Le minoranze consiliari dei Comuni di Fénis, Gressan, Jovençan e Quart, appartenenti all’Unité Mont-Emilius, hanno costituito un gruppo di lavoro permanente con l’obiettivo di confrontarsi sui temi di interesse comune e sulle questioni che hanno un impatto diretto sulla vita dei cittadini, con particolare attenzione alle criticità emerse in relazione al nuovo servizio di raccolta rifiuti nel sub Ambito Territoriale Ottimale B. L’iniziativa nasce in seguito alla variante contrattuale 1-2025 di lunedì 31 dicembre 2025, che ha comportato un aumento complessivo dei costi del servizio pari a 4.500.000 euro e che, secondo le minoranze, modifica in modo sostanziale una concessione recentemente affidata e già profondamente cambiata nei suoi presupposti operativi ed economici.
In una nota di venerdì 6 febbraio 2026, le minoranze scrivono che: «la variante […] è stata portata alla loro attenzione non attraverso una comunicazione formale ai Consigli comunali, ma solo a seguito della lettura di un provvedimento dirigenziale pubblicato sull’Albo pretorio digitale dell’Unité Mont Emilius, peraltro redatto e approvato negli ultimi giorni dell’anno 2025.
Un atto di tale rilevanza, che incide su un servizio pubblico essenziale e sui costi a carico dei cittadini per molti anni, non può emergere in modo casuale e tardivo, senza un confronto preventivo e senza un passaggio politico-amministrativo chiaro nelle sedi democratiche competenti.
Nel merito, la variante conferma che il servizio, così come progettato, ha presentato criticità già in fase di avvio, rendendo necessari correttivi immediati che comportano costi aggiuntivi strutturali, successivamente spalmati su tutti gli utenti. Questo dato smentisce la narrazione politica che ha per anni presentato il nuovo sistema di raccolta come uno strumento di risparmio economico.
Non è inoltre definita in modo chiaro la scelta di suddividere il territorio in tre parti con conseguente modalità di raccolta diversa (porta a porta, PAP semintegrale e raccolta stradale) in quanto non sono previsti costi separati per le tre modalità di raccolta visto il carattere integrato dell’operatività del servizio.
Tale modello ibrido, incompleto e disomogeneo, genera infatti disagi operativi e non garantisce quei risultati complessivi che tutti ci auspichiamo estendendo il porta a porta all’intero territorio.
A pochi mesi dall’avvio del servizio, si è infatti reso necessario procedere a:
- estensioni del porta a porta,
- aumenti delle frequenze di raccolta,
- potenziamenti dei servizi stradali,
- sostituzioni e anticipazioni di investimenti infrastrutturali,
a dimostrazione del fatto che l’impianto originario dell’appalto non era adeguatamente tarato sulle reali esigenze del territorio. Tali modifiche, richieste anche da alcuni Sindaci, comportano costi aggiuntivi strutturali che, seppur presentati come “contenuti”, verranno spalmati su tutti gli utenti e per l’intera durata pluriennale della concessione, con un impatto diretto sulle tariffe future».