È stato firmato, venerdì 19 settembre 2025, il progetto Ultra, acronimo di Università in liaison con il Polo traumatologico alpino, organizzato dalla Regione autonoma Valle d’Aosta, Azienda Usl e il Dipartimento di scienze chirurgiche dell’Università di Torino per mettere in rete, in modo strutturato e stabile, formazione, ricerca e pratica clinica sulle patologie da trauma e inquadrare l’ospedale regionale Parini come presidio clinico-formativo collegato all’hub universitario. L’accordo è stato presentato nella mattinata di mercoledì 1° ottobre.
«La Valle d’Aosta ha picchi di presenze che moltiplicano i residenti e una casistica traumatologica elevata – ha spiegato Massimo Uberti, direttore generale dell’Azienda Usl – dobbiamo essere attrattivi per i professionisti e dare risposte rapide e di qualità. Ultra è una partnership stretta, strutturata e stabile con l’Università di Torino per costruire un polo traumatologico alpino che integri diagnosi, terapia e riabilitazione. Oltre a formazione e ricerca, l’accordo apre alla erogazione di prestazioni iper-specialistiche ad Aosta, da parte di professionisti universitari, attraverso convenzioni operative con le aziende ospedaliere di Torino».
La Valle d’Aosta presenta un profilo sanitario unico, con circa 124mila residenti ma 3 milioni e mezzo di di presenze turistiche l’anno, con picchi stagionali che moltiplicano fino a otto volte le persone sul territorio, impattando soprattutto su urgenza ed emergenza, con casistica traumatologica elevata, dallo sci all’escursionismo.
Il progetto Ultra punta a rispondere a questa variabilità, in continuità con i precedenti progetti Ospedale adattabile e Recruitment e fidelizzazione: «per noi questa è una missione universitaria – ha aggiunto il professor Paolo Fonio, direttore del Dipartimento di scienze chirurgiche dell’UniTo – portare formazione e ricerca con ricadute concrete sul territorio, lavorando insieme a un ospedale che è già un’eccellenza. Dopotutto la Valle d’Aosta offre una casistica unica con traumi invernali ed estivi e per i medici in formazione è un’opportunità straordinaria di crescita sul campo. Siamo pronti ad avviare le convenzioni con le Aziende ospedaliere, in modo che i nostri specialisti possano lavorare in Valle d’Aosta quando serve».

Il progetto Ultra prevede la condivisione di percorsi con i reparti universitari per i casi che richiedono l’intervento dell’hub, con canali predefiniti sia dal punto amministrativo sia da quello clinico. Le prestazioni iper-specialistiche come l’ortopedia pediatrica, le sedute di alta complessità e consulenze multidisciplinari saranno erogate ad Aosta da professionisti universitari tramite specifiche convenzioni con le Aziende ospedaliere di Torino e saranno presenti specializzandi a rotazione nel Pronto soccorso ortopedico e nei centri traumatologici di Courmayeur, La Thuile, Pila, Breuil-Cervinia, Champoluc e Gressoney, con l’organizzazione di aggiornamenti congiunti e training on the job.
Spazio anche alla ricerca con la partecipazione a studi multicentrici e progetti condivisi su diagnostica, terapia e riabilitazione, nonché all’integrazione clinica, con la creazione di rete tra le strutture di radiologia ma anche di interventistica e neuroradiologia, ortopedia e traumatologia, neurochirurgia, recupero e rieducazione funzionale, emergenza territoriale con elisoccorso e medicina e chirurgia di accettazione ed urgenza.
L’accordo di collaborazione quadro tra Regione, Azienda Usl e Università di Torino durerà tre anni ed è rinnovabile. È previsto un Comitato di monitoraggio per verificare risultati e adattare il progetto. Per attivare le prestazioni cliniche dei professionisti universitari in Valle o l’invio in corsia preferenziale verso Torino, occorrerà definire delle convenzioni operative con le Aziende ospedaliere universitarie, ad esempio la Città della Salute, che permetteranno di definire gli aspetti assicurativi, logistici e economici.
«Il progetto Ultra deve esistere al di là della politica» – ha concluso Carlo Marzi, assessore regionale uscente alla sanità, salute e politiche sociali – «la sanità pubblica è un bene primario, come l’istruzione, e va difesa e valorizzata con collaborazioni concrete come questa. Mettere le gambe ai progetti è difficile e questo dimostra che, lavorando insieme, si possono accorciare le distanze tra territorio e università a beneficio dei cittadini».
Venerdì 6 febbraio 2026, è stato siglato un nuovo accordo, oltre al Dipartimento di Scienze chirurgiche si aggiunge al progetto anche il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino, rafforzando ulteriormente la qualità delle cure offerte.