Partite Iva: un tavolo di confronto con il Consiglio Valle prima che sia troppo tardi
Nella serata di sabato 31 ottobre 2020, le Partite Iva valdostane si sono ritrovate in Piazza Chanoux, ad Aosta, per protestare contro la gestione dell’emergenza coronavirus.
Il gruppo Partite Iva insieme per cambiare chiede al Consiglio regionale della Valle d’Aosta e alla seconda Commissione l’istituzione di un tavolo di confronto in merito alle disposizioni del DPCM del 24 ottobre 2020 e all’Ordinanza 468 del presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta del 30 ottobre 2020.
«Alla soglia di un ennesimo blocco delle nostre attività – dice la referente, Luana di Francesco – ci vediamo costretti a fare notare che, nonostante aver adempiuto con notevoli investimenti alle prescrizioni di prevenzione sanitarie imposte, il settore produttivo viene nuovamente penalizzato e quasi considerato responsabile della situazione di contagio attuale. E mentre, in questi mesi, le partite Iva erano costrette a riorganizzarsi per la loro sopravvivenza, e in vista di una quasi certa seconda ondata di contagi, la riorganizzazione dei settori sanitario, scolastico e dei trasporti da parte dell’Amministrazione pubblica era stupidamente e colpevolmente trascurata; come troppo spesso le Amministrazioni sanno trascurare, scaricando la responsabilità sulla burocrazia o altri soggetti».
Prosegue il gruppo: «La politica non si deve permettere di pensare che l’unica soluzione per evitare l’esplosione del contagio Covid e il relativo affaticamento delle strutture sanitarie sia quello di interrompere le attività produttive, sventolando la carota di eventuali ristori che, se verranno valutati, stanziati ed erogati come nella fasi 1, 2 e 3 da parte della Regione si tradurranno in una nuova e vergognosa beffa oltre al danno».
E questo perché, ricordano le Partite Iva, «tutta la nostra società pone le sue basi economiche sul settore imprenditoriale e produttivo, e tali attività devono essere consolidate attraverso una azione programmatica a lungo termine e non aperte o chiuse come un interruttore quando è troppo tardi».
Pubblicato / aggiornato
il 31/10/2020 alle 21:51
Categoria:
Economia e Lavoro / Video