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I sostenitori del referendum contro la scuola a Tsambarlet commentano l’inammissibilità

I sostenitori del referendum contro la scuola a Tsambarlet commentano l’inammissibilità

Arrivano i primi commenti in relazione all’inammissibilità del reerendum consultivo comunale contro il polo scolastico di località Tsambarlet, ad Aosta.

Premettiamo che il Regolamento comunale prevede che il giudizio della Commissione tecnica è inappellabile.
E premettiamo che il Comitato propomore si esprimerà collegialmente dopo la riunione fissata per lunedì 7 luglio.
Loris Sartore, che aveva depositato il questito referendario, a titolo personale dice: “leggerò meglio la decisione con un legale, ma è chiaro che la nostra battaglia non si conclude qui“. In relazione alle due ragioni di bocciatura, il capogruppo di Alpe nel Consiglio comunale di Aosta così si esprime: “La Commissione fa riferimento all’accordo di programma siglato fra il Comune e la Regione nel 2010 e aggiornato nel 2011. Lì si parlava di scuola-polmone e di cessione di diritto d’uso della superficie. Ora si è arrivati a parlare di una scuola definitiva. Che l’Accordo di programma dovesse essere rivisto era già stato detto anche in Consiglio. In relazione alla non pertinenza della formulazione del quesito, trovo l’affermazione della Commissione ridicola. Noi ci siamo concentrati sulla competenza comunale di destinazione d’uso dell’area, non avremmo potuto strutturare il quesito sugli altri aspetti, proprio perché non sarebbero stati giustificati e giustificabili per un referendum comunale“.
Nicoletta Spelgatti, capogruppo di Lega Nord, ci ha detto: “Appare evidente, anche nel divieto di far entrare le telecamere laddove si sono svolti i lavori della Commissione, che tutto l’iter prosegue all’insegna della totale mancanza di trasparenza. Così è stato fin dall’inizio della procedura per l’indizione del referendum. Nulla di nuovo sotto il sole: l’obiettivo della Giunta comunale è sempre stato quello di non permettere l’ascolto della volontà dei cittadini, anche su una questione di così vitale importanza per la nostra città e per i nostri ragazzi. Una Giunta che risponde, come sempre, ad interessi economici e di palazzo (quale, poi, è tutto da discutere…) e non al bene dei sudditi (perché di cittadini non si può più parlare…)“.
Così commenta il fatto il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Luca Lotto: “Negare l espressione ai cittadini rispetto a scelte urbanistiche importanti della propria città è gravissimo. L’impianto normativo di questo Paese problematizza anche gli aspetti più semplici della vita di ognuno di noi. La Commissione dice che il quesito è mal posto… noi rispondiamo che di mal posto c è solo questa futura scuola che consuma altro territorio verde e aggrava la viabilità della zona ovest della città, già congestionata. Il M5S continuerà a stare a fianco di studenti, genitori e insegnanti in questa battaglia, affinché si smetta di sprecare denaro pubblico!!!“.
Carola Carpinello, capogruppo di L’Altra VdA, ci ha invece detto: “La Commissione parla di scuola polmone e non lo è più (e infatti l’accordo di programma doveva essere cambiato). Poi è un referendum consultivo, l’Amministrazione non avrebbe avuto l’obbligo di rispettarlo. Evidentemente far esprimere i cittadini sulla propria città non è cosa. Ciò detto, visto che c’è una sentenza del Tar che frena un po’ le cose, sarebbe il caso che la maggioranza regionale dicesse in modo chiaro e inequivoco se la scuola di Tsambarlet è una priorità o no“.

Pubblicato / aggiornato il 07/07/2017 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione