Assemblea Anaborava 2025
Giovedì 22 maggio 2025, l’Associazione nazionale Allevatori Bovini Razza valdostana (A.N.A.BO.Ra.Va.) ha riunito la sua Assemblea Ordinaria. L’evento è stato strutturato in due parti principali: una sessione amministrativa e una sessione tecnica, dedicate rispettivamente all’analisi della gestione finanziaria del 2024 e alla rendicontazione delle attività tecniche e sanitarie dello stesso anno, unitamente alla pianificazione futura.
Sessione amministrativa
Approvazione del Bilancio e prospettive organizzative
La fase amministrativa dell’Assemblea si è svolta con l’esame e la successiva approvazione del Bilancio di esercizio relativo all’anno 2024, accompagnato dalla Relazione del Consiglio di Amministrazione e dalla Relazione dei Revisori dei Conti. Tali documenti hanno fornito una panoramica della situazione finanziaria e gestionale dell’Associazione. Successivamente, sono state formalizzate le quote associative per l’anno 2025 ed è stato presentato il Bilancio preventivo per il medesimo periodo, delineando le previsioni di spesa e di entrata. Un elemento chiave dell’ordine del giorno ha riguardato la ratifica del programma ministeriale per il 2025, indicando il supporto istituzionale alle iniziative dell’Anaborava.
Le elezioni
L’Assemblea ha rinnovato le cariche sociali per il triennio 2025/27. Mirko Bizel, che aveva assunto la carica di presidente nel gennaio 2025, dopo le dimissioni di Edy Bianquin, sarà affiancato da Dario Bagnod e Davide Ramires (videpresidenti), René Clos, Dario Bétemps, Francesco Pinet, Emma Demoz, Federico Desogus e Mario Cipriano Moliner (consiglieri). Sono concsiglieri supplenti Fabio Pascal e Fabien Persod.
Sessione tecnica
Analisi delle performance 2024 in fecondazione e sanità animale
La seconda sessione ì è stata interamente dedicata alla presentazione e discussione della relazione sull’attività tecnica svolta nel 2024, con un focus particolare sui risultati della fecondazione e sull’implementazione dei programmi sanitari.
Gli allevatori soci sono 1.417 (-16 rispetto al 2023).
Sul libro genealogico risultano 34.922 capi iscritti, in lieve perdita (-326) rispetto al 2023 ma si è arrestato l’importante decremento registrato fra il 2022 e il 2023. Le pezzate rosse sono 23.228 e le pezzate nere sono 11.694. Ogni pezzata rossa produce una media di 3.900 kg di latte rispetto ai 3.723 della pezzata nera. Per produrre un kg di formaggio, sono oggi necessari 10,74 litri di latte; nel 2018 ne erano necessari 9,68.
Fecondazione
I dati presentati hanno delineato un quadro preciso delle attività di riproduzione, attuata con 18 tori di pezzata rossa (29.600 dosi prodotte), 11 di pezzata nera con mantello castano (10.422 dosi) e 2 di pezzata nera con mantello pezzato nero (4.337 dosi). In totale, sono stati effettuati prelievi per 45.435 dosi commerciali di seme. Il prezzo di vendita varia a seconda della qualità del toro e può arrivare sino a 50 euro a dose.
Per quanto riguarda la fecondazione, questi i dati:
- Popolazione di vacche coinvolte: Un totale di 17.757 vacche sono state oggetto di interventi di fecondazione.
- Ripartizione per metodo di fecondazione:
- Fecondazione artificiale (FA): Questo metodo ha interessato 11.992 vacche, rappresentando il 67,53% del totale delle vacche coinvolte.
- Fecondazione naturale (FN): Le vacche sottoposte a FN sono state 5.765, pari al 32,47% del totale.
- Numero di interventi eseguiti:
- Gli interventi di Fecondazione artificiale hanno raggiunto un totale di 20.158, registrando un incremento di 403 interventi rispetto all’anno precedente.
- Gli interventi di Fecondazione naturale sono stati 7.478, con un aumento di 1.028 interventi rispetto all’anno precedente.
- Totale interventi complessivi: Il numero totale di interventi di fecondazione (FA + FN) è stato di 27.636, indicando un incremento complessivo di 625 interventi rispetto all’anno precedente.
- Percentuale sul tipo di itervento: La Fecondazione artificiale ha costituito il 72,94% del totale degli interventi eseguiti, mentre la Fecondazione naturale ha rappresentato il restante 27,06%.
Programmi sanitari e interventi correlati
Un’ampia sezione della relazione tecnica è stata dedicata ai programmi sanitari e agli investimenti correlati:
- Costo complessivo dei programmi sanitari: un investimento totale di € 1.219.736,70 è stato destinato all’assistenza zooiatrica. Questo importo è stato interamente finanziato dall’Assessorato della Sanità. La determinazione di qualità genetica dei riproduttori è costata 121mila euro (coperti dall’Assessorato dell’Agricoltura) e gli incentivi zootecnici al miglioramento genetico sono costati 1.134.039 euro (coperti da contributo regionale)
- Mastite: il programma di lotta alla mastite bovina ha visto 3.200 campioni con oltre il doppio odi esami eseguiti. Sono stati presi in carico 105 casi di sforamenti (per cellule e carica batterica totale) cui sono seguiti altrettanti sopralluoghi cn produzione di verbale
- Piano parassitosi e Bluetongue: il Piano ipodermi (dopo due anni che non vi erano casi) è stato trasformato in Piano parassitosi utilizzando l’Eprizero, che colpisce residui di ipodermi ma agisce in modo preciso su endo parassiti ed ecto parassiti. Sono stati utilizzati 6 mila euro e la restante parte del budget è stata utilizzata per trattare la bluetongue (22.600 euro spesi per l’acquisto di farmaci). Sono stati trattati 19.835 capi di 614 allevamenti (dati settembre 2024). Sono stati utilizzati farmaci insetto-repellenti che hanno agito quindi anche contro altre infestazioni. Sulla situazione per la prossima stagione, abbiamo videointervistato Enrica Muraro, veterinario regionale e dirigente della Struttura operativa Prevenzione, sanità pubblica, veterinaria e sicurezza alimentare.
Genomica
La genomica al servizio della razza valdostana: innovazione per preservare e migliorare
Coon l’Università di Milano è stato avviato uno studio dal titolo La genomica: un’opportunità per la razza valdostana, che rappresenta una svolta nell’approccio alla selezione del bestiame autoctono. Per le pezzate rosse, in risposta alla richiesta degli allevatori di incrementare la produzione, si è scelto di utilizzare un indice basato sulla resa casearia delle madri di toro, garantendo così criteri di selezione più precisi e mirati.
Un patrimonio genetico da primato
La genomica della Valle d’Aosta vanta la popolazione autoctona più ricca in termini di dati: oltre 10.000 genotipi raccolti tra maschi e femmine e 48 tori interamente sequenziati. Questo imponente database genetico si fonda su un accurato rilevamento dei dati fenotipici, a partire dal quale i ricercatori identificano nel DNA gli indicatori che permettono di prevedere la capacità produttiva degli animali ancora prima che inizino a produrre.
Selezione mirata e ottimizzazione delle risorse
La genotipizzazione delle femmine consente di decidere con precisione scientifica quali destinare alla rimonta e quali alla produzione di carne, mentre per i maschi permette di identificare i soggetti più idonei per il centro genetico. Ottenere la valutazione genomica di un animale equivale a comprendere anticipatamente la produttività delle sue future figlie.
Questa tecnologia non si limita alla produzione lattiera: può essere applicata anche per determinare la combattività nelle tradizionali batailles, pur considerando che ambiente, confronto diretto e modalità di allevamento mantengono un ruolo determinante. Per la produzione di carne, la selezione può essere orientata verso caratteristiche specifiche come la tenerezza.
Con un investimento di soli 25 euro a capo è possibile ottenere tutte le informazioni genetiche attualmente rilevabili. Le madri di toro sono state selezionate in base alla resa casearia effettiva per rispondere concretamente all’esigenza di aumentare la produzione in tempi ragionevoli, applicando lo stesso criterio per i torelli destinati alla riproduzione.
Il disciplinare prevede che gli animali siano scelti tra i capi iscritti al registro ma una deroga del 20% che consente l’inclusione delle manze. L’ufficio fornisce agli allevatori le indicazioni di base, ma ogni singolo allevatore mantiene la facoltà di valutare quale animale destinare effettivamente alla selezione.
Una nuova filosofia: non solo estetica ma efficienza
«Oggi ad Anabrava non si chiede più di migliorare semplicemente la qualità estetica degli animali ma la loro efficienza produttiva», spiegano i responsabili del programma. «I nostri animali sono già belli, manterremo l’attenzione sulla conformazione della mammella ma dobbiamo puntare sull’incremento della produzione. Confidiamo che gli allevatori sapranno seguirci in questa evoluzione».
La forza della razza valdostana risiede nella longevità e nella rusticità, caratteristiche che non devono essere compromesse. L’obiettivo è chiaro: migliorare le prestazioni senza alterare l’identità genetica della razza attraverso l’introduzione di sangue esterno, in piena coerenza con il programma di conservazione della biodiversità locale.
Pubblicato / aggiornato
il 27/05/2025 alle 08:23
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Categoria:
Economia e Lavoro / Video