Consiglio Valle del 20 e 21 novembre 2024
(©consiglio.vda.it) -
Il Consiglio Valle, riunito il 20 novembre 2024
Il Consiglio Valle è riunito in via ordinaria mercoledì 20 e giovedì 21 novembre 2024, per discutere un ordine del giorno composto di 66 oggetti, di cui 8 rinviati da precedenti adunanze.
I lavori del Consiglio Valle si sono aperti con il cordoglio per la scomparsa di Gioachino Gobbi, imprenditore che ha rilanciato la Grivel e già presidente della Courmayeur Mont Blanc Funivie.
Il presidente Alberto Bertin, nell’esprimere le condoglianze dell’Assemblea alla famiglia, ha evidenziato che «Gioachino Gobbi è stato un esempio di passione, visione e impegno, il cui nome è intimamente legato a Courmayeur, dove ha saputo rappresentare un punto di riferimento per la comunità oltre ad essere un imprenditore capace e innovativo.»
Il capogruppo dell’UV, Aurelio Marguerettaz, ha ricordato «un uomo dai valori, dalla curiosità e dalla generosità incredibili che ha lasciato un ricordo straordinario», il capogruppo del RV, Stefano Aggravi, «un visionario che credeva nella tradizione riproposta, un narratore dal giudizio serafico, una figura che la comunità di Courmayeur perde con dolore», il consigliere Erik Lavevaz (UV) «l’uomo che, con grande coraggio, ha rilevato venti anni fa la ex Rossignol a Verrayes mantenendo il lavoro per 40 famiglie della media Valle», il presidente della Regione, Renzo Testolin, «un uomo dalle diverse tonalità: uomo di montagna, personaggio con la capacità di trovare delle convergenze e di guardare lontano, uomo di paese e uomo internazionale: un pezzo di Valle d’Aosta che perdiamo.»
Le président de la Région a aussi rappelé la disparition de Giorgio Celesia, qui a représenté la communauté de Pollein dans le Conseil communal, sapeur-pompier bénévole, grand interprète du théâtre populaire dans le Charaban.
Comunicazioni del presidente del Consiglio
Il presidente Alberto Bertin ha riferito che lunedì 18 novembre sono pervenute due lettere. «Il gruppo Rassemblement Valdôtain, in relazione allo svolgimento di una riunione della quarta Commissione, ha evidenziato la necessità di chiarire il ruolo delle Commissioni consiliari. Il gruppo Progetto Civico Progressista ha sollecitato la consegna di un parere sulla questione del limite dei mandati in Giunta: nella giornata di ieri, l’Ufficio di Presidenza ha approfondito con gli uffici la questione che, a breve, formerà oggetto di risposta.»
Il consigliere Claudio Restano (RV) ha segnalato che «nel corso di una riunione della quarta Commissione consiliare, il presidente non ha ammesso una domanda indirizzata a un sindaco convocato in audizione motivata dal fatto che le Commissioni sarebbero degli organi tecnici e non politici. Chiedo al presidente Bertin di svolgere le sue funzioni di indirizzo e di direzione delle Commissioni chiarendo a chi di dovere che si tratta di organi politici.»
Il presidente Bertin ha replicato che «le Commissioni sono articolazioni del Consiglio e dunque sono organi politici. È comunque buona prassi separare la fase conoscitiva da quella di valutazione politica.»
In merito al parere sul limite dei mandati in Giunta, la consigliere di PCP Chiara Minelli si è detta «sconcertata dal ritardo: che in 37 giorni dalla nostra prima richiesta non si sia riusciti a produrre un parere non è ammissibile. Sollecito che ci sia al più presto una risposta con l’emissione del parere perché non è una questione di scarsa rilevanza: interessa la comunità intera oltre che le persone coinvolte. Qui si tratta dell’interpretazione di una legge regionale e il legislatore è il Consiglio. La responsabilità è del presidente.»
Comunicazione del presidente della Regione
Il presidente della Regione, Renzo Testolin ha ritenuto necessario condividere con tutto il Consiglio alcune considerazioni in merito a una interrogazione del consigliere Aggravi discussa nella scorsa adunanza sulle modalità delle scelte organizzative di Finaosta Spa «in modo da significare all’interno di quest’Aula e all’opinione pubblica il corretto operato e l’assoluto rispetto della normativa posta alla base delle scelte assunte dalla Finaosta nell’impostazione dell’assetto manageriale. Ciò in un’ottica di massima trasparenza e condivisione, con l’obiettivo di non alimentare sterili polemiche basate su presupposti non corretti.
La Società, per quanto concerne le misure organizzative riguardanti l’individuazione del top management, deliberate nel settembre del corrente anno, ci conferma come le stesse siano state adottate nel pieno rispetto della normativa vigente – nazionale, regionale e regolamentare interna – nonché nel rispetto delle disposizioni attuative applicabili. In particolare, la Società ha evidenziato che, come chiarito dalla più recente giurisprudenza di legittimità, con riguardo alle società a partecipazione pubblica debba operarsi un distinguo tecnico tra il reclutamento di personale dall’esterno – per il quale il decreto legislativo 175/2016 (c.d. Decreto Madia) impone, come noto, l’espletamento di selezioni nel rispetto di determinati criteri pubblicistici – e gli avanzamenti di carriera. Per quanto concerne gli avanzamenti di carriera, la Corte di Cassazione ha recentemente statuito, infatti, il principio secondo il quale “è da escludere che la disciplina del reclutamento, dettata dapprima dall’art. 18 del d.l. n. 112 del 2008 e poi dall’art. 19 del d.lgs. n. 175 del 2016, possa essere interpretata nel senso di ricomprendere anche le progressioni di carriera”. Tanto è stato recepito sia nella deliberazione della Giunta regionale n. 899 del 6 agosto 2024, che rinnova e sostituisce la precedente deliberazione n. 1591 del 14 dicembre 2022, così come modificata dalla deliberazione n. 454 del 29 aprile 2024, che nelle disposizioni regolamentari della Società applicabili alla fattispecie in argomento. Questo per attestare come le procedure seguite siano conformi al dettato normativo nazionale, regionale e regolamentare vigente del quale probabilmente il consigliere non era pienamente a conoscenza.»
Il capogruppo di RV, Stefano Aggravi, ha puntualizzato che «l’asse dei tempi non è una questione banale: prima si recepiscono le sentenze e poi si cambiano i Regolamenti interni che, per altro, sono di rango inferiore nella gerarchia delle fonti del diritto. In questo caso, il nuovo Regolamento delle progressioni interne e del reclutamento del personale è entrato in vigore il 4 novembre 2024, mentre le nomine citate nell’interpellanza sono state fatte in precedenza e quindi a valere sul Regolamento precedente che si basava sulle linee guida del dicembre 2022. Prima si cambiano le regole e poi si fanno le nomine a valere su queste e non viceversa. Un’applicazione del diritto decisamente singolare che non può che lasciarci perplessi.»
Bilancio di previsione del Consiglio regionale 2025/27
È stato approvato all’unanimità il Bilancio di previsione del Consiglio Valle per il triennio 2025-2027 con il Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio.
Il bilancio, approvato dall’Ufficio di Presidenza il 29 ottobre e illustrato in Aula dal presidente Alberto Bertin, si attesta per il 2025 sul valore di 11 milioni 460mila euro, di cui 8 milioni 905mila per entrate e spese effettive, 1 milione 955mila per partite di giro e 600mila quale parte dell’avanzo di amministrazione presunto da restituire alla Regione. Per gli anni 2026 e 2027 il bilancio si attesta rispettivamente su 10 milioni 460mila comprese le partite di giro.
Le entrate e le spese effettive per il 2025 sono incrementate del 3% rispetto al 2024: in particolare, le spese per gli organi istituzionali (trattamento economico dei Consiglieri, Difensore civico, Corecom, Consulta pari opportunità, Osservatorio regionale sulla legalità e sulla criminalità organizzata e di tipo mafioso, iniziative istituzionali e culturali, comunicazione istituzionale, compartecipazioni economiche, acquisto pubblicazioni) rappresentano il 71% del bilancio e sono in linea con gli altri anni, mentre le spese per i sistemi informativi incidono per il 16% e le spese per la gestione del patrimonio mobiliare e immobiliare del Consiglio e degli organismi incardinati per il 10%.
Il capogruppo di RV, Stefano Aggravi, si aspettava «una considerazione anche sotto il profilo del personale dipendente dal Consiglio: faccio un appello all’Ufficio di Presidenza, in particolare ai componenti della minoranza, per dare voce alle richieste che le forze di opposizione hanno avanzato affinché si possa operare in maniera efficiente.»
Attività legislativa
Seconda legge di manutenzione dell’ordinamento regionale per il 2024
Con 19 voti a favore (UV, FP-PD, PlA, SA) e 16 astensioni (Lega VdA, RV, FI, PCP), il Consiglio Valle ha approvato la seconda legge di manutenzione dell’ordinamento regionale per il 2024.
Il disegno di legge, presentato dalla Giunta regionale il 15 ottobre e composto di tredici articoli, è finalizzato alla manutenzione periodica del sistema normativo regionale. Sul testo sono stati recepiti tre emendamenti, di cui uno della quinta Commissione, uno del presidente della Regione e uno dell’assessore allo sviluppo economico.
Il consigliere Roberto Rosaire (UV), relatore, ha evidenziato alcune modifiche a leggi regionali, fra cui quelle «finalizzate all’aggiornamento e alla semplificazione del procedimento di alienazione dei beni immobili regionali, con l’obiettivo di conciliare l’interesse della Regione a non svendere i propri beni con quello a non mantenere, nel proprio patrimonio, beni non più funzionali alle finalità istituzionali che implicano oneri di messa in sicurezza e di gestione eccessivamente elevati. È poi introdotto, nelle disposizioni in materia di protezione civile, l’obbligo di informarsi sulle situazioni di rischio anche in relazione alla frequentazione di ambienti montani: questo al fine di promuovere una cultura dell’informazione e un maggiore senso di responsabilità, che consentano di prevenire, o comunque limitare, i casi di persone in pericolo e gli incidenti causati da condotte sprovvedute o negligenti, come rilevato sempre più frequentemente dalla Protezione civile. È predisposta un’ulteriore proroga di un anno, fino al 31 dicembre 2025, del termine per la restituzione dell’anticipo di alcuni aiuti previsti dal Programma di sviluppo rurale 2014-2020, tenuto conto che alcune aziende agricole devono ancora percepire, in tutto o in parte, l’erogazione dell’aiuto da parte di Agea. Al fine di favorire la tutela dei diritti individuali, e rendere il trasporto pubblico maggiormente inclusivo, è modificata la legge regionale in materia di servizi di trasporto pubblico concedendo a tutte le categorie di persone con disabilità la possibilità di decidere con quale tipologia di mezzo spostarsi. Infine, per contribuire a superare la carenza di personale sanitario, viene limitato il vincolo normativo del requisito di residenza in Valle per i contratti di formazione specialistica aggiuntivi regionali rivolti ai medici, ai posti aggiuntivi di formazione specialistica con relative borse di studio rivolti ai laureati in medicina veterinaria, odontoiatria e per laureati non medici dell’area sanitaria e ai posti riservati per le professioni sanitarie.»
Il dibattito in Aula
Il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha dichiarato: «Faremo una valutazione articolo per articolo di questo provvedimento ma sicuramente non voteremo l’articolo 11 che ha più il sapore di un intervento pre elettorale piuttosto che di una norma regolamentare. Questo articolo stabilisce che la durata massima dei contratti dei dipendenti assunti a tempo determinato nella Struttura di progetto Pnrr di Arer possano rimanere in servizio fino al 31 dicembre 2026 o essere prorogati per 36 mesi. Tutto questo è già previsto da una norma precedente! Che senso ha scriverne un’altra uguale? Di fatto, invece, si inserisce una regola ulteriore che prevede che la Regione possa procedere, previo colloquio selettivo, alla stabilizzazione di queste unità di personale Arer. Senza questa modifica gli assunti a tempo determinato dovrebbero fare un concorso per essere stabilizzati. Ci troviamo forse di fronte a una norma ad personam?»
L’assessore ai lavori pubblici, Davide Sapinet, ha replicato che «sulla questione, l’ufficio legislativo si era confrontato con gli uffici dei Ministeri: è un impegno a meglio dettagliare una disposizione che dà la possibilità di derogare ai 36 mesi nell’utilizzo del personale e che è conseguente all’attività connessa con i cantieri con finanziamenti Pnrr di Arer e in particolare del finanziamento Pinqua che dispone di 23,2 milioni di euro e nove lotti di lavori già tutti aggiudicati.»
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, si è soffermato sull’importanza dell’articolo 6 che «avrà delle ricadute significative sul futuro del nostro territorio dal momento che introduce il principio dell’autoresponsabilità rivolto ai fruitori dei nostri sentieri, delle nostre strade e delle attività outdoor. Si tratta di un percorso di responsabilizzazione di centrale importanza che a livello europeo è già molto sviluppato e che ora deve diventare parte integrante delle nostre consuetudini. Il rischio zero non esiste, meno che mai in questo particolare momento di cambiamenti climatici che caratterizzano tutti i territori compreso quello valdostano. Con questo articolo si introduce un cambio di paradigma di grande rilevanza.»
Il capogruppo di FP-PD, Paolo Cretier, ha evidenziato gli articoli riguardanti la gestione delle strade e l’agricoltura: «Il complicato reticolo delle strade regionali, alquanto datate, necessita fisiologicamente di interventi di manutenzione ordinaria e a volte straordinaria, con interventi finanziari importanti per garantire la percorribilità e la sicurezza del cittadino, del lavoratore, dello studente e del turista che sale in Valle. La proroga al 31 dicembre 2025 del termine per la restituzione dell’anticipo di alcuni aiuti previsti dal Programma di sviluppo rurale 2014-2020 è una boccata di ossigeno per le aziende in difficoltà.»
Seconda variazione al Bilancio della Regione 2024/26
Giovedì 14 novembre, con una nota congiunta, le opposizioni (Lega Vallée d’Aoste, Rassemblement Valdôtain, Forza Italia e Progetto Civico Progressista) hanno commentato: «Contrariamente a quanto diffuso dal Governo regionale in questi giorni, nella seconda variazione di bilancio non c’è nessuna pioggia di soldi
Il provvedimento, che avrebbe dovuto essere di natura emergenziale, come più volte sbandierato in pompa magna nelle occasioni pubbliche, ma soprattutto negli intermittenti incontri con la Conferenza dei Capigruppo, in realtà, alla prova dei fatti, si è rivelato un insieme di norme incoerenti fra loro ma che, soprattutto, non danno risposte concrete a famiglie ed imprese.
La volontà di condivisione espressa addirittura in Consiglio regionale attraverso una risoluzione, si è infranta fragorosamente contro la necessità di riempire la legge in questione di disposizioni che nulla hanno a che vedere con l’emergenza, dai segretari comunali al Convitto, dalle piscine al Collegio dei revisori, con il risultato di un provvedimento confusionario che invece di pensare all’emergenza cerca di mettere delle pezze agli errori commessi nel passato. Oltre a questo, la norma arriva fuori tempo massimo, a stagione invernale già iniziata e con misure che fanno ricorso all’indebitamento, invece di sostenere concretamente chi aveva necessità di liquidità per ripartire o fare fronte ai danni indiretti.
