Consiglio Valle riunito il 20 ottobre 2020
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Il Consiglio Valle riunito il 20 ottobre 2020
Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta, martedì 20 ottobre 2020 si è aperto con un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’alluvione del 2020.
Assente il consigliere Augusto Rollandin (Pour l’Autonomie), sospeso per 18 mesi a norma della Legge Severino. Dopo la convalida degli eletti, stato nominato, quale supplente, il consigliere Gian Carlo Stévenin. Come tutti gli altri, ha prestato giuramento.

I numeri della XVI legislatura
Sono 15 i consiglieri alla loro prima Legislatura in Consiglio Valle (ossia il 43 %): Dennis Brunod, Raffaella Foudraz, Christian Ganis, Erik Lavy, Simone Perron e Dino Planaz della Lega Salvini Vallée d’Aoste; Marco Carrel e Gian Carlo Stevenin della lista Pour l’Autonomie; Erika Guichardaz e Antonino Malacrinò della lista Progetto Civico Progressista; Davide Sapinet, Giulio Grosjacques, Roberto Rosaire e Roberto Barmasse della lista Union Valdôtaine; Corrado Jordan della lista Vallée d’Aoste Unie.
Sono 15 (il 43%) i consiglieri confermati della XV Legislatura: Luigi Bertschy, Albert Chatrian, Pierluigi Marquis e Carlo Marzi della lista Alliance Valdôtaine – Stella Alpina; Stefano Aggravi, Luca Distort, Andrea Manfrin, Paolo Sammaritani e Nicoletta Spelgatti della lista Lega Salvini Vallée d’Aoste; Mauro Baccega della lista Pour l’Autonomie; Alberto Bertin e Chiara Minelli della lista Progetto Civico Progressista; Erik Lavevaz e Renzo Testolin della lista Union Valdôtaine; Claudio Restano della lista Vallée d’Aoste Unie.
Sono infine 5 (10 %) i consiglieri già eletti in Legislature precedenti: Paolo Cretier, Jean-Pierre Guichardaz e Andrea Padovani della lista Progetto Civico Progressista; Aurelio Marguerettaz della lista Union Valdôtaine; Luciano Caveri della lista Vallée d’Aoste Unie.
Rispetto alla Legislatura passata, si è invertita la percentuale dei neo eletti: a giugno 2018 il 43% era alla sua prima Legislatura, mentre il 57% erano i Consiglieri confermati della XIV Legislatura.
Il neo Consiglio vede la presenza di quattro donne, ossia l’11% dell’Assemblea (nel 2018, all’inizio della XV Legislatura, le donne erano 8, ossia il 23%, mentre a fine Legislatura erano salite a 10, pari al 29%). L’età media è di 49 anni, come all’inizio della scorsa Legislatura.
Elezione del presidente del Consiglio Valle
Si è quindi proceduto con l’elezione del presidente del Consiglio. Chiara Minelli (Progetto civico progressista) ha proposto la candidatura del compagno di partito Alberto Bertin.
Andrea Manfrin (capogruppo Lega Vallée d’Aoste) ha criticato la candidatura, basata a suo dire su una logica spartitoria invece di scegliere una figura di garanzia per l’assemblea legislativa regionale. Ha contrapposto la candidatura di Marco Carrel e chiesto il voto in cabina. Carrel – all’oscuro della candidatura giunta della Lega – ha annunciato la scheda bianca di Pour l’Autonomie, non coinvolta nelle trattative per l’individuazione di questa figura istituzionale.
Il risultato del voto è stato il seguente: con 35 consiglieri presenti e votanti, vi sono state tre scheda bianche, 21 per Bertin e 11 per Carrel.
Dopo aver ringraziato per la fiducia accordatagli, Alberto Bertin ha detto: «Questa Legislatura si apre in un momento estremamente difficile per la nostra regione, non solo per la tanto temuta seconda ondata della pandemia che si sta manifestando. Abbiamo un sistema sanitario, economico e sociale già provato dagli accadimenti di questa primavera che rischia di essere di nuovo sotto pressione.
Una situazione che accresce ancor di più le responsabilità di questa Assemblea.
Dal 16 dicembre 2019 la nostra Regione è senza un Governo legittimato dalla fiducia del Consiglio regionale. Una situazione anomala che certo non ha favorito l’azione necessaria in questi mesi di stress pandemico.
Un Consiglio Valle travolto da vicende giudiziarie gravi, innanzitutto perché vedono partecipe la ‘ndrangheta, una delle organizzazioni criminali di stampo mafioso tra le più pericolose del pianeta, in relazione con la politica e rappresentanti delle nostre istituzioni.
Un’organizzazione che ha come finalità e obiettivo, per conseguire più potere, di infiltrare e condizionare la politica, come abbiamo letto anche nelle recenti sentenze riguardanti la presenza della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta.
Fatti che hanno gravemente minato la credibilità di questa istituzione e macchiato l’immagine della nostra regione.
Con questa nuova Legislatura, questo nuovo Consiglio Valle deve voltare pagina. Deve riscattarsi. Lo dobbiamo alla storia gloriosa della nostra regione, all’avvenire di questa terra e a noi stessi.
Dobbiamo isolare il malaffare, prendere le distanze dalle degenerazioni di questi anni, iniziando dalle modalità di raccolta del consenso. Un compito che riguarda tutti.
L’autonomia e la democrazia non possono convivere con la ‘ndrangheta.
Un Consiglio regionale rinnovato deve darsi questo obiettivo. Questa Presidenza perseguirà anche questo obiettivo. Una comunità che cede sulla legalità, occorre ricordarlo, mette gravemente a rischio il proprio benessere e il proprio futuro.
Il Consiglio Valle è il rappresentante della sovranità popolare valdostana e come tale deve ritrovare la sua centralità. Ridiventare il luogo del confronto e delle decisioni più importanti per la nostra comunità.
Deve ritrovare efficienza ed efficacia nell’organizzazione e nell’azione, indispensabili per recuperare credibilità nei confronti della cittadinanza. Quella che in questi anni è mancata.
Vérité et avenir. Ces deux mots sont gravés sur le mur de notre Assemblée législative dans la citation d’Emile Chanoux. Deux mots que le martyr de la Résistance avait écrits en pensant aux peuples de la Suisse: deux mots qui doivent éclairer notre action et notre vision future en faveur du peuple valdôtain.
Perché il Consiglio Valle deve anche sapersi rinnovare nelle modalità di rapporto con l’esterno, sempre più trasparente e aperto verso i cittadini. Un Consiglio Valle che sappia innovare anche le sue funzioni, come sta avvenendo in tutte le assemblee del mondo, dando maggiore importanza agli aspetti valutativi, rinnovandosi nelle sue regole di funzionamento, aumentando la sua autonomia funzionale rispetto ad altre istituzioni. Sono convinto che un Consiglio autonomo, autorevole e propositivo possa essere di supporto e di stimolo anche per il Governo stesso nella sua funzione esecutiva e amministrativa.
Ci aspettano momenti difficili ed è necessario il contributo di tutti.
Nel mio ruolo di presidente del Consiglio non potrò che impegnarmi ad essere il garante delle regole, nel rispetto della rappresentanza democratica, come deve essere per un organo di garanzia. Un organo di garanzia per tutti.
Come tutti dobbiamo essere consapevoli in questa Assemblea dell’importanza del ruolo che le cittadine e i cittadini ci hanno affidato, consci che dobbiamo per primi essere esempio di verità e portatori di futuro attraverso la nostra attività e la nostra azione».

