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Sospensione Sorbara, Jean Barocco nuovo consigliere

Sospensione Sorbara, Jean Barocco nuovo consigliere

Retroattività della misura cautelare

Il consigliere Elso Gerardin (Mouv’) ha esordito leggendo la parte dell’atto all’ordine del giorno che cita:  “Vista la nota (…) con cui il Presidente della Regione, in qualità di Prefetto, ha notificato al Presidente del Consiglio regionale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 28 febbraio 2019 con il quale è stata accertata la sospensione del signor Sorbara Marco dalla carica di Consigliere regionale a seguito dell’applicazione da parte dell’autorità giudiziaria della misura coercitiva della custodia cautelare in carcere di cui all’articolo 285 del codice di procedura penale”. Gerardin ha commentato: “in questo atto  non c’è nessun riferimento sulla data della sospensione del collega Sorbara, che da fonti giornalistiche sarebbe dal 7 dicembre. Come mai un atto così importante non è stato allegato per permetterci di ricostruire la vicenda?“.
La presidente del Consiglio regionale Emily Rini ha risposto che la data riportata risulta antecedente rispetto l’esecuzione materiale della misura cautelare, perché “essendo una materia delicata, i tempi si sono dilatati di un mese e mezzo ma la criticità l’abbiamo già sollevata noi come Regione”.
La Corte di Cassazione è intervenuta per chiarire i dubbi circa la possibile retroattività della sospensione del consigliere Marco Sorbara, come si legge da una sentenza (sulla medesima fattispecie): “la sospensione del consigliere regionale decorrerebbe in modo retroattivo dalla data del provvedimento giurisdizionale della sospensione”. La Corte di Cassazione ha chiarito, definitivamente, che è la notifica al Consiglio regionale a determinare l’efficacia della sospensione di diritto e che, pertanto, essa decorre “dal momento della ricezione della notifica del provvedimento medesimo” (sentenza cassazione 28 maggio 2015 n. 11131). La ratio è stata esplicitata in un altra sentenza della Cassazione (3 apr del 2017, n 8618).
Il consigliere Paolo Sammaritani (Lega) è intervenuto dicendo: “Al di là della retroattività della decorrenza della sospensione, la questione fondamentale riguarda il possibile travolgimento di tutti gli atti che sono stati, nel medio tempore, assunti. Al di là del diritto amministrativo, nel nostro caso, unicum a livello nazionale, abbiamo avuto un governo che è caduto grazie al voto determinante di una persona che formalmente doveva essere già sospesa. Il tema è quindi anche politico, e ci porta a dover rispondere anche all’esterno”.
Rini ha risposto al consigliere citando il “principio giuridico del funzionario di fatto” (il soggetto in questione ha esercitato – nel periodo dall’emanazione del provvedimento all’esecuzione dello stesso – le sue funzioni in piena titolarità e in mancanza di conoscenza del provvedimento stesso).
Nicoletta Spelgatti, consigliere regionale(Lega) ha risposto: “vogliamo assolutamente una sospensione, che non avremmo chiesto se voi foste stati corretti. Infatti, pienamente consci della gravità del problema che si pone, avete omesso riferimenti alla retroattività – per non metterci la pulce nell’orecchio – ma avete sottomano le  sentenze per rispondere qualora si fosse sollevato il problema. Sorbara può essere in buona fede o no, ma sta di fatto che questo governo è stato eletto con il voto determinante del 18simo consigliere, Sorbara. Dal punto di vista politico si apre una voragine in relazione alla legittimità di questo governo in carica”.

