Cantiere aperto all’oratorio interparrocchiale San Filippo Neri
(©Angelo Musumarra per bobine.tv) -
Don Fabio Brédy durante l'incontro sul cantiere aperte dell'oratorio 'San Filippo Neri' di Aosta
Nell’oratorio interparrocchiale della Cattedrale di Aosta, nella giornata di sabato 7 febbraio 2026, il cantiere è diventato “aperto”: porte spalancate a famiglie, volontari e Istituzioni per mostrare come si sta trasformando la casa dei ragazzi di via Saint‑Bernard de Menthon, nel centro storico del capoluogo regionale, ma anche per ricordare che senza una ristrutturazione profonda la struttura rischia di non reggere più il carico sociale che gli è stato affidato.
Don Fabio Brédy, parroco della Cattedrale e presidente del Consiglio di amministrazione dell’oratorio, lo riassume così: «qui abbiamo tante persone e ci mancano le strutture: se vogliamo continuare a tenere vivo il cuore del centro storico, dobbiamo metterlo in sicurezza e renderlo davvero accessibile».
L’oratorio è nato formalmente nel 2004, dentro un edificio degli anni Sessanta nato come “Casa delle opere”, e oggi coinvolge circa 500 famiglie con attività distribuite tutto l’anno: catechesi, doposcuola in collaborazione con alcune associazioni, gruppi per tutte le fasce d’età, spazi per feste e compleanni, campetto e soprattutto l’Estate ragazzi, articolata su quattro turni sempre esauriti. Nella lettura del parroco si tratta di «un bel servizio sociale» non solo per la comunità parrocchiale, ma per tutta Aosta: un luogo dove i bambini, i ragazzi e le famiglie trovano occasioni di formazione, aggregazione e sostegno, spesso gratuite o a costi contenuti.

Il progetto di riqualificazione si inserisce anche in una strategia più ampia di rilancio del centro storico, dove la Cattedrale ha già avviato la Casa della carità, l’allaccio al teleriscaldamento e il recupero di altre strutture limitrofe. Via San Giocondo e via Saint‑Bernard de Menthon sono spesso teatro di atti vandalici e microcriminalità; aprire spazi educativi curati, illuminati e vissuti, dal salone al campetto, significa, nelle parole di don Fabio, «dare più sicurezza» alla zona, togliendo punti di aggregazione degradata e provando ad avvicinare anche «i ragazzi più difficili» con proposte sportive e di relazione, non solo con divieti.
Proprio perché l’oratorio «funziona», il paradosso oggi è che siano le strutture a non reggere più: l’edificio, concepito negli anni Sessanta dagli architetti Gianni De Bernardi e Vittorio Marchisio, presenta numerose barriere architettoniche, impianti vecchi e poco efficienti, spazi di culto e di gioco non più adeguati alla normativa e ai bisogni di un’utenza in gran parte minorenne. Di qui la scelta, che lo stesso parroco definisce «un po’ avventata», di lanciarsi in un progetto di riqualificazione complessiva suddiviso in cinque lotti, perché «rimettere a posto questo edificio costa davvero tanto», ben due milioni e mezzo di euro.
Il primo lotto è stato avviato il 27 ottobre 2025 con l’allestimento del cantiere: il responsabile è l’architetto Giuseppe Mainardi, che presta la sua opera gratuitamente, mentre il progetto architettonico è stato realizzato dal collega Roberto Rosset, infine l’architetto André Clos si occupa del coordinamento. All’esterno si vede già la nuova soletta sul lato di via Saint‑Bernard, segno di un intervento che mira prima di tutto ad eliminare le barriere architettoniche e ad allineare sullo stesso livello cappella, salone e servizi igienici. L’obiettivo è creare un percorso continuo, senza scalini, che permetta anche a persone con disabilità o con mobilità ridotta di partecipare a celebrazioni, incontri e giochi senza dover affrontare rampe e scalette interne.

