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AnimaTerræ 2024

Dal 14 al 22 settembre 2024, alcuni Comuni al centro della Valle d’Aosta hanno ospitato la seconda edizione del festival AnimaTerrae, un evento che ha celebrato la connessione tra radici, tradizioni e l’anima del territorio.

L’edizione 2024 ha raccontato di uomini e donne, di illustri esistenze divenute a noi sconosciute, di poetesse, di vite umiliate ma non annientate, del coraggio delle idee, del cuore delle streghe, del suono di alberi secolari, dei vicoli di antichi borghi e dei nomi che portano, del valore della natura da custodire e da rigenerare, delle voci della pittura. Lo ha fatto, in libertà, utilizzando codici espressivi differenti: dalla musica alle coreografie di danza contemporanea, dalle discipline acrobatiche e di circo contemporaneo al gesto attoriale, fino alla parola dotta, detta e letta, al movimento performativo e alle architetture luminose del light design.

Dal 14 al 22 settembre il progetto AnimaTerrae è tornato a parlare di benessere, territorio e cultura, tre elementi inscindibili che hanno trovato radici nell’incontro con le voci, le immagini, i suoni e i sapori, tutti indistintamente identitari delle comunità. Con l’obiettivo di creare reti sul territorio, quest’anno il Festival ha incluso nell’apparato organizzativo il Consorzio Turistico Val d’Ayas per facilitare lo scambio di esperienze e buone pratiche, in vista di collaborazioni future volte a ripensare una strategia turistica coerente. Il Festival si è posto ancora una volta in una dimensione di turismo lento, in cui l’immersione nelle atmosfere locali ha consentito di porre attenzione al particolare e di trasformare il patrimonio culturale in vettore di cambiamento.

Le iniziative in calendario hanno coinvolto diverse fasce di età grazie alla varietà della proposta artistica e alla gratuità di ciascun appuntamento. Gli eventi hanno incluso spettacoli di circo contemporaneo, performance audiovisive e di danza contemporanea, momenti musicali partecipati, concerti, visite dei borghi e conferenze. Al centro del tema dell’anno, il filo conduttore del Festival, sono state le persone e i personaggi della storia locale attraverso i quali il territorio si è raccontato, modellato e trasformato. Tra le vie di Châtillon, il pubblico ha scoperto illustri sconosciuti a cui sono state dedicate strade e leggende. In occasione dell’ottantesimo anniversario della morte di Emile Chanoux, lo storico Alessandro Celi ha approfondito l’eredità del suo pensiero politico. Eugenia Martinet è stata celebrata per il suo ampio percorso letterario. Tra le mura del maniero di Cly, Paola Zaramella ha interpretato la storia di Johaneta Cauda, prima donna accusata di stregoneria nella zona. È stato presentato anche il videoconcerto “Catturato”, che ha ripercorso gli eventi del 13 dicembre 1943 ad Amay, quando Primo Levi è stato arrestato dalla milizia fascista durante un rastrellamento.

Anche i luoghi, così come le persone, hanno costituito l’elemento fondante delle attività. Il Castello Gamba, il Castello di Ussel e il Castello di Cly hanno fatto da quinte a diversi appuntamenti. Custodi per secoli dell’incontro delle comunità, questi siti storici sono stati valorizzati attraverso l’arte contemporanea. Non solo spazi confinati, il Festival si è esteso all’ambiente naturale, che conserva la forma ancestrale del territorio. Il Centro Ecosostenibile di Lavesé ha ospitato una “cucinata partecipata”, mirata a sensibilizzare e promuovere scelte e azioni a impatto zero sull’ambiente.

Al Parco del Gamba sono tornate due attività di yoga e il progetto Physis del collettivo Collabforart, che ha offerto un dialogo tra natura, eventi sonori e luminosi. I temi ambientali sono stati affrontati anche dalla compagnia d’arte Artmakìa, che ha proposto al Parco Giochi Conte Luda una favola acrobatica ambientata nelle foreste antiche.

Il Festival ha iniziato quest’anno una riflessione sull’accessibilità alla cultura, affrontando il tema della partecipazione delle persone più fragili e con disabilità. Due sono state le azioni principali: una visita musicata alle opere del Museo Gamba, durante la quale i partecipanti, bendati, sono stati condotti dal suono degli strumenti a connettersi con sensi e percezioni diverse; e l’organizzazione delle conferenze presso il Centro Anziani di Châtillon, per facilitare la partecipazione.

Con l’obiettivo di coinvolgere gli abitanti di ogni età nel ripensare e vivere il proprio territorio, il Festival ha dedicato tempo specifico ai bambini con un’anteprima il 31 agosto 2024 al Parco del Gamba, che ha visto laboratori di espressione corporea in natura. L’associazione giovanile Les Buébos de Tsateillon ha preso parte all’organizzazione della seconda edizione, sperimentando la responsabilità civile nella cura delle comunità e del loro patrimonio.

Durante il Festival, il pubblico ha potuto visitare gratuitamente i Castelli di Ussel e di Cly. L’organizzazione, curata dal Consorzio Saint-Vincent Turismo in collaborazione con enti locali e associazioni, è stata sostenuta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo tramite il bando “Territori in luce”. Il calendario del Festival è stato inserito in “Plaisirs de culture 2024”.

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La conferenza stampa di presentazione della seconda edizione del Festival Anima Terræ

Tramando a Vérres l’evento conclusivo di AnimaTerrae e Acqua Viva

Venerdì 29 novembre 2024 alle 17.15 La Murasse di Verrès ospiterà Tramando, l’evento conclusivo dei progetti AnimaTerrae e Acqua Viva, gli unici due valdostani selezionati dal bando Territori in luce promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo. Entrambi i progetti hanno lavorato per valorizzare il patrimonio culturale e naturale della regione, stimolando la partecipazione attiva delle comunità locali nella gestione e promozione delle proprie risorse.

L’evento sarà un momento di condivisione dei risultati raggiunti e delle strategie innovative sperimentate. Enrico Montrosset, direttore artistico di AnimaTerrae, e Marco Vallino, project manager di Acqua Viva, racconteranno il percorso dei due progetti. Interverranno anche personalità di rilievo nazionale come Mara Loro, direttrice di Hangar Piemonte, Alice Previtali, project manager di cheFare di Milano, e Matteo Bonazza, direttore generale di Progetto Turismo, che offriranno spunti e testimonianze legate allo sviluppo culturale e turistico.

A seguire, una performance artistica partecipata curata da Enrico Montrosset con il contributo musicale di Selene Framarin inviterà il pubblico a entrare in una dimensione comunitaria in evoluzione.

Pubblicato / aggiornato il 20/11/2024 alle 15:05
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Categoria: Cultura / Video