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La pressione arteriosa in montagna 2026

La pressione arteriosa in montagna 2026 (©bobine.tv con Gemini Image3) - Misurazione della pressione del sangue

Sabato 22 agosto 2026, ai 2.000 metri di quota dell’Alpeggio La Tchavana, in Val d’Ayas, si svolgerà uno fra gli appuntamenti della campagna nazionale La Pressione Arteriosa in Montagna, iniziativa dedicata alla prevenzione, alla sensibilizzazione e alla ricerca sugli effetti dell’altitudine sulla pressione arteriosa.

All’iniziativa partecipa Guido Giardini, direttore della Struttura Complessa Neurologia e del Dipartimento delle Medicine nonché responsabile dell’Ambulatorio di Medicina di montagna dell’Ospedale regionale Umberto Parini di Aosta. Partecipa inoltre il Gianfranco Parati, promotore di questi eventi in Italia da dieci anni, e attuale Presidente della World Hypertension League.  

Alpinisti ed escursionisti potranno sottoporsi alla misurazione della pressione arteriosa e contribuire alla raccolta, in forma anonima, di dati utili a fini scientifici e di ricerca.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sui possibili effetti dell’altitudine sull’apparato cardiovascolare e di promuovere un approccio alla montagna attento anche alle proprie condizioni di salute.

L’ipertensione arteriosa rappresenta ancora oggi uno fra i principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Spesso asintomatica, tanto da essere definita il “killer silenzioso”, interessa circa il 40% della popolazione adulta occidentale. In montagna, il corpo umano deve adattarsi a cambiamenti significativi di altitudine e a quote elevate, la pressione atmosferica diminuisce, portando a una riduzione dell’ossigeno disponibile (ipossia). Questo stato può avere effetti diretti e indiretti sulla pressione arteriosa.

Gianfranco Parati dice: «Studi dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano e dell’Università di Milano-Bicocca, hanno chiaramente dimostrato come la pressione arteriosa salga in modo significativo durante esposizione acuta ad alta quota (sopra i 2500 metri), iniziando a modificarsi anche in caso di salita ad altitudini moderate (attorno ai 1800-2000 metri) ed in modo progressivamente più evidente con l’avanzare dell’età.  Questo rialzo di pressione si verifica in persone normali e potrebbe diventare rilevante in pazienti già affetti da ipertensione arteriosa, sollevando così il problema di come affrontare questa risposta, per garantire un approccio alla montagna sicuro e privo di rischi per l’apparato cardiovascolare».

La permanenza a quote moderate o elevate richiede all’organismo un adattamento alla minore disponibilità di ossigeno. Per le persone che soffrono di ipertensione, in particolare se non adeguatamente controllata, o di patologie cardiovascolari, è importante valutare preventivamente con il proprio medico le condizioni di salute, affrontare l’ascesa gradualmente e prestare attenzione ai valori pressori.

La campagna La Pressione Arteriosa in Montagna, nata dieci anni fa, coinvolge durante l’estate numerosi rifugi dell’arco alpino e dell’Appennino e vede la partecipazione volontaria di medici e operatori sanitari. L’obiettivo è portare la prevenzione direttamente sui sentieri e nei luoghi frequentati dagli escursionisti, raccogliendo contemporaneamente informazioni utili ad approfondire scientificamente la risposta dell’organismo all’altitudine.

La manifestazione è promossa dalla Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA) e dalla Società Italiana di Medicina di Montagna (S.I.Me.M.), con il supporto organizzativo dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano di Milano e dell’Università di Milano-Bicocca, con il patrocinio della Fondazione Montagna Sicura,  dell’AUSL Valle D’Aosta, dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, di EURAC Bolzano e della Lega Mondiale contro l’Ipertensione Arteriosa (World Hypertension League).

Pubblicato / aggiornato il 20/08/2026 alle 12:22
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Categoria: Salute