Interreg Italia-Svizzera 2021/27 in Valla d’Aosta
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Si è chiusa, lunedì 25 novembre 2024, la procedura scritta con cui sono state approvate le graduatorie per il finanziamento dei progetti selezionati nell’ambito del primo bando dell’attuale Programma di Cooperazione territoriale europea Interreg tra Italia e Svizzera.
Tra le proposte progettuali ritenute meritevoli di finanziamento da parte del Comitato direttivo del Programma, quattro coinvolgono il territorio regionale valdostano e sono in linea con gli obiettivi tematici dello stesso concernenti il trasferimento tecnologico nelle aree di confine e la promozione del turismo sostenibile.
Lunedì 9 dicembre 2024 si è riunito il Comitato di Sorveglianza del Programma Interreg Italia-Svizzera, organizzato nella città di Briga, nel Valais.
Numerose le decisioni assunte dal Comitato, che ha innanzitutto stabilito di aumentare le risorse disponibili per il finanziamento delle proposte progettuali già presentate sul Programma. Questa decisione determina il finanziamento di due ulteriori progetti con ricadute sul territorio valdostano, oltre ai 4 già precedentemente approvati dal Comitato direttivo dello stesso Programma nei giorni scorsi, portando così a circa 4 milioni di euro le risorse che Interreg Italia-Svizzera mette a disposizione della Valle d’Aosta all’inizio del periodo di programmazione.
I due progetti sono Api-Alpes, sulla gestione dell’attività apistica, anche in chiave di tutela della biodiversità, e Destination Barry, sul turismo cinofilo. Nel corso della seduta il Comitato ha anche deciso di rivedere i termini per la futura presentazione di proposte progettuali. Nello specifico è stato deciso di ridurre i massimali richiedibili per il finanziamento, in modo da permettere l’approvazione di un maggior numero di proposte e di aprire tra il 10 marzo e il 10 giugno 2025 la prossima finestra per la presentazione di progetti.
Nel 2026 saranno invece sperimentate per la prima volta due nuove tipologie progettuali previste dal programma: i progetti di ridotta dimensione finanziaria, con finanziamento fino a 200.000 euro più 50.000 franchi, e i progetti definiti people to people, per azioni finalizzate alla promozione di una maggiore conoscenza reciproca tra gli attori del territorio transfrontaliero. Nel corso dell’incontro si è anche parlato del futuro della politica di coesione, per cui la Commissione europea sta valutando l’ipotesi di procedere ad una centralizzazione dei sistemi di gestione dei Programmi di finanziamento, che potrebbe essere messa in capo agli Stati europei a discapito delle Regioni che hanno fin ora assicurato la conduzione.
Il Comitato di sorveglianza del Programma potrebbe decidere, lunedì 9 dicembre 2024 a Briga, di allocare maggiori fondi rispetto a quanto inizialmente previsto per il finanziamento dei progetti. In questo caso, potrebbero essere approvate due ulteriori proposte progettuali a partecipazione valdostana, coerenti con gli obiettivi tematici della tutela della biodiversità e della promozione del turismo sostenibile, per finanziamenti aggiuntivi fino a 1,7 milioni di euro circa.
Ruralps
Portato avanti in partenariato con l’Institut Agricole Régional, che si propone di dare vita a una comunità di pratica transfrontaliera per eseguire il censimento delle architetture rurali;
Maia
In partenariato con l’Ufficio Regionale del Turismo e la Fondazione Maria Ida Viglino per la cultura musicale, per aumentare l’attrattività del territorio transfrontaliero valdostano e vallesano attraverso la valorizzazione dei siti archeologici di montagna.
