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Premio letterario Valle d’Aosta 2026

La seconda edizione del Premio Letterario Valle d’Aosta ha l’intento di valorizzare opere di narrativa di qualità e accogliere autrici e autori che possano trovare nel territorio valdostano un luogo di incontro, confronto e ispirazione. Il riconoscimento si propone anche come occasione per rafforzare il ruolo della Valle d’Aosta quale crocevia culturale e linguistico di confine, aperto allo scambio tra territori e comunità.

Il concorso era rivolto a opere di narrativa italiana contemporanea pubblicate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025, scritte da autori e autrici che abbiano almeno un libro già tradotto e pubblicato all’estero o in corso di traduzione. Erano inoltre previste due menzioni speciali: una per un’opera di saggistica dedicata al tema del confine, inteso non soltanto come limite geografico ma come luogo di transito, dialogo e intersezione culturale e una rivolta a un’opera prima (esordio).

La selezione delle opere è stata affidata a una Giuria composta da figure del panorama culturale italiano: Paolo Giordano (presidente), Laura MarziSimonetta SciandivasciVeronica Raimo e Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci Ets. La Giuria ha selezionato da 6 a 10 opere, individuando le tre finaliste e decretato il vincitore del Premio, oltre ai destinatari delle due menzioni speciali.

Le case editrici potevano candidare le opere entro mercoledì 31 dicembre 2025, inviando: scheda di candidatura, scheda editoriale del libro, biografia dell’autore/autrice e un Pdf del libro. La candidatura doveva essere trasmessa via mail a premioletterario@regione.vda.it. L’elenco dei titoli ammessi è stato pubblicato nel mese di gennaio 2026.

I tre finalisti, la cui presenza in Valle d’Aosta era richiesta per la premiazione, hanno ricevuto un premio di 3mila euro ciascuno, mentre all’opera vincitrice assoluta è stata assegnata un’ulteriore somma di mille euro, oltre a un’opera d’arte realizzata da un artigiano valdostano.
Le due menzioni speciali (saggistica e opera prima) hanno previsto un premio di mille euro ciascuna.

Da martedì 27 gennaio 2026 erano aperte le candidature per far parte della giuria popolare il cui compito era quello di assegnare una menzione speciale a un’opera tra le 3 finaliste identificate dalla Giuria di selezione. La giuria popolare era composta da 100 grandi lettori del territorio valdostano, scelti tra esponenti del mondo culturale locale, i gruppi di lettura del Sistema bibliotecario regionale e delle librerie presenti in Valle d’Aosta e gli studenti delle Scuole secondarie di secondo grado. Le votazioni si sono svolte mercoledì 8 e giovedì 9 aprile, con scrutinio venerdì 10 aprile 2026.

I titoli selezionati per la longlist

  1. Donnaregina, Teresa Ciabatti – Mondadori
  2. Sfinge, Gabriele Di Fronzo – Einaudi
  3. La stagione che non c’era, Elvira Mujčić – Guanda
  4. Prima dell’alba, Giancarlo Pastore – Marsilio
  5. Lo sbilico, Alcide Pierantozzi – Einaudi
  6. 8.6 gradi di separazione, Giulia Scomazzon – Nottetempo
  7. Acqua sporca, Nadeesha Uyangoda – Einaudi
  8. Ragazzo, Zuzu – Coconino Press 

«I titoli selezionati hanno ricevuto l’apprezzamento unanime della nostra giuria. In un premio consacrato all’idea del confine, e soprattutto al suo superamento, siamo felici di presentare una rosa di titoli che dall’Italia ci trasportano in Sri Lanka, in Cina, nei Balcani. A testimonianza di come il romanzo non rinunci ad aprirsi, anche in un mondo sempre più propenso alla chiusura. Ma le barriere attraversate in questi libri non sono solo geografiche. Altrettanto spesso sono psichiche, interiori. O formali: una graphic novel viene infatti accostata a pieno titolo ai romanzi scelti. Nella seconda edizione del Premio, siamo certi di offrire ai lettori e alle lettrici della Valle d’Aosta che vorranno esplorare questa lista un viaggio sorprendente e memorabile» – commenta il presidente di Giuria Paolo Giordano

L’annuncio dei finalisti sarà comunicato come previsto dal Regolamento nel mese di marzo, mentre la cerimonia di premiazione si svolgerà ad Aosta sabato 11 aprile 2026. Anche quest’anno il Premio sarà accompagnato da incontri pubblici e momenti di dialogo con gli autori, pensati per coinvolgere lettrici e lettori e valorizzare il territorio. 

