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Nasce la delegazione della Lipu della Valle d’Aosta

La LIPU (Lega italiana protezione uccelli) è tornata ufficialmente in Valle d’Aosta con la nascita della nuova delegazione di Aosta, presentata nella serata di venerdì 16 gennaio 2026, in un incontro che ha visto la presenza di oltre cinquanta persone, dedicato a far conoscere l’Associazione, i volontari e le prime attività in programma per il 2026. Per i promotori si tratta di una vera e propria “rinascita”, dopo decenni in cui la Lega Italiana Protezione Uccelli era scomparsa dal panorama associativo valdostano.

A dare il benvenuto è stato Giancarlo Bertalero, che ha ricordato come quello di Aosta sia il primo incontro pubblico della nuova delegazione e ne ha sottolineato il valore simbolico: «far parte della LIPU significa stare dalla parte di chi non può difendersi, dalla parte della natura e in particolare dell’avifauna», ha spiegato, introducendo la serata e i relatori.
​Al tavolo, con lui, sedevano la nuova delegata della LIPU Valle d’Aosta, Anna Rita Parlagreco, e gli ospiti giunti da Torino: Riccardo Ferrari, vice presidente nazionale della LIPU e delegato della sezione torinese, e Luca Giordano, fotografo naturalista e coordinatore regionale per il Piemonte. Parlagreco ha ricordato che una sezione LIPU in Valle d’Aosta esisteva già oltre trent’anni fa, ma si era progressivamente spenta: «quella di oggi è quindi una rinascita», ha sottolineato.
​Anna Rita Parlagrato ha raccontato come l’idea sia nata dall’incontro tra quattro ambientalisti valdostani che, confrontandosi, hanno percepito la mancanza di un soggetto strutturato che si occupasse in modo specifico di fauna selvatica e, in particolare, di uccelli: «manca un’associazione che si spenda soprattutto la fauna, la fauna selvatica, in particolare l’avifauna», ha evidenziato, spiegando che da quel confronto è partita la richiesta di supporto alla LIPU nazionale per far nascere la delegazione.
​Nei primi mesi di lavoro, oltre a Bertalero, sono stati coinvolti Enea Fiorentini e Giampaolo Fedi, che hanno contribuito a impostare le basi organizzative e il primo calendario di idee: «noi abbiamo messo le basi – ha quindi osservato Parlagreco – ma questo contenitore va riempito da chi ha amore per l’avifauna e per la natura: l’obiettivo della serata è farci conoscere e stimolare chi può essere interessato a partecipare».

Anna Rita Parlagreco e Riccardo Ferrari
Anna Rita Parlagreco e Riccardo Ferrari

La nuova delegazione, come tutte le realtà locali della LIPU, si regge interamente sul volontariato. Parlagreco ha ricordato che, a parte la figura della delegata, «il resto è fatto da volontari, da persone che mettono le loro competenze e il loro tempo», evidenziando come questo sia un tratto comune alle associazioni ambientaliste che vivono del contributo attivo dei cittadini.
​Bertalero ha insistito sul valore di questo impegno: la LIPU non è solo un soggetto che fa «denuncia» o «campagne», ma una comunità di persone che scelgono di dedicare parte del proprio tempo a osservare, studiare, proteggere e far conoscere gli uccelli e i loro habitat. ​

Nel suo intervento, Riccardo Ferrari ha inquadrato la nascita della delegazione valdostana dentro i 60 anni di storia dell’associazione. Ha ricordato che la LIPU è nata nel 1965 grazie al professor Giorgio Punzo, insegnante di liceo a Napoli, colpito dalla vista di un passero solitario sul balcone di casa, in un’epoca in cui non esistevano né specie protette, né limiti alla caccia e si stimavano fino a cento milioni di uccelli uccisi ogni anno in Italia.
​All’inizio l’associazione si chiamava LENACDU (Lega nazionale contro la distruzione degli uccelli) e nasceva per frenare una vera e propria “mattanza” in assenza di regole, con oltre un milione di cacciatori e nessuna normativa che limitasse quantità, periodi e modalità di abbattimento. Ferrari ha ricordato che la LIPU è poi cresciuta aprendo i primi centri di recupero per la fauna ferita, creando oasi e aree protette libere dalla caccia, combattendo il bracconaggio, come nei campi di sorveglianza sullo Stretto di Messina, e promuovendo il birdwatching come strumento di educazione, ricerca e sensibilizzazione.

Il pubblico presente alla presentazione della delegazione LIPU della Valle d'Aosta
Il pubblico presente alla presentazione della delegazione LIPU della Valle d’Aosta

Ferrari ha evidenziato come la LIPU lavori oggi su più livelli: dalla gestione dei centri di recupero agli interventi contro il bracconaggio, dalle campagne per limitare la caccia alle azioni legali e di lobby per applicare e difendere le direttive europee, in particolare la Direttiva Uccelli del 1979 e la rete Natura 2000. Tra gli esempi citati, l’individuazione delle Zone di Protezione Speciale per l’avifauna e la battaglia, vinta nel 2015, per vietare l’uso dei richiami vivi, pratica che prevedeva la cattura e la detenzione di uccelli canori in condizioni crudeli.
​Negli ultimi anni l’associazione è stata impegnata anche sull’emergenza climatica, richiamando l’attenzione sulle specie alpine più vulnerabili, come il fringuello alpino e la pernice bianca, e sostenendo l’approvazione della Restoration Law europea, che punta a rinaturalizzare ecosistemi degradati con grandi investimenti in progetti di ripristino ambientale. La LIPU fa parte di BirdLife International, la rete che riunisce le associazioni di protezione degli uccelli in Europa e nel mondo, e ha la sua Casa LIPU nazionale a Parma, ristrutturata grazie a un importante lascito testamentario.

La nuova delegazione valdostana nasce con l’obiettivo di tradurre sul territorio questi principi e strumenti. I promotori hanno indicato alcune linee di lavoro: uscite di osservazione (birdwatching) per far conoscere l’avifauna locale, attività di educazione ambientale per le scuole, iniziative divulgative aperte al pubblico e collaborazione con Enti e associazioni già attive in Valle d’Aosta.
​La serata di presentazione ha visto anche la proiezione di fotografie e video naturalistici, a cura dei relatori, e l’avvio concreto del percorso organizzativo, con il tesseramento, la raccolta delle disponibilità per le attività di volontariato e la condivisione delle prime idee per il calendario 2026. Per la LIPU, la presenza ad Aosta è il tassello di una strategia che punta «a coprire tutto il territorio nazionale» con presidi locali, perché, come ha sottolineato Riccardo Ferrari, le bellezze naturalistiche e le priorità di conservazione sono diffuse e diverse in ogni area del Paese.

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