Assemblea degli Enti locali del 3 dicembre 2024
(©Angelo Musumarra per bobine.tv) -
Alex Michieletto e Maurizio Fogagnolo
È durata quasi due ore l’Assemblea del Cpel – Consiglio permanente degli Enti Locali riunita ad Aosta nel pomeriggio di martedì 3 dicembre 2024, per affrontare dieci punti all’ordine del giorno.
Le nuove norme su accertamenti tributari e sanzioni
In apertura, l’avvocato Maurizio Fogagnolo di Ivrea, consulente legale del Cpel, ha spiegato ai sindaci valdostani i nuovi Regolamenti studiati dal Consiglio per l’applicazione della riforma fiscale, che prevedono comunque diverse modifiche fino al 2026, sulla base dei cosiddetti Strumenti deflativi del contenzioso tributario.
In pratica cambieranno le modalità degli accertamenti che dovranno svolgere gli Uffici tributi per recuperare le imposte e, conseguentemente, la gestione delle relative sanzioni, che saranno più basse rispetto agli anni precedenti: «le nuove norme prevedono strumenti preventivi rispetto all’emissione di un accertamento – ha spiegato Maurizio Fogagnolo – con una comunicazione pre-accertativa. Se questa è accettata dal cittadino, si avrà una riduzione delle sanzioni e, per fare questo, dovranno cambiare tutti i Regolamenti comunali».
Il cittadino che si sarà dimenticato di pagare un tributo comunale, invece di ricevere un’ingiunzione di pagamento aggravata da una sanzione, che di norma è il 30% dell’imposta da pagare, sarà invece contattato dall’Ufficio tributi con una proposta di pagamento nei sessanta giorni successivi e con la sanzione decurtata a un sesto di quanto previsto. Il decreto nazionale prevede che questa nuova norma potrà essere applicata solo per le violazioni successive al 1° settembre 2024 ma gli Enti locali potranno decidere di utilizzarla anche retroattivamente, basandosi sul principio dell’applicazione della sanzione più favorevole per il contribuente: «l’obiettivo è di litigare il meno possibile – ha ribadito il legale – perché se ogni contribuente decide di discutere con l’Ufficio tributi non si lavora più. Bisognerà spiegare che, dopo il ricevimento dell’avviso di pre-accertamento, che non rappresenta un atto di notifica, si accederà al pagamento ridotto. Se la scelta sarà invece di discutere con il Comune la riduzione della sanzione non sarà più possibile, anche se poi magari potrà capitare di riuscire ad ottenere una riduzione dell’imposta».
Il vantaggio della nuova norma è di favorire il pagamento delle imposte, per quanto non si possa escludere di innescare un circolo vizioso: «i temi di natura economica nei confronti dei cittadini hanno un impatto importante – ha aggiunto Alex Micheletto, presidente del Cpel-Celva – vorrei poter essere ottimista ma, con il 30% di sanzione, era conveniente pagare i tributi nei tempi previsti, mentre con l’abbassamento al 5% si incasserà sicuramente di più ma magari qualcuno potrà scegliere di “dimenticarsi” si pagare e quindi cade il principio di deterrenza e le ripercussioni le vedremo sul fondo crediti di dubbia esigibilità. L’abbattimento della sanzione potrà creare un’aspettativa sul fatto che non pagare costi molto meno e incassare il tributo dopo quattro anni trasformerà il Comune nella miglior banca possibile».
«A livello nazionale, si è deciso che l’importante è portare a casa l’imposta – ha risposto l’avvocato Maurizio Fogagnolo – noi abbiamo sulla testa la spada di Damocle del ruolo coattivo come strumento di riscossione nei confronti di chi non ha pagato spontaneamente. Quando si riceve una cartella esattoriale dall’Agenzia delle Entrate Riscossione e si comunica la disponibilità a pagare l’imposta, qualunque sia la reale capacità economica, loro devono cancellare la sanzione e gli interessi, qualunque sia il capitale. Purtroppo ragionando di utilizzare questo avviso di accertamento per tutto, di fronte a un sistema come questo, cambia tutto con maggiori pagamenti, più imposte e meno sanzioni».
