Concerti Aperitivo 2025
Maurizio Mastrini
La XXXVI edizione dei Concerti Aperitivo, organizzata dall’Associazione Il Cantiere della Musica in collaborazione con la cooperativa Musica e Muse e l’Hostellerie du Cheval Blanc, ha visto nei mesi di marzo e aprile 2025 una ricca programmazione ospitata al Centro Congressi dell’Hostellerie du Cheval Blanc. Gli appuntamenti primaverili, svoltisi alle ore 11 della domenica mattina, hanno proposto un ventaglio di esperienze musicali variegate, con l’obiettivo di avvicinare alla musica un pubblico sempre più ampio e giovane.
La stagione autunnale, organizzata dall’Associazione Il Cantiere della Musica con il sostegno dell’Assessorato regionale ai beni culturali, della Fondazione Crt e di Cva Energie e in collaborazione con la Fondazione Maria Ida Viglino per la cultura musicale, si svolgerà nel nuovo Auditorium Sfom, sede acusticamente eccellente e facilmente accessibile nel centro storico della città. I concerti, come da tradizione, si svolgeranno la domenica mattina alle ore 11, da domenica 5 ottobre 2025, e vedranno protagonisti ventuno musicisti con un programma che offrirà nuove occasioni di incontro con la grande musica.
Domenica 9 marzo 2025
La giovane pianista giapponese Yura Okawa proporrà un virtuosistico e ispirato programma dedicato ad alcuni capisaldi della produzione pianistica dell’800 e del ‘900, quando nacquero nuove forme musicali caratterizzate dalla concisione, finalizzate a un’espressione immediata dei sentimenti e dei moti più intimi dell’animo umano.
Aprirà il concerto la Sonata in la maggiore di Haydn che fa parte di una raccolta di sei che fu pubblicata nel 1780 e che ci riporta a un clima arcadico e galante e al tempo stesso alle inquietudini preromantiche.
A seguire Les Jeux d’Eaux à la villa d’Este, che Liszt ha composto durante il suo pellegrinaggio a Roma, in una dimensione totalmente spirituale, nell’appartamento che il Cardinale Hohenlohe gli aveva messo a disposizione nella Villa d’Este a Tivoli
I Miroirs di Ravel, che personaggi molto vicini a Ravel e alla sua opera come Marguerite Long, Vlado Perlemuter e Alfred Cortot hanno concepito come intensamente descrittivi e pittorici, sono opere in realtà in permeate di un inquietante senso di mistero che attraversa molte pagine della partitura riportando alla nostra coscienza molto più che la descrizione delle farfalle notturne di Noctuelles, degli scenari marini di Une barque sur l’océan e delle atmosfere della notte spagnola dell’Alborada del Gracioso.
A conclusione del recital il terzo dei quattro Scherzi scritti da Chopin nell’arco di dodici anni, tra il 1831 ed il 1842. Con lui lo Scherzo diviene esso stesso grande forma, quasi assorbendo la leggerezza e la giocosità delle movenze che lo contraddistinguono nella carica di forti contenuti drammatici ed emotivi. Con questi elementi Chopin inventa temi e figurazioni, pervadendoli di un’incessante energia motoria e centrifuga.
Domenica 16 marzo 2025
Il trio Friedrich, costituito da tre musicisti milanesi, Raffaele Bertolini al clarinetto, Massimo Gatti alla viola e Ilaria Costantino al pianoforte, proporranno un raro e affascinante programma dedicato al clarinetto, alla viola e al pianoforte, con l’esecuzione del Kegelstatt-trio di Mozart, scritto dal compositore durante una partita di un gioco simile al bigliardo e gli otto pezzi di Max Bruch, brani molto ispirati e romantici che rivelano l’influsso in particolare di Brahms e dei grandi compositori romantici.
Aprirà la mattinata musicale il curioso Kegelstatt-trio (trio dei birilli) K. 498, scritto da Mozart durante una partita di un gioco piuttosto simile al bigliardo, molto noto negli ambienti austriaci dell’epoca, ed eseguito con il compositore stesso alla viola al termine della sfida.