Ancora una volta l’arroganza del Governo regionale si palesa in tutta la sua contraddizione, quella di chi chiede condivisione sui provvedimenti, ma in realtà non ha alcuna intenzione di ascoltare chi ha vissuto sulla propria pelle le criticità dell’alluvione.»
Lunedì 18 novembre 2024, Valle d’Aosta aperta ha così commentato la variazione: «La seconda variazione di bilancio regionale 2024, arrivata dopo l’approvazione in Giunta del prossimo bilancio 2025-27, conferma i dubbi sulla capacità organizzativa e pianificatoria del Governo Testolin.
Nonostante l’urgenza della situazione, il disegno di legge n.171 arriva quattro mesi dopo gli eventi alluvionali, lasciando troppi ad arrangiarsi. La manciata di articoli dedicati all’emergenza, prevedono piccoli contributi a famiglie e imprese e trasferimenti straordinari ai comuni: tutti parziali e, in molti casi, insufficienti. Per le imprese, in particolare, la stagione è già partita e nuovi mutui vogliono dire indebitamento. A questo si associano i problemi e gli “svarioni” rispetto ai fondi statali annunciati con enfasi: procedure per accedervi complesse, tempi molto stretti e criteri di esclusione (si lasciano fuori bar e strutture sportive come maneggi e campi da golf) che il governo regionale ben conosceva, ma su cui non è intervenuto.
Un altro punto dolente è la cassa integrazione, ancora bloccata per molti lavoratori e imprese, a causa di un inadeguato coordinamento Stato e Regione. Un ritardo inaccettabile per i lavoratori e per chi ha già subito gravi perdite.
In ultimo, rileviamo che ad aumentare la confusione e il pressapochismo, la Regione ha usato la variazione di bilancio per l’ennesima modifica alla legge sui Segretari comunali e introdotto una riserva per cui sia il CPEL sia l’Albo dei Segretari chiedono modifiche. Tutto questo rinunciando definitivamente ad una riforma globale della dirigenza e degli enti locali.
Appaiono poi interventi ed opere considerati urgenti, ma che di fatto hanno avuto degli iter lampo. Non poteva, infine, mancare l’ennesima spesa aggiuntiva per una delle più famose opere incompiute della Regione: la Piscina di Pré-Saint-Didier, chiusa dal 2018.
Questa variazione di bilancio, tardiva e male indirizzata, dimostra ancora una volta l’incapacità di rispondere tempestivamente e in modo adeguato alle necessità della popolazione.
Le famiglie e le imprese della Valle d’Aosta meritano interventi concreti, condivisi e realmente risolutivi, non proclami vuoti e misure parziali. Ancora una volta le persone e le imprese maggiormente in difficoltà non avranno nessuna risposta».
L’approvazione in aula
L’Assemblea ha approvato, con 19 voti a favore (UV, FP-PD, PlA, SA) e 16 astensioni (Lega VdA, RV, FI, PCP), la seconda variazione al bilancio di previsione 2024/26 della Regione.
Il testo, presentato dalla Giunta regionale il 6 novembre, si compone di venti articoli contenenti disposizioni per l’iscrizione di maggiori entrate e di maggiori spese per 35,9 milioni di euro nel bilancio di previsione, principalmente destinate a mitigare gli effetti dell’alluvione che ha colpito la Valle d’Aosta il 29 e 30 giugno scorso.
Sul provvedimento sono stati approvati tre emendamenti della seconda Commissione e un emendamento del presidente della Regione. Sono stati inoltre respinti (con 19 voti di astensione della maggioranza e 16 a favore della minoranza) due ordini del giorno riguardanti i ristori per i danni dall’alluvione del 29 e 30 giugno scorso: il primo del gruppo Lega VdA sollecitava la predisposizione di una misura che riconoscesse adeguati ristori a imprese ed operatori economici calcolati sui mancati incassi; il secondo del gruppo Forza Italia chiedeva di introdurre nel bilancio di previsione della Regione 2025-2027 una misura di ristoro per gli operatori il cui codice Ateco non è ricompreso nel perimetro dei beneficiari del Decreto del Ministero del turismo in quanto non di competenza.
Relazioni d’Aula
Sul provvedimento hanno relazionato in Aula i Consiglieri Antonino Malacrinò, per la maggioranza, e Stefano Aggravi, per la minoranza.
«In particolare, lo stanziamento per contributi a famiglie e attività produttive per il superamento dell’emergenza alluvionale è incrementato di 3,9 milioni di euro – ha evidenziato il consigliere Antonino Malacrinò (FP-PD) -. Sono poi concessi trasferimenti straordinari a favore degli enti locali per far fronte agli interventi di ripristino dei danni: al Comune di Cogne sono destinati 13,8 milioni di euro, al Comune di Valtournenche 4,4 milioni di euro mentre per i restanti comuni colpiti dall’alluvione è previsto un trasferimento complessivo di 500mila euro. Al Comune di Cogne sarà poi concesso un contributo di 500mila euro per l’organizzazione delle competizioni di Coppa del mondo di sci nordico, in programma dal 31 gennaio al 2 febbraio 2025, che avranno importanti ricadute turistiche, promozionali ed economiche nella località colpita pesantemente dall’alluvione di giugno scorso. È poi previsto un finanziamento di 5 milioni 80mila euro per finanziare due interventi urgenti per la messa in sicurezza di infrastrutture strategiche e del territorio: la revisione dell’assetto strutturale del canale demaniale del Rû Arberioz a completamento dell’azione emergenziale e a garantire l’erogazione di acqua per gli usi agricoli, zootecnici e antincendio nei comuni di Aymavilles, Jovençan e Gressan; la ricostruzione del canale demaniale del Rû Baudin nel comune di Aosta, per la sicurezza idraulica e la funzionalità idrica a uso agricolo e zootecnico. È anche autorizzata la concessione di contributi alle imprese che abbiano subìto danni diretti o indiretti dall’alluvione (dove per indiretti si intende un calo di fatturato del 20% nel luglio 2024 rispetto al luglio 2023): i contributi sono volti all’abbattimento degli interessi e delle spese di istruttoria sui mutui a sostegno delle imprese colpite dall’alluvione di giugno 2024 concessi con risorse proprie da Finaosta. È inoltre prevista la possibilità di erogare contributi straordinari in conto capitale finalizzati al ripristino delle infrastrutture sportive danneggiate dall’alluvione (in deroga alle procedure previste dalla legge n. 6/2018).
Il provvedimento incrementa poi di 1,6 milioni di euro la dotazione finanziaria della legge 21/2011 a sostegno delle imprese e dei liberi professionisti aderenti ai Confidi, tenuto conto della maggiore richiesta registrata nel 2024. Sono anche stanziati 200mila euro a favore del Convitto Chabod per far fronte ad una serie di interventi di messa in sicurezza dell’edificio sede del convitto; 700mila euro per opere aggiuntive e obbligatorie relative alla piscina di Pré-Saint-Didier; 70mila euro per il riconoscimento di un contributo straordinario agli istituti di patronato e di assistenza sociale per le maggiori attività di supporto e informazione svolte per garantire ai cittadini l’accesso alle indennità e alle altre misure previste a sostegno delle categorie meno abbienti. Vi sono poi delle modifiche urgenti alle norme regionali in materia di segretari degli enti locali per integrare la disciplina relativa al reclutamento di nuove figure in vista delle prossime elezioni comunali dell’autunno 2025.»
Il consigliere Stefano Aggravi (RV) ha criticato «la scelta della maggioranza di negare in Commissione anche le audizioni dei referenti delle Associazioni di categoria interessati, perché ha limitato la possibilità di poter meglio comprendere le problematiche collegate agli effetti negativi dell’evento alluvionale di giugno. Un passaggio che si sarebbe potuto gestire in maniera differente in linea con quanto tra l’altro già fatto nel passato per situazioni di simile portata. In merito agli articoli sull’emergenza, vengono anche stanziate risorse a favore del Comune di Cogne per l’organizzazione della gara di Coppa del mondo di sci nordico: si tratta senza dubbio di una importante occasione di rilancio della località turistica, tuttavia si prende atto che ad oggi le modalità di sostegno di competizioni sportive di tale livello sono sempre più caratterizzate da provvedimenti ad hoc, senza una chiara strategia di fondo. La misura, poi, relativa al fondo di dotazione temporaneo per l’abbattimento degli interessi e delle spese di istruttoria praticati dalla Finanziaria regionale è stata sì presentata ai Capigruppo, ma non vi è stata una condivisione di intenti, ne abbiamo semplicemente preso atto: oggi, non possiamo far altro che augurarci una rapida messa a disposizione di questa misura in favore delle imprese che ne faranno richiesta. Al contempo avremmo preferito riscontrare nell’ambito di questo provvedimento anche altre misure a favore delle realtà colpite dall’alluvione.
In merito agli altri articoli del provvedimento, concordiamo che gli interventi per il Convitto Chabod di Aosta e la piscina di Pré-Saint-Didier vadano finanziati, ma avremmo preferito trovarli in un testo non necessariamente legato agli eventi emergenziali di giugno. Questo perché vi sono altre misure che necessiterebbero di eguale considerazione, ma che oggi non sono state portate all’interno del perimetro di questa seconda variazione. Infine, siamo all’ennesima modifica delle modalità di reclutamento dei segretari degli enti locali, a conferma che il quadro normativo derivante dalla modifica del giugno scorso (quando è stata abrogata l’abrogazione del comma 5, dell’articolo 1 della l.r. 46/1998) era tutt’altro che chiaro e avrebbe potuto comportare possibili problematiche e ulteriori strascichi sulla pubblicazione del bando da parte dell’Agenzia dei segretari. Cosa che si è puntualmente verificata. Che dire?»
Il dibattito
Il capogruppo di Lega VdA, Andrea Manfrin, ha parlato di «un provvedimento che arriva in ritardo rispetto alle necessità di chi è stato colpito dall’alluvione. La scelta della maggioranza è stata quella di riempire il documento con contenuti disparati, senza nessuna coerenza tra loro. Si tratta di un’incapacità amministrativa, che poi si manifesta attraverso gli autoemendamenti presentati dal Governo? O di una scelta politica per evitare che la minoranza potesse intestarsi di aver contribuito a supportare chi è stato colpito dall’alluvione? La condivisione con la minoranza è stata minima, negando anche le audizioni, da noi sollecitate, con vari portatori di interesse. Il Presidente di Commissione ha stabilito che su un provvedimento di contributi alle imprese non fosse necessario sentire le associazioni di categoria! E cosa si è deciso di fare per questi soggetti? A suo insindacabile giudizio, la maggioranza ha optato per l’erogazione di prestiti che arrivano in grave ritardo, a stagione già cominciata e che poi dovranno essere restituiti, allargando il passivo delle aziende. Forse per questo si è scelto di non sentire le associazioni di categoria. Non arriverà nessuna pioggia di soldi ma solo un contributo con l’elastico che dovrà essere restituito da chi ha sta già pagando per i danni subiti.»
Il capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis, nel ribadire che «non c’è stata nessuna condivisione con i gruppi consiliari», ha parlato di «una situazione post alluvionale in cui avremmo auspicato un comportamento del Governo regionale complementare e integrativo a quanto messo in campo dal livello nazionale. La misura sui contributi per l’apertura di mutui presso Finaosta può essere sostenibile, ma è diversa dal ristoro: abbiamo quindi voluto presentare un ordine del giorno che va nella direzione di introdurre dei ristori per gli operatori economici che hanno subìto danni dall’alluvione e che non possono riceverli dal nazionale perché non di competenza del Ministero del turismo, che ha messo in campo 15 milioni di euro per gli operatori turistici. I Comuni e le comunità non possono essere mortificati, ma devono essere aiutati dalla pubblica amministrazione. Tutti gli altri articoli che non riguardano l’emergenza suscitano una serie di perplessità e potevano essere trattati all’interno della “omnibus” appena approvata o nella prossima finanziaria.»
Il consigliere di FI Mauro Baccega ha aggiunto: «Il provvedimento prevede risorse alle imprese e agli abitanti delle comunità di Cogne e Valtournenche, ma non a tutti: ci si è infatti dimenticati di alcuni operatori che non potevano essere ricompresi nel decreto del Ministero del turismo. Perché la Giunta non ha affrontato la questione con il Governo nazionale? Qui ci vorrebbe una capacità di interloquire che sembra, invece, mancare. Di questo disegno di legge, tutti gli articoli che vanno nella direzione di dare sostegno e contributi alle imprese, agli abitanti e ai Comuni colpiti dall’alluvione sono condivisibili e quindi li voteremo.»
La capogruppo di PCP, Erika Guichardaz, ha espresso dubbi sulle «capacità organizzative e pianificatorie di questa Giunta che presenta un disegno di legge quattro mesi dopo gli eventi alluvionali, lasciando troppi ad arrangiarsi, senza condivisione con la minoranza, nonostante l’impegno preso in Aula, e senza possibilità di approfondimento vista la negazione di audizioni. Su temi di questa rilevanza andrebbe cercato un confronto con tutti. Sugli aiuti a famiglie e imprese dei territori alluvionati arriveranno piccoli contributi e ai Comuni trasferimenti parziali e in molti casi insufficienti. Il tutto sarà coperto in gran parte da fondi nazionali che prevedono procedure a ostacoli con tempi stretti ed esclusioni di attività come bar, maneggi e campi da golf. La Giunta non era al corrente della presenza di queste attività nella nostra regione? Appaiono poi interventi che nulla hanno a che vedere con questa emergenza. Ancora una volta le persone e le imprese colpite e maggiormente in difficoltà non avranno risposte. La confusione e il pressapochismo della maggioranza sono poi lampanti rispetto alla legge sul reclutamento dei segretari comunali, approvata a novembre 2023, modificata nel giugno 2024 e rimodificata oggi. Tre leggi in anno e, come se non bastasse, arriva in Aula un emendamento della maggioranza.»
«Abbiamo apprezzato l’inserimento nel disegno di legge di un contributo straordinario per l’organizzazione delle gare di Coppa del mondo di sci nordico, anche se avremmo gradito essere coinvolti maggiormente nella discussione che invece è stata molto limitata – ha dichiarato il consigliere Claudio Restano (RV) -. Vediamo comunque favorevolmente il riconoscimento del contributo a Cogne e speriamo di arrivare presto a una rivisitazione complessiva della materia sportiva. Purtroppo, quando si parla di sostenere lo sport, la maggioranza si muove con interventi normativi a spot, realizzati spesso in urgenza. È necessario invece arrivare alla definizione di un Testo unico dello sport che disciplini, non solo la concessione di contributi, ma tutto il settore, consentendo finalmente alla Regione di muoversi in maniera organica, ordinata e coerente. Speriamo che si possa arrivare quanto prima a questa riforma dello sport che rappresenta un fattore centrale di rilancio turistico e promozionale del nostro territorio.»
