Federconsumatori: stop all’iter per la dismissione della ferrovia Aosta–Pré-Saint-Didier
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Una foto storica della linea ferroviaria Aosta-Pré-Saint-Didier
Federconsumatori chiede alla Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta di sospendere l’iter amministrativo per l’acquisizione e la dismissione della linea ferroviaria Aosta–Pré-Saint-Didier e di chiarire preventivamente la compatibilità della decisione con la normativa regionale.
Al centro della presa di posizione, diffusa giovedì 27 agosto 2026, c’è in particolare la legge regionale 7 aprile 1992, n. 15, che disciplina le iniziative per lo sviluppo del servizio ferroviario, dell’intermodalità e per la riqualificazione della linea Aosta–Pré-Saint-Didier. Secondo Federconsumatori, la permanenza in vigore della legge solleva un interrogativo sulla possibilità di procedere alla dismissione della tratta attraverso atti amministrativi o di programmazione senza un preventivo intervento legislativo.
«Come si può deliberare la fine di un’infrastruttura quando esiste una legge regionale che ne prevede espressamente la riqualificazione e lo sviluppo?», è la domanda posta dall’associazione, che richiama anche il ruolo del Consiglio Valle quale titolare della potestà legislativa regionale.
Il futuro del sedime ferroviario
Per Federconsumatori la questione non riguarda soltanto la sostituzione del treno con un servizio di autobus. La dismissione di oltre 31 chilometri di tracciato comporterebbe infatti la perdita di un corridoio infrastrutturale realizzato con investimenti pubblici e difficilmente ricostituibile in futuro.
L’associazione chiede quindi di conoscere quale sarà il destino del sedime ferroviario e delle aree oggi funzionali all’infrastruttura, anche alla luce della loro collocazione in territori di particolare pregio turistico e commerciale.
Secondo Federconsumatori, la cessazione definitiva della funzione ferroviaria potrebbe infatti aprire la strada a nuove destinazioni delle aree e a successive trasformazioni urbanistiche, con possibili interventi per cubature, parcheggi, attività commerciali o altre infrastrutture. Da qui la richiesta di rendere pubblici gli eventuali effetti urbanistici, economici e patrimoniali della dismissione.
Un patrimonio difficilmente ricostituibile
Un ulteriore elemento sollevato dall’associazione riguarda il costo-opportunità della rinuncia alla ferrovia. Una volta modificata la destinazione delle aree e, eventualmente, trasformato il sedime, un futuro ripristino del collegamento ferroviario potrebbe richiedere nuovi espropri e costi significativamente superiori, in un territorio nel frattempo interessato da ulteriori processi di urbanizzazione.
Per questo, secondo Federconsumatori, non sarebbe sufficiente sostenere che il servizio ferroviario possa essere sostituito dal trasporto su gomma. La scelta inciderebbe sulla possibilità di disporre in futuro di un’infrastruttura ferroviaria lungo un corridoio già esistente.
L’associazione chiede quindi alla Giunta regionale di sospendere l’iter sulla dismissione fino al chiarimento della compatibilità con la L.R. 15/1992 e di fornire informazioni sul futuro del sedime, sulla destinazione urbanistica delle aree e sugli effetti economici e patrimoniali dell’operazione.
La preoccupazione espressa è che la rinuncia alla linea possa trasformarsi, nel tempo, in una valorizzazione di aree oggi sottratte alle normali dinamiche immobiliari proprio in ragione della loro funzione pubblica.
«I cittadini valdostani hanno il diritto di sapere perché si vuole rinunciare definitivamente alla ferrovia, quale sarà il destino dei terreni e delle infrastrutture e quali interessi pubblici verranno perseguiti attraverso questa scelta», conclude Federconsumatori, ponendo una domanda: «Qual è il vero obiettivo della cancellazione della ferrovia Aosta–Pré-Saint-Didier? E soprattutto: chi ne trarrà beneficio?»

Pubblicato / aggiornato
il 27/08/2026 alle 09:22
Categoria:
Politica e Amministrazione