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BiblioRencontres-cose dell’altro mondo 2024

BiblioRencontres-cose dell’altro mondo 2024 (©biblio.regione.vda.it) - La biblioteca regionale Bruno Salvadori di Aosta

La Biblioteca Salvadori di Aosta prosegue organizza nella propria sala conferenze la rassegna Bibliorencontres che, nel 2024, è stata posta sotto il tema ispiratore Cose dell’altro mondo.

La rassegnasi propone, attraverso la scelta di tematiche poco dibattute, di stimolare negli utenti interesse e curiosità nei confronti di culture e di mondi lontani e al contempo di offrire prospettive e chiavi di lettura alternative della realtà a noi più vicina, presentando esplorazioni, ricerche archeologiche e scientifiche o studi di particolare interesse storico e letterario.

14 marzo – Felicità programmata

Giovedì 14 marzo, alle ore 18, era in programma la conferenza dal titolo Felicità programmata: corpo e consumo in Brave New World di Aldous Huxley, con la partecipazione della professoressa Marilena Parlati.

Nel corso della conferenza, Marilena Parlati, a partire dal famoso romanzo distopico di Aldous Huxley, ha parlato di mondi e corpi perfetti, di utopie realizzate e per questo terribili, di gerarchie di classe fondate su manipolazione genetica e indottrinamento postnatale. La Londra nuova, di cui nel 1932 Huxley scrive con lucidità e ironia al vetriolo, fa da specchio al mondo vecchio e selvaggio delle riserve descritte nel libro, luoghi di tour antropologici per vedere l’Altro come passato, scarto, ma anche luogo inaspettato, dove si conservano saperi vitali. In una famosa lettera indirizzata a George Orwell per elogiare 1984, l’altra potente e diversissima distopia che, con Brave New World, ha segnato la cultura globale del secondo Novecento, Huxley sostiene che il mondo ‘magnifico’ da lui narrato è più probabile di quello violento e amaro di Orwell. Invece che oppressi senza tregua dal ‘tacco dello stivale del potere’, gli abitanti di Brave New World sono fatti e allenati per vivere felici, senza eccezioni e senza tregua. Questa paradossale costrizione alla felicità costituisce il punto centrale della conferenza, attraversando testi e dibattiti su diritti e democrazia, e arrivando fino alla nostra contemporaneità.

Marilena Parlati è professoressa ordinaria di Letteratura inglese e anglofona presso l’Università di Padova. I suoi ambiti di ricerca sono le letterature e culture del Lungo Ottocento e dei modernismi planetari in area britannica e australiana, con una attenzione particolare alla cultura del consumo e dello scarto. Si occupa anche di letterature contemporanee, in connessione con i temi del trauma, della disabilità, della corporeità, e con le questioni ambientali e postcoloniali, in particolare nuclearità e tossicità. È nel Direttivo della European Association for Studies on Australia, è vice-Presidente della Associazione Italiana di Anglistica (AIA), è Affiliated Scholar of AVReQ – Centre for the Study of the Afterlife of Violence and the Reparative Quest (Stellenbosch, Repubblica del Sud Africa).

12 aprile – Desplazados en Colombia

Venerdì 12 aprile, alle ore 20.30, si è svolta la conferenza Desplazados en Colombia, con la partecipazione del fotografo Giorgio Palmera e dell’antropologo Gino Bianchi.

La conferenza prende il titolo dalla mostra fotografica realizzata nel 2016, per documentare e denunciare la drammatica situazione in cui vivono tuttora milioni di colombiani. I desplazados ritratti da Palmera sono rifugiati interni: persone che sono state costrette a fuggire dalle proprie case, abbandonando le proprie terre e i propri averi, ma che sono rimaste dentro i confini del proprio Paese. All’origine del conflitto c’è la terra: terra da coltivare per i contadini, terra da pascolo per i grandi latifondisti, terra da controllare per i guerriglieri e i narcotrafficanti. I profughi non abbandonano le loro terre e le case al primo passaggio di truppe, la speranza è sempre che gli uomini armati se ne vadano presto. I villaggi non subiscono bombardamenti, non vengono rasi al suolo: è un processo lento, frutto di una pressione psicologica, che ad un certo punto diventa intollerabile, rendendo la paura ingestibile.