Gli incontri con la Consigliera di parità e con Sport e Salute

Successivamente l’Assemblea del Cpel ha accolto la Consigliera regionale di parità Katya Foletto, che ha spiegato il suo ruolo: promuovere la parità di genere e la tutela delle persone dalle discriminazioni, principalmente nell’ambito del lavoro: «quelli che noi definiamo stereotipi di genere sono ancora ampiamente presenti in tutti i contesti sociali, lavorativi, nella scuola e anche nelle Istituzioni – ha ricordato – dove il numero di donne e di uomini nei Consigli comunali, nelle Giunte comunali e il numero dei sindaci non ha raggiunto il 40%, che è l’obiettivo minimo della rappresentanza. Non parliamo poi dell’Assemblea regionale, dove siamo ampiamente al di sotto di quella percentuale sia nel numero delle donne presenti in Consiglio sia di quelle presenti in Giunta che oggi è pari a zero. In vista della prossima tornata elettorale bisognerà promuovere la partecipazione alle donne in politica e alla vita amministrativa, organizzando iniziative concrete di riflessione nei singoli territori. Questo generalmente si va a scontrare con gli stereotipi culturali ma soprattutto con le esigenze di conciliazione, che spesso limitano la partecipazione alla vera e propria vita politica amministrativa che ancora oggi è fondata su orari che non consentono a chi un carico di cura di partecipare pienamente».
È stata poi Solange Morelli, coordinatore regionale di Sport e Salute Valle d’Aosta, la società in house del Ministero dell’economia che ha sostituito, nel 2018, Coni servizi, a presentare il progetto Bici in Comune promosso dal Ministero per lo sport e i giovani attraverso il Dipartimento per lo sport, in collaborazione con Sport e Salute e Anci, per promuovere l’uso della bicicletta come strumento di movimento quotidiano anche in ambito turistico.
Il progetto, un bando nazionale da 12 milioni e 600mila euro di finanziamenti a fondo perduto, potrà interessare anche i Comuni valdostani in quanto sono stati riservati 50mila euro per gli Enti locali con popolazione sotto i cinquemila abitanti, che potranno organizzare iniziative per incentivare l’uso della bicicletta, per la riqualificazione e l’ammodernamento delle piste ciclabili e per eventi promozionali.
Il bando scade il 13 gennaio 2025 e, al momento, sono state presentate 350 domande.

Arriva VdAPAY, la nuova piattaforma regionale per pagoPA
L’organizzazione della nuova piattaforma VdAPAY, che servirà per consentire l’uso dei servizi di pagamento digitale di pagoPA, che sarà approvata dalla Giunta regionale lunedì 9 dicembre, è stato il tema sul quale l’assessore regionale all’innovazione, Luciano Caveri, insieme al suo dirigente Roberto Gens, ha informato i sindaci: «esistono degli obblighi che ci portano ad adeguare il sistema pagoPA – ha dettagliato l’assessore – e ci sono dati interessanti che dimostrano anche il tasso di utilizzo dei sistemi. È del tutto evidente che questa piattaforma andava obbligatoriamente modernizzata e questo progetto, che costerà all’Amministrazione quasi due milioni di euro, dovrebbe migliorare tutta una serie di funzionalità di pagoPA, in particolare la piattaforma regionale dei pagamenti telematici, l’ottimizzazione dei processi dei flussi informativi per la gestione della riscossione per la Regione e la costituzione di un centro di competenza regionale per la gestione di questi servizi. Questa piattaforma varrà per i 74 Comuni, le otto Unités des Communes, Usl, Inva, Finaosta e sei altri enti, il Consorzio di Comuni, il Bim, l’Arpa, la Plaine, il Comitato regionale per la gestione venatoria, il Parco del Mont Avic e l’Agenzia regionale dei segretari. Questo portale del cittadino consentirà all’utente autenticato di individuare i dovuti pagamenti da saldare o gli avvisi di pagamento, con la possibilità di effettuare il pagamento di più posizione debitorie contemporaneamente, attraverso dei filtri di ricerca. Abbiamo visto che alcuni Comuni non usano questa piattaforma per il pagamento delle multe, mentre chi la utilizza sembra avere un elemento di soddisfazione. Noi avremo bisogno di concordare un Comitato di pilotaggio con sei Enti con i quali iniziare a fare il lavoro che dovrà essere completato entro il 30 giugno dell’anno prossimo».