Convalida Jean Barocco
Il consigliere regionale Elso Gerardin è intervenuto per rimarcare che il presidente della Regione Antonio Fosson dovrebbe dimettersi per evitare uno scontro istituzionale: “Tranquillizziamo chi pensa che, con le sue dimissioni, si va a elezioni. Non è automatico. Chi approva questa convalida, per noi farà parte di una nuova maggioranza”.
Luciano Mossa (M5S) si è dichiarato stupito dell’atteggiamento di Lega e Mouv perché “quando chiedevamo noi la sospensione dei consiglieri, loro hanno votato contro, con atteggiamento garantista. Se l’obiettivo è tornare alle urne prima dell’approvazione della nuova legge elettorale, noi siamo contrari. Il M5S voterà a favore della nomina di Barocco, solo perché non sussistono cause di incompatibilità. Tuttavia, dal punto di vista etico, si aprirebbero altre considerazioni, che non possono comunque essere fatte in questa sede”.
La consigliere Patrizia Morelli (Alpe) ha ricordato al Consiglio che la convalida è un atto dovuto, non una “concessione magnanima” verso un nuovo eletto: “La convalida rientra nel rispetto della legge. Chi nega questo diritto a chi lo possiede, se ne prenderà le proprie responsabilità. Altra cosa è il dibattito politico, legittimo. Ma negare l’entrata di Barocco significherebbe operare una discriminazione”.
Daria Pulz (Adu) ha invece esordito così in aula “non basta sostituire un consigliere, bisognerà andare tutti a casa e ridare la parola agli elettori. Rimango disponibile alle dimissioni, ma aspetto anche le altre. Adu si asterrà dal voto”.
Jean-Claude Daudry (Uvp) ha invece sottolineato la necessità di ricondurre la questione sull’esigenza di ricostituire i trentacinque membri dell’aula: “Il lavoro di istruttoria compiuto dagli uffici ha accertato l’assenza di cause di ineleggibilità e di incompatibilità per l’entrata di Jean Barocco in Consiglio. Quest’ultimo ha gli stessi diritti che abbiamo noi trentaquattro”.
Luca Bianchi (Uv) ha commentato che “oggi la situazione era ghiotta per la minoranza. Ma la ricostituzione del Consiglio è un atto dovuto. Barocco è una persona eletta dai Valdostani, alcuni non hanno capito che si tratta di una mera presa d’atto per continuare a lavorare e dare delle risposte. Barocco sarà un valore aggiunto, arriva dagli enti locali e darà il suo contributo come ognuno di noi fa”.

La convalida della sua elezione è stata votata con 21 voti a favore (UV, UVP, ALPE, SA, GM, M5S), 10 contrari (Lega VdA e Mouv’) e 3 astensioni (RC-AC e ADU-VdA).

Jean Barocco ha salutato il Consiglio e prestato il giuramento. «Une présence, la mienne qui se veut limité dans le temps, mais dans la quelle je tâcherai de répondre à mon mandat avec toute ma passion, ma résponsabilté, mes compétences et mon humilité» ha detto Barocco, che poi ha aggiunto: «La Valle d’Aosta ha vissuto, ormai un anno fa, una campagna elettorale che ha cambiato il volto della politica valdostana; ritengo che in questi mesi, la famiglia politica a cui appartengo, abbia compiuto i primi passi avanti nell’analisi di questi risultati, per comprendere fenomeni politici che è troppo semplice liquidare, con commenti del tipo “gli elettori non hanno capito” oppure “è un voto di pancia”. Penso che al nostro movimento serva capire nel profondo, i messaggi che ci giungono dai Valdostani: per cercare di arrivare adesso all’elaborazione di contenuti, prima dei contenitori; per creare assieme un percorso Autonomista (con la A maiuscola) che punti all’autonomia del terzo millennio. Io sto nell’Union Valdôtaine, il mio movimento. Le mie battaglie politiche, ho cercato e cercherò sempre di condurle, all’interno dell’UV e non concordo, pur nel rispetto totale delle altrui opinioni, con chi se ne è andato. Il dialogo vive di punti di vista differenti, ma la forza di partito si ottiene solo con l’unità del movimento. Posso però capire che quando un rapporto si lacera la colpa non è da ricercare solo in una parte. Questo è ancora più importante quando viene meno un rapporto, non solo con alcune persone o membri del tuo movimento, ma si rompe una relazione consolidata con i Valdostani. Io sono qui per costruire. Con queste premesse, che per me sono fondamentali, è con piacere che comunico la mia adesione alla maggioranza e al gruppo dell’Union Valdôtaine».

Pubblicato / aggiornato il 06/03/2019 alle 12:00
Categoria: Politica e Amministrazione