I Trii per pianoforte, sono caratterizzati da un contenuto brillante e disimpegnato con un ruolo protagonistico del pianoforte; tuttavia la particolare destinazione strumentale dona certamente un rilievo di interesse peculiare a questo lavoro da ricercare proprio nel suono del clarinetto – strumento privilegiato nella tarda produzione mozartiana per la intensa e felicissima collaborazione con il famoso clarinettista Stadler. La presenza dello strumento a fiato spinge infatti il compositore a donare al Trio una ricchissima abbondanza melodica, temperando la tecnica di elaborazione con il prevalere di una logica paratattica.
Gli Otto Pezzi (Acht Stücke) op. 83 di Max Bruch appartengono all’ultima fase creativa del compositore tedesco, che aveva già 70 anni quando iniziò a scriverli, nel 1908, e rappresentano un ritorno del compositore alla musica da camera. Sono brani molto ispirati e romantici che rivelano l’influsso in particolare di Brahms, in particolare nel secondo pezzo e dei grandi compositori romantici.
I musicisti, tutti laureati presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, si sono perfezionati presso le maggiori Accademie musicali con i maestri Giuranna, Rossi, Silverthorne (viola) Porta (violino); Ciocian, Ferrando, Pay (clarinetto) Perrotta, Pastorelli, Masi (pianoforte). Il Trio Friedrich svolge un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero esibendosi nei più prestigiosi teatri in Italia e all’estero. Sono docenti di ruolo presso Licei Musicali Statali.
Sabato 22 marzo 2025
La mezzo-soprano Ida Turri e il pianista Stefano Romani presentano una nuova proposta musicale di particolare interesse e con un linguaggio musicale non solo classico. Saranno eseguite arie e motivi che ripercorrono alcune delle più suggestive e note pagine del vasto repertorio dell’Opera e dell’Operetta.
Che farò senza Euridice di Gluck aprirà il concerto con la struggente storia di Orfeo, il quale, addolorato per la morte prematura della sua amata Euridice, commuove gli Dei. Essi gli concedono di riportarla in vita a patto di non guardarla fino al ritorno sulla Terra. Incapace di trattenersi, Orfeo infrange la promessa e perde Euridice per sempre.
Seguiranno Cruda sorte dall’opera buffa L’italiana in Algeri di Rossini e Rastlose Liebe op. 5 n. 1 di Schubert.
Sarà poi la volta di Love went a riding, brano del compositore britannico Frank Bridge, maestro di Benjamin Britten, le cui opere mostrano inizialmente l’influenza del tardo romanticismo per poi avvicinarsi alla seconda scuola viennese. Il concerto si concluderà con un omaggio ai grandi operisti italiani del ‘900: Intermezzo dalla Cavalleria rusticana di Mascagni, E l’uccellino e Casa mia di Puccini e, infine, la suggestiva Mattinata di Leoncavallo.
Ida Maria Turri, nata in Inghilterra da genitori italiani, ha studiato canto tra Gran Bretagna e Italia. Ha partecipato a numerose produzioni in tutto il mondo, esibendosi con le maggiori compagnie liriche inglesi e in teatri prestigiosi come il Wigmore Hall e il Queen Elizabeth Hall di Londra, lo Sferisterio di Macerata, il Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena e il Suntory Hall di Tokyo. Ha collaborato con orchestre di fama internazionale e si è esibita per la famiglia reale britannica e per Betty Boothroyd, prima donna speaker della Camera dei Comuni.
Stefano Romani si è diplomato in pianoforte al Conservatorio di Riva del Garda e si è perfezionato all’École Normale de Musique Alfred Cortot di Parigi. Vincitore di numerosi premi in concorsi musicali, ha insegnato nei conservatori di Monopoli e Firenze ed è attualmente docente al Conservatorio Bonporti di Trento, sede di Riva del Garda. Ha conseguito il diploma di secondo livello con lode all’Istituto Boccherini di Lucca.
Domenica 30 marzo 2025
La giovanissima violoncellista Christana Coppola con la pianista Ludovica presenteranno il loro ultimo disco dedicato alle sonate di Mjaskovskij e Šostakovič: due giganti della musica del Novecento, due creatori sopravvissuti allo stalinismo. Nelle loro opere, entrambi usano la tecnica per vincere sulla grevità del male: l’arte della perpetua modificazione, per annichilire l’eterno presente della violenza. Queste due superbe Sonate sono canti di prigionia e, insieme, inni di riscossa.