La terna Finalista

  1. DonnareginaTeresa Ciabatti – Mondadori
  2. Lo sbilicoAlcide Pierantozzi – Einaudi
  3. 8.6 gradi di separazioneGiulia Scomazzon – Nottetempo

«La giuria è lieta di annunciare la terna vincitrice di questa seconda edizione del Premio – dichiara Paolo Giordano. – Ribadisco ‘vincitrice’, perché tutti e tre i libri verranno premiati. Fra questi, verrà poi decretato un super vincitore. C’è una parentela stretta fra i libri vincitori di quest’anno. Ha a che fare con il concentrarsi su qualcosa di molto intimo e bruciante. Una dipendenza, una diagnosi psichiatrica, il rapporto con una figlia. E ha a che fare con un’attitudine specifica al racconto, lontana da ogni compromesso e dall’autocommiserazione. Sono romanzi, questi, spietati innanzitutto verso sé stessi, privi del vittimismo che negli ultimi anni è diventato canone paraletterario. Forse quello che salterà all’occhio sarà soprattutto il dominio del racconto memorialistico, dell’io narrante che è al centro in ognuno. Ma non si tratta davvero di quello. Si tratta di spogliare la realtà esterna dalla retorica, offrendo in cambio sé stessi. Di rivelare il fuori attraverso il sacrificio del proprio vissuto

Terna Finalista Premio Letterario Vda 2026
Terna finalista Premio letterario Vda 2026

Vincitore della seconda edizione del Premio letterario Valle d’Aosta.

Alcide Pierantozzi, con Lo sbilico (Einaudi), è il super vincitore della seconda edizione del Premio Letterario Valle d’Aosta. 

La motivazione della Giuria al romanzo vincitore: «Com’è possibile raccontare sé stessi quando si è in preda ad allucinazioni costanti? Come si analizza la sofferenza psichica dall’interno della psiche che soffre? Per riuscirci, Alcide Pierantozzi ha dovuto reinventare niente meno che l’italiano, farlo suo e soltanto suo, mescolando la tradizione novecentesca a un’autofiction vertiginosa, la massima sapienza stilistica a una spregiudicatezza quasi anarchica».

«Dentro lo “sbilico” tutto è teso fino al punto di rottura, e oltre: la velocità dei pensieri, i muscoli in palestra, il vocabolario. Il risultato è un viaggio a occhi sbarrati nella perdita di sé, lucido eppure carico di commozione, reso possibile solo dalla letteratura, e che quindi celebra la letteratura stessa.
Se ha ancora senso parlare di canone, noi crediamo fermamente che Lo sbilico entrerà a far parte del canone di questo millennio. Che questo romanzo sia un punto di non ritorno sul racconto della mente, della sua vastità e della sua ambivalenza; un racconto in cui la minaccia della malattia finisce per coincidere, proprio attraverso la scrittura, con l’unica possibilità di salvezza
». 

Menzione opera prima

La menzione opera prima è stata assegnata all’esordio Mentre tutto brucia di Paulina Spiechowicz.

