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Scuola valdostana: nuovi strumenti e progetti per gli studenti

Scuola valdostana: nuovi strumenti e progetti per gli studenti (©Angelo Musumarra per bobine.tv) - Jean-Pierre Guichardaz e Marina Fey

Orientare e monitorare il percorso professionale e di vita degli studenti valdostani, con lo scopo di valutare gli investimenti sulla scuola, sull’orientamento e sulla formazione. È questo l’obiettivo a lungo termine che si è prefisso l’Assessorato regionale al sistema educativo e alle politiche per le relazioni intergenerazionali, reso noto durante la conferenza stampa per la fine dell’anno scolastico, che si è tenuta venerdì 14 giugno 2024, dopo la conclusione degli scritti degli esami di terza media e prima dell’inizio di quelli di maturità.

L’anno scolastico 2023/24, che ha visto la presenza di 13.940 alunni si era ufficialmente concluso lo scorso giovedì 6 giugno, nove giorni prima del 2023, anno in cui c’erano 168 studenti in più.
Storicamente, in Valle d’Aosta, ogni annata vedeva sui banchi un migliaio di studenti, valore che si è abbassato sia per le scuole dell’infanzia (gli asili), che concluderanno le loro attività venerdì 28 giugno, e che hanno visto la presenza di 2.473 bambini tra i 3 ed i 6 anni, sia per la primaria (le elementari), con 4.831 scolari.
Tengono mantenuti, invece, i numeri nella scuola secondaria, con la quella di prima grado (le medie) frequentate da 3.522 studenti, di cui 1.139 già impegnati in questi giorni con gli esami di terza media, che si concluderanno entro la il mese di giugno, sia nella secondaria di secondo grado (le superiori) con 5.587 allievi in totale, di cui 848 dovranno affrontare, da mercoledì 26 giugno, sulla base del calendario nazionale, con il primo scritto, gli esami di maturità. Di questi, il 4,9% non è stato ammesso all’esame «un dato in linea con lo scorso anno», ha precisato Marina Fey, sovrintendente regionale agli studi.
Insieme agli studenti, sono impegnati negli esami anche 230 docenti, divisi in 25 Commissioni d’esame, una ogni due classi, che sono composte da un presidente esterno, tre membri esterni e tre interni all’Istituzione scolastica.

Jean-Pierre Guichardaz, assessore regionale al sistema educativo e alle politiche per le relazioni intergenerazionali
Jean-Pierre Guichardaz, assessore regionale al sistema educativo e alle politiche per le relazioni intergenerazionali

«Vorremmo capire quale sia l’efficacia della scuola valdostana in uscita – ha spiegato l’assessore regionale Jean-Pierre Guichardaz – siccome non abbiamo dati certi perché non è mai stato fatto un monitoraggio sul percorso successivo alla scuola. Ci interessa capire sul lungo termine le scelte dei ragazzi, se lavorano nel settore nel quale hanno studiato, se vivono in Valle d’Aosta o altrove, perché questo aspetto importantissimo ci permetterà di organizzare le politiche scolastiche. La collettività investe nella formazione e quindi è necessario un dato sull’efficacia della nostra offerta. È evidente che a noi piacerebbe tenere i ragazzi in Valle d’Aosta, ma se loro decidono di andare a lavorare fuori vorremmo capire perché. Desideriamo creare un sistema con un dialogo bidirezionale, magari anche con un’app che fornisca informazioni utili per i ragazzi e viceversa».

«L’allungamento dell’obbligo scolastico ai 16 anni – ha aggiunto Marina Fey – ha avuto la conseguenza di abbandonare l’attività sul territorio. Credo che sia necessario dare ai ragazzi una prospettiva per il lavoro, rivedere l’orientamento formativo, ma anche di operare sulla didattica e fare progetti sul territorio e vedere quali siano gli sbocchi lavorativi per organizzare qualcosa di più concreto. Noi non pensiamo ai ragazzi fino ai 19 anni, ma crediamo di poter offrire un progetto formativo utile per il mondo del lavoro e per il resto della loro vita».