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, nella replica, ha parlato di «un percorso chiaro ed equilibrato che vuole dare risposte che siano utili, possibili e condivise. È una variazione di bilancio che, per il 95%, mette a disposizione risorse finanziarie che corrispondono alle necessità conseguenti all’alluvione del 29 e 30 giugno. Un provvedimento che ratifica tutte le variazioni – per 21 milioni di euro, di cui 20,6 milioni saranno rimborsati dalla Protezione civile nazionale – che sono state attivate fin da subito per dare risposte alla popolazione attraverso gli interventi puntuali realizzati sul territorio dalle strutture regionali e dai comuni maggiormente colpiti. C’è poi l’attenzione per rifondere i danni materiali che hanno subìto famiglie e attività con l’incremento di 3,9 milioni di euro dei fondi a disposizione della legge 5/2001: una legge che risponde a chi non è incluso dai ristori nazionali del Ministero del turismo, con una procedura semplificata e che porterà ad un ristoro fino al 70%. Riguardo alla condivisione, riteniamo di aver correttamente informato le forze di opposizione e messo a disposizione le linee maestre di intervento per le attività che non hanno potuto lavorare a luglio causa alluvione: una scelta portata sul tavolo delle associazioni di categoria, dove si è reputato in maniera seria e trasparente di condividere un percorso per un rilancio delle attività dal punto di vista della liquidità. I ristori di alcune migliaia di euro non avrebbero cambiato la situazione delle attività: abbiamo quindi deciso di sostenere la possibilità di autofinanziarsi sia per ripartire con l’attività, sia per creare i presupposti per avere una liquidità funzionale all’acquisizione di scorte. Sulla Coppa del mondo di sci, abbiamo deciso di inserire in questa variazione di bilancio le risorse necessarie al fine di rendere immediatamente efficaci le necessità di programmazione e di intervento. Abbiamo poi aggiunto in questa variazione alcuni interventi, che pur non avendo a che fare con l’alluvione, erano necessari per dare risposta alle necessità più urgenti: il Convitto Chabod e la piscina di Pré-Saint-Didier. Riguardo infine ai segretari comunali, credo che il chiarimento che abbiamo inserito in questo disegno di legge ci permetta di chiudere un cerchio, dando maggiori garanzie interpretative. L’emendamento presentato oggi risponde alla richiesta del Cpel e va a indicare una riserva di posti nel concorso-corso per il reclutamento di segretari a chi ha maturato negli ultimi cinque anni almeno tre anni di servizio in qualità di segretario.»
Complemento regionale per lo sviluppo rurale del piano strategico della Pac 2023/27
Il Consiglio Valle ha approvato – con 19 voti a favore (UV, FP-PD, PlA, SA) e 15 astensioni (Lega VdA, RV, FI, PCP) – la versione aggiornata del Complemento regionale per lo sviluppo rurale del piano strategico della Pac 2023-2027 della Regione autonoma Valle d’Aosta.
L’atto amministrativo, presentato dalla Giunta il 30 ottobre, aggiorna il Complemento per lo sviluppo rurale approvato dal Consiglio Valle il 22 marzo 2023 ed è stato illustrato in Aula dall’assessore all’agricoltura.
«Questa proposta di aggiornamento deriva dalle interlocuzioni che abbiamo avuto con gli agricoltori e le associazioni di categoria dopo l’approvazione del Csr, dalle quali sono nate delle osservazioni – ha spiegato l’assessore all’agricoltura, Marco Carrel -. Oltre alle modifiche condivise con i portatori d’interesse e su cui ci siamo confrontati in terza Commissione consiliare durante la mia audizione, abbiamo innalzato i premi sul biologico di 10 euro sui prati e di 5 euro sui pascoli per comprendere all’interno anche le spese di certificazione. Inoltre c’è una modifica al piano finanziario con una riduzione dell’1% della quota Feasr stabilita in accordo con il Ministero e le altre Regioni quale contributo per la solidarietà all’Emilia-Romagna per gli eventi alluvionali del 2023.»
Il capogruppo di FP-PD, Paolo Cretier, ha definito il documento «il nuovo riferimento della politica agricola comune a sostegno dei settori agricoli e forestale per le aree rurali. Il riferimento fondante in Italia è il Piano strategico nazionale condiviso con tutte le Regioni e le risorse sono circa 92 milioni per 5 anni, con quote Stato, Regioni e Feasr. In esso sono contenute tutte le forme di sostegno e, in particolare, quelle legate alle zone svantaggiate, al pagamento compensativo per le zone agricole natura 2000 e il benessere animale, per noi molto importanti e necessarie. Con l’approvazione odierna si attua un reale sostegno al mondo agricolo, certo non di sempre semplice applicazione, ma che richiede uno sforzo temporale e applicativo che influenza la gestione delle aziende indicando nuove strade per la produzione e la gestione meno impattante, con scelte mirate al biologico in particolare con le produzioni foraggere. Di anno in anno bisogna saper cogliere i cambiamenti, e modellare costantemente la gestione imprenditoriale al clima e all’andamento del mercato, non solo locale.»
«Prendiamo atto delle modifiche a questo Complemento che è uno strumento molto importante per gli agricoltori – ha osservato il consigliere Dino Planaz (RV) -. Ci auguriamo che con questo documento si vada incontro a tutte le richieste del territorio: a suo tempo, ci eravamo astenuti – e ancora oggi lo facciamo – perché il Csv non tiene debitamente in conto le piccole realtà, che danno un contributo importantissimo al mantenimento del territorio, non solo sotto il profilo della sicurezza ma anche del turismo.»
Misure urgenti per contenere lo spopolamento dei piccoli Comuni di montagna
L’Assemblea ha respinto – con 26 voti di astensione (UV, FP-PD, PlA, SA, RV, PCP) e 9 a favore (Lega VdA, FI, i proponenti) – una proposta di legge in otto articoli che si proponeva di introdurre tre misure urgenti per contrastare lo spopolamento dei piccoli Comuni di montagna, quelli con popolazione inferiore a 800 abitanti e che hanno la sede del proprio municipio al di sopra dei 650 metri di altitudine: oggi i più colpiti dallo spopolamento. Le misure erano il Chèque valdôtain (un assegno di natalità per 12 mensilità e fino a un massimo di 5mila euro all’anno, valida per 3 anni), il Chèque montagnard (un incentivo per i nuovi residenti per un triennio pari a 5mila euro annui) e un’esenzione dall’addizionale regionale Irpef per i residenti nei piccoli comuni di montagna con reddito complessivo fino a 50mila euro.
Il Consigliere Erik Lavy (Lega VdA), nell’illustrare l’atto all’Aula, ha evidenziato: «Lo spopolamento tocca quasi tutta la Valle d’Aosta, ma se perdere 100 persone a Châtillon è grave, perderne 10 a Rhêmes-Notre-Dame lo è molto di più, perché ne va della vita sociale, economica, del volontariato, della politica (difficoltà nel trovare persone disponibili a candidarsi). E i comuni che non hanno più una massa critica sufficiente di popolazione per garantire una vita alla comunità, sono comuni destinati a morire. La nostra proposta di legge affronta uno degli aspetti che potrebbero invertire il fenomeno, attraverso contributi e defiscalizzazione: una proposta che non ha mai preteso di essere risolutiva del problema, ma che poteva rappresentare, insieme ad altre, uno dei pezzi del puzzle per permettere a chi vive in montagna di restarci e a chi vuole di ritornarci. Al centro della nostra proposta c’è anche l’aspetto culturale: una Valle d’Aosta urbana e urbanizzata è una regione in cui l’autonomia non ha più senso perché diventerebbe come tanti altri territori, senza specificità. Ecco perché avevamo anche pensato di introdurre, nell’ambito del “Chèque montagnard” l’obbligo di frequentare un corso di lingua e cultura francoprovenzale, titsch e töitschu nei comuni walser. Purtroppo, non abbiamo visto proposte alternative dalla maggioranza: questa poteva essere l’occasione di sperimentare delle misure, ma manca il coraggio di innovare. Non votare la nostra proposta è una pugnalata a chi abita in montagna.»
Il dibattito in Aula
Il consigliere di RV Claudio Restano ha espresso «dubbi sull’applicabilità della norma che hanno determinato il nostro voto di astensione in Commissione. Apprezziamo lo sforzo della Lega che, però, avrebbe potuto presentare un progetto di legge più ambizioso, prevedendo di coordinare il testo con tutti quelli già esistenti sulla valorizzazione del territorio montano. Il relatore ha posto al centro della proposta l’aspetto culturale, noi di Rassemblement Valdôtain crediamo siano altrettanto importanti, per esempio l’agricoltura, il commercio e i servizi. Poniamo dei dubbi sul criterio di definizione di” piccolo comune di montagna” basato esclusivamente sul numero di abitanti e sulla quota. Crediamo la norma debba coordinarsi con quelle già esistenti e soprattutto alla proposta di legge statale all’attenzione del Parlamento sull’istituzione di Zone franche Urbane e zone franche di montagna in Valle d’Aosta che prevedono forme di defiscalizzazione più ampie rispetto a quelle oggi in discussione. Stiamo lavorando su una serie di misure che potremmo proporre anche a breve.»
Per il consigliere Corrado Jordan (UV), «è necessario che il Consiglio lavori su queste misure per favorire il vivere in montagna, perché la crisi demografica, lo spopolamento, la chiusura di attività sono elementi che vedono coinvolti molti comuni. Situazioni che devono essere affrontate con una visione strategica di lunga durata e non con interventi a spot o limitati. Occorre un approccio complessivo che integri le politiche regionali con quelle statali. Troviamo interessante la proposta del collega Lavy, che presenta proposte operative, che però devono entrare in un processo virtuoso di azioni: i bonus sono utili, ma non sono azioni strutturali. È quindi necessario mettere a fattor comune tutte le iniziative che possono contribuire ad aiutarci a trovare la ricetta corretta. Solo così potremo avere un quadro completo delle opportunità che si possono mettere in campo e integrarsi con tutte le azioni già attuate per favorire i piccoli comuni, come la scuola, gli impianti di sci, la perequazione federalista, le politiche sociali. Sarebbe importante inserire sgravi fiscali ma anche incentivare gli spazi di coworking, gli interventi edilizi, il marketing territoriale, la collaborazione tra enti locali per condividere risorse e progetti comuni.»
«Pur apprezzando il serio sforzo di approfondimento fatto dai colleghi e condividendo molte valutazioni che sono state fatte, riteniamo che il documento avrebbe dovuto avere una impostazione diversa, maggiormente centrata sulle reali necessità delle famiglie – ha commentato la consigliere Chiara Minelli, annunciando l’astensione del gruppo PCP -. Ravvisiamo nell’impianto normativo alcuni elementi di debolezza che non possono essere sottovalutati come, ad esempio, l’individuazione dei Comuni inseriti nell’elenco dei beneficiari delle misure. La sintesi tra i parametri relativi al numero di abitanti (sotto le 800 unità) e la sede del municipio (al di sopra dei 650 metri), crea una categoria disomogenea tra le varie realtà che non possono essere trattate allo stesso modo. Gli aiuti concreti e il sistema dei servizi dovrebbero privilegiare l’implementazione degli stessi anziché l’erogazione dei contributi. Misure come lo Chèque valdôtain e lo Chèque montagnard e le condizioni stringenti previste per ottenerli (residenza per almeno 10 anni, apprendimento obbligatorio del patois) ci sembrano poco realizzabili dal punto di vista pratico. La riflessione deve essere più ampia e puntare su una gamma di servizi che devono essere garantiti a chi vive i territori di montagna.»
Il vicecapogruppo dell’UV, Albert Chatrian, ha osservato: «Guardando alle altre realtà montane, ci accorgiamo che il nostro sistema, grazie all’organizzazione, alla cultura di montagna e alle risorse messe in campo, ha “tenuto”. Tuttavia occorre fare una riflessione ulteriore perché la sfida più importante del vivere in montagna è quella della qualità della vita, ossia la garanzia di poter contare sull’offerta di servizi 365 giorni all’anno. Vivere in montagna è una scelta di vita importante: attrarre persone a vivere nelle terre alte non lo si può quindi fare solo attraverso bonus o incentivi economici. Vi sono spunti interessanti in questa proposta di legge e tante sono le misure già in atto proprio in virtù del nostro Statuto speciale e della nostra autonomia.»
«Questa proposta di legge si innesta nel solco del pieno spirito autonomistico e, come tutti i tentativi pionieristici, potrà anche avere alcuni elementi critici – ha affermato il consigliere Simone Perron (Lega VdA) -. Ma oltre alle questioni fiscali, sicuramente importanti, è necessario riconoscere la giusta centralità alla questione identitaria, spesso dimenticata o trattata in maniera generica e nebulosa. Ma chi sono i valdostani oggi? Il testo propone in maniera intelligente e innovativa la realizzazione di un sistema per favorire chi è in grado di integrarsi e creare una comunità, la cui coesione passa inevitabilmente attraverso la conoscenza e l’uso delle lingue locali. Ancora una volta, il nostro partito dimostra una vitalità nel presentare leggi nuove che sanno guardare oltre gli orizzonti utilizzati finora da chi ha governato la Valle d’Aosta negli ultimi anni.»
L’assessore alle politiche nazionali per la montagna, Luciano Caveri, ha replicato: «Non siamo all’anno zero perché grazie alla nostra autonomia il nostro territorio resta abitato. Pur considerandola interessante, questa proposta ha delle fragilità. I temi che dobbiamo affrontare sono il cambiamento climatico, la transizione energetica, la rivoluzione digitale, la crisi demografica che in Valle d’Aosta si lega al fenomeno dello spopolamento. A questi si aggiunge un’altra questione: i sovraccosti della montagna per garantire servizi essenziali, come la scuola. Oltre a considerare il contesto europeo, dovremo tener conto anche della legge sulla montagna approvata dal Senato: non si tratta di copiarla, ma di utilizzarla per valorizzare le specificità delle Regioni a Statuto speciale e per capire quali competenze saranno attribuite allo Stato. Solo dopo potremo riflettere sul nostro percorso interno. Il quadro è più complesso di quanto sembri: questa proposta può rappresentare l’inizio di un percorso, ma non la sua conclusione.»
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha precisato che «il tessuto normativo sull’argomento è molto ampio. Conosciamo le difficoltà dei territori di montagna e da sempre ci siamo occupati di rendere adeguata e fruibile la vita delle popolazioni intervenendo con tutti i supporti possibili anche attraverso una sempre maggiore strutturazione dei servizi. Ci siamo preoccupati della sicurezza della viabilità, dell’infrastrutturazione della fibra ottica che arriverà fino ai villaggi più alti della Valle, del sostegno agli esercizi di vicinato. Abbiamo voluto valorizzare una serie di attività storiche e tradizionali finalizzate a mantenere e a incentivare le opportunità di insediamento. In quest’ottica si inserisce, ad esempio, l’utilizzo delle risorse europee rivolte al mondo agricolo. Continuiamo a sviluppare iniziative anche attraverso gli investimenti sugli impianti di risalita, l’elisoccorso, le valorizzazioni di attività scialpinistiche legate al mondo della randonnée, che possono portare risorse giovani sul territorio. A questo dovranno affiancarsi indicazioni più strutturali che passano attraverso la legge nazionale sulla montagna che dovrà poi essere arricchita con provvedimenti specifici regionali in base alle nostre particolari caratteristiche, sia socioculturali che morfologiche, e poi quella sulla zona franca che ha come obiettivo il rilancio dell’attività nelle nostre zone marginali. Su questa norma, per agevolare nuove opportunità di crescita nei centri più in difficoltà, molto probabilmente, dovrà intervenire la Regione con le risorse proprie per le agevolazioni, soprattutto fiscali, che possano rilanciare nuovi insediamenti produttivi e servizi. Questi indirizzi fanno parte di un progetto generale che mira a potenziare il circolo virtuoso nei confronti delle terre alte che abbiamo già attivato da anni e sul quale continuiamo a porre la massima attenzione, sia a livello regionale che con le dovute interlocuzioni nazionali ed europee.»
