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Progetto ApiAlpes: biodiversità e sostenibilità

Progetto ApiAlpes: biodiversità e sostenibilità (©Comune di Châtillon) - La presentazione del progetto Interreg Italia-Svizzera ApiAlpes

Venerdì 4 aprile 2025, è stato presentato il progetto Interreg Italia-Svizzera Api Alpes.

Il presupposto è che le api svolgono un ruolo cruciale negli ecosistemi alpini, garantendo la biodiversità e la produzione agricola attraverso l’impollinazione. L’ambiente montano presenta caratteristiche uniche che influenzano la vita e l’attività delle api, rendendo necessaria una gestione attenta per la loro salvaguardia.

Le api sono responsabili dell’impollinazione di oltre il 75% delle piante da fiore e di molte colture agricole. Nelle Alpi, la loro attività contribuisce alla conservazione della flora locale, essenziale per il mantenimento della biodiversità. Le piante alpine, adattate a condizioni climatiche estreme, dipendono spesso da impollinatori specifici per la loro riproduzione, rendendo le api un anello fondamentale della catena ecologica.

Nonostante la loro importanza, le api alpine affrontano numerose minacce, tra cui:

  • cambiamenti climatici: il riscaldamento globale altera la stagionalità della fioritura e riduce la disponibilità di piante nettarifere.
  • uso di pesticidi: anche nelle regioni montane, l’agricoltura intensiva può introdurre sostanze nocive per le api.
  • perdita di habitat: l’urbanizzazione e l’abbandono delle pratiche agricole tradizionali portano a una riduzione delle aree fiorite.
  • malattie e parassiti: la diffusione della varroa e di altre patologie rappresenta una grave minaccia per la sopravvivenza delle colonie.

Per garantire la sopravvivenza delle api nelle Alpi, è necessario adottare strategie di conservazione mirate. Alcune delle misure più efficaci includono:

  • promozione dell’apicoltura sostenibile: l’adozione di pratiche apistiche rispettose dell’ambiente, come la riduzione dell’uso di trattamenti chimici e la selezione di razze resistenti alle malattie.
  • protezione degli habitat naturali: la conservazione dei prati fioriti e delle zone boschive garantisce la disponibilità di risorse alimentari per le api.
  • regolamentazione dei pesticidi: il divieto o la limitazione dell’uso di sostanze nocive per gli impollinatori può ridurre la mortalità delle api.
  • sensibilizzazione e formazione: iniziative educative rivolte ad agricoltori, apicoltori e cittadini possono favorire una maggiore consapevolezza sull’importanza delle api e sui metodi per proteggerle.

Le api rappresentano un elemento essenziale per l’equilibrio ecologico delle Alpi. La loro tutela richiede un impegno congiunto tra istituzioni, apicoltori e cittadini, affinché siano adottate politiche di conservazione efficaci. Solo attraverso un’azione coordinata sarà possibile garantire la sopravvivenza di questi preziosi impollinatori e la sostenibilità degli ecosistemi alpini.

Il Progetto europeo Italia-Svizzera

Un esempio concreto di impegno per la tutela delle api nelle Alpi è il progetto transfrontaliero Italia-Svizzera, che mira a promuovere la sostenibilità dell’apicoltura e a rafforzare la cooperazione tra i due Paesi nella gestione degli ecosistemi alpini.

Questo progetto prevede azioni specifiche, tra cui:

  • monitoraggio delle popolazioni di api: raccolta e analisi di dati sulla salute degli impollinatori e sulle variazioni climatiche che influenzano la loro attività.
  • creazione di corridoi ecologici: sviluppo di aree fiorite lungo le principali rotte di impollinazione per garantire alle api un habitat sicuro e ricco di risorse.
  • formazione per apicoltori e agricoltori: organizzazione di workshop e corsi per diffondere pratiche agricole sostenibili e tecniche di apicoltura rispettose dell’ambiente.
  • collaborazione tra istituzioni e associazioni: rafforzamento della rete di enti di ricerca, università e associazioni di apicoltori per condividere conoscenze e buone pratiche.

La presentazione

Alla conferenza di presentazione hanno partecipato i rappresentanti dei partner.

Camillo Dujany, sindaco del Comune di Châtillon, Valle d’Aosta, precisato che scopo del progetto è pervenire a un marchio di qualità del miele prodotto in ambienti a inquinamento ridotto. Le attività di progetto sono iniziate il 1° gennaio 2025 e si concluderà entro il 30 giugno 2027. A Châtillon, grazie a una dotazione di 750mila euro, si procederà alla restituzione dei dati raccolti grazie al progetto in uno spazio accanto al Museo del Miele.

Michel Rausis, vicepresidente del Consiglio della Fondazione ApiAlpes, ha posto l’accento sulla necessità di preservare la biodiversità per garantire la sopravvivenza delle api-

Jean-Baptiste Moulin, direttore del Centro di competenza in apicoltura di Sembrancher, ha precisato che è la prima volta che, in Europa, ci si concentra sulla problematica delle api. Sarà studiata la modifica delle fioriture alpine in conseguenza del cambiamento climatico e le loro conseguenze non necessariamente negative. La tecnologia informatica ci permetterà di prevedere cosa succederà nei pascoli alpini nei prossimi decenni. Sarà studiato l’arrivo dei patogeni e si cercherà di diffondere questi saperi.650 mila euro

Riccardo Orusa, coordinatore per il progetto all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, ha spiegato che l’Istituto parteciperà mettendo a disposizione le proprie tecnologie innovative: satellitari e di intelligenza artificiale. Due malattie colpiscono le api, in Europa, e vi sono un piano nazionale e uno europeo che hanno la funzione di sensibilizzare gli agricoltori e tutti coloro che sono coinvolti.

Jean-Marie Putallaz, consigliere nella fondazione Apialpes, gruppo di lavoro dedicato alla ricerca, ha declinato l’evoluzione delle condizioni territoriali, agricole e ambientali nell’Entemont, dove si registra l’arretramento della foresta e la perdita di biodiversità. olte specie sono in pericolo. A tutto ciò bisogna essere in grado di rispondere.

L’assessore agli Affari europei Luciano Caveri ha fatto il punto sulla collaborazione transfrontaliers fra la Svizzera e la Valle d’Aosta, con cinque progetti attualmente in corso.

L’assessore all’Agricoltura Marco Carrel ha tracciato la situazione dell’apicoltura in Valle d’Aosta: 600 apicoltori con 8.600 arnie che producono 130 tonnellate di miele ogni anno. Un settore che deve essere tutelato e questo progetto di pone come risposta.

Non ha potuto partecipare Christophe Randin, direttore del Centro alpino di fitogeografia del giardino alpino di Champex-Lac.

Pubblicato / aggiornato il 04/04/2025 alle 10:36
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Categoria: Politica e Amministrazione