Giorgio Palmera, fotografo, si occupa principalmente di fotografia sociale. Ha realizzato reportage in Africa, Medio Oriente e America Latina. Tra il 1996 e il 1998 ha vissuto in Nicaragua, dove è nata l’idea di realizzare laboratori fotografici rivolti a ragazzi di strada. Da questa esperienza nasce, nel 2002, Fotografi Senza Frontiere di cui è fondatore e presidente. Suoi servizi sono apparsi su Al Jazeera, Courrier International, Der Spiegel, Die Zeit, Newsweek, Le Monde, Internazionale.

Gino Bianchi, antropologo, dal 2004 è membro della onlus Fotografi Senza Frontiere, con la quale collabora alla realizzazione di laboratori fotografici e di indagine etnografica. Ha realizzato reportage e documentari in Argentina, Nicaragua e Uganda. Collabora stabilmente con Giorgio Palmera, con il quale ha realizzato i libri Al Jidar (Trolley, 2007), Body and Soul (Postcart, 2009) e Memoria (Postcart, 2011).

22 aprile – Queste oscure metamaterie: quando natura, arte e scienza si incontrano

Lunedì 22 aprile, alle ore 18, era in programma la conferenza dal titolo Queste oscure metamaterie: quando natura, arte e scienza si incontrano, con la partecipazione di Fabrizio Scarpa.

I metamateriali, sempre più al centro dell’attenzione nella ricerca e nell’innovazione tecnologica, sono materiali speciali progettati per possedere caratteristiche uniche, spesso diverse da quelle naturali. La loro struttura, modificata anziché la composizione, consente loro di manifestare proprietà straordinarie, come la capacità di cambiare forma, riflettere la luce in modi insoliti e possedere proprietà acustiche particolari.

Nella conferenza, Scarpa ha illustrato come la ricerca sui metamateriali trae ispirazione dalla natura, prendendo spunto da modelli biologici come le scaglie delle pigne e i cuscinetti delle zampe dei gatti, nonché dall’arte giapponese dell’Origami e del Kirigami, per creare materiali con la capacità di adattarsi e cambiare comportamento in risposta alle esigenze.

Attraverso esempi concreti, è stato mostrato come i metamateriali possono essere impiegati in una vasta gamma di settori, dalla robotica all’aeronautica, dalle protesi biomediche agli strumenti per applicazioni innovative.

Unendo la natura alla creatività umana, i metamateriali offrono un mondo di potenzialità che saranno esplorate e illustrate durante la conferenza, aprendo nuove prospettive per l’innovazione e il progresso nella società contemporanea.

10 maggio – Riscoprire l’arte dimenticata: la conferenza su Pietro Silvestro

Venerdi 10 maggio 2024 alle ore 18.00, nella sala conferenze della Biblioteca regionale Bruno Salvadori, ad Aosta si è svolto un incontro dal titolo L’arte perduta di Pietro Silvestro.

Il relatore dell’evento era Patrik Perret, storico dell’arte, autore e conduttore televisivo. Perret, noto per il suo impegno nella valorizzazione del patrimonio artistico locale, ha condotto il pubblico in un viaggio avvincente alla scoperta di Pietro Silvestro (1863-1944), un pittore piemontese poco conosciuto ma di grande talento, che ha lasciato un’impronta indelebile nella Valle d’Aosta.

Nonostante la sua importanza nella storia dell’arte locale, Pietro Silvestro rimane oggi pressoché sconosciuto nella regione. Tuttavia, grazie alla sua residenza di vent’anni e alle numerose opere d’arte che ha lasciato dietro di sé, merita di essere riscoperto e rivalutato.

Durante l’incontro, Patrik Perret ha esplorato la vita e l’opera di Silvestro, mettendo in luce la sua produzione artistica, in parte perduta ma ancora preziosa per comprendere il suo talento poliedrico e la sua influenza nella regione.

