Levata di scudi contro la presidenza Testolin
(©bobine.tv) -
Erik Lavevaz, Renzo Testolin e Giulio Grosjacques
I partiti e movimenti alleati dell’Union valdôtaine in Consiglio Valle (Partito democratico, Alliance Valdôtaine – VdA Unie, Stella Alpina, Evolvendo e i consiglieri Alberto Bertin e Andrea Padovani) hanno preso una posizione condivisa rispetto all’ipotesi di cambio al vertice della Giunta, con il più votato Renzo Testolin, dopo la chiusura dell’indagine Egomnia, che potrebbe prendere il posto di Erik Lavevaz.
Hanno scritto in una nota congiunta, diffusa mercoledì 9 novembre 2022: «La confusione innescata dalle dichiarazioni degli ultimi giorni all’interno dell’Union Valdôtaine ci impedisce di partecipare a riunioni politiche congiunte.
Aspettiamo chiarezza sul percorso politico e amministrativo in tutta la sua completezza, consapevoli che nel frattempo la giunta Lavevaz esiste e ha operato positivamente».
Poche ore prima, il Partito democratico aveva diffuso un comunicato stampa più articolato, nel quale affermava di aver sostenuto: «l’attuale Giunta regionale espressione di una coalizione autonomista e progressista, guidata da Erik Lavevaz ,che è stata capace di affrontare con serietà e pragmatismo uno dei momenti più difficili della storia nazionale e valdostana, tra pandemia, crisi energetica e una guerra di aggressione che si combatte alle nostre porte. Lo ha fatto, dunque, nonostante le difficoltà, con una collocazione politica chiara e ribadita, sia nelle ultime elezioni politiche, sia nei giorni scorsi ai nostri alleati.
Il sostegno alla Giunta Lavevaz non è mai mancato neppure dal gruppo FP-PD in Consiglio regionale, avendo lo stesso subito una dolorosa scissione pur di non disperdere questa esperienza di governo e avendo saldamente garantito l’operatività della Giunta e della maggioranza anche nei mesi primaverili, quando ipotesi di cambi di maggioranza sembravano imminenti.
Una maggioranza a 18 ha numeri risicati ma se è coesa può governare una Regione».
La nota prosegue ricordando: «non abbiamo mai negato le difficoltà nell’amministrare con numeri così minimi, tant’è che, nei mesi scorsi, abbiamo peraltro chiesto di rinforzare la maggioranza. Lo abbiamo fatto per cercare una maggiore stabilità ed una maggiore incisività, che richiede un fronte ampio di forze responsabili, in un momento in cui sono necessarie scelte strategiche per il futuro, auspicando un allargamento della maggioranza a tutte le forze autonomiste e progressiste presenti in Consiglio regionale. Non si è voluto perseguire quella strada e ne prendiamo atto».
Si arriva dunque alla parte sostanziale: «Oggi, appare di difficile comprensione il cambio di un Presidente della Regione che non è mai stato sfiduciato e che gode della stima delle forze politiche che compongono la maggioranza. Non si tratta di un pronunciamento sulle persone, ma a nostro avviso ci vuole maggiore prudenza ed una maggior condivisione rispetto ad un’eventuale scelta diversa che richiede anche passaggi consiliari estremamente delicati.
Nessuno mette in dubbio che la Presidenza della Regione possa essere espressa dal movimento che, in questa maggioranza, esprime il gruppo più numeroso ma l’eventuale azzeramento di un esecutivo con cambi di deleghe e conseguente riorganizzazione della macchina amministrativa, comprometterebbe l’efficienza e l’efficacia dell’azione di governo per mesi.
Ci chiediamo se questo sia il momento giusto. Lo facciamo avendo massimo rispetto per le scelte che competono ad altre forze politiche ma crediamo che il garante politico della coalizione, vale a dire il Presidente della Regione, debba essere condiviso da tutti, affrontando insieme, oltre ai nomi per le cariche apicali, anche gli obiettivi programmatici e l’individuazione delle priorità che questa maggioranza vuole darsi».
Il Pd chiede che «nelle prossime ore, si attivi un proficuo e serrato dialogo per capire come uscire da questa situazione, senza forzature che non aiutano a risolvere i problemi. Va fatto in tempi brevi, con certezze politiche e programmatiche che traguardino la fine della legislatura».
La risposta di Union valdôtaine
Nessun commento da avenue des Maquisards, se non che una riunione straordinaria e urgente del Comité fédéral potrebbe essere convocata già per giovedì 10 novembre.
Il commento di Libera e Cgil
«Ci chiediamo pertanto – sottolineano l’associazione Libera e Cgil – se sia opportuno, eticamente corretto e trasparente offrire la Presidenza della Regione a una delle persone coinvolte in tale inchiesta, sebbene con posizione archiviata: cioè il procedimento penale non ha avuto seguito per le motivazioni giuridiche riportate nella citazione, ma tale motivazione non nega che il patto tra la locale di ‘ndrangheta valdostana e la politica ci sia stato, anzi lo certifica”. E riprendono uno stralcio delle motivazioni della sentenza Egomnia “ Riportiamo di seguito uno stralcio delle motivazioni dell’archiviazione dell’inchiesta Egomnia, così come risultano dalla richiesta della DDA di Torino:
[…] Che il sostegno elettorale promesso, accettato ed effettivamente assicurato dai componenti del locale di Aosta, vi sia stato anche in occasione delle elezioni del 2018 in Valle d’Aosta, appare obiettivamente riscontrato dagli esiti dell’indagine. Il che evidentemente non è sufficiente ai fini della dimostrazione della sussistenza dell’ipotesi di reato di cui si tratta. […] Non vi è stato dunque materialmente il tempo – non erano trascorsi che pochi mesi dalle elezioni del maggio 2018 al gennaio 2019 quando venivano eseguite le misure cautelari del proc. 33607/14 – perché si manifestassero e potessero essere apprezzati quei comportamenti sintomatici, in termini di utilità procurate o di disponibilità manifesta, di un accordo preesistente alla competizione elettorale, con i candidati sostenuti ed eletti, così assurti a cariche elettive in seno alla Regione Valle d’Aosta, e quanto accaduto nel gennaio 2019, per ovvie ragioni, elideva alla radice la possibilità che tali comportamenti sintomatici potessero verificarsi in seguito».
L’associazione e l’organizzazione sindacale sollecitano «l’Osservatorio regionale antimafia a prendere una posizione chiara e decisa in merito, affinché non venga ulteriormente lesa l’immagine della Valle d’Aosta che proprio con l’istituzione dell’Osservatorio ha dimostrato di volere assumere una posizione netta nei confronti delle mafie e del dilagare del fenomeno, occorre quindi passare dalle parole ai fatti».
Pubblicato / aggiornato
il 09/11/2022 alle 16:15
Categoria:
Politica e Amministrazione