Mjaskovskij è considerato il padre della sinfonia sovietica avendo composto ben 27 sinfonie. In realtà, la sua attività è molto varia: compone anche poemi sinfonici, si dedica alla musica corale – tra cui un’opera basata su L’idiota di Fëdor Dostoevskij, rimasta incompleta – e alla musica da camera, con 13 quartetti, una sonata per violino e due per violoncello. Il compositore si presenta quindi come uno degli esponenti più importanti della Russia della prima metà del Novecento e come molti altri suoi contemporanei e conterranei, la sua vita professionale e personale è inevitabilmente intrecciata e influenzata dalla pressione del regime stalinista.
Nella Sonata per violoncello op. 40 di Šostakovič in programma si nota, è vero, un ritorno alle forme tradizionali, ma sul piano strutturale si avverte una tensione e una complessità tematica che si distacca dal più tipico sonatismo di marca romantica, mediante un processo singolare di “montaggio” delle immagini sonore. Indubbiamente nella Sonata si respira un’aria di moderata ambiguità tonale in un tessuto musicale piuttosto eterogeneo, recante la figura dello stile e della personalità del grande compositore.
Christiana Coppola, classe 2004, si é laureata in violoncello con il massimo dei voti, lode e menzione presso il Conservatorio di Novara. Ha vinto il primo premio al Concorso Giussano e il primo premio assoluto al Crescendo di Firenze. Si è esibita al Museo del Teatro alla Scala, ai Musei Vaticani, al Teatro Coccia di Novara e al Teatro Savoia di Campobasso in qualità di solista. Ha suonato in duo con Bruno Canino, con Ludovica De Bernardo per Rai Radio3 in diretta nazionale, con Simone Pedroni e in trio con Beatrice Rana. Ha studiato con Amedeo Cicchese e con Enrico Dindo. È stata ammessa alla Stauffer nella classe di Antonio Meneses e Frans Helmerson. Frequenta l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in duo con la pianista Ludovica De Bernardo.
Ludovica De Bernardo si laurea in pianoforte e musica da camera con il massimo dei voti, lode e menzione. Dal 2012 sotto la guida di Mario Coppola, si esibisce al Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo in duo con Giuseppe Gibboni, Società dei Concerti di Milano, Federimusica di Napoli con il Sestetto Stradivari, Istituti Italiani di Cultura di Amburgo e Wolfsburg, Festival di Ravello con l’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova diretta da Wayne Marshall, Teatro La Fenice di Venezia in duo con Enrico Bronzi. Si perfeziona in duo con la violoncellista Christiana Coppola presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Ivan Rabaglia ed è docente di Pianoforte presso il Conservatorio di Novara.
Domenica 6 aprile 2025
Il noto flautista Stefano Maffizzoni con la pianista Elisabetta Chiarato, si esibiranno con un omaggio alla musica francese, a cavallo dell’800 e del 900: la celebre sonata di César Frank, seguita dalla trascinante Fantasia sulla Carmen di Georges Bizet per concludere con il delizione concertino di Cécile Chaminade
Stefano Maffizzoni, solista nelle più prestigiose sale da concerto del mondo ha tenuto concerti in tutta Europa, Svizzera, Inghilterra, Turchia, Messico, Russia, Cina, Canada, Stati Uniti, registrando per prestigiose radio. Attualmente è docente della cattedra di flauto traverso presso il Conservatorio F. A. Bonporti di Riva del Garda. Ideatore dello spettacolo Concerto d’Amore in Versi e Maria Callas e Pier Paolo Pasolini: Un Amore Impossibile con l’attore Fabio Testi, L’Orfeo con l’attore Andrea Bosca e Omaggio a W. Shakespeare con l’attore Giancarlo Giannini.
Elisabetta Chiarato, dopo aver conseguito il diploma di pianoforte presso il Conservatorio C. Pollini di Padova con Giovanni Umberto Battel e la laurea al Biennio di Musica da Camera con Aldo Orvieto, si è laureata al Biennio di maestro collaboratore al conservatorio E. Dall’Abaco di Verona con il massimo dei voti, lode e menzione sotto la guida di Andrea Dindo. Si è perfezionata alla Scuola di Musica di Fiesole con Andrea Lucchesini e ha approfondito gli studi di musica da camera all’Accademia musicale di Sacile Ensemble Serenissima con Stefania Redaelli.