Per il consigliere Christian Ganis (FI), «questa proposta rappresenta il tentativo di affrontare un tema pressante per la Valle d’Aosta che è quello dello spopolamento: un fenomeno che ha ripercussioni significative sull’economia locale, sulla cultura e sulla valorizzazione dei territori. Una proposta che mira a invertire questa tendenza attraverso una serie di misure concrete e mirate, con un’attenzione alle famiglie e al territorio. Seppur rappresenti un passo avanti, emergono alcune problematiche, tra le quali la sostenibilità economica: mettere in pratica queste misure richiede risorse economiche importanti, occorre quindi un approccio più strutturale con azioni politiche di sviluppo territoriale a lungo termine che tengano conto di tutti gli attori coinvolti al fine di raggiungere risultati concreti e duraturi. Partendo dal presupposto che questa proposta di legge poteva anche essere emendata al fine di migliorarla e di renderla più adatta alle esigenze della nostra comunità, noi come gruppo ne apprezziamo il lavoro e per questo motivo la voteremo.»
«Questa proposta di legge non può essere sostenuta – ha annunciato il capogruppo di FP-PD, Paolo Cretier -. Ci sono troppe difficoltà sotto l’aspetto finanziario e fiscale ma, soprattutto, ci sembra una forzatura irricevibile quella di imporre la frequenza a un corso di lingua locale entro i primi due anni di residenza. Inoltre ci interroghiamo sul fatto che gli aiuti economici possano incidere nelle scelte di vita delle famiglie. Crediamo invece che i valori su cui puntare siano altri, come ad esempio l’amore della montagna, della cultura, delle tradizioni che non sono monetizzabili.»
Interrogazioni a risposta immediata
Sponsorizzazioni e le erogazioni liberali da parte di Cva
L’attività di sponsorizzazione realizzata da Cva è stata oggetto di dibattito, con un’interrogazione a risposta immediata proposta dal gruppo Progetto Civico Progressista.
«Nel triennio 2021/23 Cva ha fatto un centinaio di sponsorizzazioni e di erogazioni liberali per una spesa di circa un milione di euro con contributi a vari soggetti, alcuni anche totalmente estranei alla Valle d’Aosta come le Pro loco in provincia di Avellino e Viterbo – ha evidenziato la consigliere Chiara Minelli -. Recentemente, poi, ha rivolto un invito a tutte le testate giornalistiche per una cena organizzata dalla società e aperta a tre persone per ogni redazione. Vorremmo quindi sapere in base a quali criteri la partecipata regionale procede alle sponsorizzazioni/erogazioni liberali e agli inviti a cena.»
«Cva segnala di essersi dotata da qualche anno di una specifica regolamentazione sulle sponsorizzazioni/liberalità e sul sito internet della società vengono riportate le modalità di presentazione, di erogazione, e soprattutto i criteri di valutazione che attengono a due macrovoci: il valore territoriale della proposta e il valore sociale e di impatto – ha informato il presidente della Regione, Renzo Testolin -. Sulla questione degli inviti a cena, la società evidenzia che si tratta di iniziative che rientrano in una tipica attività di relazione esterne di un grande gruppo industriale che si circostanza con interlocuzioni con gli stakeholders tra i quali rientrano i rappresentanti del mondo della comunicazione del territorio di riferimento.»
«I soldi non mancano ma trattandosi di un’azienda pubblica il denaro è di tutti e bisogna capire come viene utilizzato – ha replicato la consigliere Minelli -. Abbiamo visionato la pagina sul sito che è piuttosto generica e non chiarisce neanche chi fa parte del Comitato delle sponsorizzazioni e come agisce l’organo che decide l’erogazione dei contributi. Cva è un’azienda di grande importanza, creata per gestire un patrimonio di centrali idroelettriche acquistate dalla Regione. Un’azienda strategica che negli ultimi anni si è discostata dalla mission che aveva e anche dalla trasparenza che dovrebbe caratterizzare una società pubblica. Non condividiamo certi metodi e scelte ma è grave che la Giunta si rifiuti di affrontare una situazione che è ormai fuori controllo. Apprendiamo poi con sorpresa che gli organi di stampa siano degli stakeholders.»
Aree idonee
Con un’interrogazione a risposta immediata , il gruppo Rassemblement Valdôtain ha chiesto informazioni sulla sospensione in via cautelare da parte del Consiglio di Stato di un passaggio del decreto Aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili.
«Il Consiglio di Stato, con ordinanza del 14 novembre, ha sospeso la parte della norma che dà alle Regioni la facoltà di individuare le aree idonee o di non farlo, se non lo ritengono – ha commentato il capogruppo Stefano Aggravi -. Qual è ad oggi nella nostra regione lo stato di applicazione degli obiettivi previsti da questo decreto?»
L’assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy, ha ricordato che «a settembre la Giunta regionale, con delibera, ha istituito un sistema di governance regionale per l’individuazione delle aree e superfici idonee e non idonee all’installazione di impianti a fonti rinnovabili, in attuazione del Piano energetico regionale e del decreto del Ministero dell’ambiente che ha ripartito fra le regioni l’obiettivo nazionale al 2030 di una potenza aggiuntiva di 80 Gw e dato sei mesi per approvare le leggi regionali. La Giunta ha istituito una cabina di regia, con funzioni di coordinamento politico e indirizzo, e un tavolo tecnico che sta lavorando alla stesura di una prima bozza di atto normativo per l’individuazione delle potenziali aree e superfici idonee e non idonee, che discende dall’analisi dei vincoli esistenti sul territorio (paesaggistici, ambientali, territoriali). Il cronoprogramma prevedeva la consegna della bozza alla cabina di regia entro il 22 novembre, tuttavia, proprio in relazione ai contenuti dell’ordinanza del Consiglio di Stato del 14 novembre scorso, il tavolo ha manifestato la necessità di una proroga di tale termine, sapendo che la sentenza di merito del giudice di primo grado sarà a febbraio 2025. Le Regioni hanno richiesto al Ministero una proroga di 90 giorni al termine del 30 dicembre 2024 fissato per l’adozione da parte delle Regioni delle proprie leggi; la tematica è anche all’attenzione della Conferenza delle Regioni, attese le ricadute dell’ordinanza sulla potestà regionale in materia di aree idonee. Mi impegno ad aggiornare il Consiglio sulla prosecuzione delle varie attività.»
«La tempistica originaria per l’adozione della legge regionale era incombente – ha replicato il capogruppo Aggravi –: ci auguriamo che la deroga passi. Più guardiamo questo decreto, più abbiamo dei dubbi sulla modalità di definizione degli obiettivi di potenza. La montagna da scalare è molto alta.»
Rsa di Variney
Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha illustrato un’interrogazione a risposta immediata su un fatto avvenuto nella residenza sanitaria di Variney.
«Il 15 novembre scorso si è verificato un evento gravissimo ai danni di un utente della struttura – ha riferito il capogruppo Andrea Manfrin -. La famiglia riferisce infatti che l’utente sarebbe stato rasato a zero senza alcuna motivazione apparente se non per un atto di goliardia motivato dalla volontà di preparare questa persona a un ipotetico matrimonio con un’altra utente della struttura. Ricordiamo che il taglio di capelli forzato rientra nella fattispecie del reato di violenza privata. Chiediamo di sapere se queste informazioni siano state appurate e quali le misure adottate per evitare il verificarsi di simili azioni.»
«L’Azienda Usl, nell’ambito del monitoraggio di propria spettanza sull’attività della struttura di Variney, ha prontamente verificato la segnalazione e ha informato che l’accaduto risale al 14 novembre scorso – ha risposto l’assessore alla sanità, Carlo Marzi -. L’evento si riferisce alle azioni messe in campo dal personale di struttura a seguito della necessità emersa di procedere a una specifica esigenza di cura di un ospite: dopo il lavaggio del capo risultavano infatti presenti squame e crosticine che impedivano l’applicazione efficace dell’olio idratante. Un infermiere riteneva quindi di procedere al taglio dei capelli per favorire l’applicazione dell’olio idratante sulla cute. Il giorno successivo alla richiesta di chiarimenti da parte dei famigliari venivano fornite le spiegazioni del caso: la famiglia ha dichiarato di avere compreso e accettato i chiarimenti. L’episodio si configura pertanto come un agito nell’ambito di una valutazione dello stato di salute. Troviamo invece inusuale l’utilizzo degli strumenti consiliari per arrivare a un simile dettaglio ispettivo. Perché questo livello ispettivo potrebbe quasi far pensare che spetti al consigliere questo livello gestionale. Ma siccome non è così, forse, la sola motivazione che resterebbe è quella di crearsi momenti di visibilità politica. Esistono, infatti, strumenti e possibilità dirette di contatto con le strutture per i cittadini più adeguate ed efficaci alle loro esigenze di questa Aula.»
«Non ci risulta che la famiglia abbia accettato la spiegazione ricevuta – ha ribattuto il capogruppo Manfrin -. Gli autori dell’azione hanno telefonato ai familiari dell’utente per scusarsi e successivamente si sono tenuti vari incontri per chiarire l’accaduto che non hanno spiegato alcunché né placato le contestazioni. Siamo di fronte a un fatto di estrema gravità: limitarsi a riportare le affermazioni dell’Ausl senza nessuna attività di approfondimento da parte dell’assessore appare come uno scarico di responsabilità. Dal canto nostro, invece, andremo a fondo di questa situazione che ha dell’inverosimile.»
Con il quarto question time, il gruppo Forza Italia si è occupato dei beneficiari dei sostegni previsti dal decreto del Ministro del turismo in seguito agli eventi alluvionali del giugno scorso.
Interrogazioni
Polo per l’infanzia Grand-Combin
Il progetto Polo per l’infanzia Grand Combin è stato nuovamente oggetto di dibattito d’Aula con un’interrogazione presentata dal gruppo Rassemblement Valdôtain.
Il consigliere Claudio Restano ha voluto conoscere quanti bimbi appartenenti alla fascia d’età zero/un anno, uno/due anni e due/tre anni partecipano al progetto nel polo di Roisan e quanti in quello di Doues; quale l’attività svolta fino ad oggi e quali le prime valutazioni.
L’assessore al sistema educativo, Jean-Pierre Guichardaz, ha riferito che «a Roisan ci sono sette bambini (sei nella fascia uno-due anni e uno in quella due-tre) e a Doues sono quattro (due nella fascia zero-uno; uno in quella uno-due; uno nella due-tre). Nell’istituzione scolastica Grand Combin, a settembre, sono stati istituiti: il “gruppo allargato 0-6” di cui fanno parte le insegnanti delle scuole dell’infanzia di questa istituzione e il “gruppo ristretto 0-6” che comprende solo le docenti dei plessi di Doues e Roisan. Le insegnanti hanno chiesto e ottenuto un incontro (che si è tenuto il mese scorso) con la Presidente della cooperativa La libellula per avere maggiori informazioni sul progetto. Il gruppo allargato si è già riunito quattro volte e sono previsti altri due incontri nel mese di marzo prossimo. Sono state nominate due docenti in qualità di referenti con il compito di aggiornarsi sulla normativa regionale e nazionale sul Sistema integrato 0-6; raccogliere le osservazioni e le istanze dei colleghi; aggiornare la parte di Piano triennale dell’offerta formativa (Ptof) relativa alla continuità con i nidi e al Sistema integrato 0-6 (in collaborazione con la dirigente scolastica); informare la dirigente scolastica rispetto alle criticità nell’applicazione del progetto.»
Sui contenuti del progetto l’assessore ha spiegato che «le scuole dell’infanzia di Etroubles, Gignod, Signayes, Oyace, Valpelline organizzeranno, a partire dal prossimo mese di gennaio, due incontri nei quali i bambini della scuola dell’infanzia si recheranno all’asilo nido di Variney per la “giornata sulla neve” e per la “lettura animata”. Successivamente, i bambini di 2 anni e mezzo dell’asilo nido visiteranno la scuola dell’infanzia per la “giornata di attività creativa o musicale”. Oltre a queste giornate che accomunano tutte le scuole dell’infanzia dell’intera Istituzione, nei comuni di Doues e Roisan, i bambini della scuola dell’infanzia e dell’asilo nido, potranno condividere alcune altre attività, come sperimentare momenti di incontro per socializzare; partecipare ad attività comuni per condividere la routine; condividere momenti relativi alle varie festività ed eventi; partecipare a uscite sul territorio per recarsi nella biblioteca del paese o in passeggiata. Le insegnanti sottolineano l’importanza di mantenere l’identità della scuola dell’infanzia nel rispetto delle reciproche specificità (nido-infanzia), ricordando che è già presente da molti anni una continuità nido-infanzia tra i bimbi dell’ultimo anno del nido (2 anni e mezzo) e i bambini della scuola dell’infanzia di 3 anni e che questo progetto ponte è sempre stato funzionale. Trattandosi di un progetto sperimentale è prevista la verifica in itinere per raccogliere osservazioni e monitorare di volta in volta gli incontri al fine di poter concludere il progetto con un’analisi di tipo qualitativo. Le prime valutazioni evidenziano una collaborazione avviata in maniera sistematica e condivisa. Per quanto può essere rilevato, dal punto di vista pedagogico-didattico, è necessario attendere ancora qualche mese.»
Il consigliere Restano ha ringraziato per le informazioni ricevute riservandosi future ulteriori valutazioni.
Pagamento della Politica agricola comune
Con un’interrogazione, il gruppo Rassemblement Valdôtain ha chiesto chiarimenti sulle erogazioni dei pagamenti previsti nell’ambito della Politica agricola comune.
«Quest’anno l’acconto sarà più importante perché Agea ha previsto maggiorazioni sugli aiuti diretti che passeranno dal 50 al 70% e i premi per lo sviluppo rurale saliranno dal 75 all’85% – ha detto il consigliere Dino Planaz -. Risulta che la finestra di erogazione di questi anticipi sia stata aperta il 16 ottobre scorso e si protrarrà fino al 30 novembre. Chiediamo di conoscere: quante aziende agricole valdostane hanno ricevuto i pagamenti; perché ci sono aziende agricole che non li hanno ancora percepiti nonché le motivazioni tecniche che hanno causato i ritardi.»
