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Fratelli d’Italia Valle d’Aosta a congresso

Nell’ambito della stagione congressuale a cui Fratelli d’Italia ha dato via su tutto il territorio nazionale, sabato 17 febbraio 2024, si è riunito il Congresso regionale valdostano, alla presenza del deputato Enzo Amich.

La parte pubblica si è aperta proprio dal suo intervento: «Siamo di fronte a una sfida epocale: a giugno ci saranno elezioni comunali, regionali ed europee. Con quel risultato andremo a dare una spallata alle dinamiche che si sono avute sino a oggi. Abbiamo una fuoriclasse: grazie alle capacità di Giorgia Meloni, alcune cose stanno già cambiando ma serve il rafforzamento del risultato elettorale. Questo momento è delicato a tutti i livelli. So cosa significa essere in minoranza e avere paura di esporsi e proprio per questo vi ringrazio di cuore per il lavoro che avete fatto sino a oggi, con tanto cuore e tanta volontà».

Dopo Vitaliano Barberio, presidente del Congresso, ha preso la parola l’unico candidato alla Presidenza, Alberto Zucchi: «Sono passati tre anni da quando Fratelli d’Italia è stata fondata in Valle d’Aosta. Dopo due mesi dall’incontro con Ignazio La Russa, mi è stato affidato di costituire il partito. Dopo 15 giorni, è esploso il covid e ci sono state due elezioni in contemporanea (comunali e nazionali). Da allora, sull’onda del consenso raccolto da Giorgia Meloni, siamo cresciuti e – a livello nazionale – siamo arrivati al 30%. Sul suo esempio, dobbiamo continuare a migliorare. Ora la prossima sfida sono le elezioni regionali per riportare la destra nella massima istituzione regionale. Il mio intento è favorire l’ingresso di donne e uomini: le nostre porte sono aperte a chi intende servire il partito e chiuse per chi intende servirsene (poiché abbiamo già dato). Sarà nostro compito lavorare per comporre per tempo una proposta di persone determinate a cambiare la storia. Non sarà un’impresa facile ma il nostro presidente ci ha dimostrato che, con coerenza e coraggio, si possono raggiungere risultati che si pensavano irraggiungibili. La Valle d’Aosta non è abituata all’alternanza. Abbiamo 1,8 miliardi di euro di Bilancio, 1,25 dei quali utilizzati per le spese correnti. Questi sono i mezzi dei quali il governo autonomista e di sinistra può disporre. Nessuno di noi potrà mai essere contrario all’autonomia. È il metodo con il quale l’autonomia si gestisce che è contrario alla nostra visione. L’autonomia non è un mezzo per dare assistenzialismo. Noi vogliamo una crescita legata al merito. Non sono d’accordo con Zangrillo: la Valle d’Aosta non è un esempio da seguire a livello nazionale; anzi, deve cambiare.
Dobbiamo focalizzarci sullo sviluppo del turismo e tutta la filiera che gli è collegata. La Valle d’Aosta ha il record mondiale di dipendenti pubblici che non sono in grado di sviluppare vero reddito.
La Valle d’Aosta è l’unica Regione che non fa eleggere il proprio presidente dal popolo. Qui c’è una situazione che favorisce i cambi di casacca e i ribaltoni.Porteremo avanti questa nostra battaglia per il premierato. In caso di caduta o dimissioni, il popolo deve essere nuovamente chiamato alle urne. Abbiamo trovato una sintesi con gli alleati del centrodestra ma il nostro obiettivo resta inalterato. La proposta non è ancora arrivata in Aula. La legge non si modificherà se non ci saranno i 24 voti necessari a evitare il referendum confermativo. Perché chi ha in mano il mazzo vuole continuare a tenerlo. Questo dibattito deve arrivare in Aula, anche se siamo pronti a rientrare nell’Aula con qualsiasi legge elettorale: la legge deve essere cambiata per rispetto agli elettori.
Sul centrodestra: noi abbiamo sempre creduto nell’importanza della sua unità come unica soluzione che può cambiare il paradigma di questa regione. Sarebbe un peccato farsi condizionare da gelosie partitiche. Ci proponiamo come punto di raccordo per favorire il rinsaldamento di questa alleanza.

Gli autonomisti continuano a operare con arroganza. Ciò mi porta a parlare dell’Ospedale: siamo a un livello surreale. Avere tante risorse non significa buttarle dalla finestra. Vogliono pervicacemente costruire un’opera che giace nel limbo da trent’anni e che in trent’anni non sono riusciti a costruire, nonostante abbia già visto spendere milioni. E ci dicono che non si può sapere quanto costerà il rattoppamento (che loro chiamano ampliamento e ristrutturazione). Chi s’intestardisce su questa unica soluzione è incapace di capire che le esigenze sanitarie sono mutate e la struttura dell’Ospedale regionale non può essere quella che stanno realizzando. Nessuno più realizza ospedali verticali ma solo orizzontali. Noi vogliamo poter dire, senza che nessuno si adombri, il nostro punto di vista dopo aver acquisito le informazioni necessarie su costi di gestione e su costi e tempi di realizzazione.
Chiudo: il momento di oggi deve essere il punto di partenza di una lunga campagna elettorale che è stata aperta dallo sgomento dei nostri avversari per la visita di Meloni
».

Dopo i consiglieri comunali di Saint-Pierre Armando Mascaro e Sonia Faccin, ha preso la parola Domenico Aloisi, definito la colonna portante della destra valdostana: «Sono trascorsi quasi tre anni dall’incontro con Ignazio La Russa che ha portato alla creazione del partito in Valle d’Aosta. Da lì è iniziata la nostra battaglia. Dobbiamo continuare sulla strada dell’impegno e della crescita. La nostra è una bella Regione governata da una classe politica incapace e incompetente. L’Union valdôtaine ha sempre usato l’autonomia a uso e consumo proprio; ha costruito un sistema clientelare, di socialismo strisciante; sono arrivati a falsificare la storia e l’esempio eclatante è la figura di Émile Chanoux. Ci hanno sempre detto che c’era un uomo che durante tutta la sua vita si è battuto contro il fascismo ma, per giustizia e verità storica, bisogna dire che, grazie all’incarico conferito a uno storico americano sulla Resistenza e la lotta partigiana., è emerso che Chanoux si è iscritto dal Partito fascista dal 21 aprile 1928. Nel 1943 risultava di “buona condotta morale e politica” e idoneo a presiedere l’Associazione fascista dei notai di Aosta. Il documento ufficiale è negli archivi della Prefettura. Nessuno di noi è fascista né antifascista ma è nostro compito far emergere la verità».

Le votazioni per il Coordinamento regionale hanno portato all’elezione di Lorenzo Aiello, Giorgio Bertoldo, Andrea Balducci, PaolaCina, Sonia Faccin, Rudy Fassin, Armando Mascaro, Giuseppe Mauro ed Elide Visentin. Ne è componente di diritto il presidente Alberto Zucchi, che sarà affiancato da un Comitato fiduciario composto, per ora, da Vitaliano Barberio, Rosella Musico e Walter Musso.

Pubblicato / aggiornato il 17/02/2024 alle 15:56
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video