Domenica 13 aprile 2025
Con l’appuntamento di domenica 13 aprile 2025, si conclude la rassegna primaverile della XXXVI edizione dei Concerti Aperitivo. Sarà ospite il celebre violinista turco Cihat Aşkin con il pianista Roberto Issoglio; i due artisti suoneranno due capisaldi della letteratura per violino dell’800: la Sonata in do minore di Beethoven e la Sonata in fa minore di Mendelssohn.
La sonata in do minore op. 30 n. 2 di Beethoven vede la luce nel 1802, nell’anno infausto in cui la sordità di Beethoven ebbe a manifestarsi in tutta la sua gravità e nel quale scrisse il testamento di Heiligenstadt. Il tono lirico e andamento dinamico si diversificano notevolmente da quanto il compositore aveva composto fin qui nel genere strumentale cameristico, particolarmente per un che d’accigliato, di tempestoso, di appassionato; e anche nella condotta formale intervengono innovazioni significative che vanno dall’ampio schema, quasi sinfonico, di tutto il componimento.
Felix Mendellsohn-Bartholdy, scrisse la Sonata in fa minore nel 1823, enfant prodige quattordicenne, ossia negli anni di apprendistato, periodo nel quale allineava con bella disinvoltura sinfonie per archi, pezzi per pianoforte, quartetti e operine da camera, nonché traduzioni di Terenzio, Dante e Boccaccio e acquarelli di pregevole fattura sotto gli occhi ammirati di Goethe.
Cihat Aşkin è nato a Istanbul e ha iniziato lo studio del violino all’età di 11 anni con Ayhan Turan al conservatorio Statale di Musica di Istanbul, laureandosi nel 1989. Ha completato i suoi studi a Londra con il Rodney Friend presso il Royal College of Music (dove ha ottenuto tutti i principali premi come solista e in musica da camera) e con il Yfrah Neaman presso la City University. Tornato a Istanbul è nominato insegnante di violino nel 1998, fonda la Advanced Music Research Center (MIAM) e nel 2000 ne diventa il primo direttore; nel 2006 è nominato professore universitario presso l’ITU.
Roberto Issoglio nato a Torino dove ha intrapreso gli studi di pianoforte poi proseguiti in Germania con Roland Pröll presso l’Ibach Akademie di Schwelm. La sua formazione ed il suo perfezionamento si sono in seguito completati con Maria Gachet e Bruno Canino. Ha frequentato corsi di perfezionamento con Pavel Gililov e Peter Lang (Universität Mozarteum Salzburg). Si è diplomato in pianoforte ed ha conseguito la laurea specialistica ad indirizzo concertistico con il massimo dei voti e la lode. Ha inoltre conseguito il diploma accademico in didattica del pianoforte con una tesi bilingue che confronta la formazione musicale di base in Germania e in Italia.
Domenica 5 ottobre 2025
Il primo appuntamento autunnale della rassegna che si svolgerà all’Auditorium Sfom di Aosta, ospiterà ancora una volta Bruno Gambarotta che si esibirà con la flautista Elena Cornacchia e il pianista Giorgio Costa.
Gli artisti presenteranno un omaggio a quella che è considerata l’altra anima della musica classica e i capolavori scritti per molti film, sono amati dal pubblico di tutto il mondo e spesso, le colonne sonore, si continuano ad ascoltarle all’uscita dal cinema, come pezzi a sé stanti, e in esse c’è qualcosa di unico che fa immergere in un altro mondo. Si ascolteranno famosi brani tratti da Amadeus, film che ha meritato pienamente ben otto premi Oscar dove il genio musicale di Mozart e la sua natura irruenta e spesso insensibile, creano grandi contrasti.
Ci sarà un omaggio ai Beatles, con le musiche di Yesterday. Non possono mancare alcuni brani di Rota, la cui storia di una lunghissima amicizia e collaborazione artistica con Fellini ha segnato un’epoca e Morricone, uno dei più importanti, prolifici e influenti compositori cinematografici di tutti i tempi.
