-4 giorni alle elezioni
Il voto è un diritto sancito dalla Costituzione ma è anche un dovere civico.
Dovere che, anche in Valle d’Aosta, si sta perdendo. Guardiamo i dati:
| Elezioni | aventi diritto al voto | votanti | % |
| europee 2019 | 102.417 | 53.167 | 51,91% |
| regionali 2018 | 103.122 | 67.159 | 65,13% |
| politiche 2018 | 99.547 | 71.948 | 72,28% |
| europee 2014 | 102.901 | 51.018 | 49,58% |
| regionali 2013 | 102.633 | 74.955 | 73,03% |
| politiche 2013 | 100.277 | 77.169 | 76,96% |
| europee 2009 | 58,77% | ||
| regionali 2008 | 74,28% | ||
| politiche 2008 | 79,19% |
In dieci anni, il 10% degli elettori ha deciso di non recarsi più alle urne.
E queste elezioni del 20 e 21 settembre 2020 potrebbero segnare un nuovo primato negativo.
Sarebbe un brutto segnale, perché non è non andando a votare che si esprime la protesta nei confronti della politica. Anzi, è andando a votare ed esprimendo la propria preferenza. Chi non vota abdica al proprio diritto di delega. Lo lascia ad altri. Poi non può lamentarsi se l’esito delle urne non gli piace.
Dettaglio tecnico per i Comuni
Sono 66 su 74 i Comuni valdostani coinvolti nel rinnovo dei Consigli comunali. Solamente in 21 sono state presentate più di una lista.
Negli altri casi, ciò non significa che si possa fare a meno di andare a votare, perché si sa già chi vince quando c’è una sola lista.
Superare la soglia del del 50% più uno degli elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune, assicurando che più della metà dei voti siano validamente espressi e scegliere così i propri rappresentanti, è necessario per garantire la validità del voto e quindi l’elezione. In caso contrario, il Comune sarebbe commissariato per la gestione provvisoria dell’Amministrazione, fino allo svolgimento di nuove elezioni.
Pubblicato / aggiornato
il 17/09/2020 alle 20:30
Categoria:
Politica e Amministrazione