Festival delle arti marziali 2025
(©Evigarbolino) -
Festival delle arti marziali 2025
Si è concluso sabato 5 aprile 2025, nella palestra comunale di via Volontari del Sangue, ad Aosta, dalle ore 15 alle 18, la seconda edizione del Festival delle arti marziali, progetto organizzato dall’associazione sportiva Aikido VdA, che ha coinvolto 150 studenti dell’Istitut agricole régional e dell’Iptr Corrado Gex di Aosta e dell’Istituto Don Bosco di Châtillon.
Agli studenti è stata riservata prima giornata del festival, nella mattinata di venerdì 2 aprile, quando si sono confrontati sulle tematiche del progetto Violenza di genere: ti disarmo, iniziativa che ha ottenuto un contributo di 20.900 euro dall’Assessorato regionale ai beni e attività culturali, sistema educativo e politiche per le relazioni intergenerazionali, nell’ambito del Fondo regionale per le politiche giovanili, che ha finanziato 18 progetti per complessivi 352mila euro.
Il festival, che conclude il progetto con un’esibizione di tre arti marziali, l’Aikido, il Karate ed il Kung Fu, a cui si aggiunge la disciplina di difesa personale krav maga, permettendo al pubblico interessato di avvicinarsi alle arti marziali, è passato dalle tematiche del bullismo del 2024, che aveva interessato una sessantina di studenti, a quelle della violenza di genere, affiancando alla psicologa psicoterapeuta in formazione Selena Spalla, che aveva tenuto gli incontri a scuola nel 2024, la collega Lucrezia Adorni: «la scuola rappresenta un contesto importantissimo su cui fare perno per la sensibilizzazione di fenomeni come la violenza di genere – ha evidenziato Selena Spalla – abbiamo dato la possibilità agli alunni di lavorare attraverso le arti marziali sulla connessione mente-corpo, la regolazione emotiva, la mentalizzazione e il raggiungimento di un proprio equilibrio interiore».
«Oggi, venerdì, è stata la giornata conclusiva del progetto effettuato nelle scuole – spiega Selena Spalla – Abbiamo lavorato su due aspetti, uno di psicoeducazione, che ha aiutato i ragazzi ad acquisire consapevolezza sul fenomeno della violenza di genere, ed uno più pratico in palestra con le arti marziali, soprattutto l’aikido, mentre nel corso del Festival hanno potuto vedere e sperimentare le altre discipline. È stato un successo, come l’anno scorso, e ci auguriamo che le abilità acquisite in questo progetto vengano poi portate nel percorso di vita dei ragazzi”.
Sabato pomeriggio tante persone, armate di curiosità, si sono ritrovate per approfondire, scoprire – e riscoprire – il mondo delle arti marziali: uomini e donne di tutte le età sono scese sui quattro tatami per conoscere le diverse discipline, dal gesto tecnico alla filosofia che le guida. Gli stessi iscritti alle quattro scuole hanno voluto provare le altre discipline, spinte dalla voglia di scoperta e confronto. A concludere l’evento è stata l’esibizione delle quattro scuole.
«Questo progetto si pone in continuità con il precedente – ha aggiunto Lucia Hugonin, dirigente della Sovrintendenza regionale agli studi – sempre organizzato dalla società Aikido VdA che aveva come tema il bullismo il quale, insieme alla violenza di genere, rappresentano due mali della nostra società che segnano il mondo giovanile. La scuola valdostana è in prima linea nella lotta contro questi questi fenomeni, è una sfida importante ma molto difficile e per questo non dobbiamo essere lasciati soli. È importante che ci sia un’alleanza tra scuola e gli altri ambiti della società. Il processo educativo non è prerogativa della scuola o delle famiglie, ma è sicuramente qualcosa di cui l’intera società si deve fare carico. Il bullismo e la violenza di genere sono fenomeni che hanno sicuramente molte cause e che trovano in parte ragione nell’attuale contesto sociale, caratterizzato da un’elevata competitività e da una una tendenza alla prevalenza, nonché da una certa superficialità nell’affrontare i problemi. La disciplina dell’Aikido è portatrice di valori positivi in questo senso, come il rispetto, l’empatia, la conoscenza di sé, del proprio corpo e della propria mente e quindi certamente è in grado di veicolare valori molto positivi per i giovani».

