Si chiude il processo Bcc con la revoca della condanna a Cossard
Di fronte al giudice per le udienze preliminari, Davide Paladino, giovedì 10 novembre 2017, sono stati giudicati (con rito abbreviato, a porte chiuse) l’allora assessore al bilancio della Regione autonoma Valle d’Aosta Ego Perron, l’ex presidente della Bcc valdostana Martino Cossard e l’allora presidente Marco Linty.
È stata decisa una condanna a tre anni di reclusione per Perron e a un anno per Linty e Cossard. L’accusa era di induzione indebita a dare o promettere utilità. La vicenda si riferiva all’ipotizzato trasferimento della sede Bcc di Fénis in un locale di proprietà di Perron. Perron era accusato di essersi prodigato per far rieleggere Linty alla presidenza (nel 2015) per ottenere il contratto di locazione dell’immobile. Il trasferimento non era peraltro mai avvenuto.
La sentenza di appello
Il 16 luglio 2019, la Corte d’Appello di Torino aveva condannato a un anno e 8 mesi di reclusione Perron e a sei mesi di reclusione Cossard e Linty.
La sentenza di Cassazione
La Corte di Cassazione, mercoledì 13 gennaio 2021, ha assolto definitivamente, perché il fatto non sussiste, Marco Linty ed Ego Perron.
Nel commentare il dispositivo di sentenza di assoluzione, Marco Linty evidenzia: «Ho creduto nella giustizia e con fiducia mi sono difeso fino all’ultimo grado per dimostrare la mia innocenza, che finalmente è stata riconosciuta. Devo tuttavia evidenziare i tempi troppo lunghi di questo assurdo procedimento penale, che ha richiesto più di 5 anni per arrivare alla sentenza definitiva, togliendo serenità a me e alla mia famiglia e compromettendo la mia immagine di uomo e di professionista, totalmente dedito al buon andamento della banca che ho avuto l’onore di presiedere per 6 anni. Ringrazio gli avvocati che mi hanno assistito e tutte le persone che in questi anni mi hanno sostenuto».
Ego Perron ci ha detto: «È un giorno di grande soddisfazione. La Corte di Cassazione ha messo la parola fine aduna vicenda inesistente, che non doveva nemmeno nascere, che abbiamo cercato di spiegare in tutte le occasioni ma mai siamo stati ascoltati. L’assoluzione è completa, totale, e questo è motivo di ulteriore soddisfazione. Ma il pensiero non può non andare alle sofferenze personali e politiche patite e subite. Personali perché, per cinque anni, sono stato nelle notizie descritto come colpevole di un reato. E questo ha fatto soffrire me e chi mi stava vicino. E molto. E sul piano politico. Ricordo che mi sono dimesso da assessore il giorno stesso della condanna, nel 2017; mi hanno applicato la Severino e sono decaduto da consigliere. Avrei potuto ricandidarmi alle regionali del 2018 ma, per non mettere in imbarazzo il movimento, ovviamente e giustamente credo, non l’ho fatto. Mi ha fatto molto male la votazione in Consiglio regionale di condanna nei miei confronti perché io, dentro di me, sapevo di non aver fatto nulla di illegale. Dicono che il tempo è galantuomo. Sarà vero. Ma, a volte, i suoi benefici arrivano davvero tardi. Però sono molto felice di questa sentenza, che mi riabilita totalmente, che cancella le ombre sul mio operato e mi ridà un po’ di quella serenità che, a volte, sembrava davvero svanita.».
Revocata la condanna a Cossard
La Corte d’Appello di Torino, con ordinanza del 14 maggio 2021, ha revocato la condanna nei confronti di Martino Cossard, ex presidente della BCCV.
In secondo grado, era stato condannato con l’accusa di reato di induzione indebita a dare o promettere utilità e non aveva fatto ricorso in Cassazione. Tuttavia, in virtù ha beneficiato dell’effetto estensivo “dell’impugnazione” della sentenza della Corte di Cassazione del processo di mercoledì 13 gennaio 2021, che aveva assolto definitivamente Linty e Perron.
Pubblicato / aggiornato
il 15/06/2021 alle 13:30
Categoria:
Cronaca / Video