Vai al contenuto

Povertà alimentare in crescita anche in Valle d’Aosta

Povertà alimentare in crescita anche in Valle d’Aosta (©Gemini Image3) - Povertà alimentare

Nel 2023, quasi 6 milioni di persone hanno vissuto in condizioni di povertà alimentare o insicurezza alimentare, secondo quanto riportato dal dossier Fragili equilibri pubblicato da ActionAid. Si tratta di 680.000 persone in più rispetto al 2022, segno di una tendenza in peggioramento che riguarda non solo i più poveri ma anche coloro che, pur avendo un reddito sopra la soglia della povertà assoluta, affrontano precarietà lavorativa, abitativa o sociale. In molti casi, il cibo diventa la prima voce su cui risparmiare, trasformandosi in spazio di rinuncia e, talvolta, di vera e propria privazione.

La povertà alimentare, come rilevato dal rapporto, non significa solo un piatto vuoto ma anche l’impossibilità di scegliere cosa mangiare, quando, come e con chi. Si tratta di una condizione che priva le persone anche di relazioni sociali e condivisione. Il monitoraggio condotto da ActionAid considera una pluralità di indicatori: dal digiuno forzato alla rinuncia a pasti proteici ogni due giorni, fino all’impossibilità di consumare un pasto con amici o parenti almeno una volta al mese.

Nel 2023 più di 5,9 milioni persone in Italia si sono trovate in una condizione di deprivazione alimentare materiale o sociale. L’aumento di 680.000 unità rispetto all’anno precedente riguarda soprattutto la fascia invisibile, ovvero coloro che non rientrano nelle soglie ufficiali di povertà Istat ma che non riescono a nutrirsi in modo adeguato. Questa forma di povertà non si limita alla quantità ma coinvolge anche qualità, varietà, regolarità e valore sociale dei pasti.

L’analisi territoriale rivela situazioni critiche soprattutto nel Mezzogiorno: in Campania 877.000 persone, in Puglia 721.000, in Sicilia 540.000 e in Calabria 503.000. Al Nord, la Lombardia conta oltre 714.000 persone in difficoltà, il Veneto oltre 396.000 e il Lazio 745.000. In termini percentuali, la Calabria presenta l’incidenza più alta con il 31,7%, seguita dalla Puglia con il 21,3% e dalla Campania con il 18,4%. La Lombardia è all’8,3% e il Lazio al 15,2%. Nel 2023 la deprivazione materiale ha mostrato un incremento in tutte le macroaree italiane.

La fascia di età più colpita è quella tra i 35 e i 44 anni, con soggetti spesso gravati da responsabilità familiari ed economiche e privi della necessaria stabilità. Particolarmente esposte sono le persone disoccupate, i lavoratori precari, chi vive in affitto a prezzo di mercato, le famiglie numerose, monogenitoriali o unipersonali e i cittadini con background migratorio.

La povertà alimentare, secondo ActionAid, non si misura soltanto sul reddito ma anche sulla spesa per il cibo. Nel 2023 il 15,6% delle famiglie italiane, pari a oltre 4 milioni di nuclei, ha speso per l’alimentazione meno della media nazionale. In Sardegna il 27,2% delle famiglie è sotto questa soglia, in Molise il 24,6%, in Calabria il 21,9%, in Puglia il 20,6%. Anche in regioni del Nord emergono criticità come in Trentino-Alto Adige con il 21% e in Lombardia con il 17,7%.

Di fronte a questo scenario, ActionAid chiede un superamento della logica emergenziale e propone un sistema pubblico fondato su giustizia sociale, universalismo e partecipazione. Riconoscere il diritto a un’alimentazione adeguata significa progettare politiche strutturali capaci di restituire dignità e autonomia alimentare.

Anche in Valle d’Aosta, una fra le regioni con il Pil pro capite più elevato d’Italia, nel 2023 si è registrata una situazione di povertà alimentare con oltre 4.500 persone sotto la soglia minima. Parallelamente, uno studio condotto da ActionAid ha evidenziato come 6 valdostani su 10 abbiano vissuto una condizione di deprivazione alimentare pur con redditi superiori al 60% della mediana nazionale, un dato che si conferma anche per il quadriennio 2019/22.

Pubblicato / aggiornato il 23/07/2025 alle 12:23
Visualizzato volte

Categoria: Economia e Lavoro