Il successo di Forrest Gump è sicuramente dovuto anche alle musiche composte da Silvestri, il cui album della colonna sonora ha venduto oltre 12 milioni di copie solamente in un biennio. Dal film Titanic si ascolterà My Heart Will Go On, commovente brano d’amore che ha raggiunto un successo internazionale senza precedenti.

Domenica 12 ottobre 2025
Per il secondo appuntamento della rassegna che si svolgerà all’Auditorium Sfom di Aosta, saliranno sul palco il violinista Martino Grosa, giovane talento aostano e la pianista Eliana Grasso.
I due artisti proporranno un concerto con due capolavori della musica da camera dell’800, quali le sonate di Grieg e di Franck. Aprirà il concerto la Sonata in do minore op. 45 di Edward GRIEG composta nel 1869 e dedicata al violinista Johan Severin Svendsen, il suo primo interprete.
La sonata di Grieg, incorpora sottili influenze folk norvegesi, ed è la più celebre della terna di sonate per violino e pianoforte composta da Grieg ed è contraddistinta dalla straordinaria freschezza dell’invenzione melodica, la finezza del linguaggio armonico, il ruolo portante del tematismo in quanto tale; tali elementi vi appaiono infatti ottimamente coordinati e risolti nel contesto costruttivo e formale del genere.
La Sonata di César Franck, ascrivibile alla maturità artistica del compositore, si impone per proprio merito, nella musica cameristica francese, come la pagina meglio riuscita del suo genere; tanto da essere stata definita un “lavoro cartesiano”, per la limpidezza strutturale e l’infallibile equilibrio che governano il dialogo dei due strumenti.
Il violinista Martino Grosa, giovane di età ma non di esperienza, ha conseguito la laurea di II livello con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatoire de la Vallée d’Aoste sotto la guida di Fabrizio Pavone. Attualmente frequenta i corsi di perfezionamento all’Accademia Perosi di Biella con Roberto Ranfaldi, e la classe di Perfezionamento dell’Accademia di Musica di Pinerolo con Cecilia Ziano. Ha frequentato masterclass di musica da camera con Ivan Rabaglia e Maurizio Baglini. Nel 2023 frequenta il corso di formazione orchestrale Obiettivo Orchestra della Scuola APM di Saluzzo sotto la guida di Sergey Galaktionov, Stefano Vagnarelli, Cecilia Bacci, Marina Bertolo e Marco Polidori, risultando unico idoneo tra i violini nell’audizione finale per la Filarmonica TRT.
La pianista Eliana Grasso, svolge un intensa attività concertistica in Europa e negli Stati Uniti in sale rinomate come la Carnegie Hall a New York, la Wigmore Hall a Londra, la Sala Verdi a Milano, la Royal Academy of Music a Londra, l’Heremitage di San Pietroburgo, Theatre La Filature di Mulhouse, la Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico di Verona, il Teatro Sociale di Bellinzona, la Cappella Paolina del Quirinale a Roma, Bloomsbury Theater di Londra, Salon Chopin (Société Historique Polonaise) a Parigi, Ibsenhut Theatre in Norvegia, Palazzo Ducale a Mantova, Teatro Piccolo Regio a Torino e numerose altre

Domenica 19 ottobre 2025
Domenica 19 ottobre si svolgerà il terzo appuntamento della rassegna con un duo pianistico a quattro mani, con Lorena Portalupi e Silvia Giliberto. Il programma, dedicato alle danze, sarà dedicato a Brahms, con l’esecuzione delle celebri e appassionate Danze ungheresi e a Ravel, con la straordinaria Rapsodie Espagnole.
Tra i compositori del XIX secolo Brahms fu sicuramente il compositore che ha dimostrato di possedere maggior passione e spontaneità nel trattare la musica folcloristica ungherese e fu tra i primi a portare la sua attenzione alla musica popolare ungherese approfondendo in modo serio la conoscenza di questo mondo esotico. Il fascino che tale musica esercitava su di lui si rileva non tanto dalla enorme quantità di pubblicazioni da lui acquistate, ma soprattutto da quel tocco magiaro che affiora sempre nei suoi lavori da camera che divennero parte integrante del suo linguaggio musicale.
Nella seconda parte i pianisti ci condurranno all’ispanismo della Rapsodie Espagnole di Ravel, che non era ottenuto mediante una pedissequa utilizzazione di elementi popolari, ma con un libero impiego di ritmi.
