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Giornate Fai d’Autunno 2025

Giornate Fai d’Autunno 2025 Locandina FAI d'autunno 2025

In occasione delle Giornate Fai d’autunno 2025, il FAI Valle d’Aosta organizza un calendario di visite guidate, incontri tematici e passeggiate culturali accompagnerà i partecipanti alla scoperta di luoghi preziosi e spesso poco conosciuti.

La Delegazione FAI Valle d’Aosta, in sinergia con il gruppo FAI Giovani, il gruppo FAI ponte tra culture e con il contributo degli studenti del Cria (Centro regionale per l’istruzione degli adulti), guidati da Alessandra Biagi, propone due appuntamenti.

Sabato 11 ottobre

A Verrayes, i visitatori saranno accompagnati alla scoperta di un affascinante intreccio di arte, storia e natura, in un percorso che valorizza l’identità autentica del territorio. Ritrovo nella piazza del Comune, con visite ogni 15 minuti dalle ore 9.30 alle ore 12.00 e dalle ore 14.00 alle ore 16.30 (ultimo turno di visita). Non è necessaria la prenotazione. Ai soci FAI sarà garantita una fila preferenziale.
Durata del percorso 1h e 30 minuti circa. Il percorso sarà così strutturato:

Situato in posizione panoramica nel cuore della Valle d’Aosta, Verrayes è un territorio che si distingue per i suoi versanti soleggiati e per i caratteristici terrazzamenti agricoli, dove vigneti, campi e boschi dialogano armoniosamente con il paesaggio naturale. La sua storia è strettamente legata all’agricoltura e alla vita delle comunità rurali che, nei secoli, hanno modellato i pendii, arricchendo il territorio di cappelle campestri, dimore in pietra e legno, rascard e castelli. La Chiesa parrocchiale di San Martino testimonia il radicamento religioso e sociale della comunità. Passeggiando tra i villaggi e i terrazzamenti, il visitatore incontra un equilibrio raro tra natura e tradizione contadina, dove i panorami aperti sulla valle si intrecciano con dettagli architettonici nascosti nelle cappelle e con le tracce del passato medievale. Verrayes non è solo un comune agricolo, ma un autentico mosaico di paesaggi, storie e testimonianze vive, capace di unire bellezza, memoria e identità alpina.

La visita della chiesa parrocchiale di San Martino e Santa Barbara che sorge nel cuore di Verrayes, in posizione dominante sui villaggi circostanti, e rappresenta da secoli il fulcro religioso e comunitario della popolazione locale. La sua storia è documentata già dal 1187, quando Papa Lucio III la citò in una Bolla tra le dipendenti della Collegiata di Sant’Orso ad Aosta. L’antico edificio medievale, a tre navate con volte a crociera e massicci pilastri, rimase in uso fino al XIX secolo, quando fu demolito per fare spazio a una nuova costruzione progettata dall’architetto Lancia. Al suo interno si trovano elementi decorativi e simbolici che uniscono tradizione e rinnovamento, oltre a un meraviglioso organo che arricchisce le celebrazioni. Visitandola, si può leggere la stratificazione di oltre sette secoli di fede, storia e vita religiosa.

Visita dell’Associazione culturale P. L. Vescoz, con sede a Verrayes dove custodisce la memoria e l’eredità di una delle figure più originali della Valle d’Aosta tra XIX e XX secolo: l’abate Pierre-Louis Vescoz. Nato a Verrayes nel 1840 e ordinato sacerdote a Torino nel 1866, esercitò il ministero in varie parrocchie valdostane fino a diventare canonico della Cattedrale di Aosta, senza mai abbandonare la sua grande passione per le scienze naturali. Cofondatore della Petite Société Alpine de Cogne e promotore della rinascita della Société de la Flore Valdôtaine, nel 1905 fu nominato conservatore del nuovo Musée de la Flore Valdôtaine, ruolo che confermò il suo prestigio scientifico. Lo spazio espositivo dell’Associazione raccoglie documenti, strumenti e pannelli multimediali che illustrano la sua opera, ma soprattutto conserva i celebri plastici da lui realizzati. La visita permette di scoprire la vita del sacerdote-naturalista, il suo metodo di divulgazione e la sua visione pionieristica, testimoniata anche dall’arboretum da lui creato sulle pendici di Verrayes, oggi restaurato e accessibile, che riflette la sua sensibilità verso lo studio e la tutela della biodiversità.

Visita della Cappella di San Michele si erge su un promontorio panoramico a ovest del villaggio di Marseiller, nel comune di Verrayes, offrendo una vista spettacolare sulla valle centrale e sulle montagne circostanti. Edificata nella prima metà del XV secolo e consacrata il 4 maggio 1441, rappresenta una delle testimonianze religiose più antiche del territorio, voluta dalla famiglia Saluard, originaria della Tarentaise e legata ai Signori di Cly. Nonostante le modifiche ottocentesche abbiano compromesso parte delle decorazioni, i restauri recenti hanno riportato alla luce scene bibliche e devozionali di straordinaria intensità. La cappella si presenta come un autentico scrigno d’arte e spiritualità, capace di unire fede, memoria nobiliare e vita quotidiana.

La visita facoltativa, per chi fosse interessato, sarà fatta in autonomia all’Arboretum Abbé Pierre-Louis Vescoz. Il sito si trova sulle pendici soleggiate che dominano Verrayes e offre ampi panorami sulla valle centrale, in un contesto naturale suggestivo e facilmente accessibile. Realizzato all’inizio del Novecento dal sacerdote e naturalista Pierre-Louis Vescoz, nasce come giardino scientifico ante litteram, pensato per sperimentare e studiare la flora alpina ed esotica attraverso la raccolta e la messa a dimora di numerose specie arboree e arbustive. Dopo un periodo di abbandono, il sito è stato recuperato e oggi rappresenta un patrimonio botanico e didattico di grande valore, gestito dal Corpo Forestale Valdostano. Non si tratta di un edificio, ma di un vero e proprio percorso naturalistico strutturato come un parco-giardino. Passeggiando tra gli alberi, si coglie la straordinaria visione di Vescoz, che già all’inizio del XX secolo aveva intuito l’importanza di conservare e studiare la biodiversità.