L’elezione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Valle
Prima di eleggere i due vicepresidente e segretari del Consiglio Valle, Marco Carrel ha chiesto una sospensione affinché i gruppi potessero accordarsi sulla scelta delle figure che potessero dare rappresentatività al Consiglio.
Alla ripresa dei lavori, il presidente Bertin ha annunciato che sospensioni frequenti e di lunga durata saranno d’ora innanzi osteggiate.
Il consigliere Mauro Baccega ha preso la parola per dire che era necessario cercare un accordo con la Lega per garantire una rappresentanza istituzionale a Pour l’autonomie.
Albert Chatrian ha proposto, per la carica di vicepresidente di maggioranza, Aurelio Marguerettaz; Andrea Manfrin ha proposto Paolo Sammaritani.
Marguerettaz ha ottenuto 21 voti e Sammaritani 11. Tre le schede bianche. Il presidente Bertin ha immediatamente chiesto ai vicepresidenti di prendere la guida della seduta.
Si è proceduto all’elezione dei due segretari. Albert Chatrian ha candidato Corrado Jordan mentre Marco Carrel ha candidato Mauro Baccega e Andrea Manfrin ha candidato Luca Distort. Corrado Jordan ha ottenuto 20 voti, Luca Distort 12 e Mauro Baccega tre. Quindi c’è stato il primo caso di disallineamento della maggioranza rispetto alle indicazioni di voto.
Elezione del presidente della Regione
Giulio Grosjacques ha presentato la candidatura di Erik Lavevaz, quale presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta.
Il candidato ha dato lettura del proprio discorso programmatico e ha presentato la Giunta:
- Sanità, salute e politiche sociali – Roberto Barmasse
- Beni culturali, Turismo, sport e commercio – Jean-Pierre Guichardaz
- Sviluppo economico, formazione e lavoro – Luigi Bertschy (candidato vicepresidente)
- Agricoltura e Risorse naturali – Davide Sapinet
- Istruzione, università, politiche giovanili, affari europei e partecipate – Luciano Caveri
- Ambiente, trasporti e mobilità sostenibile – Chiara Minelli
- Opere pubbliche, territorio, finanze e innovazione – Carlo Marzi
La votazione è stata aggiornata al pomeriggio, per lasciare ai consiglieri il tempo di leggere il programma.