La prima veste in cui venne concepita e presentata al pubblico, nonché edita, è quella pianistica; l’orchestrazione seguirà di due anni, il che l’apparenta ai celebri Concerto in re – e al Concerto in sol – che nasceranno vent’anni dopo.
Lorena Portalupi, dopo i suoi studi al Conservatorio G.Verdi di Milano e alla scuola pianistica di M. Mika si perfeziona poi con Halina Czerny Stefanska e J.P. Armangaud. La sua carriera di concertista l’ha portata nelle principali città italiane. I suoi interessi e la sua competenza d’interprete vanno particolarmente al repertorio del 900 storico, ma guardano con attenzione agli ultimi sviluppi della musica contemporanea. Ha inoltre inciso per la casa discografica Tranquilo i Preludes di C. Debussy e di F. Mompou. E’ docente di pianoforte principale presso importanti istituzioni musicali italiane ed estere. Dal 1993 a tutt’oggi è Direttore didattico e artistico della Civica Scuola di Musica di Corsico A. POZZI.
Silvia Giliberto si diploma in pianoforte e Musica da Camera con il massimo dei voti e la Lode presso il Conservatorio Verdi di Milano, Consegue il Master in Pianoforte – Interpretazione della Musica Contemporanea presso il Conservatorio Donizetti di Bergamo. Tra le personalità che hanno più contribuito alla sua formazione: Marian Mika, Lorena Portalupi, Maria Grazia Bellocchio, Emanuela Piemonti, Alfonso Alberti, Ettore Borri. Si è esibita in numerosi concerti, suonando come solista e in formazioni da camera presso teatri italiani ed esteri. Ha suonato con ensemble di importanza internazionale, quali Divertimento Ensemble, Synthax Ensemble, MDI Ensemble, Dedalo Ensemble. Insegna pianoforte presso la Civica Scuola di Musica Pozzi di Corsico.

Domenica 26 ottobre 2025
Domenica 26 ottobre 2025 per il quarto appuntamento della rassegna si esibirà un giovane talento emergente, il pianista Josef Mossali.
Mossali debutterà il concerto con tre celebri sonate delle innovative 555 di Domenico Scarlatti, che fu un clavicembalista e compositore italiano noto per la sua abilità di virtuoso. È famoso per aver battuto il giovane Handel in una sfida di clavicembalo e per aver influenzato enormemente la musica successiva con il suo stile unico, che mescolava elementi barocchi e classici, e che incorporava ritmi popolari iberici. La sua opera è stata a lungo sottovalutata rispetto ai suoi coevi, con l’archiviazione completa delle sue opere a cura di Ralph Kirkpatrick che ha contribuito alla sua riscoperta.
Di Debussy, si ascolterà l’Isle Joyeuse, brano suggerito al compositore da un quadro del pittore settecentesco Watteau, raffigurante l’imbarco per l’isola di Citera e il virtuosistico étude Pour les arpèges composés, opera è tratta dai Dodici Studi, ultimo suo capolavoro pianistico.
Le monumentali Variazioni su un tema di Paganini, omaggio al grande virtuoso di violino, sono nate insieme con l’amicizia che a Vienna aveva legato Brahms al ventunenne e “lisztiano” Carl Tausig. La moglie di Schumann, Clara, legata da affettuosa amicizia con il compositore, definì il brano come “variazioni stregate”, tanto sono di difficile esecuzione.
A conclusione si ascolterà la seconda Rapsodia ungherese di Liszt, brano di grande effetto, per lo sfavillante virtuosismo e l’estrosa invenzione sonora del compositore. Al pianoforte è affidato il compito di riprodurre le sonorità dei due strumenti principali delle piccole orchestre zigane itineranti cui si ispira il ciclo delle diciannove rapsodie ungheresi di Liszt, il violino e il cimbalom. Il brano è diviso in due sezioni; la prima è il lento e un po’ malinconico “Lassan”, la seconda un’animata e travolgente “Friska”.

Domenica 9 novembre 2025
Domenica 9 novembre, il quinto appuntamento della rassegna si terrà presso l’Auditorium SFOM di Aosta e si esibirà un duo di grande esperienza concertistica, con il flautista Giuseppe Nova e l’arpista Elena Castini.