Attraverso l’analisi delle opere e delle testimonianze storiche, Perret ha offerto al pubblico l’opportunità di immergersi nell’universo creativo di Silvestro, gettando nuova luce su un artista che ha contribuito significativamente alla cultura artistica della Valle d’Aosta.

30 maggio – Speleologia, ultima frontiera dell’esplorazione

Giovedì 30 maggio, alle ore 20.30, nella sala delle conferenze della Biblioteca regionale Bruno Salvadori di Aosta, era in programma la conferenza Speleologia, ultima frontiera dell’esplorazione, con la partecipazione di Frank Vanzetti speleologo.

Viviamo in un periodo in cui gli occhi dei satelliti arrivano ovunque e tutto è stato esplorato, studiato e cartografato. Oltre alle profondità dello spazio, gli ultimi ambienti dove si può ancora fare esplorazione sono gli abissi marini e le grotte, ambienti dove mai nessun uomo ha messo piede. Si calcola che nel mondo ci siano ancora centinaia di migliaia di km di grotte ancora da scoprire e studiare. Frank Vanzetti ha guidato il pubblico in un viaggio sotterraneo alla scoperta della speleologia e delle sue meraviglie, con il supporto di video da lui stesso girati negli ultimi anni.

Frank Vanzetti, speleologo dalla fine degli anni ’80, è presidente e fondatore del gruppo Speleo CAI Valle d’Aosta. Istruttore di Speleologia CAI dal 1993, da alcuni anni è anche docente dei corsi nazionali CAI di fotografia in grotta.

Documentarista e filmaker professionista, lavora come collaboratore esterno della sede regionale della Rai. In questa veste ha documentato praticamente tutte le miniere della Valle d’Aosta e ha prodotto inoltre più di 100 documentari, alcuni dei quali realizzati in Bolivia, Colorado, Messico e Colombia.

Nel 2021-2022 ha realizzato – insieme a un team di speleologi piemontesi e valdostani – un docufilm sull’esplorazione speleo-subacquea del sifone della grotta del Drai di Pradleves, in provincia di Cuneo.

A marzo del 2023 si è unito ai fortissimi esploratori del prestigioso team La Venta Exploring per documentare le attività esplorative e di ricerca scientifica nel canyon messicano di La Venta; da questa spedizione sarà tratto un film, attualmente in lavorazione.

A fine 2023, sempre con il team La Venta, ha partecipato a una spedizione speleologica sull’Altopiano del Peñón, in Colombia.

Infine ha diretto e realizzato, insieme al Team Esplorativo Acqua, il film Il sifone di Rio Martino, un docufilm sulla storia delle esplorazioni del tratto sommerso di questa famosa e importante grotta del Piemonte. Il film è stato presentato al Cervino CineMountain On Tour e al Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro.

19 settembre – Percorsi apocalittici in Valle d’Aosta

Nei locali della Biblioteca regionale Bruno Salvadori di Aosta e nell’ambito della manifestazione Plaisirs de culture, alle ore 18, si svolgerà la conferenza Percorsi apocalittici in Valle d’Aosta, di Sandra Barberi e Paolo Papone.

Il Giudizio universale, argomento cruciale della dottrina cristiana, è uno dei temi più diffusi nella dottrina sacra, soprattutto nel medioevo e durante la controriforma.

La conferenza Percorsi apocalittici in Valle d’Aosta, che si ispira all’omonimo libro, curato dai due relatori, illustrerà le rappresentazioni del Giudizio universale, attraverso la presentazione di una serie di dipinti murali visibili su alcuni edifici religiosi della regione. La rappresentazione, nonostante il mutare dei gusti e degli stili, si è sempre mantenuta fedele a una tradizione iconografica molto antica che arriva dal Vangelo di Matteo e dall’Apocalisse di San Giovanni.

Sandra Barberi, storica dell’arte, si occupa principalmente di problemi storico-artistici relativi alla Valle d’Aosta, sia con finalità di ricerca specialistica, sia nella prospettiva di divulgazione e valorizzazione del patrimonio locale. È segretaria dell’Académie Saint-Anselme.

Paolo Papone, storico e biblista è presidente dell’Académie Saint Anselme. Parroco di Valtournenche dal 2006, è alpinista e membro onorario delle Guide del Cervino dal 2016.

