare entro il 2024.
Senza progetto esecutivo, non è possibile indicare i costi di realizzazione.Molto dipende anche da quanto lavoro notturno sarà possibile realizzare.
Si tratterà di un near zero energy building. Nella fase 3, il Centro trasfusionale resterà al suo posto attuale.
La presenza di verde sarebbe preferibile ma gli spazi sono residuali. Sono previsti inserimenti ma necessariamente di piccole dimensioni».
Il consigliere Giordano ha chiosato: «non c’è nulla di più politico di un tecnico. Non ho ottenuto risposte sulla disponibilità di studi accessibili alla nostra consultazione».
Segnali di malcontento
Le segreterie e i coordinamenti regionali di Lega Vallée d’Aoste, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi Moderati, terminato il dibattito, hanno diffuso una nota di commento: «Riteniamo assolutamente preoccupante e grave la totale assenza di certezze sui tempi di realizzazione del progetto di ampliamento dell’ospedale Parini e l’estrema genericità dei costi dei lavori emersa in tutta la sua evidenza nell’odierna seduta monotematica del consiglio comunale. Il tutto alla presenza dei tecnici della Société Infrastructures Valdôtaines, circostanza che evidentemente aumenta le nostre preoccupazioni per un intervento che impatterà grandemente e per diverso tempo sul tessuto urbano e sul tessuto economico-produttivo della città di Aosta. Motivo per cui credevamo del tutto legittimo, allo stato attuale di progettazione, che oggi ci venissero fornite risposte finalmente chiare e certe in ordine sia alle tempistiche di apertura e completamento dei cantieri utili alla realizzazione dell’opera sia ai suoi costi. Purtroppo siamo rimasti delusi, e come noi tutti i valdostani che su questo dossier attendono ormai da anni una cosa sola: certezze. Certezze sui tempi di realizzazione e certezze sui costi di realizzazione, che però non si intravedono ancora all’orizzonte. Con l’Amministrazione comunale di Aosta che, per l’ennesima volta, si è dimostrata incapace di gestire ciò che accade sul proprio territorio, tenuto presente che gli impatti di tale progetto, dal punto di vista urbanistico, della viabilità e della cantierizzazione, saranno i cittadini aostani e le attività commerciali della zona a subirli direttamente. Senza che questa maggioranza abbia ancora immaginato come porvi rimedio».
Valle d’Aosta Aperta, con una nota, «ribadisce il NO all’ampliamento dell’ospedale Parini con annessa area megalitica e rattoppo dell’esistente in centro ad Aosta.
Non ci convince né il sindaco Nuti che sostiene che rispetto a quest’opera “nel 2020 la strada già era segnata e da lì indietro non era possibile tornare”, né chi, dopo aver attaccato nei giorni scorsi il PD, oggi rivendica la sua coerenza, ma dice che adesso è troppo tardi per tornare indietro.
Come ben rappresentato dal presidente di SIV, Fabiani, ad oggi non si conoscono ancora i tempi e i costi, sono necessari approfondimenti per spostare il traffico e migliorare la viabilità, ma si continua a “tirare dritto” verso la realizzazione di un ospedale rattoppato in una zona ipercongestionata. Più che l’annunciato ampliamento dell’ospedale, assisteremo infatti all’inizio dei disagi per i cittadini di Aosta. I primi cantieri per gli scavi e la realizzazione delle centrali, che precisiamo essere solo preliminare ai veri lavori di ampliamento del Parini, prevedono l’allestimento di “minicantieri”, tagli di alberi, modifica dell’illuminazione pubblica e la chiusura temporanea di viale Ginevra, via Saint Martin de Corléans e via Chaligne. Dal Consiglio regionale scorso abbiamo invece appreso che grazie ad una variante non è più previsto il trasferimento delle camere mortuarie al cimitero di Aosta, mentre ieri in Consiglio comunale abbiamo scoperto che si è tornati indietro anche rispetto allo spostamento del depuratore e che, secondo le prescrizioni di ARPA, l’elisuperficie potrà servire solo per l’atterraggio di un elicottero al giorno a fronte di addetti alla sicurezza che dovranno presidiare l’area 24h su 24 (dati questi che approfondiremo).
L’unica certezza insomma è che nel prossimo bilancio regionale sono previsti 190 milioni di euro per un ampliamento che non farà avere alla nostra regione un unico presidio ospedaliero moderno ed efficiente come richiesto dagli operatori sanitari e da chi sostiene la sanità pubblica.
Valle d’Aosta Aperta continua a credere che non è troppo tardi per tornare indietro rispetto a questa scelta anacronistica».
Renaissance Valdôtaine, con una nota ha ribadito: «la Renaissance Valdôtaine è consapevole che parlare di ospedale non vuol dire affrontare solo un argomento di tipo edilizio o sanitario, ma che sia qualcosa che riguarderà un cambiamento per l’intera città con enormi ricadute, visto che molte vie verranno limitate al traffico, molti alberi verranno abbattuti, che in quest’area aumenterà notevolmente l’afflusso di automobili perché verranno convogliati tutti gli utenti della Psichiatria ex Maternità e di tutta l’Area del Beauregard di Pediatria/Neonatologia, Ginecologia, Ostetricia, il Centro di sterilità e la Neuropsichiatria infantile e, a questo proposito, cosa molto grave, non esiste ancora da parte del Comune, uno studio di fattibilità. Ma cosa altrettanto importante, siamo consapevoli di quanto l’atterraggio di un elicottero in un’area urbana, oltre all’inquinamento acustico, possa avere preoccupanti risvolti ambientali.
La Renaissance in questa occasione, è intervenuta più volte per avere delucidazioni e risposte in merito a molti punti, in particolar modo sull’impatto negativo che per anni avrà il cantiere sulla circolazione e sulle serie modifiche che avrà la viabilità futura in città e sul rilevante inquinamento acustico che avrà una pista di atterraggio degli elicotteri sul tetto dell’ospedale e quindi in piena zona urbana, sapendo che su questo sarà il nostro sindaco che dovrà concedere le autorizzazioni, ma le risposte sono state vaghe, una su tutte ci ha profondamente colpito in quanto pare che verrà concessa la possibilità di un solo volo giornaliero, immaginiamo quindi che con più urgenze salirà il più fortunato e gli altri verranno penalizzati, una scelta davvero umanamente difficile da digerire.
Il sindaco di Aosta, comune che ambisce al ruolo di Aosta capitale, ha fornito risposte vaghe e poco esaustive, nonostante gli sia stato fatto notare che molti Sindaci del Canavese trovandosi di fronte come noi, ad una decisione regionale così impattante sulla città, in merito alla costruzione di un ospedale in una zona da loro non ritenuta consona, si siano opposti e continuino ad opporsi.
Al contrario pare proprio che la maggioranza comunale di Aosta, nonostante il forte impatto che tutte queste decisioni riverseranno sulla città, non partecipi significativamente ai tavoli dove vengono prese decisioni importanti sul suo territorio e lasci decidere tutto a Palazzo regionale, senza opporsi, senza fiatare, senza esprimersi e questo la dice lunga sulla propria autonomia politica.
Nell’incontro di ieri l’assenza di una rappresentanza regionale è stata significativa perché molto probabilmente hanno ritenuto questo incontro irrilevante, la voce della città è irrilevante e alla fine il confronto si è concluso scontentando tutta l’opposizione perché abbiamo capito che con questa maggioranza comunale, il Comune di Aosta non conta nulla».
Pubblicato / aggiornato
il 04/12/2023 alle 17:59
Categoria:
Politica e Amministrazione