L’assessore all’agricoltura, Marco Carrel, ha ricordato che «l’iter di erogazione fa riferimento a due programmazioni distinte, il Piano di sviluppo rurale 2014/22 e il Complemento di sviluppo rurale 2022/27: per entrambe, a partire dal 16 ottobre di quest’anno, gli Stati membri possono versare anticipi fino al 75% per i pagamenti diretti e fino all’85% per gli interventi di sviluppo rurale basati sulle superfici e sugli animali. Gli interventi che interessano maggiormente gli agricoltori valdostani sono: pagamento di base, sostegno ridistributivo, pagamento giovani agricoltori ed eco-schema 1. In merito ai pagamenti diretti, Agea ha effettuato 1.178 liquidazioni per un totale di 2,2 milioni di euro, mentre per gli interventi di sviluppo rurale, nessuna azienda ha, ad oggi, ottenuto il pagamento di anticipi. Inoltre, nell’ambito dello sviluppo rurale 23/27, su richiesta della Regione Agea ha predisposto la creazione dell’elenco di pagamento automatizzato dell’anticipo per l’intervento “Benessere animale”, che interessa 598 beneficiari e un importo erogabile di 1 milione 166mila euro.»
L’assessore ha poi evidenziato che «gli anticipi sono normalmente erogati da Agea entro il termine del 30 novembre di ogni anno: attualmente non si ravvisano problematiche tecniche tali da impedire l’erogazione degli anticipi entro questa data e non si può parlare di un vero e proprio ritardo nella liquidazione di queste misure. Per quanto attiene agli interventi “Agroambiente” e “Agricoltura biologica” del Csr 23/27, attivati per la prima volta in Valle d’Aosta nel 2024, sono stati argomento dell’ultimo incontro tecnico tra Agea e le Regioni avvenuto il 15 novembre, durante il quale è emerso che l’implementazione dei nuovi algoritmi potrebbe richiedere una tempistica più lunga rispetto ad un’annualità ordinaria. La fornitura regionale definitiva, da parte di Area VdA, dei dati necessari all’erogazione di questi anticipi è avvenuta lunedì 18 novembre. Agea ha rassicurato le Regioni sul fatto che all’intervento “Agricoltura biologica”, di particolare interesse per la nostra Regione, sarà data priorità di sviluppo.»
«A seguito dell’elencazione degli aiuti, sorge un dubbio – ha replicato il consigliere Planaz -: l’assessore non ha parlato dell’eco-schema riguardante il pascolamento degli animali, che in Valle d’Aosta riveste molta importanza sia dal punto di vista economico che per il benessere animale. Fa piacere che gli aiuti proseguano con la nuova programmazione e ci auguriamo che gli anticipi siano erogati nei tempi previsti in modo da dare un po’ di sostegno alle aziende in un periodo in cui ci sono degli impegni economici e per far fronte all’organizzazione della stagione invernale e di quelle successive.»
Convenzioni con privati per interventi chirurgici
Il gruppo Progetto Civico Progressista ha chiesto chiarimenti sulle convenzioni per interventi chirurgici stipulate dall’Ausl con società private.
La capogruppo Erika Guichardaz ha evidenziato che «al 31 dicembre 2023 risultavano in lista di attesa per un intervento chirurgico ordinario 6.383 pazienti, di cui 1.975 per la chirurgia generale. Interroghiamo il Governo per conoscere: il numero di interventi effettuati nel 2024 dalle strutture sanitarie ospedaliere private in convenzione suddiviso per tipologia di intervento; i costi in convenzione riferiti ai diversi interventi; quanti sono attualmente i pazienti ancora in lista di attesa rispetto agli interventi chirurgici e in lista per la chirurgia generale; quali sono gli accordi previsti in convenzione rispetto ai pazienti eleggibili, in particolare quale sia la procedura di presa in carico e i costi richiesti ai pazienti.»
«Sul territorio regionale, oltre al Parini, è presente una sola altra struttura ospedaliera, l’Isav, nota come la clinica di Saint-Pierre: un ospedale privato accreditato che sinora ha intrattenuto collaborazioni con l’Ausl sostanzialmente incentrate esclusivamente nell’ambito della chirurgia ortopedica e delle prestazioni di riabilitazione ortopedica e neurologica – ha riferito l’assessore alla sanità, Carlo Marzi – Più di recente, abbiamo incentivato le collaborazioni anche nell’ambito della lungodegenza, non solamente ortopedica e in day surgery, gli interventi chirurgici semplici che si risolvono in giornata o con un pernottamento al massimo. Questa nuova collaborazione è di fondamentale importanza poiché consente all’Ausl di disporre di 20 posti letto da utilizzare per poter dimettere dal Parini e dal Beauregard in tempi più celeri, concorrendo allo smaltimento dei flussi dei pazienti in attesa di ricovero dal pronto soccorso. Per potenziare l’attività di smaltimento delle liste d’attesa, alla fine del 2023 abbiamo quindi adottato una specifica norma regionale, che ha dato la possibilità a Isav di svolgere interventi di chirurgia generale anche in regime di ricovero ordinario. Solo a partire dal 2024 sono stati eseguiti ben 358 interventi di chirurgia ortopedica (in regime di ricovero e di chirurgia ambulatoriale), tra gennaio e luglio, e 177 interventi di chirurgia generale, di cui 149 in day surgery da gennaio a ottobre, e 28 in regime ordinario, questi ultimi a partire dal mese di settembre in cui questi sono stati attivati, sino allo scorso ottobre. Per quanto riguarda la chirurgia ortopedica, da gennaio a luglio sono stati effettuati interventi per un costo complessivo di circa 1 milione e 813 mila euro, mentre per la chirurgia generale in day surgery (gennaio – ottobre) la spesa ammonta a 176mila euro. I pazienti in lista d’attesa per un ricovero programmato (di tutte le classi di priorità) al 14 novembre scorso erano complessivamente 5.388, di cui 1.466 in lista per la chirurgia generale. Possiamo sostenere, confrontando questi numeri con quelli di fine 2023 (che vedevano 6.383 in lista per intervento chirurgico ordinario e 1.975 per intervento di chirurgia generale) che le attività in corso stanno producendo la propria efficacia. Infatti, in 12 mesi, vi sono mille pazienti in attesa in meno, di cui 400 solo di chirurgia generale. Le convenzioni attive tra Ausl e Isav rientrano in due diverse casistiche con differenti procedure di presa in carico dei pazienti. Per quelle storiche nell’ambito ortopedico, che prevedono interventi svolti a carico del Servizio sanitario regionale su pazienti inseriti nelle liste di attesa di Isav, gli utenti contattano direttamente la clinica e l’accesso è consentito su presentazione di impegnativa. Non vi sono costi richiesti per lo svolgimento degli interventi chirurgici, ad eccezione dell’eventuale ticket.»
«La realtà rappresentata dal pensionato valdostano intervistato per la trasmissione “L’aria che tira” su La7 è ben diversa e molto lontana da quella illustrata dall’assessore – ha commentato la capogruppo Guichardaz -. L’intervistato, in attesa di essere operato da oltre un anno, non ha avuto nessuna certezza dell’iter da seguire: ha ricevuto una serie di indicazioni che si discostano dalle modalità previste dalle procedure concordate tra Ausl e Isav. Perché le persone non vengono opportunamente informate del percorso da seguire, specificando i tempi di priorità? E soprattutto, come è possibile che se un privato in lista d’attesa nel pubblico e rientrante nella tipologia dei pazienti eleggibili della convenzione, contatta direttamente la clinica si attivi una sorta di contrattazione tra il cittadino e la struttura convenzionata? Evidentemente c’è una mancanza di comunicazione che deve essere colmata per evitare situazioni come quelle passate in televisione. Ci sono tante persone che continuano a segnalarci criticità di questo tipo senza avere certezza di come poter accedere ai servizi sanitari. Infine, mi sarei aspettata una presa di posizione dell’Assessore sull’intervista mandata in onda perché la sanità valdostana non sta certo facendo una bella figura e parliamo di una trasmissione nazionale.»
Le interrogazioni di Forza Italia erano su: informazioni sull’eventuale segnalazione di Legambiente di un eccesso venatorio nel prelievo della specie della volpe; attivazione dello screening del tumore alla prostata nella popolazione in età di maggior rischio; motivazioni della mancata attivazione di un’auto medica presso il poliambulatorio di Verrès.
Le interrogazioni di Lega Vallée d’Aoste erano su: informazioni sull’avvio di alcuni corsi trasversali e specialistici da parte dell’Università della Valle d’Aosta; azioni per il contrasto del disagio giovanile e dell’assunzione di sostanze che alterano la percezione della realtà; estensione del limite di sosta massima giornaliera presso il parcheggio Parini per i dipendenti dell’Ausl.
Le altre interrogazioni di Progetto Civico Progressista erano su: ricollocazione presso l’Ausl o gli enti del comparto unico del personale Oss con capacità lavorative ridotte; interventi per l’innevamento programmato e per lo snowpark nel comprensorio sciistico Weissmatten; costituzione della Consulta per la mobilità ciclistica e avvio della sua attività.
Le altre interrogazioni di Rassemblement Valdôtain erano su: estensione della convenzione per la riduzione del pedaggio autostradale ai veicoli di classe B; risposta alla lettera del presidente di Cva del 31 maggio 2024; sistema integrato di educazione e istruzione zero-sei anni; visites organisées du chantier ouvert de l’Arc d’Auguste; informations sur les antennes 5G; riapertura della viabilità della strada regionale n. 8 di La Magdeleine nel comune di Antey-Saint-André; stato dell’arte degli interventi di messa in sicurezza della zona colpita dagli eventi alluvionali di Breuil-Cervinia; lavori di realizzazione del corpo G3 di ampliamento delle centrali tecnologiche dell’ospedale Parini; informazioni su un contributo per la realizzazione della Maison de la Montagne.
Interpellanze
Chiusura sportelli bancari e bancomat
Con un’interpellanza illustrata dal gruppo Lega Vallée d’Aoste, l’Aula ha affrontato la questione della chiusura degli sportelli bancari e dei bancomat che sta interessando il territorio regionale.
«Recentemente sono stati chiusi gli sportelli bancari a Etroubles, Antey-Saint-André e, nel breve, lo stesso accadrà anche a Morgex – ha evidenziato il vicecapogruppo Erik Lavy -. Secondo l’Osservatorio sulla desertificazione bancaria di First Cisl: 40mila valdostani risiedono in comuni che non hanno nessuna banca; oltre un terzo dei valdostani è stato privato dell’accesso agli sportelli bancari dal 2015 a oggi; 18mila 500 persone risiedono in comuni che hanno un solo sportello bancario; il 68% dei Comuni valdostani non ha sportelli bancari sul proprio territorio. Vorremmo quindi conoscere l’attuale numero di sportelli bancari e bancomat sul territorio; quanti sportelli bancari e bancomat sono stati chiusi negli ultimi tre anni e in quali comuni; se vi è l’intenzione, insieme ai Sindaci e alle associazioni dei consumatori, di avviare un tavolo di confronto con i responsabili degli istituti di credito per evitare queste chiusure.»
«Dalla relazione annuale 2024 sull’economia regionale di Banca d’Italia – ha risposto il presidente della Regione, Renzo Testolin – si ricava che nel 2013 erano presenti in Valle d’Aosta con propri sportelli 15 banche, nel 2022 14 e nel 2023 13 banche. Per quanto riguarda invece gli sportelli bancari, i numeri sono i seguenti: nel 2013 erano 99, nel 2022 sono scesi a 68 e nel 2023 a 67. Gli sportelli bancari attualmente presenti in Valle d’Aosta, come da informazioni fornite dalla filiale di Aosta della Banca d’Italia, sono 65 (con tre chiusure ad Aosta, Issogne e Etroubles dal 2021), i bancomat sono 137, numero uguale a quello del 2021. La diminuzione del numero di sportelli è peraltro leggermente migliore, ma in linea con il dato italiano complessivo che vede gli sportelli bancari diminuire da 31.761 nel 2013 a 20.161 nel 2023. I comuni serviti da banche erano in Valle d’Aosta 34 nel 2013 e 24 nel 2023, dato inficiato dai piccoli numeri della nostra realtà. Di segno opposto, invece, i servizi di home banking alle famiglie su 100 abitanti in Valle d’Aosta – che passano da 45,2 nel 2013 a 78,3 nel 2023 e i bonifici on line hanno raggiunto 89 per cento del totale (erano il 54 per cento nel 2013) – e il dato sugli sportelli Bancoposta che passano da 57 nel 2013 a 66 nel 2023. Complessivamente, quindi, sono nove i comuni valdostani senza alcun servizio bancario.
L’interlocuzione in merito alla presenza di sportelli sul territorio sconta politiche aziendali di ampio raggio sulle quali i termini di confronto da parte delle Amministrazioni sono limitati, se non inesistenti. La forte implementazione delle apparecchiature per i pagamenti elettronici che ormai interessano la quasi totalità delle realtà economiche/turistiche/commerciali hanno abbattuto, nel tempo, la funzione di intermediatore delle banche, così come le funzioni sempre più specialistiche delle stesse che dedicano personale specializzato alle varie categorie di clienti. Clienti che, in gran parte dei casi sono raggiunti presso le loro attività o residenze o seguiti su appuntamento in maniera flessibile, abbattendo anche in tal caso la necessità di una sede territoriale diffusa. L’attività della Regione punta anche a creare metodi di pagamento e procedure che agevolino i servizi a distanza con l’utilizzo di apposite applicazioni e modalità operative attuabili da mobile banking che possano neutralizzare il calo di servizi territoriali classici. Quello che possiamo fare e che facciamo da sempre in Valle d’Aosta è mettere in atto tutte le azioni necessarie per mantenere vivo e abitato tutto il territorio e di conseguenza “interessanti” per gli operatori e i fornitori di servizi, come quelli bancari.»
Il vicecapogruppo Lavy si è detto «basito. Avere degli sportelli bancari significa avere un servizio sul territorio ma per il Presidente Testolin la riduzione degli sportelli è frutto dell’evoluzione tecnologica e va bene così. Il confronto con gli istituti bancari è oggi inesistente: noi chiedevamo se si poteva istituire un tavolo per affrontare la desertificazione bancaria ma anche questo non interessa, tanto la tecnologia va avanti e non importa se gli abitanti di Gressoney o di Brusson non hanno questo servizio. Questa maggioranza è in totale contraddizione: ieri avete detto che bisogna mantenere i servizi sul territorio per evitare lo spopolamento, oggi invece, con questa risposta, dite il contrario.»
Riordino delle concessioni autostradali
Il riordino delle concessioni autostradali è stato al centro di un’interpellanza presentata dal gruppo Rassemblement Valdôtain.
Il capogruppo Stefano Aggravi ha riferito che «in Parlamento è iniziata la discussione sulla “legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023” che contiene una serie di disposizioni sul riordino delle concessioni autostradali tra cui: la durata di 15 anni; l’obbligatorietà delle gare per i contratti di concessione e l’impedimento del rinnovo automatico; la disciplina dell’affidamento in house; l’obbligo di esternalizzazione; la limitazione dell’affidamento delle concessioni sotto il profilo oggettivo, individuando come ambito ottimale di gestione un’estensione chilometrica compresa tra 180 e 315 chilometri. Il Governo regionale ha già esaminato e con quali esiti questi contenuti? Chiediamo anche di sapere se siano state avviate delle interlocuzioni con le società partecipate (Sav e Rav) e con le concessionarie dei due trafori valdostani e con quali conclusioni; se i contenuti del Piano regionale dei trasporti tengono già conto delle evoluzioni che si prospettano per il settore autostradale; quali azioni intende porre in essere il Governo regionale per scongiurare il generarsi di potenziali esternalità negative e cogliere eventuali opportunità a fronte di queste evoluzioni normative.»