4 ottobre – Alla scoperta dei dinosauri italiani… e non solo

Venerdì 4 ottobre 2024, alle ore 18.00, è in programma la conferenza Alla scoperta dei dinosauri italiani… e non solo, di Cristiano Dal Sasso.

Fino a due decenni fa si riteneva impossibile che nel nostro paese potessero venire alla luce fossili di dinosauri in quanto l’Italia, così come emergeva dagli studi geologici, nel Mesozoico doveva essere tutta sommersa dalle acque dell’oceano di Tetide e dunque non abitata dalle “lucertole terribili”. La scoperta a Pietraroia (Benevento) di Scipionyx samniticus, baby” dinosauro fossilizzatosi con gli organi interni, è stata la prima e certamente la più clamorosa. Conquistando la copertina di Nature nel 1998, ha avuto un impatto senza precedenti per la paleontologia italiana e questo reperto rappresenta tutt’oggi un unicum nella documentazione fossile mondiale. Tuttavia questo è stato solo il primo di una serie di sensazionali quanto inaspettati ritrovamenti di resti scheletrici di dinosauri in Italia – dal grande carnivoro di Saltrio (Varese) all’ultimo arrivato “Tito”, un titanosauro di taglia ridotta, riemerso a pochi passi da Roma, sui Monti Prenestini – che stanno portando a riscrivere la preistoria della nostra penisola.

Cristiano Dal Sasso, è il curatore della sezione di Paleontologia dei Vertebrati al Museo di Storia naturale di Milano. Coordinatore tecnico degli scavi nel giacimento triassico di Besano, ha pubblicato una quarantina di titoli tra opere divulgative e lavori scientifici, tra cui le descrizioni di tre specie nuove per la scienza: il primo dinosauro italiano, battezzato Scipionyx (ma più noto col soprannome di “Ciro“), un ittiosauro di sei metri chiamato Besanosaurus e un varano acquatico del Libano considerato antenato dei serpenti. Attualmente ha in studio il dinosauro di Saltrio.

La scoperta del primo dinosauro italiano, da lui descritto su Nature nel marzo 1998 e su Science nel gennaio 1999, ha avuto l’attenzione di ben 2500 testate giornalistiche e radiotelevisive in tutto il mondo: un impatto senza precedenti per la paleontologia italiana.

La biblioteca Regionale possiede le seguenti opere di Dal Sasso: Gli animali: origine ed evoluzione (Jaca Book, 1993), Dinosauri italiani (Marsilio, 2001), I dinosauri spiegati a mio figlio (Piemme, 2022).

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.

24 ottobre – Ma che pianeta mi hai fatto? Orbite aliene tra astronomia e fantascienza

Giovedì 24 ottobre, alle ore 18, è in programma la conferenza Ma che pianeta mi hai fatto? Orbite aliene tra astronomia e fantascienzacon Rossana Merialdi e Andrea Bernagozzi.

L’idea di unire astronomia e la letteratura di fantascienza nasce dal desiderio di collegare strani mondi: la ricerca astronomica, dove galassie, pianeti, stelle e buchi neri hanno sempre suscitato un grande interesse, con la trasposizione fantastica, dove sembra che l’immaginazione si avvicini sempre più alla realtà e viceversa.

Grazie a strumentazioni sempre più avanzate, l’indagine scientifica su altri mondi nel cosmo sta vivendo un’età dell’oro. Negli ultimi trent’anni è diventato abituale avere robot che esplorano i deserti di Marte, scattando dettagliate riprese del pianeta rosso, e scoprire ogni settimana esopianeti, ossia pianeti in orbita attorno a stelle ad anni luce di distanza. In tale contesto, che cosa ci può dire il confronto tra i mondi alieni della letteratura di fantascienza e quelli studiati con telescopi e sonde spaziali? E’ quello che cercheremo di capire durante l’intervento, vagando nello spazio e nel tempo tra i mondi immaginati da Isaac Asimov, Ray Bradbury, Arthur C. Clarke, Cixin Liu, Herbert George Wells e quelli effettivamente osservati da astronome e astronomi nell’ambito di progetti di ricerca internazionali.

