Renzo Testolin rinuncia alla presidenza della Regione
(©Consiglio Valle) -
Renzo Testolin
Giovedì 10 novembre 2022, Renzo Testolin ha inviato una lettera all’Union valdôtaine per annunciare la propria decisione di rinunciare al ruolo di presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta.
Queste le sue parole: «Senza nulla chiedere, il 28 ottobre scorso mi è stata presentata, dal Presidente Lavevaz, la proposta di valutare la possibilità di dare la mia disponibilità ad assumere l’incarico di formare un eventuale nuovo governo regionale e tutto ciò alla luce delle mutate situazioni che si erano venute a creare ed in funzione di un risultato elettorale, quello del 2020, che mi aveva visto essere largamente il più votato nella lista dell’U.V., movimento al quale, in questo momento, spetta l’indicazione del Presidente della Regione.
Presi alcuni giorni di tempo per “riassettare” le idee e le emozioni di quei momenti, forte di un ritrovato entusiasmo e di rinnovati stimoli, convinto che questo passaggio potesse rappresentare anche per il mio movimento una occasione di rilancio per una ritrovata serenità dopo i momenti di tempesta che lo stesso movimento aveva ingiustamente vissuto assieme ai suoi uomini, mi sono reso disponibile per ricoprire l’incarico proposto. Da sempre credo infatti che, come in tutti i lavori, ma soprattutto in politica, assumersi le dovute responsabilità e lavorare siano il solo modo per ripagare i cittadini che ti hanno dato fiducia.
Questa mia disponibilità, al netto di sofismi intellettuali ed interpretazioni autentiche di qualcuno, è stata, in data 31 ottobre, ufficialmente trasformata dal Comité Fédéral dell’U.V in un mandato a lavorare per la costruzione di un nuovo governo regionale da costruirsi nel perimetro delle attuali forze di maggioranza in Consiglio Valle. Tale situazione è stata comunicata ufficialmente, in data 3 novembre, dalla commissione politica dell’U.V. alle commissioni politiche di FP-PD, Alliance Valdôtaine – VdA Unie, Stella Alpina e Evolvendo. Le stesse commissioni politiche si sono prese l’impegno di discutere la proposta nei loro rispettivi movimenti prima di ritrovarsi per una restituzione dei vari confronti interni.
Dopo 5 giorni, alla fine della giornata di ieri 9 novembre, in alcuni casi anche in spregio a decisioni già assunte dai propri direttivi di riferimento, le quattro forze politiche hanno preferito non incontrare la delegazione politica dell’U.V. ma di affidare i loro desiderata ad un improbabile e istituzionalmente poco corretto comunicato stampa congiunto che tacciava ingiustamente l’U.V. di poca chiarezza e di aver creato confusione nel percorso di confronto.
La scelta dell’U.V. è stata al contrario assunta con chiarezza dall’organo deputato a farlo e con altrettanta chiarezza è stata comunicata agli alleati nel confronto tra le commissioni politiche del 3 novembre.
A fronte di questi comportamenti e delle perplessità espresse dai gruppi facenti parte della maggioranza, forse, in questa fase, più sensibili e preoccupati da possibili “rivisitazioni” degli assessorati e delle relative deleghe più che attenti invece alle opportunità di possibile rilancio dell’azione amministrativa nel suo complesso, oggi ritengo più opportuno, per la stabilità della maggioranza stessa e per salvaguardare la continuità amministrativa della nostra Regione, fare un passo indietro e ritirare la mia disponibilità da Presidente incaricato in modo da sollevare anche il mio movimento da ogni ulteriore difficoltà nel confronto con gli altri movimenti e partiti della maggioranza. Mi auspico che questa scelta possa agevolare ed accelerare il percorso di ricomposizione della giunta, iniziato, per quanto mi riguarda, dieci giorni fa con il massimo entusiasmo e, come sempre, con la massima serietà ed impegno ma che non pienamente condiviso si è voluto trasformare in una pantomima poco opportuna oltre che poco rispettosa del delicato momento che cittadini ed imprese stanno affrontando.
Sono certo che il Presidente Lavevaz nei prossimi giorni saprà finalmente chiudere il cerchio con un indispensabile completamento dell’esecutivo che possa ridare piena potenzialità all’azione di governo.
Personalmente rimango, come sempre, a disposizione del mio movimento e del mio gruppo per lavorare dove e per quello che mi verrà richiesto».
Il commento di Lega Vallée d’Aoste
«Lo spettacolo che, in questi giorni, l’attuale compagine di maggioranza ha dato ai valdostani è stato oggettivamente imbarazzante.
Da settimane ormai, i valdostani sono in ostaggio della scelta su chi farà il presidente e su chi saranno gli eventuali nuovi assessori, senza peraltro che una crisi formale sia stata mai realmente aperta. E, come nel più classico degli scenari, la montagna ha partorito un topolino, non riuscendo inoltre a risolvere il problema della precarietà di un Governo a 18 né a nominare, a distanza di 18 mesi, un nuovo assessore all’ambiente.