Dopo la presentazione dell’assessore, l’Assemblea del Cpel ha quindi dato parere positivo all’unanimità sulla piattaforma VdAPAY, comprensivo del cronoprogramma per il passaggio dei singoli Enti dalla piattaforma attualmente in uso a quella nuova: «abbiamo voluto rimarcare il fatto che venga assicurato il supporto tecnico informatico agli Enti locali – ha sottolineato Alex Brunod, relatore del parere – riducendo l’attività in capo ai singoli e garantendo ogni forma di comunicazione utile ad informare e a coinvolgere i cittadini e professionisti, evitando anche l’interruzione dei servizi di pagamento. L’Amministrazione regionale dovrà garantire che di essere l’unico ente titolato e individuato quale intermediario tecnologico, al fine di minimizzare la condivisione dei dati anche rispetto alla normativa sulla privacy e la duplicazione degli interlocutori. Esprimendo preoccupazione per i costi relativi all’adeguamento e all’integrazione delle applicativi degli Enti locali chiediamo che, nell’ambito di una fattiva collaborazione, l’Amministrazione regionale si adoperi per sostenere tutti gli eventuali costi aggiuntivi, con le relative convenzioni in scadenza essere il prossimo 31 dicembre si dovranno intendere formalmente prorogate nelle more della sottoscrizione delle nuove convenzioni o comunque fino alla scadenza progettuale del 30 giugno, cercando di fare una transazione più dolce possibile, e con i minor costi possibili».

Normare le attività di tatuaggio, trucco permanente e piercing
Non sono mancati i sorrisi e le risatine quando si è affrontato il parere sulla proposta di legge regionale n. 170 sulla disciplina delle attività di tatuaggio, trucco permanente e piercing: «anche noi in Consulta abbiamo sorriso – ha raccontato Alex Brunod, che ha relazionato ai colleghi anche su questo tema – ma in realtà è un tema molto delicato visto che si va a normare dal punto di vista igienico sanitario e anche urbanistico il settore dei tatuaggi e dei piercing. È una moda molto diffusa sempre di più anche tra i giovani e giovanissimi, cercando così di tutelare in qualche modo coloro i quali si recano da questi professionisti, equiparando questa attività alle altre tipologie come quella di parrucchiere o estetista, che hanno invece delle norme molto restrittive, con percorsi formativi obbligatori o il superamento di un esame teorico pratico o ancora la certificazione di un periodo minimo di esperienza lavorativa».
Il parere, dopo una breve discussione che ha chiarito che queste norme non si applicano ai truccabimbi, è stato approvato all’unanimità, chiedendo anche di tenere conto del profilo di rischio igienico-sanitario e delle implicazioni edilizie e di urbanistica, prevedendo la possibilità che l’attività possa essere svolta anche in locali destinati all’abitazione privata a condizioni che questi siano separati da quelli adibiti a civili abitazione, soddisfacendo specifici requisiti igienico sanitari.