Martedì 1° aprile 2025 si è svolto l’evento di lancio del progetto Maia, Meraviglie Archeologiche Invisibili delle Alpi, svolto al MegaMuseo di Aosta. Alla giornata hanno partecipato il capofila italiano, Struttura Analisi scientifiche, conservazione e progetti cofinanziati del Dipartimento Soprintendenza per i Beni e le attività culturali, il capofila svizzero, l’Office Cantonal d’Archéologie del Cantone Vallese (OCA) e gli altri partner valdostani e vallesani: l’Office du Tourisme, la Fondazione Maria Ida Viglino per la cultura musicale (SFOM), l’Association RAMHA (Recherches Autour du Mur (dit) d’Hannibal) e il Centre interdisciplinaire de recherche sur la montagne – Institut d’archéologie et des sciences de l’Antiquité dell’Univeristà di Losanna.
Il tema peculiare oggetto del progetto – i siti archeologici alpini di età tardo-repubblicana e augustea – ben si è prestato all’inserimento dell’evento all’interno della rassegna Aostae 2025 e ha incontrato l’interesse di un pubblico attento, riunitosi numeroso nella Sala civica del Museo.
In mattinata si è svolta una tavola rotonda tra specialisti e archeologi che hanno presentato lo stato dell’arte delle ricerche archeologiche in media e alta quota in Valle d’Aosta e nel Vallese, mantenendo anche uno sguardo proiettato verso le Alpi centro-orientali. L’attenzione si è incentrata anche sulle prospettive di analisi dei reperti e dei materiali archeologici, con un focus sulla dendrocronologia e sulla diagnostica, nonché sulle proposte di valorizzazione e divulgazione dei siti d’alta quota.
Nel pomeriggio sono state presentate ufficialmente le attività previste per i prossimi tre anni, che riguarderanno, oltre all’incremento delle conoscenze scientifiche sui siti archeologici “invisibili”, anche molte azioni di divulgazione, accessibilità e promozione, con la realizzazione di un’esposizione itinerante transfrontaliera e di 13 punti informativi sul territorio. L’offerta culturale sarà arricchita da un fitto calendario di eventi ideati appositamente nello spirito del progetto.
L’evento si è concluso con una performance musicale dal titolo Anime sonore d’alberi invisibili, con musiche originali composte per l’Area Megalitica da Giovanni Sollima ed eseguita dal vivo dai musicisti della SFOM che hanno interagito con il video realizzato grazie al coordinamento artistico di Enrico Montrosset.
Attività svolte nel 2025 nell’ambito del progetto Maia
L’evento di lancio del 1° aprile 2025 al Mega Museo di Aosta ha rappresentato la prima occasione per un confronto scientifico sul tema e per la progettazione delle azioni di ricerca e di valorizzazione per i prossimi 3 anni. Sul piano dello studio e delle indagini archeologiche, i partner valdostani e svizzeri hanno condotto sopralluoghi sui siti e prospezioni mirate, spesso in maniera congiunta e con la massima collaborazione.
Il lavoro scientifico sui siti valdostani si è concentrato principalmente su quelli indagati in parte in passato la cui documentazione doveva essere terminata: Tour de Tignet, nel comune di La Salle (2450 m), il Col Pierrey, nel comune di Nus (2620 m) e il Col de Barasson, nel comune di Saint-Rhémy-en Bosses (2630 m). Su quest’ultimo, personale qualificato della Soprintendenza ha formato alcuni studenti svizzeri sulle ricerche archeologiche in montagna.
In occasione delle indagini alla Tour de Tignet, sono stati ritrovati reperti significativi di epoca romana, che saranno oggetto di restauro, studio e analisi.
Gli archeologi svizzeri hanno approfondito 8 importanti siti d’alta quota, contribuendo anche alla formazione sul campo di giovani archeologi: Mont Carré (2388 m), Ginalshorn (2850-2880 m), Steital (2630 m), Fenêtre de Durand (2797 m), Col ouest de Barasson (2634 m), Col est de Barasson (2681 m), Col d’Annibal (2990-3060 m), Bonhomme du Tsapi (2803 m).
Sul piano della valorizzazione e della promozione turistica, da un lato, sono stati organizzati eventi artistici e culturali per avvicinare il pubblico alle tematiche del progetto, fra cui reading, performance teatrali e concerti in prossimità di siti archeologici, dall’altro, sono iniziati i confronti e i sopralluoghi preliminari in vista della realizzazione dei punti informativi e dell’esposizione transfrontaliera sui siti d’alta quota. È inoltre andata in scena una “fiaba nel bosco” ideata espressamente per il progetto MAIA, rivolta ai bambini, che è stata rappresentata in numerose località della Valle d’Aosta.
