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Un’autodichiarazione per uscire dalla quarantena senza tampone e il Piano micro

Un’autodichiarazione per uscire dalla quarantena senza tampone e il Piano micro (©Laura Agostino per bobine.tv) - La conferenza stampa di Giunta del 3 novembre 2020

Martedì 3 novembre 2020, l’assessore alla Sanità della Regione autonoma Valle d’Aosta ha fatto il punto sulla situazione dell’emergenza Covid in Valle d’Aosta.

Roberto Barmasse ha riferito dell’avvio del drive in per l’effettuazione dei tamponi rapidi e ha annunciato che, venerdì 6 novembre, incontrerà i medici di medicina generale e i pediatri dii libera scelta per concordare con loro le modalità di effettuazione dei tamponi.

Per rispondere alla carenza di personale per il contact tracing, è stato deciso che le persone che raggiungono il 14° giorno di isolamento senza aver sviluppato sintomi ed essere state sottoposte a tampone, possono fare un’autodichiarazione, portarla in Comune e far revocare l’ordinanza di quarantena. Il modello di autodichiarazione è allegato all’articolo.

Le microcomunità

Entro mercoledì 4 novembre, saranno sottoscritti i contratti con sei medici che saranno dedicati all’attività sanitaria nelle microcomunità.

I pazienti della microcomunità di Variney (destinata a diventare un centro Covid) saranno trasferiti in altre strutture dal 9 novembre.

«Dobbiamo cercare di sgravare il più possibile il Parini dall’assistenza Covid – ha spiegato l’assessore Barmasse -. I ricoveri nel presidio di viale Ginevra devono essere di pazienti con sintomatologie acute legate del virus, perché l’ospedale deve riuscire, anche i questa fase emergenziale, ad avere la possibilità di occuparsi dei pazienti che hanno bisogno di cure e interventi non legati alla pandemia. Tutti coloro che sono positivi al Covid-19, in forma asintomatica o paucisintomatica, devono essere assistiti in altre strutture.
Per alleggerire la pressione dell’emergenza Covid sull’ospedale abbiamo dovuto individuare sedi esterne dove destinare i pazienti che non hanno più l’esigenza di essere ospedalizzati ma che, comunque, devono rimanere isolati.
Nella struttura di Variney saranno collocati i pazienti positivi dimessi dal Parini che devono ancora mantenere il distanziamento sociale e per il quali comunque è ancora necessaria l’attenzione di operatori sanitari dedicati.
Il definire nuove strutture a seconda della tipologia di pazienti e sulla base dell’evoluzione clinica del virus riteniamo sia importante, per tutelare tutta la comunità e per garantire una migliore assistenza a tutti».

Il presidente Erik Lavevaz non ha partecipato all’incontro con i giornalisti perché impegnato nella videoconferenza con il presidente del Consiglio dei ministri. Ha dichiarato in una nota: «Nei prossimi giorniproseguirà lo studio per addivenire all’individuazione di altre strutture da adibire all’emergenza Covid» con il supporto di Azienda USL e Celva. Un Piano che passa attraverso una riorganizzazione delle microcomunità per anziani e che deve tener conto dell’evoluzione dell’emergenza.

Si stanno definendo ulteriori accordi con la Clinica di Saint-Pierre e approfondendo il monitoraggio per valutare la possibilità di avere ‘’alberghi assistiti’’, ovvero strutture alberghiere idonee per il ricovero di pazienti Covid che non necessitano di specifiche cure sanitarie ma che, allo stesso tempo, non possono ancora fare ritorno al proprio domicilio.

Ancora più problematica è l’individuazione del personale da destinare all’assistenza sanitaria. Dopo il coinvolgimento dell’Esercito, che sarà impiegato soprattutto nel Drive In, è stata data indicazione all’Azienda Usl di proseguire con le procedure per il ritorno in servizio di medici e infermieri in pensione e, al tempo stesso, sono stati sollecitato concorsi per varie tipologie di operatori sanitari.

Il soggetto attuatore della struttura Covid all’interno del perimetro del Parini, Raffaele Rocco, sta ultimando le procedure per i lavori, che saranno consegnati entro fine anno.

Da questo ampliamento, si potranno ottenere 30 posti letto per sintomatici, che potranno essere trasformati in 15 di terapia intensiva a seconda dell’esigenza e dell’andamento dell’emergenza.

Nelle altre microcomunità la situazione attuale è di 160 persone in isolamento Covid, 54 delle quali sintomatiche.

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Pubblicato / aggiornato il 03/11/2020 alle 19:18
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Categoria: Salute