I musicisti, presentano un programma improntato alla eleganza e raffinatezza, grazie al connubio particolare tra il suono cantabile e melodico del flauto e quello dolce e polivoco dell’arpa, che creerà un’atmosfera armoniosa e sofisticata.
Gli artisti, molto noti a livello internazionale, hanno raggiunto un livello di armonia e di professionalità, che rende le loro esecuzioni quasi un’unica entità musicale.
Il repertorio scelto include brani dal barocco al novecento, che mettono in risalto il dialogo e il contrasto timbrico tra i due strumenti.
Come brano iniziale ascolteremo la Sonata La Follia, ultima delle dodici sonate per violino e basso continuo di Arcangelo Corelli, ed è un esempio di variazione su un’antica melodia popolare e rappresenta il culmine del genere strumentale nel tardo Barocco, caratterizzata dalla sua struttura in tema e variazioni.
Nell’Andante di Mozart il flauto espone all’inizio un canto teneramente espressivo, sul pizzicato degli archi, e dopo alcune misure lo stesso flauto presenta un nuovo tema in sol minore, altrettanto indicativo per sottolineare il discorso cantabile del solista.
Dopo la brillante Sonata di Donizetti, il programma prevede la rara e preziosa dell’esecuzione della Fantasia in do minore di Spohr, precoce e prolifico musicista della prima metà dell’Ottocento.
Per concludere un omaggio alla musica francese con il Pièce en forme de habanera di Ravel e Carmen di Bizet.

Domenica 16 novembre 2025
Paysages con Riccardo Mussato al pianoforte. Musiche di: Schumann, Liszt, Jongen, Debussy
Il concerto inizierà con le preziose Waldszenen op. 82, (Scene della foresta), una serie di nove brani ispirati a immagini e soggetti legati al mondo della natura. È questo il mondo incantato del romanticismo, in cui la fantasia e l’irrazionalità stanno al centro e il mondo della foresta è un topos poetico, una fonte per l’ispirazione.
A seguire, dagli Années de pèlerinage, si alcolterà Au Lac de Wallenstadt Suisse, dove un Liszt ventiquattrenne e già acclamato come sommo pianista della sua epoca, abbandona la capitale francese alla volta della Svizzera, insieme alla contessa Marie d’Agoult, la donna che, fuggendo dal marito, accettava pubblicamente lo scandalo della relazione con l’artista. Il luogo del soggiorno solleciterà il compositore a tradurre in musica le impressioni di viaggio.
Di Joseph Jongen, compositore belga vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900 e influenzato da Brahms e Strauss, il pianista eseguirà Crépuscule au Lac Ogwen. Di Claude Debussy si ascolterà dal secondo libro dei Preludi, La Puerta del Vino composizione che sembra sia stata suggerita da una cartolina, raffigurante la Puerta del Vino dell’Alhambra di Granada, inviata a Debussy da Manuel de Falla e per concludere, L’isle joyeuse opera suggerita al compositore da un quadro del pittore settecentesco Watteau, raffigurante l’imbarco per l’isola di Citera.

Domenica 23 novembre 2025
Le stagioni dell’angelo è il titolo del settimo appuntamento dove si esibirà un quartetto con Ivana Zecca al clarinetto, Davide Vendramin al bandoneón, Jorge A. Bosso al violoncello e Andrea Grossi al contrabbasso, con un omaggio ad Astor Piazzolla.
Astor Piazzolla comprese che il tango aveva bisogno di un cambiamento profondo: la musica di Buenos Aires non rifletteva più le radicali trasformazioni della società, il suo tempo. La capitale apre i suoi orizzonti. Il tango non è più un fenomeno puramente nazionale, ma si nutre di nuove energie da oltreoceano. Piazzolla reinventa il suono della città e diviene portatore d’intenzioni e cambiamenti.
In Le Stagioni dell’Angelo una ricerca timbrica permea l’intero tragitto. Immagini sonore si alternano con istanti di lirica sospensione, alimentando l’illusione di pensare la danza sudamericana come espressione attuale e reinvenzione del suono della città. Le barriere musicali si schiudono, i confini si allargano, al fine di esaltare e celebrare la materia viva ed essenza del tango. L’esercizio di memoria si tramuta in linguaggio comune di un tempo presente. Perché il sentire di una società si rispecchia nella sua arte e nel ripensamento delle sue molteplici radici, espresso e manifestato anche tramite la sua musica, la sua eccellenza e unicità.

