Vai al contenuto

La Consulta per le pari opportunità vuole la doppia preferenza nella legge elettorale

La Consulta per le pari opportunità vuole la doppia preferenza nella legge elettorale (©Angelo Musumarra per bobine.tv) - La Consulta regionale per le pari opportunità mentre presenta la lettera con il parere sulle proposte di legge elettorale regionale

È stato mantenuto riservato il parere sulle cinque proposte di legge elettorale regionale attualmente in analisi in Consiglio Valle redatto dall’avvocato torinese Arianna Enrichens, specializzata in diritto anti-discriminatorio, pari opportunità e diritto della famiglia, su incarico della Consulta regionale per le pari opportunità, che ha pagato la parcella di tremila euro e che è stato trasmesso ai membri del Consiglio Valle nel dicembre 2023.
«Abbiamo scelto di destinarlo soltanto ai consiglieri regionali – ha spiegato Fabiola Megna, rappresentante del PD all’interno dell’organismo consultivo di parità del Consiglio Valle – perché abbiamo pensato che fosse prioritario il parere della Consulta».
«Più che un parere è stato un studio sulle normative per la parità di genere – ha aggiunto Vera Verducci, di Forza Italia – noi abbiamo usato questo strumento per la nostra analisi e per il nostro parere».

La Consulta regionale per le pari opportunità mentre presenta la lettera con il parere sulle proposte di legge elettorale regionale
La Consulta regionale per le pari opportunità mentre presenta la lettera con il parere sulle proposte di legge elettorale regionale


Venerdì 8 marzo, nella Giornata internazionale della donna [«non chiamatela “festa”, mi viene l’orticaria» ha tuonato la consigliera regionale di parità, Katya Foletto] la Consulta ha quindi reso pubblica la lettera inviata ai presidenti del Consiglio Valle e della Regione e della prima Commissione consiliare nonché a tutti i consiglieri regionali, dove esprime il proprio parere, approvato a maggioranza, con il 90% dei voti, sui progetti di legge elettorale regionale (formalmente due firmati da Paolo Sammaritani della Lega, uno di Aurelio Marguerettaz dell’Union Valdôtaine, uno di Paolo Cretier del Partito Democratico e uno di Chiara Minelli del Progetto Civico Progressista) rimarcando l’obiettivo “dell’effettivo perseguimento dell’equilibrio della rappresentanza dei sessi in Consiglio regionale”.

Il riferimento di partenza delle analisi delle 23 componenti della Consulta è stata la legge nazionale numero 20 del 15 febbraio 2016, che modifica l’l’articolo 4 della legge 165/2004 proprio nelle “disposizioni volte a garantire l’equilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini nei consigli regionali” ed i pareri resi dai Comitati consultivi per le pari opportunità delle altre regioni italiane. In particolare è stato evidenziato quello del Consiglio regionale del Piemonte, “che ha accolto le indicazioni del Comitato pari opportunità e ha introdotto nell’ordinamento regionale il meccanismo della cosiddetta doppia preferenza di genere” mentre è stata stigmatizzata la legge regionale elettorale del Friuli Venezia Giulia che non prevede la doppia preferenza, appoggiando così il “ricorso giurisdizionale, volto a farne dichiarare l’illegittimità per violazione del dovere costituzionale di promozione delle pari opportunità tra uomo e donna nell’accesso alle cariche elettive”.
La Consulta, inoltre, ha rimarcato il fatto che “tutte le Regioni a statuto ordinario hanno recepito nelle proprie leggi elettorali la doppia preferenza di genere come meccanismo a tutela del equilibrio della rappresentatività di entrambi i sessi, mentre la Valle d’Aosta, insieme a Friuli Venezia Giulia e Sicilia, non ha ancora adeguato il proprio ordinamento”.

“Non è più procrastinabile l’approvazione di una legge elettorale che recepisca gli adeguamenti introdotti dall’articolo 1 della legge 20/2016 – si legge ancora – e in particolare l’introduzione della doppia preferenza di genere, quali misure minime di tutela delle pari opportunità, auspicando la valutazione di meccanismi maggiormente tutelanti. Si rappresenta, l’interesse della Consulta a che il legislatore regionale preveda, altresì, meccanismi per garantire la rappresentanza di entrambi generi anche nella Giunta regionale, attualmente priva di rappresentanza del genere femminile, situazione che ha suscitato forti polemiche e dubbi di legittimità”.

Katja Foletto, consigliera regionale per le pari opportunità
Katja Foletto, consigliera regionale per le pari opportunità

«Se non si muoverà qualcosa, noi con la Consulta ci adopereremo – ha avvisato la presidente Maria Elena Udali – visto che il nostro parere ha tenuto conto di tutte le sensibilità, abbiamo un buon affiatamento e una decisa coesione anche se il nostro è un lavoro extra e non retribuito».
«Nella consulta comunale stiamo supportando quella regionale – ha aggiunto Clotilde Forcellati, assessore alle pari opportunità ad Aosta –. Questo deve essere un lavoro di squadra, ognuna di noi rappresenta un’Istituzione e siamo tutte in sintonia per portare avanti quanto esposto, anche le astensioni sono comunque sostenute, noi uscire dagli schemi del “sei con noi o contro di noi”, non giova riportare nella Consulta le stesse dinamiche dei partiti, se non andiamo oltre e non lavoriamo per le donne non facciamo il lavoro richiesto e diventiamo una brutta copia del Consiglio regionale».

«Noi siamo per le cinque preferenze senza l’indicazione del genere – ha precisato Raffaella Foudraz, consigliere regionale della Lega – dal nostro punto di vista questa scelta offre una più ampia possibilità alle donne di entrare in Consiglio Valle. Per noi una donna può essere eletta per le capacità che ha in tutti i campi e non perché questo sia una forzatura».
«Voglio sperare che il Consiglio Valle non ignori il nostro parere – ha dichiarato Katya Foletto – nelle cinque proposte di legge potremmo già evidenziare lo squilibrio che c’è. È importante il ricorso in atto in Friuli e non si può tornare al voto senza risolvere questo obbligo morale. Anche qui non escludo un ricorso nel momento in cui la nuova legge elettorale non prevedesse la preferenza di genere».
«Essere arrivati ad un parere di questo tipo è importante – ha concluso Erika Guichardaz, consigliera regionale di PCP – il lavoro della consulta è soprattutto a livello culturale, è super partes e ci aiuterà a smuovere l’immobilismo che c’è in Consiglio Valle».

L'artigiano Ivo Chapel con la presidente della Consulta regionale per le pari opportunità, Maria Elena Udali e la vice, Raffaella Roveyaz
L’artigiano Ivo Chapel con la presidente della Consulta regionale per le pari opportunità, Maria Elena Udali e la vice, Raffaella Roveyaz

Nell’occasione l’artigiano Ivo Chapel ha consegnato alla Consulta un’opera interamente in noce dedicata al tema della violenza contro le donne, già presentata durante l’ultima Foire de Saint-Ours: «due anni durante un viaggio a Roma avevo visto una piazza piena di scarpe rosse posate per terra – ha raccontato – ed allora ho pensato a questa scultura, con un cuore spezzato che segna un amore finito ed ho fatto questo pezzo che ho donato a Maria Elena per la Consulta, spero possa servire a qualcosa». La scultura sarà esposta nel foyer del Consiglio Valle per tutto il mese di marzo per poi essere trasferita al Castello di Montfleury, sede della Consulta regionale delle pari opportunità.

Allegati

Pubblicato / aggiornato il 08/03/2024 alle 16:44
Visualizzato volte

Categoria: Politica e Amministrazione