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Legambiente: cosa può fare RaVdA in attesa della sentenza Pompiod

Legambiente: cosa può fare RaVdA in attesa della sentenza Pompiod (©Bobinetv) - Rappresentanti Legambiente VdA

Il Circolo Legambiente Valle d’Aosta ha inviato una lettera aperta ai componenti della Giunta e del Consiglio Valle per suggerire le azioni da compiere in attesa che si concluda il processo intentato nei confronti dei gestori della discarica di Pompiod, l’impresa Ulisse 2007. 

È accusata di “aver gestito una discarica di fatto non autorizzata, aver effettuato attività di smaltimento rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, aver conferito ingenti quantitativi di rifiuti non compatibili con la classe di appartenenza della discarica e con l’autorizzazione rilasciata, depositando rifiuti speciali provenienti da altri siti nazionali, senza che fossero messi in atto gli interventi necessari per contenere il diffondersi delle sostanze inquinanti nell’aria e nelle acque”.  

Un altro procedimento si è già concluso, con l’archiviazione dell’accusa di inquinamento ambientale a carico dei gestori della discarica di Pompiod e, il 15 gennaio 2021, con l’assoluzione (su richiesta del pubblico ministero Luca Ceccanti) della dirigente dell’Assessorato dell’Ambiente della Regione autonoma Valle d’Aosta dall’accusa di di abuso d’ufficio relativa alle autorizzazioni concesse per gestire la discarica in questione, poiché il fatto non è più previsto dalla legge come reato dopo la riforma dell’abuso d’ufficio del luglio 2020.

Alla prima udienza, Legambiente si è costituita parte civile e così pure altre associazioni e comitati, la Regione e i Comuni interessati di Aymavilles e Jovençan.

Nell’attesa degli esiti del giudizio (la prossima udienza è calendarizzata per maggio 2021), Legambiente ritiene «possa essere opportuno che la Regione – peraltro costituita parte civile e perciò evidentemente interessata ai fatti oggetto di processo – incominci a predisporre, cautelativamente ed in attesa di accertamento – delle procedure interne idonee ad impedire condotte del tipo contestato».

In particolare, pensa che la Regione debba dotarsi «di opportuni strumenti amministrativi e disciplinari» per il controllo dell’operato dei dipendenti, allo scopo di «ripristinare il livello di legalità e per ristabilire la fiducia dei cittadini nell’Amministrazione e nella sua capacità di far valere il rispetto dei loro diritti».

Inoltre, «visto che le discariche in Valle d’Aosta sono numerose, che si stanno autorizzando nuovi impianti di lavorazione e riciclo dei rifiuti e che la normativa regionale in proposito dà spazio a incertezze interpretative ed è sotto alcuni aspetti carente» Legambiente ritiene opportuno «che la Regione voglia: verificare la congruenza delle discariche presenti sul territorio con le esigenze delle popolazioni locali e controllarne l’utilizzo; predisporre norme di autorizzazione e gestione delle discariche adeguate a tutelare la salute dei cittadini; norme chiare, attente a perseguire il bene comune e a promuovere la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali (sia regionale che comunali); mettere in atto delle procedure sistematiche di verifica a campione da parte di un ente terzo sui materiali conferiti che ne permettano un controllo effettivo e puntuale».

Pubblicato / aggiornato il 25/02/2021 alle 10:01
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Categoria: Cronaca