«Il documento dovrebbe essere approvato entro il 31 dicembre e al momento non abbiamo ancora attivato un confronto con le concessionarie delle infrastrutture valdostane anche perché le situazioni sono differenziate – ha premesso il presidente della Regione, Renzo Testolin -. Solo per il tunnel del Gran San Bernardo la Regione è socio di maggioranza nella società concessionaria; Sav e Rav sono società che fanno parte di grandi gruppi e, nel caso del Traforo del Monte Bianco, come in quello del Gran San Bernardo, gestiscono anche delle infrastrutture regolate da accordi internazionali con la Francia e la Svizzera. Sappiamo che il disegno di legge “Concorrenza” ha comportato nuove interlocuzioni tra il Ministero e le concessionarie per la conclusione dell’iter di approvazione dei Piani economici e finanziari, alcuni dei quali sono scaduti ormai da diversi anni. Stiamo seguendo con attenzione l’iter del disegno di legge e quando si avrà certezza delle norme che saranno approvate si potrà avviare una valutazione degli impatti e delle ricadute sul contesto regionale, in termini di criticità e di opportunità.»
Sul Piano regionale dei trasporti, il presidente ha spiegato che «la proposta è stata approvata dalla Giunta il 15 luglio scorso, prima dell’avvio del percorso parlamentare del disegno di legge, iniziato il 26 settembre, per cui non si poteva tenere conto dei contenuti. Il Piano, per altro, ipotizza una serie di interventi infrastrutturali per migliorare la fruibilità dell’infrastruttura autostradale, affinché questa possa svolgere appieno anche un ruolo a servizio della comunità valdostana: miglioramento degli accessi a Entrèves, Courmayeur, Morgex; varianti sulle strade regionali delle vallate di Gressoney, Ayas e Valtournenche; nuovo casello Aosta centro. Inoltre il Prt auspica una diversa politica tariffaria, in modo da dirottare parte del traffico che oggi rende difficoltoso il transito sulla Statale n. 26, verso l’autostrada. Dalle simulazioni effettuate con il programma di modellizzazione della rete stradale valdostana, emerge come ciò potrebbe essere possibile, senza penalizzare in modo insostenibile il cash flow delle società concessionarie delle due tratte. Ovviamente ciò può essere ottenuto, con le concessioni attuali, attraverso un accordo con i concessionari, oppure, con le concessioni future, intervenendo a priori in fase di loro predisposizione.»
«Oggettivamente, anche rispetto al modello normativo e tariffario definito dall’Autorità di regolazione dei Trasporti (Art) resta qualche dubbio sulla possibilità di applicare dei pedaggi in forma chilometrica così come ipotizzato all’interno del Piano regionale dei trasporti – ha osservato il capogruppo Aggravi -. Su questo aspetto speriamo di poter integrare o inserire valutazioni aggiuntive al Prt anche nell’ambito della procedura di presentazione delle osservazioni. Perché, se dal punto di vista della gestione economica, la tariffa chilometrica sembra poter funzionare, dal lato autorizzatorio è vero invece il contrario. Per questo sarebbe importante avviare già ora interlocuzioni utili con i soggetti interessati in vista delle prossime gare, anche con quelli in cui non abbiamo una partecipazione di controllo. L’evoluzione della normativa è un rebus che dovremo cercare di risolvere per entrare in partita, perché altrimenti rischiamo di farci passare sopra la testa con il rischio che le ricadute sui nostri territori siano tutt’altro che positive. Sappiamo che il Ministero non è un soggetto con cui è facile rapportarsi, però è necessario e bisogna prendersi per tempo.»
Cva smart energy
Il gruppo Forza Italia ha illustrato un’interpellanza riguardante le iniziative di Cva Smart Energy per sostenere l’efficientamento energetico delle strutture ricettive valdostane.
«In risposta ad una nostra interpellanza – ha ricordato il capogruppo Pierluigi Marquis -, il presidente Testolin aveva richiamato un incontro tra Cva Smart Energy e la Chambre per promuovere un’iniziativa volta ad effettuare in maniera gratuita degli studi di prefattibilità in vista di potenziali interventi nell’ambito dell’efficientamento energetico delle aziende valdostane. Vorremmo quindi conoscere quanti studi di prefattibilità gratuiti sono stati eseguiti, per quali categorie di immobili e se, per la loro realizzazione, sono stati coinvolti i liberi professionisti locali; quanti sono i contratti stipulati a seguito di questi studi, per quale ammontare complessivo e se sono stati affidati lavori di efficientamento alle imprese locali. Inoltre, chiediamo quali sono le offerte d’intervento sviluppate nei vari ambiti, a seguito delle interlocuzioni con il tessuto produttivo valdostano, e gli intendimenti del Governo.»
«La società Cva comunica che, ad oggi, sono state presentate 79 richieste di studi di prefattibilità per l’efficientamento energetico delle strutture alberghiere e, attualmente, sono in corso i sopralluoghi tecnici – ha risposto il presidente della Regione, Renzo Testolin -. Il know-how specifico richiesto è quello tipico delle Esco, Energy Service Company, quindi si è optato di utilizzare risorse interne al Gruppo Cva e, pertanto, si è deciso di non rivolgersi a liberi professionisti locali. Non è ancora stato stipulato alcun contratto in esito alle attività di sopralluogo e di studio di prefattibilità. Riguardo ai lavori di efficientamento, durante un incontro specifico presso la Chambre valdôtaine, tenutosi l’8 febbraio 2024, è stato sollecitato il coinvolgimento di imprese locali, dando loro la possibilità di candidarsi sui portali del Gruppo Cva. Durante gli incontri avuti con la Chambre valdôtaine e l’Adava, è stato discusso il programma Green energy hospitality. Tale programma prevede varie possibilità di intervento per le strutture alberghiere, che vanno dal rifacimento della copertura e isolamento all’installazione di impianti fotovoltaici, di colonnine di ricarica, alla sostituzione degli impianti di climatizzazione estiva, di ventilazione, riscaldamento e produzione di acqua calda alla sostituzione di serramenti esterni. Le strutture regionali competenti seguiranno per quanto di interesse e competenza lo sviluppo dell’iniziativa proposta.»
Il capogruppo Marquis ha replicato: «Di fatto, l’iniziativa è ancora allo stato embrionale, ma ci pare di aver capito che per ora coinvolge solo le strutture ricettive. Noi riteniamo che debba essere la politica a decidere su quale tipo di strutture intervenire perché è giusto che tutte le attività produttive possano beneficiare di questi programmi, perché tutte contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivo “fossil fuel free” che la Regione si è prefissata. Siamo preoccupati perché non c’è stato alcun coinvolgimento dei professionisti locali per svolgere queste attività, così come non vorremmo che il coinvolgimento delle imprese locali passasse attraverso dei contratti di solo subappalto. Lo sviluppo dell’artigianato e del comparto delle costruzioni passa attraverso il coinvolgimento diretto delle imprese e non attraverso delle iniziative di subappalto. Non possiamo permetterci di soffocare la crescita del settore produttivo locale, che è già in sofferenza: la pubblica amministrazione e le sue articolazioni dovrebbero fare da facilitatori dell’impresa e non occupare tutti gli spazi del tessuto economico, altrimenti in prospettiva si determineranno delle difficili condizioni di permanenza degli operatori sul mercato.»
Regional explorer
Con un’interpellanza presentata dal gruppo Lega Vallée d’Aoste si è parlato dell’applicativo Regional Explorer – Rex, che permette il monitoraggio del territorio sfruttando il patrimonio informativo proveniente dal Registro delle imprese.
«Nella relazione dell’Osservatorio regionale antimafia si suggerisce di dotare la Chambre Valdôtaine di questo applicativo quale strumento utile per conoscere meglio le dinamiche interne alla vita delle imprese, al fine di precludere alle organizzazioni criminali spazi di azione nel contesto produttivo locale – ha affermato la consigliere Raffaella Foudraz -. Chiediamo quindi di sapere se l’Assessore abbia intenzione di andare nella direzione suggerita e con quale tempistica.»
L’assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy, ha valutato positivamente l’iniziativa rimarcando l’importanza «di qualsiasi investimento per migliorare le azioni di contrasto alla criminalità che portano anche delle ricadute positive sulla competitività dei territori. Attualmente le forze dell’ordine dispongono già di accesso ai dati del Registro delle imprese attraverso la piattaforma Telemaco fornito dalla Chambre Valdôtaine. Una piattaforma che comprende funzionalità avanzate che permettono un’analisi dettagliata delle informazioni aziendali, fornendo strumenti utili per il monitoraggio e la prevenzione di fenomeni illeciti. L’evoluzione dei sistemi consente, tuttavia, una maggiore performance a fronte di nuovi investimenti che, in questo caso, seppure importanti, sono utili e necessari. In questi anni abbiamo garantito una crescita dei finanziamenti alla Chambre e, anche quest’anno, abbiamo proposto un aumento del contributo di 200mila euro che saranno utili a sostenere gli investimenti diretti a favorire la legalità e la trasparenza dell’attività di impresa nel territorio. A questo riguardo, collega Foudraz, cogliamo con favore la sua proposta che, sono sicuro sarà da stimolo per raggiungere questo importante obiettivo.»
La consigliere Foudraz si è detta «soddisfatta della risposta e convinta dell’importanza di questo applicativo che consente di incrociare le banche dati delle Camere di commercio, arrivando al Registro delle imprese dell’Unione europea. La quantità di dati e informazioni messi a disposizione anche delle forze dell’ordine ha delle ricadute pratiche non indifferenti nella lotta e nel contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata.»
Ciclovia Baltea
Con un’interpellanza, il gruppo Rassemblement Valdôtain ha portato all’attenzione dell’Aula la questione della Ciclovia Baltea di fondovalle, il cui percorso previsto va da Courmayeur a Pont-Saint-Martin.
«A novembre dell’anno scorso il Consiglio regionale, nell’ambito della discussione del Defr, ha approvato un ordine del giorno affinché il completamento del tracciato fosse una delle priorità del Governo regionale e impegnava l’Assessore a relazionare in Commissione, entro 6 mesi, in merito ai tratti non ancora definiti in modo da avere un quadro preciso della situazione generale – ha ricordato il vicecapogruppo Dennis Brunod -. Quando abbiamo depositato questa interpellanza, volevamo sapere se l’Assessore fosse intenzionato a venire in terza Commissione per illustrare ed effettuare i dovuti approfondimenti relativi ai tratti ad oggi non ancora definiti di questa ciclovia. Nel frattempo, l’Assessore è venuto in Commissione, ma vista l’importanza del tema, riteniamo utile parlarne anche in Aula consiliare.»
L’assessore alle opere pubbliche, Davide Sapinet, ha specificato che «i mesi intercorsi dall’impegnativa dell’ordine del giorno sono stati utilizzati per dotare l’amministrazione di un supporto informatico che consenta a chiunque di verificare, in tempo reale, lo stato di avanzamento delle opere di realizzazione dell’itinerario ciclabile di fondo valle classificato di interesse regionale. Sul geoportale Sct della Regione è quindi ora disponibile un’apposita sezione cartografica dedicata che riporta le informazioni riguardanti tale itinerario, identificando separatamente: i tratti di pista già realizzati e regolarmente aperti, quelli in corso di realizzazione, quelli con progettazioni già approvate e le porzioni di territorio scoperte. Questo strumento informativo, che permette di differenziare i diversi itinerari, consente, da subito, agli enti locali interessati di caricare le piste a carattere locale di loro competenza. Parallelamente è in via di definizione con la Protezione civile regionale la predisposizione di una sezione informativa che consentirà di agevolare e velocizzare le eventuali operazioni di soccorso da effettuare sull’itinerario di rilevanza regionale, mediante definizione degli accessi di soccorso (sia su cartografia sia sul territorio) e della relativa copertura dei tratti di pista.»
L’assessore ha ricordato l’audizione del 19 novembre in terza Commissione, nel corso della quale «sono stati illustrati i dovuti approfondimenti sulla Ciclovia Baltea di fondovalle, con un focus sui tratti critici con finanziamenti ancora da acquisire: 4 km tra Donnas e Hône; 4 km tra Montjovet e Saint-Vincent, con il progetto ancora da sviluppare ed è stato commissionato uno studio geologico del versante della Mongiovetta; 6 km tra Villeneuve e Avise, 5 km tra Avise e Morgex e 7 km tra Morgex e Courmayeur, i cui ragionamenti saranno fatti parallelamente con il Piano regionale dei trasporti.»
«Meglio tardi che mai – ha replicato il vicecapogruppo Brunod -: probabilmente la nostra iniziativa ha condotto l’Assessore ad anticipare l’audizione in Commissione al giorno precedente il Consiglio regionale. Stiamo parlando di un iter che è partito 20 anni fa: con dispiacere apprendiamo che su di un percorso di circa 84 km, sono stati realizzati lavori e quindi sono a disposizione solamente 33 km e senza una continuità del tracciato, mentre più di 20 km sono ancora ad oggi da progettare e finanziare. Sensibilizziamo tutti gli Assessorati su questo tema, perché c’è grande interesse per questa ciclovia, anche in un’ottica di offerta turistica in quanto l’attività ciclistica si può svolgere tranquillamente per 8 mesi all’anno. Noi ci auguriamo che vengano presto prese delle decisioni in merito ai tratti non ancora definiti e, soprattutto, che siano stanziate le risorse necessarie per ultimare quanto prima tutto l’itinerario.»
The Stone
Con un’interpellanza illustrata dal gruppo Progetto Civico Progressista, è stata nuovamente affrontata la questione del progetto dell’edificio The Stone a Breuil-Cervinia.
«Su questa opera, 1.128 cittadini, tra residenti e proprietari di case della zona, avevano espresso la loro contrarietà con una petizione depositata in Comune a Valtournenche a luglio dell’anno scorso – ha ricordato la consigliere Chiara Minelli -. Nel mese di settembre 2023 l’Amministrazione comunale aveva negato il permesso di realizzarla. Recentemente, però, il progetto è stato riproposto con la riduzione di un piano ma è comunque caratterizzato da una volumetria enorme per un edificio che è totalmente fuori scala nel contesto del Breuil. Il 27 ottobre scorso, i residenti e proprietari di case hanno inviato una nota a tutte le autorità competenti invitandole a una attenta valutazione dei vari aspetti critici del nuovo progetto e hanno citato le perizie commissionate dagli abitanti del Breuil agli studi professionali degli Architetti Mellano-Bruna e dell’ingegner Giorgio Pozzi. Da entrambe risulta che il progetto non calcola le volumetrie dell’interrato – che, come confermano sentenze di Cassazione, deve essere conteggiato – e che portano quindi a superare abbondantemente i 3 mila metri cubi, in contrasto con la normativa. La nostra Regione non ha una competenza diretta sul rilascio del permesso di costruzione, ma è indubbio che ha competenza primaria in materia urbanistica e di tutela del paesaggio. Vorremmo sapere se gli uffici regionali hanno esaminato queste perizie oltre che i due pareri commissionati dal Comune di Valtournenche; se è stata avviata una interlocuzione con l’Amministrazione comunale per un esame congiunto di un progetto che ha valenza regionale e la cui autorizzazione costituirebbe un grave precedente. Inoltre, cosa si intende fare per intervenire sul disordine urbanistico della conca del Breuil? Non si ritiene opportuno un intervento legislativo urgente per ovviare alle conseguenze negative determinate dall’attuale normativa regionale, inadeguata rispetto all’esigenza di una buona gestione del territorio in alcune realtà come quelle di Valtournenche e Courmayeur?»
