Rapporto AlmaLaurea 2025 sull’UniVdA
(©RaVdA) -
Università della Valle d'Aosta
Il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea ha presentato martedì 10 giugno 2025, il XXVII Rapporto su Profilo e Condizione occupazionale dei laureati in occasione del convegno Laureati e lavoro nel prisma del mismatch organizzato all’Università degli Studi di Brescia.
Le indagini per la redazione del Rapporto sul profilo dei laureati hanno coinvolto 81 università, aderenti al Consorzio, analizzando le performance formative di oltre 305 mila laureati nel 2024. L’indagine sulla Condizione occupazionale dei laureati ha invece analizzato i dati di 690 mila laureati di primo e secondo livello nel 2023, 2021 e 2019 contattati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.
Per l’Università della Valle d’Aosta l’indagine ha coinvolto 228 laureati, intervistati su provenienza, background formativo, esperienze di lavoro e studio all’estero, voto di laurea e soddisfazione per l’esperienza universitaria.
Il profilo dei laureati UniVdA
Dai dati dell’indagine emerge che il 44,7% dei laureati proviene da fuori regione. È in possesso di un diploma di tipo liceale (classico, scientifico, linguistico, ecc.) il 66,7% dei laureati, il 21,1% possiede invece un diploma tecnico. Residuale la quota dei laureati con diploma professionale o estero.
L’età media alla laurea è 25,5 anni per il complesso dei laureati (in linea con il dato nazionale di 25,8 anni). Un dato su cui incide il ritardo nell’iscrizione al percorso universitario: non tutti i diplomati, infatti, si immatricolano subito dopo aver ottenuto il titolo di scuola secondaria superiore.
La quota dei laureati in corso è del 76,8% (58,7% il dato italiano), anche grazie alle piccole dimensioni dell’Ateneo che permettono a studenti e studentesse un supporto personalizzato. Il voto medio di laurea è 101,8 su 110. La quota di coloro che hanno compiuto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal proprio corso di laurea (Erasmus in primo luogo) arriva al 27,4% dei laureati (decisamente più elevata rispetto al dato nazionale del 10,3%). Il 78,1% dei laureati ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari.
La soddisfazione per l’esperienza universitaria
È al 95,9% la soddisfazione dei laureati dell’Università della Valle d’Aosta per l’esperienza universitaria nel suo complesso. In particolare, il 92,7% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente, l’80,8% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo, mentre il 5,5% si iscriverebbe nuovamente allo stesso Ateneo ma cambiando corso di laurea.
La condizione occupazionale dei laureati triennali
L’indagine ha coinvolto 179 laureati triennali nel 2023, contattati nel 2024, dopo un anno dal conseguimento del titolo di studio. Il 68,4% degli studenti ha deciso di proseguire gli studi.
A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati tutti coloro che sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è del 75,6%, mentre quello di disoccupazione è pari al 18,4%. Tra gli occupati, il 12,9% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 35,5% ha cambiato lavoro, mentre il 51,6% inizia a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo.
Per i laureati UniVdA la retribuzione è in media di 1.597 euro mensili netti (media nazionale 1.492 euro).
La condizione occupazionale dei laureati magistrali
I laureati di secondo livello del 2023 contattati dopo un anno dal titolo sono 52 (di cui 37 magistrali biennali e 15 magistrali a ciclo unico), quelli del 2019 contattati a cinque anni sono 53 (di cui 34 magistrali biennali e 19 magistrali a ciclo unico). L’indagine delinea due scenari differenti per gli intervistati a uno e a cinque anni dalla laurea.
A un anno dal conseguimento del titolo
Il tasso di occupazione dei laureati del 2023 intervistati nel 2024, a un anno dal conseguimento del titolo di studio, è pari all’84,2% (84,6% tra i laureati in Economia e politiche del territorio e dell’impresa, 83,3% tra i laureati in Scienze della formazione primaria). Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 5,9% (8,3% tra i laureati in Economia e politiche del territorio e dell’impresa e nullo tra i laureati in Scienze della Formazione primaria).
La retribuzione è in media di 1.706 euro mensili netti (superiore alla media nazionale che è di 1.488 euro).
A cinque anni dal conseguimento del titolo
Il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello del 2019, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, è pari al 92,3% (90,9% per i laureati in Economia e politiche del territorio e dell’impresa e 93,3% per i laureati in Scienze della formazione primaria). Il tasso di disoccupazione è nullo.
Le retribuzioni arrivano in media a 1.842 euro mensili netti (la media nazionale è di 1.847 euro). Il 33,3% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 62,5% nel pubblico (il 4,2% lavora nel non- profit). L’ambito dei servizi assorbe la totalità degli occupati.
Pubblicato / aggiornato
il 10/06/2025 alle 16:59
Categoria:
Cultura