Rossana Merialdi, docente presso al Liceo Scientifico e Linguistico Édouard Bérard di Aosta, ha partecipato a diversi incontri letterari in dialogo con altri relatori. Tra i suoi interessi, la letteratura di fantascienza.

Andrea Bernagozzi, ricercatore all’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta e al Planetario di Lignan. Ha partecipato a progetti di ricerca nell’ambito di collaborazioni nazionali e internazionali. È autore dei volumi La Fantascienza a test (Alpha Test, Milano 2007) e con Davide Cenadelli Seconda stella a destra. Guida turistica al Sistema Solare (Sironi, Milano 2009). Per i suoi articoli su riviste come Focus e Sapere ha vinto nel 2008 il Premio giornalistico “Piero Piazzano” per la divulgazione di temi scientifici ed ecologici. È associato all’Istituto Nazionale di Astrofisica, all’Istituto Italiano di Tecnologia e membro attivo della International Astronomical Union.

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.

7 novembre – Giuseppe Capra: un prete valdostano sulle strade del mondo

L’iniziativa dal titolo Giuseppe Capra: un prete valdostano sulle strade del mondo, comprendente una mostra e una conferenza.

L’esposizione presenta una parte del materiale esposto nel corso della mostra organizzata dall’Amministrazione comunale e dalla Biblioteca di Pont-Saint-Martin nel 2023 in occasione dei 150 anni dalla nascita del sacerdote, e sarà visitabile ad Aosta a partire da martedì 8 ottobre 2024 e fino a sabato 9 novembre 2024, nel consueto orario di apertura della Biblioteca regionale Bruno Salvadori.

Giovedì 7 novembre 2024, alle ore 18, nella sala conferenze della Biblioteca regionale, Luciana Pramotton, curatrice della mostra, parlerà del personaggio di Giuseppe Capra e dei suoi viaggi.

Giuseppe Capra fu una figura poliedrica, non conformista, con una visione aperta del mondo, sempre impegnato in molteplici attività e interessi, egli fu, infatti, anche professore, geografo, viaggiatore, fotografo, scrittore, conferenziere, giornalista e collezionista. Esposizione e conferenza permetteranno di descrivere le sue due principali passioni: il viaggio e la fotografia.
Il professore, infatti, è stato un artista del viaggio, uno dei massimi della sua epoca, un teorico della vita come avventura, che lo ha portato a visitare circa settanta Nazioni, scattando fotografie in tutti i continenti e riportando in patria una quantità notevole di oggetti e cimeli, a testimonianza dei luoghi visitati. L’impresa più sensazionale che lo portò, nel 1926, a compiere un lungo cammino da oriente a occidente, è il viaggio sulle orme di Marco Polo. Viaggiò da solo, intraprendente e dotato di un forte spirito di iniziativa, don Capra percorse i 10.000 km che separano Pechino da Roma in 293 giorni, servendosi dei mezzi più avventurosi: giunche, portantine, carri, cavalli e molti chilometri a piedi.
Il suo spirito avventuroso, la sua cultura e il suo sguardo curioso sul mondo, oltre al suo talento nell’arte della fotografia, lo portarono a collaborare con il Touring Club Italiano dai cui archivi provengono gran parte delle fotografie esposte.

La mostra è arricchita da alcuni pezzi provenienti da ogni angolo del mondo e sopravvissuti alla dispersione avvenuta alla sua morte, reperiti sul territorio presso privati.

Luciana Pramotton, curatrice della mostra, ha insegnato a lungo materie letterarie e storia nelle Scuole medie di Pont-Saint-Martin. Da sempre appassionata di storia e cultura del territorio valdostano, in particolare della comunità della bassa Valle. E’ autrice e coautrice di diverse pubblicazioni di interesse storico e culturale e di numerosi articoli pubblicati su periodici locali.

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili. Per informazioni 0165 274802  brao-cultura@regione.vda.it

Pubblicato / aggiornato il 16/10/2024 alle 17:31
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Categoria: Cultura