Per primo ha presto la parola Stefano Aggravi (Lega Vallée d’Aoste) ha richiamato tutti i colleghi al dialogo. In riferimento al fatto che, durante dell’incontro dell’8 ottobre con l’area autonomista, erano stati individuati numerosi punti di vicinanza.
Nel suo intervento, ha voluto mettere in evidenza omissioni o possibili criticità nella visione delle due principali componenti di maggioranza. Ha chiesto come si ponga, questa maggioranza, rispetto al ruolo prefettizio del presidente della Regione. Ha chiesto precisazioni sulle scelte relative a Cva, visto che non si parla più di quotazione. Ha rilevato l’assenza di ogni riferimento al Casino. Ha espresso stupore per alcune declinazioni e aggregazioni di deleghe fra gli Assessorati.
Ha valutato positivamente l’attivazione di un fondo di solidarietà, legato all’Inps. Poiché i contorni della crisi economica post lockdown e dell’attuale ripresa pandemica non sono prevedibili.

Andrea Manfrin (Lega VdA) ha puntato l’accento sulla stranezza derivante dal fatto di vedere all’opposizione il partito che ha vinto le elezioni, frutto della decisione di voler fare un’alleanza fra forze i cui programmi elettorali divergevano in maniera importante pur di non allearsi con la Lega, i cui programmi erano invece molto simili a quelli dell’area autonomista.
Ha criticato di non aver trovato riferimento alcuno, nel programma, alla povertà. E, parallelamente, non è preso in considerazione lo stop all’erogazione di aiuti alle persone non meritevoli.
Ha messo in evidenza il fatto che l’attuale gestione dell’emergenza pandemica sta mettendo in crisi la prevenzione sanitaria e la cura di altre patologie già esistenti.

Marco Carrel ha definito Pour l’autonomie il quarto polo del Consiglio Valle, non essendo nel gruppone autonomista, né in quello progressista né nella Lega.
Ha ricordato che l’incontro di cortesia con l’area autonomista si è concluso nel momento in cui è stato chiesto di parlare del programma. «Oggi la ragione è chiara: questo programma è un taglia-incolla di Dipartimenti, Strutture e Assessorati che faranno perdere altri sei mesi alla macchina amministrativa ed è un programma che si limita a rimandare le scelte». Nel programma non c’è scritto cosa vogliamo fare l’Ospedale, del Casino, di Cime Bianche ha rilevato. Invece si parla di sburocratizzazione e digitalizzazione senza però riferire queste attività alla cultura. I temi caldi saranno riportati periodicamente in Consiglio Valle, vedremo con quali risultati.
Questo programma dice troppo poco in un momento in cui i Valdostani hanno bisogno di risposte, ha concluso.

Luca Distort (Lega VdA) si è chiesto se la brevità del programma in materia culturale sia frutto di capacità di sintesi o di povertà d’idee. Non si parla di ricerca né di tutela dei beni culturali, non si parla di eventi accademici, non si parla del Parco archeologico. Come, in materia di commercio, non si definisce come saranno aiutati i commercianti la cui attività è limitata dalle restrizioni anti-Covid. Non si parla di revisione delle discipline urbanistiche. Saranno due diversi Assessorati ad occuparsi di tutela e valorizzazione della risorsa acqua.

