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Al Castello Gamba di Châtillon: Détails Sole caduto Aosta. Gio’ Pomodoro

Al Castello Gamba di Châtillon: Détails Sole caduto Aosta. Gio’ Pomodoro (©RaVdA) - Sole Aosta Bronzo

Da domenica 19 aprile a domenica 21 giugno 2026 il Castello Gamba – Museo di Arte moderna e contemporanea della Valle d’Aosta a Châtillon ospita Détails. Sole caduto Aosta. Gio’ Pomodoro, mostra curata da Stefano Bruzzese e dedicata al legame speciale tra il maestro marchigiano e la Valle d’Aosta.

Realizzata con la collaborazione di Bruto Pomodoro e l’Archivio Gio’ Pomodoro, la mostra rientra nel filone Détails – approfondimenti tematici a partire dalle opere della collezione permanente del museo – ed è promossa dalla struttura patrimonio storico-artistico e gestione siti culturali della Soprintendenza regionale.

Gio’ Pomodoro (Orciano di Pesaro, 1930 – Milano, 2002) è uno tra i maggiori protagonisti della scultura italiana del secondo Novecento. A partire dagli anni Settanta, con il ciclo del Sole produttore-Comune raccolto, costruisce la propria ricerca artistica attorno ad un elemento: il sole come principio generativo e misura cosmica. Sono i “luoghi scolpiti”, interventi in cui scultura e spazio pubblico si intrecciano, che esprimono questa visione di Pomodoro, da Francoforte a Torino.

La Valle d’Aosta occupa in questo percorso un posto tutt’altro che marginale. Sole serpente, prima e unica opera in acciaio di Pomodoro, viene fuso nelle storiche acciaierie DeltaCogne di Verrès e presentato nel 1988 alla Biennale di Venezia – l’unica edizione della rassegna internazionale in cui fu ammessa la rappresentanza di una comunità regionale italiana, la Valle d’Aosta, con un padiglione proprio. La versione in acciaio patinato, acquisita dalla Regione a conclusione della Biennale, è uno dei pezzi forti delle collezioni del Castello Gamba. In mostra sarà esposta accanto alla riproduzione del modello in marmo di Carrara.

Sole caduto Aosta (1998-2002), in marmo di Trani, rappresenta il polo opposto della sperimentazione: non il sole nel suo moto ascendente verso lo zenit, come in Sole serpente, ma l’astro deposto sul piano. L’opera è uno studio per un progetto rimasto incompiuto – il ripensamento complessivo di piazza Roncas ad Aosta, concepito da Pomodoro a seguito della personale allestita in città nel 1998 – e costituisce una delle testimonianze più rare del suo lavoro. È proprio su questo progetto che si concentra il cuore della mostra: al curatore Bruzzese è stato affidato il compito di ricostruire come nacque l’idea di rifacimento della piazza e i motivi per cui non venne realizzata.

La mostra porta inoltre alla luce per la prima volta materiali finora inediti al pubblico: cinque opere conservate nei depositi del Castello Gamba che non erano mai state esposte al pubblico.  Tra queste, il grande modello in marmo della nuova piazza Roncas immaginata da Pomodoro e quattro disegni preparatori a china, che insieme alla versione in bronzo lucido di Sole Aosta (di proprietà privata) consentono di ricostruire, passo dopo passo, la genesi e l’ambizione di quello che sarebbe stato uno dei più importanti “luoghi scolpiti” dell’artista in Italia.

A completare il percorso, l’acquerello Solvecchio (1998), realizzato da Pomodoro per la Biennale del Cairo del 1998: un’opera in cui la luce del sole si traduce in pura vibrazione cromatica, testimonianza del rapporto costante tra il disegno – matrice e destino della scultura – e la tensione pittorica come spazio autonomo.

Sono previste attività collaterali di approfondimento per adulti e bambini:

domenica 3 maggio alle ore 11 e sabato 23 maggio alle ore 16, verrà svolta una doppia attività dal titolo Il sole nelle mani: mentre gli adulti seguiranno una visita guidata alla mostra in compagnia del curatore, lo storico dell’arte Stefano Bruzzese, i più piccoli (6-11 anni) parteciperanno a un laboratorio nel quale potranno realizzare un Sole ispirato alle sculture di Gio’ Pomodoro. Prenotazione obbligatoria per il laboratorio; attività a pagamento;

domenica 17 maggio alle ore 16, in occasione della Giornata internazionale dei Musei dedicata al tema I musei uniscono un mondo diviso, adulti e adolescenti sono invitati a partecipare alla visita speciale dal titolo Ponti di memoria: una riflessione sul ruolo dell’arte nella costruzione della memoria e nella comprensione dei traumi del Novecento, mettendoli in relazione con le divisioni e i conflitti del mondo contemporaneo. Il percorso di visita si conclude con l’opera Paysage corporel di Binta Diaw aprendo uno sguardo sulle tematiche attuali della migrazione e dell’identità.

Per informazioni 0166 563252 – info.castellogamba@regione.vda.it

Pubblicato / aggiornato il 11/06/2026 alle 17:21
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Categoria: Cultura