La motivazione della Giuria: «Abbiamo scelto Mentre tutto brucia di Paulina Spiechowicz come miglior esordio per la sua forza narrativa e l’originalità del punto di vista attraverso cui racconta una storia senza tempo: il conflitto giovanile tra il proprio desiderio e le imposizioni dei genitori. Anche la prospettiva che sceglie per raccontare il branco è inedita: Spiechowicz descrive molto chiaramente la paura che precede e dà origine alla violenza. Inoltre, scrivendo una storia che ha come protagonisti dei giovanissimi e in particolare una ragazzina, decide di concentrarsi, invece che sul dolore dell’emigrazione, sulla ricerca del piacere, della libertà, sulla possibilità ancora intatta che Beatrice ha di essere felice e libera, non straniera in Italia, ma cittadina del mondo, ovunque

Menzione speciale per la saggistica dedicata al tema del confine

Giovedì 19 marzo 2026 è stata assegnata la menzione speciale per la saggistica dedicata al tema del confine dalla Giuria a Il Paese che conta. Come i numeri raccontano la nostra storia di Linda Laura Sabbadini, pubblicato da Marsilio.

La menzione intende valorizzare opere di saggistica capaci di affrontare il tema del confine nelle sue diverse dimensioni – culturale, sociale, geografica e simbolica – offrendo strumenti di Interpretazione della realtà contemporanea.

«La Giuria del Premio Letterario Valle d’Aosta è lieta di premiare il saggio di Laura Sabbadini “Il Paese che conta. Come i numeri raccontano la nostra storia – dichiara il presidente di Giuria Paolo GiordanoNon è facile rendere appassionante la misurazione. Non è facile scrivere di dati e percentuali, anche se sappiamo che proprio lì, nei dati e nelle percentuali, esiste un accesso privilegiato alla comprensione del mondo. Laura Sabbadini riesce nell’impresa difficilissima di rendere i numeri appassionanti. Nel suo saggio, combina la scienza statistica con la descrizione culturale del nostro paese, la storia di un’istituzione cardine come l’Istat con quella di un apprendistato personale; l’evoluzione della società e il femminismo, la “passione statistica” e la “passione democratica”. Ciò che ci trasmette è così rilevante e vivo per lei, che la sua energia si trasmette fino a noi lettori, consegnandoci un ritratto nuovo dell’Italia. Questo libro unico, intrinsecamente politico senza il bisogno di gridare slogan, offrirà innumerevoli spunti – ne siamo certi – per una conversazione profonda e avvincente con il pubblico della Valle d’Aosta.»

Copertina Il Paese che conta di Linda Laura Sabbadini
Copertina Il Paese che conta di Linda Laura Sabbadini

Menzione speciale della Giuria popolare

Il totale dei voti espressi ha portato all’assegnazione della menzione speciale della Giuria popolare al romanzo di Giulia Scomazzon8.6 gradi di separazione (Nottetempo).

Il programma delle giornate conclusive

Lunedì 30 marzo 2026, è stato presentato il programma delle giornate conclusive della seconda edizione del Premio Letterario Valle d’Aosta, queste si sono svolte tra giovedì 9 e domenica 12 aprile 2026, Aosta e Pila ospitando sette appuntamenti che hanno accompagnato il pubblico in un percorso articolato tra narrativa, saggistica, performance e musica. Protagonisti di questa seconda edizione sono stati i tre autori finalisti Teresa Ciabatti con il romanzo Donnaregina (Mondadori), Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi) e Giulia Scomazzon con 8.6 gradi di separazione (Nottetempo).

Accanto a loro, le autrici delle menzioni speciali Linda Laura Sabbadini per la saggistica con Il Paese che conta. Come i numeri raccontano la nostra storia (Marsilio) e Paulina Spiechowicz con il suo esordio Mentre tutto brucia (Nutrimenti).

 «C’è una parentela stretta fra i libri vincitori di quest’anno. – ha commentato il presidente di Giuria Paolo Giordano – Ha a che fare con il concentrarsi su qualcosa di molto intimo e bruciante. Una dipendenza, una diagnosi psichiatrica, il rapporto con una figlia. E ha a che fare con un’attitudine specifica al racconto, lontana da ogni compromesso e dall’autocommiserazione. Sono romanzi, questi, spietati innanzitutto verso sé stessi, privi del vittimismo che negli ultimi anni è diventato canone paraletterario. Forse quello che salterà all’occhio sarà soprattutto il dominio del racconto memorialistico, dell’io narrante che è al centro in ognuno. Ma non si tratta davvero di quello. Si tratta di spogliare la realtà esterna dalla retorica, offrendo in cambio sé stessi. Di rivelare il fuori attraverso il sacrificio del proprio vissuto.»