Domenica 30 novembre 2025
Per l’ottavo appuntamento della rassegna si esibirà il duo Echi intimi con Lorenzo Ceriani violoncello, Francesca Carola pianoforte. Musiche di: Brahms, Shostakovich
Il violoncello e pianoforte presentano caratteristiche timbriche molto particolari derivanti dall’incontro di due strumenti con nature acustiche diverse ma complementari. Il violoncello, strumento ad arco, ha un timbro caldo, avvolgente e riflessivo, che si situa principalmente nel registro medio-grave, con ricchezza di armoniche e una qualità quasi vocale. Il pianoforte, strumento a corde percosse, offre un timbro più percussivo, nitido e articolato, con una gamma dinamica e armonica molto ampia.
I due artisti cominceranno con la Sonata in mi minore op. 38, insieme all’altra Sonata in fa maggiore per lo stesso duo op. 99 appartiene al Brahms più autentico e veritiero, ricco di atteggiamenti schiettamente romantici, ora meditativi, ora appassionati, ora rapsodici, in linea con le possibilità espressive dei due strumenti, trattati con misurato equilibrio negli impasti timbrici. Opera dal carattere in parte austera, riflessiva e perfino eloquentemente arcaizzante, quasi bachiano.
Nella seconda parte della mattinata musicale verrà eseguita la monumentale Sonata in re minore di Shostakovich, opera giovanile ed affascinante proprio perché in essa si può scorgere il travaglio formativo del giovane autore, la soggiacenza a diverse influenze e insieme un preciso e inequivocabile tratto personale. Lo spartito venne scritto nell’agosto-settembre 1934 e venne dedicato al violoncellista Viktor Kubatskij, che ne fu il primo interprete insieme all’autore, il 25 dicembre dello stesso anno.

Domenica 7 dicembre 2025
Ghost con Maurizio Mastrini pianoforte, Sandro Lazzeri chitarra, Tiziana Frattali fisarmonica e Giorgia Ginevoli clarinetto.
Musiche di: Mastrini
«Un po’ pazzo e un po’ genio. Ma il genio è all’ottanta per cento”» Non c’è definizione migliore di quella data da Corrado Canonici, contrabbassista e già manager di Keith Emerson e Chick Corea, per raccontare Maurizio Mastrini, il pianista e compositore noto in tutto il mondo per originalità e capacità di esecuzione. E saranno proprio le sue mani sui tasti del pianoforte a coda ad estasiare il pubblico che avrà il privilegio di ospitare una data italiana del Ghost International Tour, che il pianista ha iniziato a fine aprile in Kazakistan passando per Tokyo.
Nel nuovo spettacolo, il poliedrico pianista dai dred biondi e gli smoking pastello esegue la suite di quattro brani che dà il nome al tour, recentemente ultimata e composta tra la sua Umbria, New York e la famosa stanza di albergo di Sorrento, che ha ospitato il tenore Caruso pochi giorni prima della morte e ispirato l’omonima canzone di Lucio Dalla.
Oltre a queste composizioni, il programma concertistico ne comprende numerose altre, firmate dallo stesso Mastrini e tratte dalla sua discografia di dodici album, a cui si aggiunge un omaggio a Robert Miles.
Neoclassico, eclettico e anticonformista, il pianista è apprezzato a livello internazionale per una produzione che si caratterizza come anello di congiunzione tra il rigore canonico e la musica classica contemporanea. Le sue opere sono l’approdo di una ricerca colta ed emozionale, che in taluni casi incontra la dodecafonia, pur stemperandone la durezza armonica.

Come di consueto seguirà l’aperitivo; l’ingresso è a posto unico a 8€. Abbonamento ai 15 concerti 80€.
Biglietti acquistabili sul sito www.cantieredellamusica.it e anche in loco. Info e prenotazioni: info@cantieredellamusica.it















Pubblicato / aggiornato
il 05/12/2025 alle 15:57
Categoria:
Cultura