Il progetto Maia è stato anche protagonista delle celebrazioni per i 2050 della città di Aosta, sia con l’evento di lancio del 1° aprile 2025, sia con una serie di attività all’interno della rievocazione storica Veni, vidi, Augusta: laboratori musicali e di costruzione e lancio delle ghiande missile, una conferenza sul tema dei siti d’alta quota e il concerto finale.




In3Vie
Il progetto In3Vie – Viaggiare inclusivo e vivere emozioni tra Vallese, Valle d’Aosta e Piemonte, sarà presentato ufficialmente durante un evento che si svolgerà martedì 1° e mercoledì 2 aprile 2025 nella sala Maria Ida Viglino del palazzo regionale ad Aosta.
Attuato in partenariato con il Comune di Issogne, Comune di Verrayes, Regione Piemonte, Comune di Alagna, Comune di Formazza, l’Università Valais-Wallis HES-SO – Dipartimento Turismo di Sion e le destinazioni svizzere di Sierre, Saint-Léonard, Crans-Montana e Val d’Anniviers.
I partner del progetto si sono posti l’obiettivo di sviluppare e promuovere una rete transfrontaliera di destinazioni turistiche accessibili e accoglienti per le persone con disabilità. Questa rete includerà il patrimonio naturale e culturale con diversi prodotti turistici, finalizzati anche a destagionalizzare l’offerta turistica e a promuovere l’inclusione sociale attraverso lo scambio di buone pratiche già sviluppate nei territori. Il turismo accessibile e inclusivo non parte da zero, ma sfrutterà metodi di raccolta delle informazioni e di promozione del prodotto turistico legato alle diverse disabilità e la creazione di servizi congiunti come la formazione, per incentivare il turismo a beneficio dei cittadini con disabilità motoria, sensoriale o intellettiva e dei territori più in generale.
Il progetto In3ViE destina alla Valle d’Aosta 787.015,60 euro, impegnando risorse per valorizzare le destinazioni turistiche di Issogne e di Verrayes. A Issogne verrà valorizzata l’area ricreativa vicina al castello per renderla fruibile alle persone con disabilità. Verrà creato un percorso sensoriale dal castello al parco giochi e contenuti inclusivi a tema del castello in risposta ai bisogni speciali. A Verrayes, invece, si punta sul turismo lento con la valorizzazione della zona di Champlong e della zona pic-nic. Verrà realizzata una zona relax per le persone con disabilità sensoriale, nuove installazioni al parco giochi inclusa una carrucola per i bambini con disabilità con posa di una superficie anti trauma e pannelli con un linguaggio semplice sulla natura. Il progetto prevede anche attività di formazione, sensibilizzazione e scambio di buone prassi con altri territori.
Durante le due giornate, i partecipanti potranno scoprire i dettagli del progetto, confrontarsi con esperti del settore e conoscere da vicino le esperienze pregresse dei territori partner in materia di turismo accessibile. Sono previsti interpretariato in Lingua dei Segni e una visita guidata alla città di Aosta accessibile sempre con la presenza dell’interprete in LIS.