Tra le novità dell’edizione del 2026 anche l’appuntamento Premioff dedicato alla presentazione dell’ultima fatica letteraria di Veronica Raimo, una dei membri della Giuria del Premio, che, nella mattinata di domenica 12 aprile, ha presentato, in dialogo con il presidente Paolo Giordano, il suo romanzo Non scrivere di me uscito il 3 febbraio per Einaudi. 

Un’apertura in fuori programma tutta dedicata alle scuole. Alcune classi del Licam di Aosta hanno incontrato Paulina Spiechowicz, autrice della menzione speciale al romanzo d’esordio Mentre tutto brucia e dialogato con lei sulla scrittura e sul valore della lettura oggi per le giovani generazioni. L’appuntamento, che ha il patrocinio dell’Università della Valle d’Aosta, si è svolto in forma riservata agli studenti nell’ex aula magna.

Il primo appuntamento aperto alla comunità è invece era programma giovedì 9 aprile alle ore 18, ad Aosta, al Conservatoire de la Vallée d’Aoste: in quella occasione la stessa Spiechowicz, ha dialogato con Laura Marzi, membro della Giuria. L’incontro è stato introdotto da un intervento musicale a cura del Conservatoire de la Vallée d’Aoste.

Il giorno successivo, venerdì 10 aprile, il Premio letterario ha proposto due appuntamenti con i finalisti. Alle ore 18, ad Aosta, al Palais Roncas, Giulia Scomazzon ha presentato il suo libro dagli spunti e dalle domande di Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e membro della Giuria. Alle ore 21, sempre ad Aosta, al Criptoportico forense, è stata la volta di Alcide Pierantozzi, in dialogo con Veronica Raimo. Entrambi gli incontri sono stati accompagnati dalle performance artistiche di Tamtando e Paola Corti.

Sabato 11 aprile, un’altra giornata intensa di eventi, si è aperta con un appuntamento in vetta: alle ore 9.30 il Panoramic Bistrot de La Stella di Pila ha accolto la presentazione del saggio Il Paese che conta. Come i numeri raccontano la nostra storia di Linda Laura Sabbadini, alla presenza dell’autrice della menzione speciale per la saggistica, in dialogo con Paolo Giordano, presidente della Giuria.
Nel pomeriggio, alle ore 15, ad Aosta, nella Biblioteca regionale Bruno Salvadori, la terza finalista Teresa Ciabatti ha incontrato il pubblico in un incontro condotto e moderato dalla giornalista Simonetta Sciandivasci, e accompagnato nuovamente dagli interventi musicali a cura di Tamtando insieme a Paola Corti.

Il gran finale era atteso per sabato 11 aprile alle ore 18, al Teatro Splendor di Aosta, con la cerimonia finale del Premio, condotta dalla giornalista Alessandra Tedesco di Radio 24, che ha visto la partecipazione dei tre finalisti Teresa Ciabatti, Alcide Pierantozzi e Giulia Scomazzon. Ospite della serata è stata Simona Molinari, affiancata alla chitarra da Egidio Marchitelli, che ha accompagnato in musica l’evento.
Nella serata sono stati svelati sia il vincitore assoluto del Premio, sia la menzione speciale assegnata dalla Giuria popolare dei grandi lettori della Valle d’Aosta impegnati nel rush finale di lettura dei testi.

A completare il calendario, infine, l’appuntamento Premioff, era in programma domenica 12 aprile alle ore 11, ad Aosta, all’Erbavoglio Anselmo: Veronica Raimo ha dialogato con Paolo Giordano presentando il suo ultimo romanzo “Non scrivere di me” (Einaudi).
Tutti gli eventi erano a ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Le votazioni si sono svolte mercoledì 8 e giovedì 9 aprile, con scrutinio venerdì 10 aprile 2026.


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