Il suo collega di partito Simone Perron ha posto l’accento sul mondo della scuola e, in particolare, sul concorso docenti. Ha chiesto alla Giunta di attivarsi immediatamente per trovare una soluzione diversa da quella ora in campo.

Paolo Sammaritani (Lega Vda) ha sostenuto che il modello amministrativo creato non è quello adatto alla miglior gestione del momento. Ha auspicato la stesura di un nuovo testo unico degli Enti locali. Ha rilevato che non ci sono indicazioni chiare rispetto al futuro del presidio ospedaliero di viale Ginevra.
«Dal punto di vista politico abbiamo assistito all’ennesima Restaurazione: si è cambiato tutto per non cambiare nulla. Si sarebbe potuto di andare a elezioni. Ma negli autonomisti ha prevalso l’idea dell'”andiamo a governare e poi vedremo cosa succederà”. Nel Pcp ha prevalso invece la logica dell'”andiamo a governare a tutte le condizioni purché non vada a governare la Lega”. Posso comprendere il timore che la valle d’Aosta diventi un territorio depresso come lo sono la Lombardia e il Veneto», ha concluso ironicamente.

Il leghista Dennis Brunod si è rammaricato dell’assenza, nel programma di governo, di ogni riferimento alla tutela e promozione degli sport popolari. Ha plaudito invece all’attenzione dedicata allo sci di fondo e allo snow farming (anche se non si potrà dar corso a questo progetto prima di almeno un anno).
Nel suo discorso, anche un riferimento al Parco naturale del Mont Avic e alla discarica di Chalamy, per fare riferimento alla necessità di condividere le scelte con le popolazioni interessate prima di trasformarle in progetti e azioni.

Christian Ganis (Lega VdA) ha esortato all’utilizzo di tutti i canali di comunicazione per promuovere la Valle d’Aosta. Ha poi chiesto di ponderare attentamente le scelte del prossimo periodo, valutando gli impatti che potranno avere sul settore turistico.

Erik Lavy (Lega VdA) ha esortato i consiglieri di maggioranza a prendere la parola. «La faillite du bilinguisme valdôtain est témoignée par le fait que le titsch et le patois sont en train de mourir. Mais également le français et l’allemand sont des langues de moins en moins appréciées». Ha detto di non capire la logica di trattare in modo diverso i Valdostani che vivono in città e quelli che vivono nelle terre alte: si vogliono portare le persone a Valle invece di dare loro l’opportunità per restare o anche ritornare in montagna. E sarebbe invece il momento di invitare i figli e i nipoti degli emigrati a ritornare.
Ha concluso: «Voi non siete più quelli che rappresentano i Valdostani».

Dino Planaz (Lega VdA) ha parlato di agricoltura, chiedendosi con quali modalità si sarà corso alla valorizzazione dell’allevamento e dell’alpeggio e cosa s’intenda fare. «Quale accordo potrà essere trovato sulla gestione del lupo?», ha chiesto. E si è detto dispiaciuto, perché adesso le risorse serviranno per altre emergenze, lasciando da parte un settore cardine per l’economia valdostana.

Raffaella Foudraz (Lega VdA) ha fatto presente che alla gestione delle discariche sono dedicate cinque righe del programma. Ha poi parlato del problema dei collegamenti con gli aeroporti e di difficoltà, per i turisti, di giungere in Valle d’Aosta. Ha dunque chiesto di ovviare rapidamente a questa criticità.

Nicoletta Spelgatti (Lega VdA) ha sbeffeggiato gli eletti di maggioranza per la loro «capacità di destreggiarsi in questo primo Consiglio». Si è poi rivolta a Lavevaz: «ero presidente della Giunta quando lei è diventato presidente dell’Union valdôtaine e avevo apprezzato il suo discorso di insediamento e il suo tentativo di rinnovamento. Peccato che il tentativo di cambiamento è stato solo di facciata. Politicamente, la fretta l’ha portata a festeggiare la Lega all’opposizione il giorno stesso del risultato elettorale, commettendo un grosso errore. Noi potevamo essere collaboratori migliori di quelli che avete scelto. Perché era il momento di deporre le armi e di far cadere tutti i veti, per dare una diversa dignità alla Regione. Avreste dovuto rispettare la volontà dei Valdostani invece di dare l’impressione di essere degli avvoltoi sulle poltrone. Le faccio un grosso “in bocca al lupo” perché ricoprire quella poltrona non è facile quando si vive il potere come un servizio. ».