Nel pomeriggio di mercoledì 2 aprile 2025, alle ore 14, si svolgerà una visita guidata accessibile alla scoperta della città di Aosta, della durata di due ore e su prenotazione obbligatoria all’indirizzo info@arcoevents.it. L’iniziativa sarà aperta a tutti e verrà garantito il servizio di interpretariato in Lingua dei segni in collaborazione con il progetto Partecipo! Accedo e comunico
Agrihealth
È stato il Forte di Bard a ospitare, nella mattinata di lunedì 24 marzo 2025, l’evento di lancio del progetto Interreg Italia-Svizzera Agrihealth. Acronimo di AGRIfood by-product for enhanced sustainable Human hEAlth and plantar defence, esso si pone l’obiettivo di valorizzare gli scarti delle coltivazioni agricole e agroalimentari per dare vita a molecole bioattive da impiegare per la formulazione di fitofarmaci naturali, nutraceutici e cosmetic
L’iniziativa, beneficiaria di uno stanziamento pari a 636.921 euro per parte italiana e di 118.465 franchi svizzeri di contributo federale in seno alla programmazione 2021/27, vede l’Institut Agricole Régional nei panni di capofila italiano accanto all’azienda ticinese Linnea SA nei panni di capofila svizzero. Vi prendono inoltre parte in veste di partner il dipartimento di scienze del farmaco dell’Università del Piemonte Orientale e l’azienda anche essa ticinese Sferalp SA, con il sostegno del consorzio ortofrutticolo Orto VdA, della Farmacia Dottor Nicola, dell’azienda Atelier des Idées.
L’accoglienza dei partecipanti era prevista a decorrere dalle ore 10.30, mentre l’inizio del kick-off meeting era fissato alle ore 11 con i consueti saluti istituzionali delle autorità regionali, dei professionisti valdostani e ticinesi, dell’autorità di gestione del programma Interreg Italia-Svizzera. Ha preso la parola Sabina Valentini, responsabile dell’Unità laboratori di analisi IAR, al fine di esplicare nel dettaglio scopi e strutturazione del nuovo progetto Agrihealth, peraltro orientato a una maggiore sostenibilità ambientale nonché alla promozione del concetto di economia circolare.
Sono intervenuti Umberto Ciriello, chief R&D officer di Linnea SA, Jean Daniel Coïsson, professore associato presso l’Università del Piemonte Orientale, e Michele Müller, direttore generale dell’azienda Sferalp SA, volti a illustrare il contributo progettuale dato da ciascun beneficiario. A chiudere la mattinata di lavori, è stata, in ultima analisi, l’apporto di Andrea Nicola per la Dottor Nicola Farmacista e l’Atelier des Idées e di Alessandro Neyroz per Orto VdA, che hanno tracciato in prospettiva le applicazioni pratiche nei rispettivi campi cosmetico, nutraceutico e agroalimentare.
Al termine dell’evento di lanci è stato servito ai presenti un buffet a base di piatti dello chef dell’Institut Agricole Régional Danilo Salerno. Tutte le preparazioni erano studiate per richiamare la finalità ultima del progetto, ovverosia il recupero degli scarti, e realizzati con avanzi o materie prime a chilometro zero.
In sostanza, il primo step del progetto coinciderà con la identificazione dei principali scarti derivabili dalle filiere agroalimentari, in modo particolare nei settori di viticoltura, orticoltura e frutticoltura ma anche da oli essenziali e piante infestanti oltre che dalle acque madri derivanti dal trattamento industriale a partire da materie prime naturali.
Seguiranno la creazione e l’ottimizzazione di metodologie di estrazione sostenibili volte al recupero delle componenti bioattive, le quali verranno poi caratterizzate dal punto di vista biochimico, nutrizionale e funzionale prima di valutarne nel concreto le occasioni di applicazione. Di qui ancora la formulazione di prodotti per la difesa delle piante e per il diserbo a basso input chimico ma anche per la salute umana in generale e per la salute della pelle in particolare, capaci di abbattere l’impatto inquinante ma anche risorse e costi di smaltimento.

DestinationBarry
Il Salone Ducale del Municipio ha accolto mercoledì 19 marzo, il kick-off del progetto Interreg DestinationBarry che vede la collaborazione tra il Comune di Aosta in qualità di capofila, i tre comuni del Grand Combin (Etroubles, Saint-Oyen e Saint-Rhémy-en-Bosses) e la Fondation Barry di Martigny, capofila sul versante elvetico.
Il progetto, della durata di 36 mesi, è al centro di un’importante attività di cooperazione transfrontaliera che si pone l’obiettivo di valorizzare quel settore del movimento turistico più specialistico che vede al centro gli animali di affezione, segnatamente il cane.