Rilevando che il cambio di destinazione è coerente con il Piano regolatore comunale e quindi rispettoso delle scelte locali, l’assessore al territorio, Davide Sapinet, ha ricordato che «gli uffici regionali che si occupano di pianificazione territoriale non sono competenti a esprimersi su procedimenti per il rilascio del permesso di costruire in corso. La legge regionale (n. 11/1998) stabilisce infatti che la Regione può intervenire sugli atti comunali riguardanti la materia urbanistica ed edilizia solo per quei provvedimenti comunali già rilasciati e passibili di annullamento per non conformità alle disposizioni di legge. Il caso di specie non corrisponde a questa previsione normativa perché non risulta ci sia stato il rilascio di alcun titolo abilitativo. La competenza al rilascio del permesso di costruire è in capo al Comune e la Regione non ha titolo per intervenire, fatta salva l’autorizzazione paesaggistica già rilasciata dalla Soprintendenza per i beni e le attività culturali. La Struttura regionale non ha avuto occasione di esaminare il progetto The Stone, non essendo stata coinvolta nel procedimento di rilascio del permesso di costruire. Non è quindi possibile prefigurare la redazione di una relazione specifica sul progetto e non è stato consegnato alcun parere o perizia agli uffici regionali. Inoltre, tra le competenze delle strutture regionali non rientra specificatamente l’azione di supporto e consulenza ai Comuni anche se queste non si sono mai sottratte a confronti con gli enti locali, se interpellate.
La consigliere chiede un intervento rispetto a un presunto disordine urbanistico, travalicando di fatto le competenze comunali in materia di pianificazione locale – ha proseguito Sapinet -. La Regione definisce le linee generali di gestione del territorio attraverso gli strumenti di pianificazione sovraordinata e, ad esempio, ha avviato la revisione del Piano territoriale paesistico regionale e quella della legge in materia di urbanistica: una prima revisione essenziale della lr 11/98 sarà portata alla discussione del Consiglio regionale. Per quanto riguarda Valtournenche e Courmayeur, è stato istituito uno specifico tavolo di lavoro con le due Amministrazioni comunali per esaminare e approfondire le questioni connesse all’applicazione di alcune norme urbanistiche, rispetto alle esigenze turistiche dei due centri. Il confronto ha già evidenziato alcuni nodi critici e ipotizzato anche possibili azioni per mitigare gli effetti ritenuti maggiormente negativi di alcune norme urbanistiche. A breve potremo quindi informare il Consiglio anche sulle possibili misure individuate, di concerto con i Comuni e non imposte ai Comuni. Il Governo regionale non è uno spettatore silente ma si muove nell’ambito delle proprie attribuzioni e competenze, nel rispetto delle prerogative degli enti locali.»
«Questa risposta burocratica, in punta di normativa, per cui la Regione ha agito rimanendo all’interno dei paletti giuridici, non ci convince – ha replicato la consigliere Minelli -. Contrariamente a quello che sostiene l’Assessore, l’Amministrazione è spettatore silente dal momento che non ha avuto neanche la volontà di acquisire e di esaminare le perizie già fatte su un progetto così importante come The Stone. Il fatto che il progetto abbia generato un grande dibattito anche al di fuori dei confini comunali avrebbe dovuto suggerire alla Regione un maggiore interessamento, magari una ricerca dei motivi di tanta mobilitazione. E invece il Governo non si è attivato nemmeno a scopo informativo. Noi riteniamo che nei compiti della buona amministrazione rientri a pieno titolo quello di affrontare questo dossier, chiedendo in via preventiva al Comune di Valtournenche di sospendere in via cautelativa la concessione, che pare essere prossima al rilascio, in attesa di ulteriori approfondimenti.»
Strada Gressan-Pont Suaz
Le criticità riscontrate sul tratto Gressan/Pont-Suaz della strada regionale n. 20 sono state affrontate con un’interpellanza del gruppo Forza Italia.
«Oltre un anno fa, l’assessore aveva annunciato l’individuazione in tempi brevi di soluzioni definitive sia per la sicurezza che per il traffico – ha commentato il consigliere Christian Ganis -. Nonostante l’adozione di qualche misura di mitigazione del rischio, permangono seri problemi di sicurezza sia per gli automobilisti che per i pedoni. Inoltre, su quel tratto di strada si continuano a manifestare ogni giorno lunghe code che aumentano i tempi di percorrenza, l’inquinamento da smog e il rumore. Quali interventi avete realizzato per risolvere questa situazione e cosa avete intenzione di fare dare una soluzione definitiva al congestionamento del traffico?»
L’assessore alle opere pubbliche, Davide Sapinet, ha segnalato che «i maggiori rallentamenti si concentrano nell’area tra la rotonda e il ponte di località Pont-Suaz, nel tratto di collegamento con la viabilità di ingresso ad Aosta e si determinano in particolare in alcune specifiche fasce orarie dei giorni lavorativi. La risposta a tali criticità deve intervenire in diverse direzioni e coinvolgere più attori, a partire certamente dalle strutture dell’Amministrazione regionale, ma anche i Comuni coinvolti e la Città di Aosta. Per quanto riguarda le soluzioni di competenza della Regione, il tratto compreso tra Gressan e il Pont-Suaz, tenuto conto anche dell’importante traffico veicolare di oltre 3 milioni di veicolo/anno, è stato interessato negli anni dalla realizzazione di diversi interventi finalizzati al miglioramento della sicurezza stradale mediante la costruzione di rotatorie oltre che da diversi percorsi pedonali. Inoltre, quel tratto di strada è stato anche interessato negli anni 2021, 2022 e quest’anno da interventi di adeguamento della pavimentazione stradale con conglomerato bituminoso fonoassorbente a bassa emissione acustica in attuazione del Piano di azione per la gestione del rumore ambientale su questa strada. Inoltre, i Comuni di Gressan e Charvensod, anche su sollecitazione della Regione, hanno rimosso le piattaforme rialzate, posizionate negli anni precedenti, riducendo i disagi agli utenti della strada e la rumorosità conseguente il transito veicolare. A ottobre, la Giunta regionale ha anche approvato l’aggiornamento del Piano d’azione quale strumento ricognitivo degli ulteriori interventi da realizzare nel prossimo quinquennio dall’Amministrazione, nell’ambito degli altri strumenti pianificatori: tenuto conto anche dei positivi risultati ottenuti, è stato previsto di ripavimentare ulteriori tratti della strada con conglomerato bituminoso fonoassorbente a bassa emissione acustica. Infine, nei prossimi mesi è programmato l’affidamento di uno studio preliminare della viabilità complessiva nell’ambito territoriale de la Plaine e dell’Envers, che individui le possibili soluzioni per la risoluzione delle criticità che interessano la Sr 20 di Gressan nonché le altre strade regionali che convergono al nodo di Pont-Suaz. Uno studio complesso e articolato, che potrà già consegnarci dei dati nella sua fase intermedia e che ci permetterà di avviare le conseguenti interlocuzioni con il Consiglio della Plaine e i Comuni coinvolti.
Si ribadisce tuttavia l’importanza di una azione condivisa con la Città di Aosta, a partire dalla soluzione del nodo del ricongiungimento delle vie Paravera e Valli Valdostane e del collegamento tra il centro città e l’area F8, che potrebbe sgravare una parte del traffico che si incanala attualmente lungo via 1° Maggio. Allo stesso tempo, occorre anche approfondire i ragionamenti sull’opportunità di un eventuale nuovo ponte, ma a partire dal confronto sulle soluzioni relative ai collegamenti interni alla città e con il coinvolgimento del Conseil de la Plaine.»
«Le criticità sono state discusse in vari Consigli, ma nessuna soluzione è stata individuata – ha replicato il consigliere Ganis -. Le parole sono tante, ma i fatti sono pochi: queste criticità rappresentano fonte di stress e soprattutto di perdita di qualità di vita sia per gli automobilisti che per coloro che vivono lungo quella strada. Senza contare che a breve, con l’avvio della stagione sciistica, i problemi non faranno che aumentare.»
Indennità sanitaria
Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha presentato un’interpellanza sull’estensione dell’indennità sanitaria temporanea e sul mantenimento di quella di attrattività anche per le professioni diverse da quella medica e infermieristica.
«Durante la discussione del bilancio di previsione 2024-2026 abbiamo proposto di riconoscere questa indennità a tutte le professioni sanitarie, compresi gli Operatori socio sanitari – ha ricordato il capogruppo Andrea Manfrin -. Il Governo regionale si diceva consapevole della necessità di valorizzare queste professioni nelle successive negoziazioni contrattuali. Ad oggi, invece, ci troviamo a constatare che la “necessaria valorizzazione” non è stata realizzata e che è stata anche tagliata l’indennità di attrattività alle figure a cui era stata inizialmente concessa come, ad esempio, i veterinari, gli psicologi e i tecnici di laboratorio. Chiediamo quindi se il Governo intenda ottemperare agli impegni presi nei confronti degli Oss e delle figure escluse dalla misura di indennità sanitaria e se voglia individuare le risorse necessarie per evitare gli annunciati tagli all’indennità sanitaria alle figure diverse da medici e infermieri.»
L’assessore alla sanità, Carlo Marzi ha informato che «l’individuazione delle modalità di corresponsione e dei tempi di erogazione delle Risorse aggiuntive regionali basate anche sulle ore effettivamente rese, è demandata alla contrattazione aziendale e l’Ausl le ha condivisi con i sindacati nel corso di una serie di incontri tenutisi lo scorso mese di ottobre. Per il comparto Sanità è stata siglata una prima ipotesi di accordo; per la dirigenza professionale tecnica e amministrativa (Pta) si sta perfezionando l’ipotesi di accordo con la firma di tutte le parti coinvolte; per la Dirigenza Area sanità, al momento, non si ha ancora una bozza di ipotesi condivisa. Per il comparto Sanità e la dirigenza Pta è stata stabilita la decorrenza del 1° novembre 2024 per l’effettuazione delle ore aggiuntive.
Con la legge regionale 27/2023 è stata prevista, per il triennio 2023-2025, un’indennità sanitaria temporanea per tutta la dirigenza sanitaria non medica, veterinaria e delle professioni sanitarie e per il personale delle professioni sanitarie del comparto Sanità, ad esclusione del personale infermieristico, già beneficiario dell’indennità prevista dalla lr 22/2022. Tale legge ha inoltre ampliato l’indennità a tutto il personale sanitario, compreso quello con rapporto di lavoro a tempo parziale. L’onere finanziario complessivo è stato determinato per il triennio 2023/2025 in 2 milioni e 700mila euro annui secondo i conteggi forniti dall’Ausl. I calcoli avevano preso spunto da un’azione politica che aveva preso avvio con una proposta di legge sostenuta anche dai colleghi firmatari di questa interpellanza che prevedeva un’indennità più bassa di quella attualmente percepita. A seguito dell’approvazione della norma, però, l’Ausl ha avviato la contrattazione aziendale stabilendo, in pieno accordo con i rappresentanti sindacali, di procedere a erogare al personale beneficiario gli importi più alti, previsti dalla legge di attrattività n. 22/2022 concordando con la quasi certezza di procedere a conguaglio (negativo), entro la fine dell’anno, al fine del rispetto dell’importo totale del finanziamento che era tarato su cifre più basse. In questi mesi l’Azienda sta, quindi, procedendo con i conguagli negativi, previsti e prevedibili. Non si tratta, pertanto, di una riduzione dell’indennità sanitaria temporanea, ma di un’ordinaria operazione contabile prevista nell’ambito degli accordi sindacali. Per quanto attiene al prossimo bilancio di previsione per il triennio 2025-2027 l’Assessorato ha già provveduto alle dovute proposte di legge nonché ai dovuti stanziamenti sui capitoli di bilancio al fine di prevedere le indennità sanitarie temporanee sia per la legge regionale 22/2022, sia per la n. 27/2023, fino alla 12/2024 anche per l’annualità 2027. Quindi, col prossimo bilancio di previsione saranno messi a disposizione fondi per 80 milioni e 500mila euro. Il nostro impegno è volto ad aggiornare l’indennità sanitaria temporanea prevista dalla lr 27/2023, portando a stabilizzare gli importi dal 2025 e a tornare a dare la stessa cifra per tutti e due i casi: 800 euro lordo busta per il personale della dirigenza sanitaria non medica; 350 euro lordo busta per il personale delle professioni sanitarie.»
«La nostra proposta di legge mirava fermamente a ricomprendere anche la categoria degli operatori socio sanitari nella platea dei beneficiari dell’indennità di attrattività – ha affermato il capogruppo Manfrin -. Si tratta di professionisti che sono stati incensati nei momenti di maggior crisi e poi tragicamente ignorati nel momento in cui si sarebbe dovuto dimostrare la giusta riconoscenza. Ma la beffa non finisce qui. A tutte le categorie professionali, l’indennità di attrattività viene riconosciuta come un plus – un incentivo – che viene inserito in busta paga per attrarre altri lavoratori in Valle o per compensarli del lavoro svolto. Invece, la proposta dell’Ausl prevede che gli operatori socio sanitari possano ottenere l’indennità a fronte di maggiori prestazioni lavorative. Tanti proclami che, ancora una volta, cadono miseramente di fronte alla realtà dei fatti. Ci giungono poi notizie stampa secondo cui l’Union Valdôtaine ha garantito oltre 36 milioni per il personale sanitario. Il Governo farebbe quindi meglio a rivolgersi al mouvement per le liquidità necessarie.»
Vaccino contro la bonchiolite
La campagna di immunizzazione per proteggere i neonati da eventuali complicanze legate al virus respiratorio sinciziale è stata oggetto di un’interpellanza del gruppo Rassemblement Valdôtain.