Domenica 12 ottobre

Ad Aosta, l’itinerario Omnia cum lumine offrirà un viaggio nel tempo, dall’epoca romana fino all’età contemporanea, per riscoprire la città sotto una nuova luce.

Il punto di ritrovo sarà in piazza Roncas, dove sarà allestito il gazebo FAI e saranno formati i gruppi che partiranno ogni 15 minuti dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00. Non è necessaria la prenotazione, ma sarà garantita ai soci FAI una fila preferenziale.
Il percorso sarà così strutturato:

Visita al cortile e giardino di palazzo Roncas. Costruito nel 1606 da Pierre-Léonard Roncas, primo segretario di stato del Duca di Savoia Carlo Emanuele I, diventò in seguito sede dell’amministrazione sabauda. Potrete ammirare le volte dell’atrio, dello scalone e del loggiato che si affacciano sul cortile interno; queste sono decorate con affreschi di scuola italiana, raffiguranti scene mitologiche, naturalistiche e con segni dello zodiaco, di gusto manieristico recentemente restaurate.

Seguirà una sosta alla ruota di piazza Roncas per meglio conoscere la Mère des Rives e tutta la rete dei rus che attraversano la nostra città. I fondatori di una città densamente popolata come Augusta Prætoria non potevano trascurare le problematiche relative al rifornimento idrico e potabile dei suoi abitanti. Analogamente ad altre città romane fu, quindi, realizzato un efficace sistema di adduzione e smaltimento delle acque, favorito, non a caso, dalla vicinanza del centro abitato con il torrente Buthier. Per questa ragione si presume che la Mère des Rives e gli altri canali derivatori siano di origini antichissime, risalenti alla fondazione di Augusta Prætoria. L’ultimo degli artifices ad essere dismesso è stato il mulino di Pavetto in via Tourneuve, che utilizzava un salto di 2,10 metri sul Ru de Ville. Qualche decennio fa, infatti, è stato trasformato in ristorante e all’interno della sala da pranzo fanno ancora bella mostra di sé le parti in legno del mulino con i suoi ingranaggi.

Visita agli orti comunali e alla Tour Neuve. Percorrendo via Carabel si raggiungeranno gli orti comunali, uno spazio dove il tempo sembra essersi fermato; seguendo il percorso della rete d’acqua dei rus si giungerà alla Tour Neuve situata all’angolo fra via Tourneuve e via Monte Solarolo, l’antica torre cilindrica, munita di merlatura e di porta ad altezza di sicurezza, emerge nella parte nord-occidentale delle mura romane, in questo tratto ben conservate e isolate in un’area verde.

Visita della della nuova sede principale dell’Università della Valle d’Aosta, inaugurata nel settembre 2024 e sostituisce le sedi precedenti che erano ubicate in strada dei Cappuccini e nel comune di Saint- Christophe. La struttura è caratterizzata da un design innovativo e sostenibile, che integra la tecnologia all’avanguardia con ambienti confortevoli.

Martedi 14 ottobre

Visita alla Chiesa di Sant’Orso di Aosta. Saranno previsti due turni: uno alle ore 14.30 e uno alle ore 16.00, ritrovo davanti la chiesa di St Orso. Guido Cossard accompagnerà ad un’interpretazione astronomica del quadrato magico, all’interno della chiesa dedicata a Sant’Orso, ad Aosta; qui è venuto alla luce un grande mosaico, risalente al XII secolo, carico di significati simbolici e religiosi.

La peculiarità della scritta sul mosaico, disposta in forma circolare, suggerisce una nuova e più convincente interpretazione del Sator. La ben nota caratteristica principale del Sator è che il quadrato magico si legge indifferentemente da destra a sinistra, da sinistra a destra, dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto.

Per informazioni e prenotazioni aosta@delegazionefai.fondoambiente.it

Sabato 18 ottobre

Sabato è in programma una visita guidata al Santuario e al Fortino di Machaby, nella frazione di Arnad immersa nei castagneti. Il ritrovo è fissato alle ore 10.00 al parcheggio a tre piani in fondo alla frazione Costa, punto di partenza per raggiungere il Santuario. Le partenze delle visite sono previste alle ore 11.00 e alle ore 11.30, con una durata di circa un’ora e trenta minuti.

Machaby è un luogo di grande fascino e di profonda valenza storica e culturale. Il Santuario, noto in tutta la Valle d’Aosta, è stato punto di riferimento per i pellegrini e per le forze armate, poiché il fortino di Machaby supportava il vicino Forte di Bard. La località conserva tracce di frequentazione sin dalla preistoria e mantiene vive tradizioni antiche come la cottura del pane nel forno comunitario, ancora oggi accessibile agli abitanti.

L’iniziativa prevede un percorso che permetterà di scoprire i segreti del Santuario e del Fortino, di vivere l’esperienza dello scivolo delle donne e di cimentarsi nella cottura del pane. L’evento è aperto a tutti ed è consigliato a chi può affrontare una passeggiata di circa venti minuti su una strada poderale lastricata. È inoltre possibile prenotare il pranzo in loco.

Per informazioni e prenotazioni aosta@delegazionefai.fondoambiente.it

Pubblicato / aggiornato il 06/10/2025 alle 14:43
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Categoria: Cultura