Il primo lotto dei lavori, che dovrebbero concludersi a maggio 2026, è quindi centrato sugli spazi sopra il teatro: si è proceduto dall’ampliamento del transetto della cappella e della zona di culto (intervento molto difficoltoso anche dal punto di vista burocratico perché nel centro storico di Aosta non sono consentiti ampliamenti), con una nuova pianta a L e una superficie aumentata di circa un terzo, grazie alla realizzazione di un solaio pieno e alla demolizione di una muratura interna. Contemporaneamente è stato riorganizzato il salone/sala giochi, che viene ampliato e collegato direttamente ai nuovi servizi igienici, eliminando l’attuale sovrappalco e costruendo un vespaio alto per portare tutto allo stesso livello e quindi realizzato un bagno universale con servizi accessibili, in sostituzione dei vecchi bagni al piano inferiore, raggiungibili solo scendendo le scale
Inoltre sono stati avviati i primi interventi sull’efficientamento energetico, con adeguamenti alla centrale termica e predisposizioni impiantistiche per i lotti successivi, così da garantire continuità di servizio al resto dell’edificio anche durante i lavori.
Sul fronte energetico e della sicurezza, André Clos ha spiegato che l’obiettivo è ridurre i consumi e la spesa, migliorare il comfort interno per un’utenza “sensibile” come i bambini, ridurre l’impatto ambientale passando da una caldaia a gasolio a generatori a gas metano ad alta efficienza (scegliendo quindi di non allacciarsi al teleriscaldamento), e adeguare l’edificio alle norme più recenti su evacuazione e antincendio. Sono previsti sistemi di ventilazione meccanica controllata, indispensabili in locali interrati o privi di aperture dirette, nuovi impianti di rilevazione fumi e calore, rivestimenti interni con migliori prestazioni al fuoco e una rete di illuminazione di emergenza per facilitare l’uscita in caso di problemi.

Nei lotti successivi il progetto estenderà l’adeguamento energetico agli altri piani, interverrà sulle coperture e sugli impianti, completerà la messa a norma dei percorsi di esodo e la riqualificazione complessiva degli spazi, nonché la realizzazione di un corpo ascensore che metterà in comunicazione i diversi piani della struttura, un nuovo ingresso da via San Giocondo e l’installazione di una piattaforma elevatrice all’ingresso di rue de Menthon.
Il primo lotto ha un costo di circa 500 mila euro, con una copertura per il 70% garantita dai fondi dell’8×1000 alla Chiesa cattolica e il restante 30% affidato alla raccolta fondi e ad altri contributi. Don Fabio ha ricordato che, grazie alla generosità di tante persone, nel solo periodo natalizio sono stati raccolti circa 20mila euro tramite il fondo aperto presso la Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta e le offerte dirette, ma «mancano ancora una sessantina di migliaia di euro per chiudere il primo lotto» e, una volta completato, «le casse saranno a zero».
Durante il cantiere aperto è stata resa pubblica anche una donazione particolarmente significativa: 60 mila euro destinati alla cappella da parte di Alessandra Chenal, in memoria del marito. Un gesto che il parroco ha voluto ringraziare apertamente, come esempio di come la memoria personale possa tradursi in un bene condiviso per i bambini e i giovani dell’oratorio.

Per sostenere i lotti successivi, l’oratorio conta su più canali a partire dalle donazioni detraibili sul fondo “Sempre + Oratorio” della Fondazione comunitaria, accessibile anche online attraverso il sito della Cattedrale di Aosta, con bonifici o pagamenti digitali; la destinazione del 5×1000 all’Oratorio Interparrocchiale del Centro APS e dell’8×1000 alla Chiesa cattolica, che già oggi finanzia gran parte dei lavori a cui aggiungere eventuali contributi pubblici e idee progettuali che Istituzioni regionali e comunali vorranno mettere in campo, come ha auspicato lo stesso parroco rivolgendosi agli amministratori presenti per avere suggerimenti e sostegno politico per intercettare bandi, fondi strutturali e strumenti di finanza etica: «dateci delle idee per avere dei finanziamenti – ha chiesto don Fabio Brédy – perché anche voi capite che non possiamo soltanto basarci sulle offerte a mano delle persone».
L’aperitivo finale, condiviso nel salone del teatro che sarà demolito ed ampliato, ha chiuso una mattinata, replicata nel pomeriggio, che ha voluto essere più di una visita guidata al cantiere ma un invito alla città a prendersi cura ed a sostenere di uno dei pochi luoghi dove, quotidianamente, il centro storico di Aosta è abitato da voci di bambini e ragazzi.
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Pubblicato / aggiornato
il 12/02/2026 alle 19:39
Categoria:
Tempo libero