Gli altri pareri
Dopo aver dato parere positivo all’unanimità sulla proposta di deliberazione della Giunta regionale per le modalità e indicazioni per il trasferimento ai Comuni di risorse per le spese relative, dal 1° gennaio 2025, per il servizio di mensa scolastica per i docenti delle scuole dell’infanzia dipendenti dalla Regione e per il personale impegnato nella vigilanza e assistenza degli scolari, chiedendo di adeguare il valore di 5 euro del relativo buono pasto, risalente al 2016, ai 6,50 euro del buono pasto dei dipendenti del Comparto unico, l’Assemblea del Cpel ha dato parere positivo anche sulla proposta di deliberazione della Giunta regionale sull’approvazione dei criteri per l’erogazione del contributo straordinario a favore dell’Azienda pubblica di servizi alla persona J.B. Festaz di Aosta, che otterrà dalla Regione altri 500mila euro, pescati dal capitolo della finanza locale, che si aggiungono al milione e 819mila euro già stanziato per i lavori di adeguamento e ristrutturazione della residenza sanitaria.
Inoltre è stato deliberato di dare attuazione alla proposta, da parte del Cpel, di ricandidare, dopo «il mancato riscontro dell’anno scorso», l’ex dirigente regionale Anna Fosson per l’onorificenza regionale di Chevalier de l’Autonomie.
I finanziamenti straordinari per i danni alluvionali di giugno
L’ultimo punto all’ordine del giorno è stato il parere positivo all’unanimità sulla deliberazione della Giunta regionale per l’approvazione degli interventi, dei criteri e delle modalità per l’erogazione dei finanziamenti straordinari a sostegno degli investimenti degli Enti locali colpiti dall’alluvione degli scorsi 29 e 30 giugno previsti dalla legge regionale 27/2024 che prevedono 75mila euro per il Comune di Brusson, 180mila per Châtillon, 76mila per Émarèse, 9mila per Montjovet, 10mila per Pontey e 150mila euro per Ayas, che si aggiungono ai 13 milioni 800mila euro già stanziati per Cogne ed ai 4 milioni e 400mila euro per Valtournenche.
I contributi andranno a coprire il 100% dei costi dei lavori e delle spese tecniche: «abbiamo inserito una piccola parte rafforzativa dove si chiede, nel caso in cui si manifestino ulteriori evidenze di danni – ha rimarcato Alex Brunod – sia eventualmente prevista nel corso dell’anno 2025 l’integrazione dei fondi messi a disposizione per gli interventi di ripristino».

In chiusura di Assemblea, Alex Micheletto, dopo aver richiamato i colleghi alla partecipazione delle riunione delle Consulte «che nell’ultimo periodo hanno visto una presenza esigua, per usare un eufemismo» ha riportato la comunicazione del Dipartimento della Protezione civile che ha preparato i primi 46 pallet di dotazione minima da distribuire a tutti gli Enti locali, con sacchi di ghiaccio, cuscini gonfiabili, brandine da campo, rastrelli tira acqua e tira fango, mascherine e tute di protezione in tnt e un gruppo elettrogeno da 5,5 kW, per interventi urgenti ed immediati. La distribuzione inizierà il 5 dicembre prossimo e sarà articolata su dodici giorni.
Infine «con estrema soddisfazione» il presidente del Cpel-Celva ha annunciato di aver sottoscritto, martedì 26 novembre, con le Organizzazioni sindacali, il Regolamento per il riparto degli incentivi funzioni tecniche: «è stata lunga ovviamente, ma ce l’abbiamo fatta – ha chiosato – alla fine non sono state apportate modifiche alla versione che abbiamo condiviso qui in Assemblea. Il risultato è sicuramente positivo e l’iter che bisognerà seguire è che ogni Comune dovrà approvare il nuovo Regolamento e su quello condiviso nessuno avrà niente da dire. Chi lo modificherà si assumerà il rischio di andare nuovamente in contrattazione».
Pubblicato / aggiornato
il 04/12/2024 alle 10:48
Categoria:
Politica e Amministrazione