In tutto questo però, oltre all’immobilismo che l’attuale Governo regionale ha dimostrato, il vero assente nel dibattito sulla composizione di un ipotetico nuovo Governo è la risoluzione dei problemi dei valdostani, alle prese con il caro bollette e la crisi economica in atto, che ancora una volta finiscono nel dimenticatoio.
Nel prossimo Consiglio regionale, i consiglieri della Lega Vallée d’Aoste chiederanno conto al Presidente sfiduciato, e improvvisamente ritrovatosi senza rivali, degli enormi ritardi accumulati e delle intenzioni di questa maggioranza sul futuro della Valle d’Aosta».
I commenti
Italia al Centro per Noi moderati
La Direzione regionale di Italia al Centro per Noi moderati, attraverso il segretario Orlando Navarra, commenta: «Il passo indietro di Testolin, lungi dal fare chiarezza all’interno dell’UV, accentua la distanza tra le segreterie politiche e gli eletti, che non rispondono più ai loro organi interni, nonché tra le forze politiche della stessa maggioranza. Siamo all’anarchia politico-istituzionale. Lo spettacolo indecoroso dello stallo politico della maggioranza senza che l’apertura di una crisi formale è sotto gli occhi di tutti ed è francamente imbarazzante nonché privo di prospettiva.
La maggioranza è terrorizzata dall’apertura di una crisi formale dagli imprevedibili sviluppi mentre la sfiducia costruttiva da parte della stessa maggioranza nei confronti del proprio presidente della regionale sembra più che una proposta una barzelletta.
A perdere sono solo i valdostani condannati da un immobilismo che trae linfa dall’odore della colla con la quale la maggioranza si attacca alle poltrone (presenti e future) senza risolvere i veri problemi del caro energia, del lavoro, della sanità pubblica, del turismo e dell’economia. Tutto ciò è frutto dell’assenza di una valida legge elettorale che consenta ai cittadini di sapere in anticipo quali saranno le alleanze e che permette al singolo consigliere un immenso potere di interdizione che viene spesso esercitato per piccoli obiettivi perdendo di vista l’interesse pubblico. La politica del pollaio. Urge quindi una riforma della legge elettorale. A tal proposito, si ricorda che il CRE ha raccolto migliaia di firme e non a caso la proposta di riforma tramite referendum langue in qualche scantinato del palazzo. Oggi prendiamo atto che c’è ancora la stessa maggioranza che non è in grado di governare proficuamente e da qui alla scadenza naturale del consiglio regionale mancano ancora tre anni che nel mondo reale, senza interventi di alta politica, valgono un secolo di ritardo».
Pays d’Aoste Souverain
«Evitare di agire con irruenza e meditare sulle scelte da prendere é sinonimo di maturità.
Tergiversare è sintomo di insicurezza. Fare nulla è ignavia. Alla vigilia della nuova stagione turistica con operatori alla disperata ricerca di personale, albergatori ostaggi di mutui e tasse da onorare, artigiani che dopo anni di rispettata professione si trovano inspiegabilmente indebitati con le banche per pagare le bollette, insomma dopo una crisi generalizzata che ha messo il cappio al collo all’economia valdostana, La Vallée d’Aoste merita qualcosa di più che essere in balìa di biechi personalismi e essere coperta dal ridicolo da misere caricature! Tutto ciò accade perché non vi è un serio progetto politico e l’egoismo impera».
Forza Italia Valle d’Aosta
Il coordinamento regionale di Forza Italia Valle d’Aosta commenta in questo modo gli ultimi sviluppi della situazione politica regionale: «La telenovela in salsa valdostana sulla staffetta alla Presidenza della Regione tra Erik Lavevaz e Renzo Testolin, o meglio la pantomima come gli stessi protagonisti l’hanno definita, si è risolta nella maniera più surreale possibile, ovvero con il passo indietro del Presidente incaricato, Testolin, silurato dal Presidente in carica, Lavevaz, che nei giorni scorsi, rigorosamente a mezzo stampa, ha deciso di picconare sul nascere il tentativo del suo collega di partito di formare una nuova giunta. Il tutto mentre famiglie e imprese valdostane sono alle prese con il caro bollette, con l’inflazione galoppante, con la difficoltà a reperire lavoratori stagionali sul mercato, con le gravi criticità del nostro sistema sanitario e con tanto altro ancora. Di tutto questo, come Forza Italia annunciamo sin d’ora che i nostri consiglieri regionali Pierluigi Marquis e Mauro Baccega chiederanno conto nel prossimo Consiglio Valle del 16 e 17 novembre, poiché non è accettabile che per l’ennesima volta l’intera maggioranza regionale si trinceri dietro il silenzio delle manovre di palazzo, utili soltanto a soddisfare la brama di poltrone di qualcuno. Lo stesso silenzio che l’attuale governo regionale sta osservando colpevolmente a Roma, nelle sedi dei diversi ministeri, dove al di là dell’invio di qualche lettera istituzionale di buon lavoro per l’inizio mandato, ricevute peraltro a centinaia da ogni singolo ministro, della maggioranza regionale non si è ancora visto nessuno».
Pubblicato / aggiornato
il 10/11/2022 alle 18:10
Categoria:
Politica e Amministrazione