In particolare, il consigliere Diego Lucianaz ha voluto sapere se e in che modo la Struttura sanitaria regionale preveda una corretta informazione nei riguardi dei genitori che dovranno sottoporre i propri figli alla profilassi; se durante la stagione scorsa, i genitori siano stati adeguatamente informati sui rischi e benefici del trattamento; quanti rifiuti al trattamento sono stati rilevati fino ad ora. Il Consigliere ha anche chiesto «se in ottemperanza al principio di precauzione non sarebbe doveroso sospendere la somministrazione del Nirsevimab per tutti i neonati fino a quando non siano condotti studi approfonditi di follow-up sul profilo di sicurezza di questo prodotto, ottenendo un quadro il più possibile esaustivo delle problematiche evidenziate durante la sua sperimentazione. Chiedo inoltre se il Governo non intenda praticare il trattamento farmacologico con l’anticorpo monoclonale più noto e meno costoso (Palivizumab), raccomandato dalle linee guida internazionali per le specifiche categorie di bambini a aumentato rischio di malattia grave e se la Dirigenza sanitaria abbia analizzato i risultati dei tre studi randomizzati controllati di Astrazeneca e Sanofi dove si evidenzia che i neonati sani trattati con Nirsevimab presentavano un tasso di mortalità più elevato, probabilmente legato agli effetti avversi causati dal farmaco e che conclude con l’ammonimento: “Nirsevimab non deve essere utilizzato in nessun neonato, nemmeno per l’immunizzazione universale”. Il Presidente dell’Istituto superiore di sanità italiano, Rocco Bellantone, ha dichiarato recentemente che il farmaco ha mostrato un modesto effetto in termini di riduzione dell’ospedalizzazione e non pare giustificata la decisione di somministrarlo a tappeto a tutta la popolazione neonatale.»
L’assessore alla sanità, Carlo Marzi, ha ricordato che «la nostra Regione, nel 2023, è stata la prima in Italia ad approvare la profilassi della bronchiolite da virus respiratorio sinciziale (Vrs), disciplinando la profilassi nell’ambito dei Lea aggiuntivi regionali e ottenendo, nella scorsa stagione invernale, ottimi risultati sanitari. I ricoveri si sono più che dimezzati: al 4 febbraio 2024, erano 19 casi contro i 49 registrati nello stesso periodo della precedente stagione, con una riduzione del 62%. La scorsa stagione, i bambini sottoposti a profilassi con Nirsevimab sono stati 440. Nessuno di essi è stato ricoverato per bronchiolite da Vrs. Tutti i genitori dei bambini candidati alla profilassi ricevono anticipatamente un’informativa scritta sui rischi e benefici del trattamento e, al momento della somministrazione del farmaco, è previsto un colloquio con un pediatra disponibile a fornire ulteriori informazioni. Gli operatori dell’Usl, 2/3 settimane dopo il trattamento, hanno contattato i genitori di tutti i bambini sottoposti a profilassi: il 90% dei genitori ha riferito di non aver rilevato nulla, il 5% circa una reazione febbrile e il 5% circa una reazione locale; lievi manifestazioni transitorie per le quali nessun genitore è dovuto ricorrere al pediatra. Sempre nella scorsa stagione, sono stati 175 i bambini i cui genitori non hanno aderito alla profilassi: tra questi, 17 sono stati ricoverati per forme gravi di bronchiolite da Vrs.
L’anticorpo monoclonale Nirsevimab non è in fase sperimentale – ha proseguito l’assessore -: è stato approvato dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema) a livello europeo e dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) a livello nazionale. Considerati gli enormi benefici in termini di riduzione dell’incidenza e dell’ospedalizzazione per bronchiolite da virus respiratorio sinciziale, si ritiene doveroso offrire la profilassi con Nirsevimab. Data l’efficacia che la campagna ha dimostrato, oggi tutte le Regioni auspicano di poter garantire ai propri piccoli assistiti la profilassi della bronchiolite ed è in corso un acceso confronto per l’approvvigionamento del farmaco, il quale è limitato nella sua produzione. È curioso quindi che in Valle d’Aosta si solleciti una sospensione della profilassi. Aggiungo che il 17 ottobre scorso, è stata approvata l’intesa Stato-Regioni sul documento “Attività per l’accesso universale dei neonati all’immunizzazione passiva contro il Vrs, che ha definito un target minimo di soggetti che possono accedere al farmaco monoclonale, in quanto l’attività è ritenuta una priorità di sanità pubblica. Mi sento di dire che la scelta fatta dal Governo regionale nella scorsa stagione 2023-2024 risulta anticipatoria rispetto a quanto si sta portando avanti oggi a livello nazionale. Tale azione, oggi, garantisce un approvvigionamento del farmaco tale da permettere all’Azienda Usl di proporre il farmaco ai genitori di tutti i piccoli pazienti valdostani nati a partire dal 1° aprile 2024, target tra l’altro più ampio rispetto a quello previsto dall’Accordo in questione.
Il trattamento farmacologico con il precedente anticorpo monoclonale (Palivizumab) era riservato solamente ai bambini con specifici fattori di rischio proprio a causa dell’elevato costo per ogni dose e della necessità di almeno 5 dosi per bambino (una al mese) per ogni stagione epidemica, a fronte di un’unica somministrazione di Nirsevimab sufficiente a proteggere i bambini per l’intera stagione epidemica. L’affermazione che il Palivizumab sia meno costoso è quindi clamorosamente errata: un ciclo di trattamento con Palivizumab è 15 volte più costoso di quello con Nirsevimab.»
Il consigliere Lucianaz si è detto «insoddisfatto perché l’Assessore non ha risposto puntualmente a tutte le domande: quanto costa il farmaco? Mi sarebbe piaciuto avere delle cifre. I conti non mi tornano neppure sul numero di bambini nati in Valle d’Aosta e quelli sottoposti a profilassi da Rsv.»
Stadio del ghiaccio per atleti Disval
l gruppo Forza Italia ha portato all’attenzione dell’Aula la necessità di aprire le porte dello Stadio del ghiaccio di Courmayeur agli atleti della Disval per consentire loro di allenarsi.
«La Disval svolge un’imponente azione di promozione, diffusione e pratica di attività sportive invernali ed estive per le persone con disabilità – ha spiegato il consigliere Mauro Baccega -. Nel Campionato italiano di Weelchair Curling, ha schierato ben tre squadre che, purtroppo, a causa della mancanza di piste di allenamento si sono ridotte a una sola équipe, lasciando a casa dieci giovani atleti. Vorremmo sapere per quale motivo non venga concesso lo Stadio del ghiaccio del Courmayeur Sport Center e quali azioni intenda intraprendere per consentire agli atleti della Disval di svolgere la propria preparazione e gli allenamenti in questa struttura.»
L’assessore allo sport, Giulio Grosjacques, ha riferito che «lo stadio del ghiaccio di Courmayeur non viene concesso alla squadra di curling per una serie di criticità e la pista è chiusa da prima del covid. Di base, il problema principale è progettuale in quanto il curling e la pista di pattinaggio condividono il medesimo impianto di raffreddamento, ma hanno necessità di temperature di ghiaccio differenti. La soluzione sarebbe di separare i due impianti e renderli autonomi: nel 2023, i costi sono stati stimati in 129mila euro più le spese di progettazione. Oltre a ciò la pista è posizionata sotto le gradinate in un ambiente che non riesce a disperdere l’umidità creando così grossi problemi allo scorrimento delle “stone”. A questo si aggiungono i costi di gestione, circa 40mila euro annui. Nei mesi scorsi ci sono stati interlocuzioni con il Comune di Courmayeur che si è dimostrato disponibile ad assumere quota parte dei costi necessari per il ripristino della pista di curling. Con il collega Sapinet, abbiamo dato la disponibilità ad intervenire con la quota prevista dalla legge regionale n. 16/2007 pari al 50% della spesa ammissibile: pertanto nei prossimi mesi si darà corso alle attività progettuali e al successivo finanziamento delle spese. La Disval si è dichiarata disponibile alla gestione della pista anche per mettere la struttura in condizione di essere utilizzata in misura superiore al solo utilizzo per gli allenamenti della Disval. L’altra struttura che potrebbe ospitare gli allenamenti di curling è il futuro Palaghiaccio di Aosta: abbiamo sentito il Comune di Aosta che ha detto che il nuovo impianto prevede la pista di curling. Il Comune sta aggiudicando la concessione, il cui intervento dovrà concludersi nel corso del 2026, in tempo utile per l’avvio della stagione sportiva 2026-2027.»
Il consigliere Baccega si è detto soddisfatto della risposta auspicando che si vada nella direzione giusta per concludere l’intervento.
Comunità di energia rinnovabile multicabina regionale
Rispetto all’interpellanza, il Progettto civico progressista ha diffuso una nota: «Le Comunità di energia rinnovabile (Cer) sono una grande opportunità. In Valle d’Aosta ne sono già state costituite alcune grazie ad un’apprezzabile iniziativa privata, ma per ora manca l’iniziativa pubblica.
Un’interpellanza del gruppo PCP, discussa in Consiglio regionale giovedì 21 novembre, ha permesso di fare il punto proprio sull’attivazione delle Cer pubbliche e sullo stato di attuazione della legge regionale 29 luglio 2024, n. 15.
Il quadro emerso non è esaltante: ancora una volta si manifestano lentezze e ritardi determinati da un inadeguato impegno della Giunta e della maggioranza regionale su questo tema pur così rilevante.
A quatto mesi di distanza dall’entrata in vigore della legge non è ancora stata approvata la Deliberazione di Giunta che deve permettere anche ai cittadini, alle imprese e al comune di Aosta di usufruire di un contributo del 40% sulle spese per impianti fotovoltaici attinenti ad una Cer. E’ un punto qualificante della legge regionale, c’è attesa ed occorre deliberare senza ulteriori ritardi superando l’attuale penalizzazione di Aosta rispetto agli altri 73 Comuni.
Per quanto riguarda la richiesta da parte di Comuni del contributo regionale per progettare la costruzione di una Cer, è emerso che a due mesi di distanza dall’apertura dello sportello nessuna domanda è stata presentata. E non è un caso! L’impostazione che l’Assessorato competente ha voluto dare prevede una frammentazione tale che mette in grande difficoltà i Comuni.
L’interpellanza ha citato l’esempio della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia che sta costruendo una Cer regionale. Se lo fa una realtà complessa come una Regione di oltre un milione di abitanti, non lo può fare una realtà come la Valle d’Aosta con 120.000 abitanti?
La richiesta di vari Comuni di indirizzarsi verso un’architettura di Cer multicabina è ormai evidente e significativa ed è opportuno che la Regione ne prenda atto e che decida infine di assumere un ruolo effettivo di coordinamento, passando ad una fase operativa e recuperando il notevole ritardo che si è accumulato».
Le altre interpellanze di Forza Italia erano su: esisti della valutazione degli effetti prodotti dalla delibera sulla presa in carico delle famiglie di soggetti che necessitano di assistenza sanitaria fuori Valle (dgr n. 825/2023).
Le altre interpellanze di Lega Vallée d’Aoste erano su: azioni per evitare condizionamenti politici e discriminazioni negli eventi organizzati presso la Cittadella dei giovani; organizzazione di corsi all’Università della Valle d’Aosta per l’abilitazione degli insegnanti; ripristino della briglia di presa d’acqua sita ai lati del torrente Grand Eyvia a Aymavilles.
Le altre interpellanze di Progetto Civico Progressista erano su: intendimenti in merito ad alcune affermazioni del presidente della Regione durante un dibattito consiliare; intendimenti sulle procedure da avviare affinché la discarica di Aymavilles-Pompiod diventi una discarica di inerti a gestione pubblica; stato dell’arte degli esiti degli approfondimenti sulle eventuali modifiche alla legge regionale in materia di locazioni brevi per finalità turistiche (lr n. 11/2003).
Le altre interpellanze di Rassemblement Valdôtain erano su: interlocuzioni con il Comune di Aosta per il miglioramento dell’offerta dei servizi generali; mise à jour de la situation concernant les travaux au Palafent de Brissogne; riordino delle concessioni autostradali previsto nel disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023; registrazione dei marchi di competenza e di interesse regionale.
Mozioni
Studio sulle conseguenze delle emissioni delle reti 5G
Il Consiglio Valle ha respinto una mozione dei gruppi Lega Vallée d’Aoste, Rassemblement Valdôtain e Forza Italia con cui si caldeggiava la realizzazione di uno studio e di un monitoraggio dell’impatto sulla salute umana e su quella dell’ambiente a seguito dell’aggiunta delle nuove infrastrutture e reti 5G, a garanzia e a tutela della salute dei valdostani. Il testo è stato respinto con 19 voti di astensione (UV, FP-PD, PlA, SA) e 16 a favore (Lega VdA, RV, PCP, FI)
«Il Consiglio europeo già nel 1999 ha raccomandato di promuovere programmi di ricerca per migliorare la conoscenza degli effetti elettromagnetici sulla salute umana – ha ricordato il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin -. Esiste un sentimento generale di forte preoccupazione rispetto alle emissioni e agli effetti del 5G soprattutto dopo che la legge nazionale ha innalzato il limite di emissione delle antenne Srb da 6/Vm a 15/Vm anche se “in via provvisoria e cautelativa”. Serve un monitoraggio attento che consenta alla Regione di dare risposte ai seri dubbi espressi dalla comunità, così come ha fatto, ad esempio, la Regione Toscana che legittimamente ha voluto andare oltre le relazioni ufficiali e investigare il fenomeno prendendo in considerazione anche altre risultanze scientifiche.»
«Secondo l’Arpa risulta inutile la realizzazione di uno studio specifico sul territorio valdostano – ha replicato l’assessore all’innovazione, Luciano Caveri -. Il continuo scambio di informazioni con il sistema di Arpa italiane e con l’organismo centrale Ispra, a sua volta in connessione con tutti gli istituti che stanno facendo ricerche scientifiche sul 5G, danno risultanze ufficiali diverse da quelle presentate dalla mozione e nel corso del dibattito in Aula. Stupisce poi rilevare la posizione contraria al 5G dei gruppi Lega e Forza Italia dal momento che sono stati proprio questi partiti di governo nazionale ad aumentare il tasso di elettromagnetismo consentito e a rimangiarsi un decreto legislativo che avrebbe dato qualche chance ai Comuni di modificare il posizionamento dei tralicci sul loro territorio.»
Le mozioni di Forza Italia erano su: prevenzione del degrado urbano in piazza Severino Caveri ad Aosta; sensibilizzazione della Polizia locale per un maggiore controllo del corretto utilizzo dei monopattini; predisposizione di adeguate risorse nel prossimo bilancio per la ristrutturazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica obsoleti.
Le mozioni di Lega Vallée d’Aoste erano su: impegno del presidente della Regione ad affermare e sostenere la legittima adozione da parte del Governo nazionale di politiche di difesa dei confini nazionali; adozione di linee guida per il sistema di istruzione regionale sulle tematiche dell’educazione affettiva e sessuale; revisione delle normative riguardanti gli eventi culturali e gli spettacoli dal vivo.
Le mozioni di Progetto Civico Progressista chiedevano l’impegno per l’approvazione da parte del Parlamento di una riforma di legge sulla cittadinanza che includa il principio dello Ius Scholae e sollecita la richiesta al Governo nazionale il riconoscimento a tutti gli effetti dello Stato palestinese.
Le mozioni di Rassemblement Valdôtain erano su: adeguamento della delibera regionale sullo smaltimento e recupero dei rifiuti all’evoluzione normativa nazionale ed europea e deestinazione di risorse per l’indennità sanitaria temporanea al personale della dirigenza sanitaria non medica e alle professioni sanitarie.
Il Consiglio si riunirà nuovamente dal 9 al 12 dicembre 2024.
Pubblicato / aggiornato
il 21/11/2024 alle 20:30
Categoria:
Politica e Amministrazione