«Chi fa un arte marziale non è che impara a picchiare, impara a gestire la propria consapevolezza, la connessione tra mente e corpo – ha ribadito Rocco Foti, istruttore di sicurezza e difesa personale, dell’associazione sportiva Aikido VdA – impara a controllare i propri istinti, a rispettare l’avversario ed a non prevaricare. Poi ci sono sempre in giro le mele marce, ci sono anche cattivi maestri che prendono degli allievi e creano delle macchine, ma un buon maestro è quello che insegna la consapevolezza, il rispetto ed a non infierire. Questo è quello che abbiamo portato nelle scuole, la parte bella di queste discipline. Mi è capitato anche di incontrare persone che facessero Aikido senza averne minimamente colto la filosofia, e quello che possiamo fare noi è disarmarli, donando, a chi partecipa a questi progetti, la consapevolezza. Siamo partiti dalle scuole perché è da lì che bisogna iniziare, dato che cambiare la mente di un adulto è più complicato anche se non è impossibile, sicuramente è più facile farlo con delle tele bianche come possono essere gli alunni».
Nonostante il coinvolgimento, nel 2024, di oltre trecento persone, il festival non è riuscito a invertire la tendenza che, negli ultimi anni, vede un progressivo calo di presenze di atleti nelle varie associazioni valdostane di arti marziali, penalizzate anche da una profonda frammentazione che ne mette a rischio l’esistenza: «abbiamo comunque avuto un riscontro in maniera importante per la parte giovanile, noi siamo arrivati a 23 iscritti ma non credo che arrivino tutti dal festival – ha quindi precisato Rocco Foti – nelle scuole noi non facciamo promozione alle nostre società ma ribadiamo ai ragazzi l’importanza di svolgere attività sportiva, imparando a sfogare tutto ciò che hanno di represso. A livello di adulti il festival non ci ha portato nessuno, magari non siamo stati abbastanza efficaci o non abbiamo trasmesso bene il nostro messaggio, ma non è questo il fine del progetto. Se io cambio anche soltanto un alunno nelle scuole ho già portato a casa il mio risultato».
«Le Arti Marziali sono uno stile di vita, una filosofia, ognuna con le sue specificità – dice Rocco Foti responsabile del progetto – Vedere così tanti bambini e adulti sul tatami non può che riempirci di gioia, ci fa venire voglia di crescere ancora di più con il progetto che abbiamo sviluppato e che è passato da 60 alunni l’anno scorso a 150 quest’anno. Bullismo e violenza di genere sono problemi che purtroppo sono intorno a noi nella vita di tutti i giorni e che non dobbiamo pensare di risolvere contrastandoli, ma “togliendo loro le armi”. A volte sottovalutiamo alcuni comportamenti, ma ci sono dei campanelli d’allarme da non sottovalutare, e questo è possibile anche facendo crescere la consapevolezza dei più giovani. Le Arti Marziali possono essere uno degli strumenti per cercare di risolvere questi problemi, e vedere il coinvolgimento dei ragazzi delle scuole e la partecipazione del pubblico al Festival non può che inorgoglirci”.
Il festival è anche sostenuto dal Comune di Aosta, che ha concesso il patrocinio, e quindi l’uso gratuito della palestra e degli spazi pubblici della città, rendendo però impossibile, come da regolamento, la promozione per finalità commerciali delle associazioni sportive coinvolte, che non percepiscono compensi per la loro partecipazione all’iniziativa: «i fondi pubblici saranno utilizzati per la promozione del festival – ha concluso Rocco Foti, che oltre ad occuparsi di difesa personale dirige anche un’emittente radiofonica locale – per la presenza delle psicologhe che lo fanno di mestiere e quindi vanno retribuite, così come chi cura la parte grafica, il noleggio di strutture e gli eventuali pullman per spostare gli studenti. Per la mia associazione faccio tutto con le mie risorse, non ho bisogno del pubblico, non si potrebbe neanche guadagnare di organizzando questo tipo di iniziative».







Pubblicato / aggiornato
il 07/04/2025 alle 12:05
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Categoria:
Sport