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Laboratorio partecipativo sul collegamento Cogne-Pila

Pila S.p.A. ha invitato cittadini, operatori del territorio e portatori di interesse a partecipare a un laboratorio nel corso del quale è stata esposta l’analisi tecnica delle alternative progettuali individuate per la realizzazione del collegamento funiviario tra Pila e Cogne. L’incontro si è svolto a Cogne nell’Auditorium giovedì 5 febbraio 2026 alle ore 17.15 ed è stato condotto dal gruppo tecnico incaricato dello studio di fattibilità dell’opera.

L’iniziativa è stata strutturata secondo la metodologia del World Café, affiancata da altre pratiche partecipative, con l’obiettivo di favorire un confronto aperto, costruttivo e inclusivo. Tutti i partecipanti hanno avuto l’opportunità di esprimere il proprio punto di vista, condividere osservazioni, aspettative e proposte in merito allo studio. L’appuntamento ha voluto essere un momento di ascolto e dialogo con il territorio, volto a raccogliere gli ultimi contributi utili ad arricchire il percorso di analisi e valutazione durante questa fase conclusiva dello studio, che sarà poi ultimato, approvato dalla società e inviato all’amministrazione regionale per l’avvio del confronto politico del progetto.

Legambiente, presente come portatore di interesse ambientale, ha rilevato come prima dell’incontro tutto sembrava indicare una forte coesione della comunità locale, schierata nella quasi totalità a favore dell’impianto. Anche alle recenti elezioni comunali entrambe le liste in competizione si erano espresse in tal senso. Una cosa è immaginare una funivia già operativa e funzionante con turisti in arrivo, altro è rendersi conto dei problemi concreti che potrebbero sorgere.

Tra questi i due o forse tre anni di lavori di cantiere che i relatori non hanno potuto specificare e che potrebbero compromettere la stagione estiva e la qualità della vita degli stessi cogneins. Ci sono molte domande ancora aperte: da dove partirà la funivia, dal centro del paese o da Epinel? Saranno necessari nuovi parcheggi e dove verranno costruiti?

I sostenitori del progetto affermano che la funivia creerà nuovi posti di lavoro per i giovani contrastando lo spopolamento. Al contrario molti cittadini temono non solo l’aumento dei turisti ma soprattutto un cambiamento nella tipologia della clientela. Durante i dibattiti è emersa una preoccupazione chiara: Cogne rischia di perdere la propria identità trasformandosi in una meta turistica simile a tante altre, dominata da un turismo di massa che cerca solo un selfie, perdendo così la sua unicità?

Un altro timore emerso riguarda il rischio di innesco di una spirale speculativa in campo edilizio. Tra le varie considerazioni sentite nei tavoli di confronto del pomeriggio emerge il timore di un aumento degli affitti che potrebbe danneggiare sia i residenti sia i lavoratori stagionali. Si percepisce anche il rischio che l’afflusso di turisti crei problemi di sicurezza, di traffico e riduca la qualità della vita nel paese.

Anche se molti abitanti sono teoricamente favorevoli alla funivia, si sono trovati a confrontarsi con la realtà e a porsi molte domande, come è giusto che accada davanti a un’opera così imponente. Non c’è un consenso unanime ma si è aperta una riflessione seria e condivisa.

Legambiente ritiene che il collegamento funiviario non debba essere realizzato e preferirebbe invece recuperare la galleria del Drinc, un’alternativa più sostenibile che durante l’incontro è stata solo accennata. L’associazione ambientalista chiede che ci siano altre occasioni per coinvolgere i cittadini nelle prossime fasi del progetto. Un’opera così grande e impattante non può essere decisa dall’alto senza un vero dialogo con chi vive il territorio: Cogne ha il diritto di scegliere il proprio futuro con una riflessione collettiva e partecipata.

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