DestinationBarry, infatti, mira a creare una rete turistica transfrontaliera accogliente per tutte le persone che hanno, e si muovono, con un cane come animale da compagnia. L’iniziativa non solo promuoverà il patrimonio naturale e culturale, quale quello della via Francigena, ma cercherà di incentivare tutte le proposte già presenti sul territorio, cercando di contribuire alla creazione di nuove strutture per il cane.
Co-finanziato dal Programma Interreg VI-A Italia-Svizzera 2021/27, il progetto vedrà il Comune di Aosta contribuire con un investimento di poco più di 550 mila euro, il Comune di Saint-Rhémy-en-Bosses con 220 mila euro, il Comune di Etroubles con 131 mila euro, il Comune di Saint-Oyen con 87 mila euro e la Fondation Barry con circa 805 mila franchi svizzeri.
Per quanto riguarda Aosta, il progetto prevede la creazione sul territorio del Centro per la promozione della cultura del cane Aosta Dogs Village e una serie di attività ricomprese all’insegna dello slogan Aosta, città alpina Dog Friendly.
In questo filone sono previsti corsi per la gestione del cane per operatori turistici, un evento con sfilata di cani San Bernardo nel centro di Aosta, passeggiate lungo la via Francigena con i cani e un convegno sul tema degli animali da compagnia nel turismo con vari laboratori e workshop, oltre a iniziative parallele promozionali per famiglie e bambini.


Avviate le prime analisi sugli scarti agricoli nel progetto Agrihealth
Il progetto Interreg VI-A Italia-Svizzera 2021/2027 Agrihealth è entrato nella fase operativa. Dopo il lancio ufficiale svoltosi lunedì 24 marzo 2025 nella Sala archi candidi del Forte di Bard, i ricercatori dell’Institut Agricole Régional hanno avviato l’attività nei laboratori del centro di ricerca valdostano, con l’obiettivo di selezionare e studiare scarti agricoli utili allo sviluppo di test e sperimentazioni.
Tra febbraio e marzo 2025, i professionisti hanno individuato le prime matrici organiche da impiegare come base per le analisi. Si tratta di materiali derivati dalla potatura o dal diradamento di mele e uve, dalla potatura dei lamponi, torchiati e vinacce, foglie e troillet di noce, oltre a eccedenze ortofrutticole. In seguito saranno inclusi anche oli essenziali, piante infestanti e acque madri, ottenuti da lavorazioni industriali di materie prime naturali.
L’attività attuale è concentrata sullo sviluppo di metodologie innovative e sostenibili per l’estrazione delle sostanze d’interesse, utilizzando tre differenti strumenti. L’ASE, o Accelerated Solvent Extraction, impiega alta pressione e controllo della temperatura per separare composti da matrici solide e semi-solide. La UAE, o Ultrasound-Assisted Extraction, sfrutta gli ultrasuoni per migliorare l’efficienza del processo. Il Naviglio estrattore consente estrazioni dinamiche solido-liquido in condizioni controllate di pressione.
Una volta ottenuti gli estratti, viene eseguita la quantificazione dei polifenoli, composti organici noti per le loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Il metodo utilizzato è quello colorimetrico basato sul reattivo Folin-Ciocâlteu, introdotto negli Anni Settanta da Otto Folin e Vintilă Ciocâlteu. Gli estratti reagiscono con il reattivo in presenza di carbonato di sodio e, dopo incubazione a 70 gradi per 20 minuti, vengono portati a volume con acqua, filtrati e analizzati con spettrofotometro per misurare l’assorbanza. La quantità di polifenoli è determinata tramite una curva standard costruita usando l’acido gallico come riferimento.
Il progetto Agrihealth ha come capofila svizzero l’azienda Linnea SA e coinvolge, oltre all’Institut Agricole Régional, l’azienda ticinese Sferalp SA e l’Università del Piemonte Orientale, impegnata in parallelo nello svolgimento delle stesse analisi condotte in Valle d’Aosta.


Pubblicato / aggiornato
il 27/10/2025 alle 16:36
Categoria:
Politica e Amministrazione