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Le osservazioni di Valle d’Aosta aperta al Piano regionale dei trasporti

Nel corso di una conferenza stampa, Valle d’Aosta Aperta ha illustrato le osservazioni presentate al Piano regionale dei trasporti, approfondendo alcuni temi già evidenziati e integrando i contributi raccolti dal territorio e dalla società civile. Il movimento ha ribadito che il documento rappresenta un mero adempimento burocratico trasformato in una lista di promesse elettorali da Union valdôtaine e Partito democratico, senza alcuna azione concreta volta a migliorare l’attuale situazione della mobilità in Valle d’Aosta.

Nel video, la registrazione integrale dell’incontro.

Secondo Carola Carpinello, il Piano si basa su un approccio incentrato su gigantismo, asfalto e cemento, senza alcuna considerazione per la crisi climatica: «La mobilità è un tema centrale nella vita dei cittadini e dovrebbe essere una priorità per la Pubblica Amministrazione. Tuttavia, in questo documento, che ha un orizzonte temporale ultradecennale, non si intravede alcuna azione efficace volta a migliorare l’attuale situazione.
Sono proposte opere fantasmagoriche, del tutto decontestualizzate. Pare, ad esempio, che Anas non sia stata nemmeno consultata in merito al cosiddetto “serpentone”, destinato a sostituire la ferrovia Aosta-Pont-Saint-Martin e a svilupparsi, per buona parte, lungo la Strada statale 26.
Inoltre, il Piano manca totalmente di un’analisi di contesto rispetto agli obiettivi generali e specifici. Non vi sono indicazioni chiare sui tempi e sui costi previsti per la realizzazione degli interventi, molti dei quali dipendono da proprietà di altri enti, concessionari o gestori. Diversi interventi, inoltre, risultano in contrasto con le normative regionali, nazionali ed europee, nonché con i diversi piani approvati dal 2016 a oggi
».

Alex Glarey ha sottolineato che, dopo la conferenza stampa di agosto 2024, Valle d’Aosta Aperta ha ricevuto numerose segnalazioni da parte della popolazione. Tra le richieste più significative si segnalano:

  • l’estensione del servizio Allô Nuit anche alla zona dell’alta Valle e della media-bassa Valle, a conferma di un forte bisogno di mobilità notturna diffusa
  • lo stralcio del collegamento funiviario delle Cime Bianche, poiché non può essere considerato trasporto pubblico e, di conseguenza, rende il Piano, nella sua forma attuale, illegittimo
  • gravi criticità rispetto all’uscita autostradale prevista a Entrèves, che risulterebbe fortemente impattante e riproporrebbe una soluzione già bocciata dalla popolazione.

Valle d’Aosta Aperta ha inoltre evidenziato il ruolo marginale del Comune di Aosta nel Piano. Erika Guichardaz ha ricordato che il gruppo del Progetto civico progressista, grazie al consigliere Diego Foti, aveva presentato un ordine del giorno per chiedere che il PRT fosse analizzato in Commissione, così da poter avanzare osservazioni: «La richiesta è stata respinta e ora attendiamo di capire quale sia la posizione della Giunta comunale su temi cruciali come l’attraversamento a raso della ferrovia, l’hub di interscambio e le altre questioni che riguardano direttamente Aosta».

Pubblicato / aggiornato il 06/02/2025 alle 09:06
Categoria: Politica e Amministrazione / Video