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La sovrintendente regionale agli studi Marina Fey

Jean-Pierre Guichardaz ha ricordato gli investimenti sull’edilizia scolastica: «abbiamo sestuplicato le risorse negli ultimi tre anni – ha evidenziato – partendo da un milione di euro nel 2022 abbiamo distribuito agli Enti locali, nel 2023, quattro milioni di euro e quest’anno sono diventati sei, dimostrando attenzione verso le scuole di loro competenza, le elementari e le medie, ritenendo che fosse utile aiutarli per eseguire interventi determinanti sugli edifici scolastici che devono essere di qualità. Il nostro sistema scolastico deve essere di inclusione, lo ripeto sempre a tutti i dirigenti, il faro è lo studente e il sistema scolastico deve girare attorno alla persona. Investiamo tantissimi soldi per il sostegno alle persone fragili, siamo passati dai quattro milioni del 2022 ad oltre 10 milioni nel 2023 per arrivare ai 13 di quest’anno. Avere a cuore i ragazzi fragili è una partita importantissima, quando si mette il sostegno, anche gli altri studenti ne traggono un beneficio e tutti quanti possono affrontare il percorso scolastico con i propri tempi e le proprie attitudini».

Il nuovo anno scolastico, che inizierà mercoledì 11 settembre e si concluderà martedì 10 giugno 2025, prevede anche un potenziamento del supporto psicologico: «è un tema che si è manifestato nella sua tragicità solo negli ultimi anni – ha sottolineato Jean-Pierre Guichardaz – ma è latente e condiziona l’attività di studenti e docenti. In ambito sanitario si curano i disturbi per dipendenze e si vivono i fallimenti personali in maniera patologica, con questo supporto vorremmo disinnescare certi processi di patologia del disagio. In alcune scuole che abbiamo già indivuduato e faremo un percorso insieme, non sarà un semplice sportello psicologico di due ore ma un’offerta più continuativa e poi in futuro tutte le Istutizione scolastiche avranno questo supporto psicologico-pedagogico».

Tra le novità che entreranno a regime nel prossimo anno scolastico, introdotto dal Ministero dell’istruzione e del merito c’è il “curriculum dello studente” che, unendosi all’e-portfolio, raccoglierà tutte le informazioni relative alle attività scolastiche ma anche quelle extrascolastiche come le attività di volontariato, i tirocini, i viaggi premio: «sono esperienze collaterali che spesso sono richieste dall’eventuale datore di lavoro o per l’accesso a percorsi universitari particolari – ha raccontato Marina Fey – per esempio noi abbiamo quest’anno inserito all’interno del percorso scolastico il Delf, per un investimento di 103mila euro, in modo che questa prova rappresentasse un pre-requisito per l’esame di maturità di francese, diventando così una certificazione formale, di livello B2, e tre quarti di chi ha fatto la prova obbligatoria l’ha ottenuta».

Jean-Pierre Guichardaz e Marina Fey
Jean-Pierre Guichardaz e Marina Fey

Resta sospeso, invece, il concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici, che in Valle d’Aosta ha visto svolgersi solo la prova di conoscenza della lingua francese. Per quanto siano già state costituite le Commissioni e nel resto d’Italia si siano svolte le prove preselettive, che in Valle d’Aosta non si sono tenute, si attendono le disposizioni del Ministero per sapere se la prova scritta, che viene svolta in modalità “Cbt – Computer based testing”, vale a dire in contemporanea on line da tutti i candidati, verrà organizzata nell’ultima settimana di luglio o se slitterà a settembre o anche ad ottobre: «in questo caso si avrebbero le reggenze ancora per il prossimo anno – ha preso atto la sovrintendente regionale agli studi – altrimenti la nostra Commissione si è già data disponibile a chiudere tutto entro il 31 agosto così avere disponibili i nuovi dirigenti già per il prossimo anno scolastico. Questa scelta prescinde dalle nostre, che abbiamo tutto l’interesse di coprire le reggenze, che sono problematiche».

Pubblicato / aggiornato il 14/06/2024 alle 15:40
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Categoria: Politica e Amministrazione