Aurelio Marguerettaz (Union valdôtaine) ha detto che il compito dell’opposizione è semplice: «un conto è mettere sul tavolo i problemi e un altro cercare le risposte da dare». Ha detto dunque di aver apprezzato tutti gli interventi, anche se effettuati con toni e approcci differenti. Toni e atteggiamenti di Spelgatti, ha detto, sono stati coerenti con la campagna elettorale della Lega «ma dire siamo in guerra, siete degli avvoltoi, dite delle scemenze non credo sia un atteggiamento proficuo. Capiamo lo stato d’animo ma crediamo che il confronto senza la clava sia costruttivo».
In relazione a Testolin, ha voluto chiarire che Union valdôtaine ha chiesto la sua disponibilità a Testolin, in quando presidente uscente e primo eletto senza essere capolista. Quando Testolin si è reso conto di essere un possibile problema per la maggioranza, ha fatto un passo di lato: «Non c’è nessuna pugnalata e non c’è nessun atteggiamento pavido».
Ha chiesto alla Lega perché non abbia aperto le sue consultazioni: «Le maggioranze si formano attorno ai progetti. Il nostro è lungi dall’essere perfetto». Sugli elementi mancanti a dire della minoranza ha specificato: «Le cose che abbiamo scritto andranno valutate e implementate. Quelle che non sono state inserite hanno percorsi già avviati».
Ha chiesto alla Lega di dare conto degli oltre seimila voti di lista senza preferenze: «Hanno votato voi o hanno votato Salvini? Noi abbiamo presentato una lista di 23 persone con un percorso politico specchiato. Union valdôtaine era data per spacciata e ha portato in Consiglio Valle sette consiglieri dalle comprovate esperienze».

Luciano Caveri (Vallée d’Aoste Unie) ha affermato che questa giornata deve essere un punto a capo per il mondo autonomista. C’è un impegno a percorrere, nell’arco di un anno, un cammino inverso a quello percorso negli ultimi anni: superare incomprensioni e malumori per ricostruire un’area attorno ai suoi valori.
«Penso che la partenza di questa legislatura, in un clima difficile, obbliga l’intera assemblea a una riflessione che va al di là della politica – ha detto – : dobbiamo riflettere sull’efficenza del governo ma anche rispondere alla crisi di rappresentanza e di funzionamento delle istituzioni regionali».

Erika Guichardaz (Progetto civico progressista) ha evocato l’esiguo numero di donne nella massima Assemblea regionale. Ha poi risposto a chi ha sostenuto che esistono grandi differenze ideologiche fra i gruppo degli autonomisti e quello dei progressisti che, invece, lei rileva «un’importante vicinanza di ideali».

Chiara Minelli (Progetto civico progressista) ha ripreso l’argomento, dicendo che sono state messe in evidenza le divergenze su alcuni temi ed è stato pronosticati che «tutto di sfascerà a breve». Ha replicato: «Costruire questa maggioranza non è stato semplice. Per semplificare il percorso serve una riforma in senso maggioritario della riforma elettorale. In questo momento, abbiamo fatto un lavoro molto serio sui contenuti e spero si potrà collaborare con Lega nella loro attuazione». Ha proseguito affermando che, su molti temi, ci sono orientamenti definiti: per esempio la posizione su Cva conferma l’impostazione contenuta nel Defr. Per quanto riguarda l’Ospedale, invece, in questo momento di pandemia è necessario effettuare approfondimenti che consentano di fare valutazioni ampie e corrette. Ha specificato poi: «La nostra posizione sulle acque non è preconcetta e ideologica. Vogliamo confrontarci nell’interesse della comunità e vogliamo farlo a livello di Assemblea».

Carlo Marzi (Stella alpina) si è congratulato con i colleghi per l’impegno che sono disposti ad assumersi e ha detto: «Questo è il momento di essere responsabili. Io intendo farlo con coraggio e umiltà. Qui nessuno è migliore di un altro ma tutti dobbiamo saper interpretare il nostro ruolo per la Valle d’Aosta e i Valdostani».

La discussione è quindi stata sospesa per riprendere alle ore 9 di mercoledì 21 ottobre.
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Pubblicato / aggiornato
il 20/10/2020 alle 19:58
Categoria:
Politica e Amministrazione